A Rimini arriva Tony Blair, il riformista amato da Cl

Che la conversione di Tony Blair al cattolicesimo avvenuta nel 2007 sia reale lo dicono tante cose. Lo dicono con forza – e da mesi – le parole di uno dei principali fautori della conversione stessa dell’ex premier inglese: padre Timothy Russ, parroco di Great Missenden, la chiesa cattolica più vicina a Chequers, la residenza di campagna dell’ex primo ministro. E lo dice, quest’oggi, l’arrivo al Meeting di Rimini di Cl dello stesso Blair. Questi, infatti, per dire la sua ai cattolici ciellini attorno ai concetti di «persona», «comunità» e «Stato» (al suo fianco ci sarà Giorgio Vittadini) ha accettato di rinunciare al suo usuale compenso (si dice sia attorno addirittura ai 200 mila euro) e di parlare a Rimini gratis. Proprio così: zero euro, zero sterline. Per il popolo di Cl, un segno che l’ex premier ha voluto dare per dire a tutti: «Io ci credo davvero». Nelle scorse settimane era sorta una polemica attorno al compenso che Blair avrebbe percepito a Rimini. La polemica oggi è finita grazie alla decisione dell’ex premier inglese.
Chi ha lavorato maggiormente per far conoscere Cl a Blair resta un mistero. O meglio, è difficile fare nomi precisi perché la cosa parte da lontano. L’avvicinamento, insomma, ha diverse radici e diversi movimenti.
Certamente chi nell’imminenza della conversone ha tenuto i rapporti ufficiali tra Blair e il mondo della Chiesa cattolica, tra Blair e il Vaticano anzitutto, è stato Francis Martin Xavier Campbell, giovane ambasciatore inglese presso la Santa Sede. È il primo diplomatico inglese cattolico presso il Vaticano in quasi cinquecento anni. Spigliato, ben introdotto oltre il Tevere, ama intrattenere rapporti diplomatici a 360 gradi, senza precludersi nulla insomma. Una caratteristica, quest’ultima, tollerata dal Vaticano.
Se sia stato Campbell a presentare Blair a Comunione e liberazione è difficile dirlo. Di certo, i suoi rapporti col movimento fondato da don Luigi Giussani sono buoni: il 9 giugno scorso è stato lui, infatti, a presentare il Meeting nella sede diplomatica italiana di Palazzo Borromeo. Con lui c’era anche l’ambasciatore presso la Santa Sede dell’Iraq, Albert Edward Ismail Yelda.
La sintonia tra Cl e Blair è anche contenutistica. Cl da sempre sente Blair vicino quanto alle tematiche del riformismo. Non è un caso che nell’oramai lontano 2004, fu Peter Mandelson – oggi Ministro del “Business” del governo di Gordon Brown, ma precedentemente laburista vicino a Blair tanto da essere considerato il principale architetto della trasformazione del Labour britannico nel New Labour – a essere invitato a Roma per tenere una conferenza nella Sala della Lupa di Montecitorio proprio di fronte ai parlamentari dell’“Intergruppo per la Sussidiarietà”, un’associazione bipartisan di deputati e senatori promossa con la segreteria organizzativa della Fondazione per la Sussidiarietà di Giorgio Vittadini. Mandelson enucleò i principali temi dell’azione riformista in Europa e spiegò come lo stesso Blair fosse favorevole a una politica immigratoria europea basta sul rispetto delle regole. La medesima politica che oggi Cl sostiene: carità e regole assieme.
Il riformismo alla Blair è sempre piaciuto a Giorgio Vittadini. Ma la sintonia c’è anche su altro. Ad esempio su quella «faith foundation» che Blair ha creato. Piace la fondazione ai ciellini e alle sue guide. Perché non fa solo teoria ma anche pratica. Lavora per incidere nella società ad esempio cercando di dimostrare come la fede sia una potente forza per il bene nel mondo. Senza la fede, insomma, il mondo è più povero. Perde qualcosa. E questo modello di «fede incarnata» non è dissimile, per certi versi, da quanto teorizza Cl.
Forse l’unica macchia recente quanto a Blair e ai suoi rapporti con la fede cattolica riguarda alcune critiche che lo stesso ex premier ha riservato al Vaticano per le sue posizioni nei confronti degli omosessuali. «Il Vaticano – ha detto Blair lo scorso giugno – dovrebbe ripensare la propria posizione nei confronti degli omosessuali e abbandonare le posizioni trincerate, mentre il mondo si evolve». Parole pesanti che, se saranno ripetute oggi a Rimini, non verranno di certo apprezzate.

Tratto da:

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  1. Andrés Beltramo ha scritto il 27 agosto 2009 alle 12:41 pm:

    Stando a questo suo pezzo, caro Paolo, il signor Blair sembrerebbe quasi un cattolico modello… anche perche rinuncia a percepire 200 mila euro per tenere una “saggia conferenza”. Come stanno le cose nel mondo, in parte per le azioni di questo signore politico inglese, pensare a prendere quella somma per 120 minuti “di lavoro” risulta veramente un insulto alla povertà, alla fame e alla crisi internazionale.
    Però aldilà di questo evidente fatto, magari l’amici di CL non sanno (o non vogliono sapere) la vera storia di Blair ed i suoi ripetuti e palesi attacchi alla vita umana nella forma di leggi. Tutti sanno ormai che il peggior periodo politico in Inghilterra per la famiglia e la vita è stato il governo Blair. Questo signore, ed i suoi amici “liberal”, hanno fatto diventare la Gran Bretagna l’esempio mondiale delle politiche di sperimentazione con embrioni, per i diritti omosessuali e per la educazione sessuale promiscua.
    Tuttora la sua “Fondazione Blair” lavora senza sosta nelle Nazione Unite per far si che l’aborto diventi un “diritto umano”. Questo sarebbe il politico cattolico modello? Le macchie di Blair sono ben più d’una dichiarazione contro il Vaticano.


