“Per noi è sempre il professor Ratzinger”. Il gesuita americano Joseph Fessio spiega al Riformista i temi del seminario di fine agosto a Castel Gandolfo
15 agosto 2009 -
Si terrà dal 27 al 30 agosto nel Palazzo Apostolico di Castelgandolfo. È l’annuale incontro degli ex allievi di Joseph Ratzinger che gli anni passati venne dedicato prima all’Islam e poi all’evoluzionismo. Si tratta di un incontro informale che affronta tematiche che Benedetto XVI intende approfondire in modo più puntuale. Come spiega al Riformista uno dei partecipanti, il gesuita americano Joseph Fessio, il “Ratzinger Schülerkreis” di fine agosto 2009 avrà per tema «la missione», «la sua giustificazione» e «la missione in dialogo con gli uomini e le differenti culture e religioni». Un tema che già nel pontificato ratzingeriano ha fatto parecchio parlare di sé. Era il dicembre del 2007 quando uscì una Nota della Congregazione della Dottrina della Fede dedicata agli «aspetti dottrinali dell’evangelizzazione». L’ex Sant’Uffizio condannò il relativismo e il pluralismo indifferenziato dove tutte le posizioni si equivalgono e spiegò la strada della giustificazione della missione evangelizzatrice della Chiesa verso i non cattolici. Secondo la Nota, che in larga parte si rifaceva al Concilio, proporre Cristo non è indebita intromissione quanto amore alla verità.
A fine agosto, sui Colli Albani, il Papa terrà la relazione conclusiva del convegno. Le relazioni guida, invece, verranno svolte dal teologo protestante Peter Beyerhaus e da Horst Bürkle, teologo evangelico convertitosi al cattolicesimo e docente emerito della Ludwig-Maximilians Universitaet di Monaco di Baviera. È significativo che vengano invitati due esponenti vicini al mondo protestante: i rapporti ecumenici, infatti, sono parte centrale del tema: è da come la Chiesa cattolica concepisce le relazioni con le altre Chiese cristiane che la missione può assumere colori adeguati o meno. Ai lavori, come sempre, sarà presente anche l’arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn.
Professor Fessio, quale il tema dell’incontro di quest’anno?
Quest’anno il tema è la missione. I due interventi principali saranno del Professor Peter Beyerhaus e del Professor Heinz Bürkle. Il Professor Beyerhaus presenterà una relazione dedicate al tema della “Missione Ad Gentes – La sua giustificazione e la sua forma oggi”. Il Professor Bürkle presenterà una relazione dedicata alla “Chiesa e la Sua Missione in Dialogo con gli Uomini e le Differenti Religioni e Culture”. Di solito le due relazioni vengono esposte in due momenti separati, alla maniera di seminari, con tutti gli studenti presenti, alla presenza del Santo Padre. Dopo l’esposizione delle relazioni vi sono domande e commenti, col Santo Padre che normalmente chiude i lavori con una sommaria istruzione dopo che anch’egli ha preso parte alla discussione.
Il tema dell’incontro l’ha deciso il Papa o l’avete deciso assieme?
La modalità con la quale viene scelto il tema per il meeting dell’anno successivo è sempre la medesima: i membri dello Schülerkreis propongono e discutono vari temi e dopo questi vengono presentati, in ordine di preferenza, al Santo Padre che poi ne sceglie uno. Lo Schülerkreis, attraverso i suoi responsabili, decide assieme al Papa chi verrà invitato a parlare.
Perché Benedetto XVI promuove questi incontri?
Gli incontri cominciarono dopo che il Professor Ratzinger venne nominato arcivescovo di Monaco e Frisinga nel 1977. Egli era molto disponibile a concederci il suo tempo e molto propositivo vero l’incontro annuale. Dopo che venne eletto Papa noi pensammo che il meeting sarebbe stato abbandonato, ma egli propose per continuare.
Nelle pause degli incontri cosa fate? Pranzate assieme al Papa, chiacchierate con lui?
Beviamo un caffè, mangiamo dei biscotti, parliamo tra di noi e assieme al Santo Padre. Di solito, abbiamo almeno un pasto col Santo Padre. Qualche volta un pranzo, a volte una colazione.
Cosa ricorda di Joseph Ratzinger prima del Pontificato? Ha un ricordo particolare a cui è legato?
Ho molti ricordi di Joseph Ratzinger, ma niente che faccia luce maggiormente su di lui e su come il mondo lo conosce oggi. Egli, come si vede, è una persona chiara e molto trasparente. Una delle gioie che noi suoi studenti avemmo quando sentimmo della sua elezione era sapere che da quel momento tutto il mondo avrebbe davvero conosciuto il vero cardinal Ratzinger. Non il «severo insegnante», il «Panzerkardinal»; ma il grazioso, gentile, attento scolaro, prete e amico.
Cosa è rimasto degli incontri degli anni passati? Avete continuato a lavorare sui temi che avete affrontato?
Negli ultimi due anni sono stati pubblicati i discorsi e le discussioni dei meeting. Diversamente, per quel che io so, non c’è stato nessuno sviluppo ulteriore dei temi. Per la Ignatius Press, di cui sono l’editore, ci sono stati alcuni particolari risultati. Per esempio, dopo l’incontro e l’ascolto di Fr. Samir Khalil Samir nel meeting del 2005, decidemmo di pubblicare il libro sull’Islam, (in Inglese, “111 Domande sull’Islam”) e pubblicammo “Chance or Purpose” del Cardinal Schönborn dopo l’incontro dedicato alla “Creatione e all’evoluzione”.
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