Intervista a Giorgio Vittadini: il Meeting, Tony Blair, Berlusconi e il Papa
ago 25, 2009 IL RIFORMISTA (OLD)
Giorgio Vittadini (presidente Fondazione per la Sussidiarietà), il Meeting compie trent’anni. Da Rimini sono passati Giovanni Paolo II, Madre Teresa di Calcutta, grandi uomini di Chiesa, di cultura e della politica. Oggi c’è chi dice che i grandi nomi a Rimini non ci sono più. È così?
A Rimini ci sono anche quest’anno i più grandi nomi della cultura mondiale. Certo, se invece si ritiene che a fare cultura debbano essere sempre le stesse persone, sempre la solita gente, allora sì, qui non c’è nessuno.
Chi c’è quest’anno?
C’è Tony Blair, c’è Rémi Brague, filosofo francese, uno dei più grandi conoscitori di cultura islamica, ebraica e cristiana; c’è Yves Coppens, Professor Emeritus at the Collège de France; John Mather, Premio Nobel per la Fisica 2006; Charles Townes, Premio Nobel per la Fisica 1964, Professor at the Space Sciences Laboratory of the University of California, Berkeley; c’è Mary Ann Glendon, l’ex ambasciatrice Usa presso la Santa Sede, che per me rimane una grandissima personalità a livello mondiale; poi John Milbank, teologo cristiano e fondatore del movimento Radical Orthodoxy. E tanti altri.
Le piace Blair?
Lo ritengo uno da cui imparare.
Perché?
Perché ha capito che solo una vera politica riformista serve alla società.
Politica riformista in che senso?
È quanto ha enucleato benissimo Benedetto XVI nel messaggio che ci ha inviato ieri – domenica 23 agosto per l’apertura del Meeting, ndr -. Il Papa ha detto che «il coinvolgimento con l’oggetto conosciuto da parte del soggetto conoscente è “conditio sine qua non” della conoscenza stessa. Perché un vero riformismo si attui, cioè, occorrono soggetti che vogliano implicarsi con la realtà che hanno innanzi e dunque cambiarla. Il Meeting di Rimini è tutto questo. Qui c’è gente che vuole riformare davvero la società coinvolgendosi in essa, non teorizzando ideologicamente quale cambiamento occorrerebbe apportare, bensì implicandosi nella realtà, rischiando, magari fallendo, ma amando ciò che si ha di fronte.
Oggi (ieri per chi legge, ndr) è il giorno di Roberto Calderoli. La lega è in rotta di collisione con la Chiesa sull’immigrazione. Lei da che parte sta?
Occorre essere equilibrati. L’argomento lo richiede. Credo che servano regole e insieme carità. Una carità senza regole è inutile mentre le regole senza carità sono ingiuste. Credo che occorrerebbe maggiore cooperazione con i Paesi del Nord Africa. Occorre una politica di cooperazione allo sviluppo molto più decisa, uscendo dal neocolonialismo che caratterizza l’Europa. Sono i Paesi africani che debbono rendersi conto di come lasciar partire all’avventura i propri cittadini verso i nostri porti sia controproducente. In questo senso una vera politica riformista dovrebbe fare il contrario di quanto hanno fatto Francia e Germania. La politica di Angela Merkel e di Nicolas Sarkozy, in questo senso, è mediocre e corporativa. Hanno illuso i Paesi del Nord Africa con offerte che non sanno mantenere. Dovrebbero imparare dalle politiche immigratorie di Blair: integrazione ma anche regole.
Lei ha più volte dichiarato, da cattolico, che il caso Escort che ha coinvolto Silvio Berlusconi non le interessa, perché?
Guardi che non interessa soltanto a me, ma anche a tanta altra gente. Qui a Rimini, ad esempio, non interessa a nessuno. Non perché siamo indifferenti, ma perché guardiamo la moralità in positivo, come tensione: quella dell’attrattiva vincente (di cui parlava Sant’Agostino) che rende morali, come ha testimoniato il Miguel Manara, l’opera con cui si è inaugurato il Meeting che è una rilettura della conversione di don Giovanni. Chi non vive così ci perde.
E Berlusconi?
Io giudico il presidente del consiglio per gli atti politici del suo governo. Ognuno ha una coscienza con cui valutare in altri contesti anche gli atti privati. Al momento delle elezioni poi ognuno terrà conto di tutto.
Voi avete sempre difeso la vita in tutte le sue fasi. Fa parte del vostro dna. Oggi però le vostre battaglie sembrano perse. L’aborto è legalizzato praticamente ovunque e recentemente in Italia è arrivata la Ru486. Le due visioni saranno sempre inconciliabili?
Se tutti partissero dalla propria esperienza non potrebbero che pensare che la vita va difesa sempre. Sotto il profilo del principio non si possono avere sconti sulla difesa della vita. Ma è solo guardando esperienze in atto di amore alla vita che molti si convincono di questo. Tutti, partendo da ciò che vivono, dal paragone con la propria coscienza, possono distinguere ciò che è bene e ciò che è male.