  2. Elia ha scritto il 27 agosto 2009 alle 9:57 pm:

    Le affermazioni di Blair potrebbero anche andare bene se non fosse che è lo stesso Tony Blair che ha iniziato la guerra in Iraq, andando contro l’accorato consiglio del Servo di Dio Giovanni Paolo II.
    Andrebbero bene se non fosse che è lo stesso Blair che in questi giorni ha raccolto fondi per Stonewall, la più grande e conosciuta organizzazione di attivisti gay d’Inghilterra. Nell’occasione Blair si è detto pure orgoglioso e contento di aver promosso i matrimoni omosessuali.
    Non si deve anche dimenticare che durante il suo governo, Tony Blair, è stato uno dei più grandi architetti mondiali della cultura della morte, promuovendo l’aborto, gli esperimenti sugli embrioni umani, la clonazione e l’eutanasia.
    Non si deve anche dimenticare che Blair ha votato ogni provvedimento anti-vita e anti-famiglia sottoposto al Parlamento. Prima di divenire primo ministro ha votato tre volte a favore dell’aborto libero fino alla nascita e come primo ministro ha promosso l’aborto “segreto” per le adolescenti, senza il consenso dei genitori. Ha incoraggiato l’utilizzo della pillola abortiva chiamata “del giorno dopo”. Ha sponsorizzato la ricerca distruttiva sugli embrioni. Il suo governo ha dato appoggio in Cina alla politica del controllo delle nascite, chiamata “del figlio unico”.
    Non si deve anche dimenticare che Blair ha personalmente promosso iniziative legislative che hanno colpito direttamente la Chiesa Cattolica. Infatti, è stata approvata una legge che ha obbligato anche le agenzie per le adozioni gestite dalla Chiesa Cattolica a dare in adozione bambini a coppie omosessuali. Blair ha ignorato l’avviso dei Vescovi che queste agenzie avrebbero chiuso se la legge fosse passata, perchè sarebbe stato andare contro quello che la Chiesa insegna da sempre. Chi non voleva che la Chiesa mantenesse la libertà di coscienza sulle adozioni? Stonewall, l’organizzazione di attivisti gay, per cui Blair si è tanto adoperato.
    Non si deve anche dimenticare che Blair è stato uno dei più potenti sostenitori e collaboratori dei movimenti politici omosessuali nella loro opera di demolizione delle tradizionali protezioni e difese legali per il matrimonio naturale tra uomo e donna.
    John Smeaton, Direttore della Società per la Protezione dei Bambini non nati (Society for the Protection of Unborn Children, SPUC), nel febbraio 2007 ha affermato: “Effettivamente non c’è settore etico pro-vita e pro-famiglia che il governo Blair non abbia reso peggiore”.
    E ciò che è strano, è che non risulta affatto che Tony Blair, entrando nella Chiesa Cattolica, si sia pentito pubblicamente di questo suo passato di promotore di morte e di immoralità.
    Eppure il cardinale Cormac Murphy O’ Connor, il 21 dicembre 2007, giorno dell’ingresso dell’ex primo ministro nella Chiesa Cattolica, si è dichiarato molto contento di questa “conversione”, non esigendo da Blair un atto pubblico di pentimento per i suoi molteplici e gravi atti pubblici contro l’insegnamento morale della dottrina cattolica.
    Ma il cardinale gli avrà letto almeno il Catechismo della Chiesa Cattolica, se non quello completo, almeno il Compendio, quello a domande e risposte?
    Probabilmente sì, ma Blair forse glielo avrà rispiegato in chiave multiculturalista e multireligiosa…


  3. Alessia ha scritto il 28 agosto 2009 alle 3:23 pm:

    Concordo con Elia. Tony Blair è un ipocrita e un opportunista.
    Alessia


  4. Luca ha scritto il 29 agosto 2009 alle 12:57 am:

    Blair in patria è noto per essere un bugiardo e un corrotto. Questo per quanto riguarda il politico. Inoltre le sue idee sulla fede sono quanto di più confuso e meno cattolico si possa desiderare.
    Approfitto per segnalare che, contrariamente a quanto qualcuno crede anche in ambienti “cattolici” troppo “ecumenici”, gli anglicani sono molto divisi al loro interno e una parte di loro guarda con ammirazione a papa Benedetto: non è escluso che diverranno cattolici preso, e dobbiamo rallegrarcene, anziché fare come certi in Vaticano che vorrebbero che la Chiesa Anglicana restasse unita per poi fare l’”ecumenismo”.


  5. Luigi ha scritto il 29 agosto 2009 alle 3:49 pm:

    non mi è mai “piaciuto” Blair (non so né voglio dare giudizi sulla sua conversione)

    quindi non mi piacciono neppure coloro che vanno in brodo di giuggiole per Bambi


  6. luigi culmone ha scritto il 30 agosto 2009 alle 9:15 am:

    la conversione di blair mi ha commosso ma come dicono altri intervenuti Blair dovrebbe ammettere che la guerra in Iraq e’ stato un errore gigantesco di cui i cristiani irakeni stanno pagando le conseguenze …quanto agli amici di cielle dovrebbero meditare sul fatto che Blair e’ un riformista lontano anni luce dal berlusconismo sia pubblico che privato