Dino Boffo, il giorno dopo

Alla fine il presidente della Conferenza Episcopale Italiana Angelo Bagnasco ha detto la sua in difesa del direttore di Avvenire Dino Boffo. E, senz’altro, la difesa era dovuta. Boffo, infatti, è stato in questi primi anni di presidenza del successore di Ruini il principale suggeritore del cardinale Bagnasco. E poi, nell’immediato, la Chiesa italiana non ha altra strategia da mettere in campo: in questo momento, insomma, fare quadrato resta la cosa più importante.

Durissime davvero le parole di Bagnasco: «L’attacco che è stato fatto al dott. Boffo direttore di Avvenire – ha detto il porporato prima di celebrare la messa per la festa del santuario della Madonna della Guardia – è un fatto disgustoso e molto grave». E ancora: «Rinnovo al direttore di Avvenire tutta la stima e la fiducia mia personale e quella di tutti i vescovi italiani e delle Comunità cristiane».

La Santa Sede ha seguito con apprensione le ore che hanno visto il direttore del Giornale Vittorio Feltri sbattere in prima pagina un attacco al veleno diretto a Boffo. E, insieme, in Vaticano hanno condiviso la scelta della difesa. Non è questo, infatti, il momento di cedere. Più avanti, invece, si vedrà. A ben vedere, infatti, è nel medio periodo (e cioè entro Natale) che il cardinale segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone potrebbe intervenire nei confronti di Bagnasco per convincerlo a trovare un’alternativa a Boffo. In fondo, dopo tanti anni di conduzione di Avvenire, uno passo indietro potrebbe essere salutare anche per lui.

Ieri, il giornale dei vescovi è andato avanti con la difesa senza tentennamenti: Avvenire, infatti, ha pubblicato la lettera del direttore già resa nota l’altro ieri, la nota della Cei e la solidarietà della redazione.

Il cardinale Angelo Bagnasco, nel venerdì più difficile per i rapporti tra Governo e vertici della Chiesa, non aveva voluto rilasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti che lo aspettavano alla partenza del pellegrinaggio a piedi della vigilia della Festa della Madonna della Guardia alle pendici del Monte Figogna.

Ma, evidentemente, dopo una notte difficile, ha preferito reagire e dire la sua.

E che la Santa Sede, e quindi Bertone, in questo momento ritenga che la linea della difesa sia quella giusta lo testimonia l’Osservatore Romano in edicola oggi: il quotidiano della Santa Sede, infatti, all’indomani dell’annullamento della partecipazione del premier alle celebrazioni della Perdonanza celestiniana presiedute all’Aquila dal segretario di stato vaticano, e dell’attacco del Giornale sceglie oggi di non intervenire nella vicenda con articoli né commenti. Ma sulle pagine del quotidiano d’Oltretevere trova comunque spazio il commento al caso Boffo rilasciato ai giornalisti questa mattina dal presidente della Cei. L’Osservatore, poi e significativamente, pubblica alcuni passaggi dell’omelia di Bagnasco in cui il presidente dei vescovi italiani richiama l’importanza della sacralità della vita umana e dell’inviolabilità della dignità umana.

Bagnasco, nell’omelia, ha toccati diversi temi (molti inerenti l’azione del Governo in carica), a cominciare da quello della sicurezza. «Sicurezza e solidarietà non sono due opzioni contrapposte, ma un’unica e inscindibile strada, perché si radicano entrambe nell’unità della persona, della natura umana», ha spiegato il cardinale. Entrambe sono «universalmente volute sono valori oggettivi e universali che testimoniano l’’esistenza di un diritto naturale valido sempre e ovunque» e «sono diritti da rivendicare giustamente e doveri da onorare onestamente, nel quadro delle situazioni concrete della vita dei singoli, delle società, delle Nazioni». «In un clima di nichilismo valoriale non si cadrebbe inevitabilmente in uno Stato etico? Che pretende di decidere l’ordine morale fondamentale, anziché riconoscere i valori costitutivi della persona, quelli che scaturiscono non dai desideri dei singoli ma dalla natura umana di tutti, come l’inviolabilità della vita umana, un lavoro decente, l’onorabilità, la cultura, la libertà, la casa, la sicurezza, la solidarietà».

È stato questo un altro dei passaggi dell’omelia dell’arcivescovo di Genova. «Che l’uomo sia fatto così com’è, anima e corpo – ha aggiunto il prelato – precede qualunque nostra decisione e vincola il dover essere morale dei singoli e della collettività: vincola qualsiasi autorità». «Si dirà forse che il mio dire è una forma di “ingerenza” in ambiti che non sono di mia competenza. Perchè, invece, non pensare ad un contributo che la Chiesa in moltissime forme – religiose e pastorali, culturali e sociali – offre alla riflessione di tutti e per il bene comune?».