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agosto 25th, 2009 at 5:13 pm
Trovo m,olto discutibile la reticenza di Vittadini a proposito dei comportamenti immorali di Berlusconi, ed anche del razzismo della Lega. Non si può vendere lo spirito critico per un piatto di lenticchie (leggi un po’ di soldi alle “opere” cattoliche).
P.S. cosa arebbe risposto Vittadini se al posto di Berlusconi ci fosse stato Prodi o Veltroni?
agosto 26th, 2009 at 7:37 am
@Raffaele
scusi ma dove vive?? Io, dalla Germania, leggo sui quotidiani italiani, soprattutto in questi giorni, di roventi controversie tra la Lega e la CEI sulla questione immigrati.
SInceramente sui quotidiani e sui blog cattolici non leggo altro che di Berlusconi e delle sue scappatelle. Ma insomma, adesso basta: pretendete che adesso il Papa passi il Tevere e organizzi un rogo per Berlusconi?
Magari voi siete quelli che si lamentano perché i divorziati non possono fare la comunione, e poi vi lamentate perché Berlusconi non viene lapidato per le sue avventure sessuali.
P.S. Lei che cosa avrebbe scritto se Vittadini avesse accusato Prodi o Veltroni di immoralità?
agosto 26th, 2009 at 10:02 am
Scusate l’intromissione ma sono rimasto senza parole nel leggere il commento che il Signor Giorgio Vittadini dà di Blair.
Leggete questo breve resoconto di quello che questo “grande statista” (grande?!) pensa del Santo Padre Benedetto XVI e della Chiesa Cattolica: http://www.pliniocorreadeoliveira.it/perche_piange.htm
Buona lettura, se così si può dire.
agosto 26th, 2009 at 4:14 pm
Caro Elia, quelle affermazioni di Blair sono discutibili. ma il De Oliveira) era un fior fiore di reazionario (ostile al Vaticano II), da cui credo di non aver nulla da imparare.Il suo movimento di destra in America latina sostiene gli interessi dei grandi proprietari terieri contro i campesinos.
agosto 26th, 2009 at 4:17 pm
E che ne dite di quel decerebrato che spara a zero sulla Chiesa e vorrebbe cassare il Concordato? Come vedete, quando si toccano certi interessi l’anticlericalismo duro c’è anche a destra. Certi borghesi leghisti (magari nipoti indegni di bcontadini che si guadgnavano la vita lavorando sodo, quando non emigravano…) non hanno un briciolo di umanità: pensano solo alle loro tasche ed al loro benessere. Che schifo!
agosto 26th, 2009 at 5:28 pm
Veramente il De Oliveira non ha mai rigettato il Vaticano II come fece Lefrebve e non avrebbe mai ricevuto la benedizione papale in punto di morte (1995) se fosse stato la persona che lei in due righe descrive.
Del resto le molte lettere di encomio da parte di membri autorevoli della Chiesa (sia pre che post-conciliare) stanno a testimoniare la lealtà e fedeltà di questo pensatore cattolico a Santa Madre Chiesa. Eccone una per tutte: http://www.pliniocorreadeoliveira.it/tu_es_petrus.htm
Scusate l’off topic, era solo per dare qualche precisazione.
agosto 29th, 2009 at 3:59 pm
Elia,
non si adonti: lei forse non sa che il gentile Savigni si è sempre e solo abbeverato alla cosiddetta Scuola bolognese (Dossetti, Alberigo, Melloni et similia) ed è pertanto attento precipuamente al sociale.
E’ anche un elettore convinto del PD (però ignoro se alle primarie voterà per Franceschini, per Bersani o per il cattolicoadulto Marino
agosto 30th, 2009 at 5:01 pm
rimango ,da ciellino,sconcertato dalle parole di vittadini che si proclama disinteressato della moralita’ matrimoniale e/o sessuale del presidente del consiglio…..si’ va bene le opere ma anche costruire una famiglia cristiana dove si recita il rosario,si educa al culto dei morti , si insegna che siamo fatti per l’eternita’ e non per il piacere di qualche secondo e’una OPERA ed e’ dovere del battezzato … quale e’ Berlusconi: Giussani mi ha educato a combattere il male sia nella societa’ ma in primis contro quello che e’ insinuato dentro di me a causa del peccato originale.. vittadini ci hanno educato alla sequela…cosa ti direbbe papa Woitila …il matrimonio e’ un sacramente oppure in cambio diu qualche opera e/o assessorato si puo’ retrocederlo a mera formalita’ …roba da pazzi …che Berlusconi occupi il suo tempo libero ad educare ,vista l’eta’ , i nipotini magari facendo leggere loro il magnifico catechismo di PIO X