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	<title>Commenti a: La mission impossible dei tre teologi incaricati di ricucire coi ribelli di Econe</title>
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	<description>Diario Vaticano di Paolo Rodari - Vatican Blog</description>
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		<title>Di: A missão impossível dos três teólogos encarregados de &#8220;fazer as pazes&#8221; com os rebeldes de Êcone &#171; Per fas et per nefas</title>
		<link>http://www.paolorodari.com/2009/09/16/la-mission-impossible-dei-tre-teologi-incaricati-di-ricucire-coi-ribelli-di-econe/comment-page-1/#comment-5056</link>
		<dc:creator>A missão impossível dos três teólogos encarregados de &#8220;fazer as pazes&#8221; com os rebeldes de Êcone &#171; Per fas et per nefas</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 15:33:53 +0000</pubDate>
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		<description>[...] A missão impossível dos três teólogos encarregados de &#8220;fazer as pazes&#8221; com os rebeldes de&#160;Êcone  Ir aos comentários  Do blog de Paolo Rodari [...]</description>
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		<title>Di: stefano ceccanti</title>
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		<dc:creator>stefano ceccanti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 07:14:39 +0000</pubDate>
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		<description>Nel caso specifico della Dignitatis Humanae, qualsiasi cosa noi possiamo pensare dell&#039;ermeneutica complessiva del Concilio, dimostrare che la discontinuità non ci sia stata è proprio una mission impossible. Lo ha spiegato benissimo più volte il cardinal Camillo Ruini, parlando esplicitamente di &quot;svolta...rispetto alle posizioni precedenti della Chiesa in materia&quot;. Più esattamente, all&#039;ombra della dotrina precedente sullo &quot;stato Cristiano&quot;, temperata pragmaticamente dalla distinzione tra tesi e ipotesi,  la Chiesa si era trovata ad affermare contraddittoriamente sul piano globale una doppia verità: rigida, contro il proselitismo nei propri riguardi (in contrapposizione anche alla dichiarazione Onu del 1948) nei paesi di tradizione cattolica (in Spagna addirittura con posizioni critiche contro Franco perché considerato troppo aperturista), liberale nei Paesi pluralisti o comunisti. 

Contro questa schizofrenia, di fronte a limitati dissensi tra spagnoli e italiani, emerse un&#039;amplissima maggioranza in nome non del relativismo ma dell&#039;incompetenza dello Stato in materia religiosa, che unì l&#039;episcopato americano, rafforzato dall&#039;elezione di Kennedy e che aveva presenti le critiche dei protestanti Usa per la repressione anti-protestante in Spagna, a quello polacco, passando per quelli dei Paesi di missione. Un&#039;impostazione molto simile a quella che troviamo ante-litteram espressa da de Gasperi rispetto al ruolo della religione nella Costituzione rispetto alle richieste vaticane nei lavori di Padre Sale: da ex-suddito del pluralista Impero Austro-Ungarico l&#039;idea di &quot;religione di stato&quot; gli risultava semplicemente incomprensibile. La discontinuità secifica c&#039;era perché la Chiesa ragionava di più in un&#039;ottica missionaria e universale, ovvero più &quot;cattolica&quot;. Secondo me questo andrebbe in qualche modo spiegato ai lefebvriani: a volte si è più cattolici nella discontinuità.   

  

Cari saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel caso specifico della Dignitatis Humanae, qualsiasi cosa noi possiamo pensare dell&#8217;ermeneutica complessiva del Concilio, dimostrare che la discontinuità non ci sia stata è proprio una mission impossible. Lo ha spiegato benissimo più volte il cardinal Camillo Ruini, parlando esplicitamente di &#8220;svolta&#8230;rispetto alle posizioni precedenti della Chiesa in materia&#8221;. Più esattamente, all&#8217;ombra della dotrina precedente sullo &#8220;stato Cristiano&#8221;, temperata pragmaticamente dalla distinzione tra tesi e ipotesi,  la Chiesa si era trovata ad affermare contraddittoriamente sul piano globale una doppia verità: rigida, contro il proselitismo nei propri riguardi (in contrapposizione anche alla dichiarazione Onu del 1948) nei paesi di tradizione cattolica (in Spagna addirittura con posizioni critiche contro Franco perché considerato troppo aperturista), liberale nei Paesi pluralisti o comunisti. </p>
<p>Contro questa schizofrenia, di fronte a limitati dissensi tra spagnoli e italiani, emerse un&#8217;amplissima maggioranza in nome non del relativismo ma dell&#8217;incompetenza dello Stato in materia religiosa, che unì l&#8217;episcopato americano, rafforzato dall&#8217;elezione di Kennedy e che aveva presenti le critiche dei protestanti Usa per la repressione anti-protestante in Spagna, a quello polacco, passando per quelli dei Paesi di missione. Un&#8217;impostazione molto simile a quella che troviamo ante-litteram espressa da de Gasperi rispetto al ruolo della religione nella Costituzione rispetto alle richieste vaticane nei lavori di Padre Sale: da ex-suddito del pluralista Impero Austro-Ungarico l&#8217;idea di &#8220;religione di stato&#8221; gli risultava semplicemente incomprensibile. La discontinuità secifica c&#8217;era perché la Chiesa ragionava di più in un&#8217;ottica missionaria e universale, ovvero più &#8220;cattolica&#8221;. Secondo me questo andrebbe in qualche modo spiegato ai lefebvriani: a volte si è più cattolici nella discontinuità.   </p>
<p>Cari saluti</p>
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