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  1. luigi culmone ha scritto il 30 agosto 2009 alle 2:25 pm:

    boffo , in umilta’ cristiana,farebbe bene a mostra re grande nobilta’ d’animo e togliere la Chiesa dagli impicci ovvero dimettersi magari proclamando la sua innoccenza .. .ha fatto una grande carriera ed un grandissimo giornale intressante e culturalmente effervescente…non sarebbe male,in questo frangente, pensare a guadagnare punti salvezza (eterna)…in fondo nasciamo per questo o no?


  2. Iginio ha scritto il 30 agosto 2009 alle 4:59 pm:

    I preti sono bravissimi a mettere sovente le persone sbagliate nel posto giusto. Se trovano un laico serio, preparato, magari colto, lo trattano da stupido e lo prendono in giro, dicendo che é meglio un asino vivo di un dottore morto. Se invece trovano un ruffiano, vanno in brodo di giuggiole. Il fatto che Boffo fosse “intellettualmente” vicino a cardinali vari, o che abbia appoggiato battaglie giuste come quelle contro il referendum sulla fecondazione (problema che, ormai, si è capito a lui non interessare in ogni caso, dati i suoi gusti…), non cambia di una virgola il fatto che la sua condotta “privata” non lo rendeva degno di tanta importanza. Se invece sta bene dove sta, allora ha ancor meno senso criticare Berlusconi per la sua vita privata. Sarebbe ora che la Chiesa italiana la smettesse coi detriti della cosiddetta Azione Cattolica e cercasse altrove laici veramente degni, anziché coltivare opportunisti e mediocri, come del resto avviene in troppi ambienti clericali (vedi certe università pontificie, certe congregazioni religiose, ecc.). Invece di mortificare i talenti, li promuovano, si aprano allo Spirito Santo, non allo spirito del tempo. E la finiscano con la “sindrome della pecorella smarrita” che li porta a giustificare l’ingiustificabile.
    O credono forse che non esistano altre persone in grado di fare meglio di Boffo come giornalisti e cattolici allo stesso tempo?!?


  3. Luca ha scritto il 30 agosto 2009 alle 5:00 pm:


  4. raffaele savigni ha scritto il 30 agosto 2009 alle 11:31 pm:

    Vedo che qualcuno, sempre pronto a giustificare le malefatte di Berlusconi (quelle ben documentate…), considera certa la colpevolezza di Boffo, la cui vera “colpa”, agli occhi di Berlsxconi e dei suoi troppo zelanti difensori, è quella di aver osato criticare l’”unto del Signore”. Se Boffo non avesse raccolto (timidamente) le critiche dei lettori, il loro scandalo per in comportamenti del premier, Feltri non si sarebbe mai sognato di diffamarlo, di tirar fiori certe storie. A mio avviso il comportamento di Feltri è VERGOGNOSO. Visto che oltretuttto B. ha detto di non condividere le sue accuse, abbia il buon senso di DIMETTERSI.I “maggiordomi” troppo zelanti finiscono per diventare ingombranti anche agli occhi di chi li ha messi in quel posto.


  5. Iginio ha scritto il 31 agosto 2009 alle 4:44 pm:

    Il livore savignesco lascia sgomenti. Ha letto il mio nome e si è scatenato. Quando poi si tratta di Berlusconi, rinuncia a ragionare, parla di malefatte documentate, ma non spiega quali sarebbero, di quale reato si tratti… Pura maldicenza, come quella che imputa agli altri. Ovviamente, chi invece cerca di ragionare, sarebbe un servo di Berlusconi… L’unica cosa vera che il nostro mangiatore di tagliatelle dice, è che Boffo non era l’artefice dell’attacco giornalistico a Berlusconi.
    A proposito: Savigni, come ha fatto a prendersi la cattedra universitaria? Chi ha manovrato il concorso? Vogliamo scommettere che qualche scheletruccio nell’armadio ce l’ha anche lei (e non solo lei, se è per questo)? O crede che, siccome non ci sono conversazioni registrate, allora è tutto liscio? Lasci perdere, è meglio, il furore moralista è un’arma a doppio taglio…


  6. elio ha scritto il 31 agosto 2009 alle 10:18 pm:

    Sicuramente dei gusti sessuali del dott boffo, non ci interessa alcunchè…
    magari c’è da chiedersi come mai un illustre prelato come il Cardinale Bagnasco non si indigna per il reato commesso e sopratutto per il suo fine, ovvero distruggere una famiglia “istituzionalmente corretta” per soddisfare il proprio desiderio….
    non mia pare un granchè per un cattolico che dirige uno dei principali organi di stampa Cattolici.
    Chissà che cosa sarebbe successo se la stessa cosa l’avesse fatta Berlusconi.
    Probabilmente si sarebbe arrivati alla scomunica.


  7. massimo ha scritto il 1 settembre 2009 alle 7:27 am:

    Boffo non è un molestatore.ne è gay. è una persona onesta,integerrima.
    lo capisce anche un deficente che questa è una enorme panzana montata ad arte da tempo,molto tempo,perchè occorreva tappare la bocca alla chiesa. e ci sono vari soggetti che hanno collaborato,dal principe regnante,per le sue ragioni,che divergono da quelle del principe in pectore,l’ineffabile Fascistone redento,alias presidente della “sorda e grigia” aula della camera,che a sinistra riscute tanti assurdi consensi,dai gonzi e dalle gonze di turno,tanti altri che dei valori della chiesa,come i temi della bioetica,vogliono fare incetta.le case farmaceutiche,per esempio,in cui ha mani in pasta marino,veronesi,de benedetti. la cosa è cominciata all’indomani del fallimento del referendum sulle staminali;penso ai dico,solo al pensiero di quanto sia potente la lobby omosessualista in europa mi viene freddo… penso al silenzio stizzito e prolungato di prodi,il ricchissimo e potentissimo prodi,che in europa ha tanti,troppi amici. gente serve un intelligenza al di sotto della media delle galline ovaiole padovane per capire che dietro questa storia c’è tanto.
    un messaggio a tutti i laicisti odiatori del cattolicesimo,dei preti e della chiesa,dei vescovi: fate un pò schifo a prendere per oro colato la porcata di feltri e berlusconi,non un pò,un pò tanto. siamo alla demenza colettiva da pregiudizio anticlericale,e chi è potente,i sopracitati,lo sapeva che poteva contare su un popolo di tacchini del minnesota. voi che della dea ragione dovreste essere gli adoratori,e della logica ragionevole i portatori,oggi l’avete con la vostra becera insufficenza mentale definitivamente abolita. dopo aver letto nick e post in due giorni,in molti blog su questa assurda vicenda da da “ventennio” non resta che vomitare.


  8. Saverio ha scritto il 1 settembre 2009 alle 4:34 pm:

    L’analisi di Dario è molto lucida. Le abitudini ed i gusti di Boffo sono noti a tanti e da tanti anni, ma nessuno è tenuto ad entrare in casa Boffo e giudicare. Tuttavia in una fase in cui l’Italia ama sbirciare in casa di tutti, premier in primis, e additandolo ma anche invidiandolo (non si spiegherebbe il successo dei reality più pruriginosi che il popolo del pd conosce a meladito… o mi dite che cambiano canale?), fa specie che il direttore di un giornale presunto cattolico possa permettersi di sferrare attacchi diretti e la stessa cosa non possa essere fatta nei suoi confronti in forza di un diritto di cronaca quanto più legittimo, e senza accuse strampalate bensì riportando la notizia di una sentenza passsata in giudicato.
    Certamente, in maniera strumentale…ma scusate i giornali non sono strumentali per definizione. Pertanto l’ipocrisia ed il doppiopesismo in questo caso sono piuttosto evidenti, e se ne è accorto anche un esponente del PD come Mario Adinolfi. Leggiamo tutto in maniera più funzionale, piuttosto che appellarci ad una superficiale ed insulsa libertà di stampa. La libertà c’è, il fatto è che alcune “culture” la garantiscono più di altre.


  9. raffaele savigni ha scritto il 1 settembre 2009 alle 7:08 pm:

    Iginio, si calmi, lei non è così importante per me. Se guarda in giro sui blog ho polemizzato anche con altri.
    Se vuole indagare su di me con metodi “alla Feltri” (se non ha nulla di meglio da fare, tipo studiare) faccia pure: non troverà nulla, ho la coscienza a posto. Poi può darsi che io mi sbagli nel giudicare: non pretendo di essere infallibile.


  10. Rudy Basilico ha scritto il 2 settembre 2009 alle 1:32 pm:

    Perchè Boffo si dimette se è così sicuro del suo? Bah!
    Una mia lettera a Boffo:
    http://www.moschebianche.it/2009/09/02/lettera-a-boffo/


  11. Didimone ha scritto il 2 settembre 2009 alle 3:10 pm:

    Io, come cattolico (credente, praticante, militante), spero ardentemente che la Chiesa prenda posizione in modo più netto contro quell’ineffabile signore che ci governa, e che (lo dico seriamente, non per ischerzo) può esser benissimo una punizione del Cielo per i peccati del nostro Paese.

    Diciamo meglio: il problema non è tanto il Berlusconi come persona (per il quale dobbiamo pregare, perché chi è senza peccato…) No, il problema è il berlusconismo: quest’ideologia profondamente anticristiana, misto del peggior individualismo, edonismo, qualunquismo, espressione di volgarità e incultura, di decadenza nazionale, sul piano intellettuale, spirituale, politico, sociale e anche economico.

    Non è questione di destra o sinistra: è questione d’aver rispetto di noi stessi, come italiani e come cattolici. Che il Signore ci liberi di tutto questo, e ci converta tutti a sé.

    (P. S. Però c’è anche peggio del berlusconismo: il leghismo. Ma qui la penna — che non ho — mi cade di mano.)


  12. Saverio ha scritto il 2 settembre 2009 alle 4:57 pm:

    Ma questo Didimone digita peggio di come scrive. Mi faccia indovinare dove milita…Azione Cattolica?