Le lettere di Avvenire al Silvio peccatore

È la linea di Dino Boffo. Resa evidente su pagina. O meglio, sulla pagina delle lettere del suo giornale Avvenire. E la cosa non è a caso. Perché è nella rubrica delle lettere, lì dove le prese di posizione possono essere meno ufficiali e più dibattute, meno trancianti e più ragionate, che Boffo può dare il meglio di sé e giostrarsi sull’equilibrio. Quale? Quello del dire senza dire. Del dire, insomma, senza troppo ferire le parti in causa. Quello che gli permette di dare un colpo al cerchio, ovvero ai lettori (molti sono sacerdoti) che s’indignano per i presunti silenzi del giornale della Cei sulla questione morale e la kermesse delle escort di Palazzo Grazioli, e uno alla botte, ovvero a Silvio Berlusconi che nonostante dimostri tranquillità e spavalderia, nonostante abbia in Gianni Letta una voce ascoltata oltre il Tevere, un qualche segno di morigeratezza lo deve pur dare.
La rubrica delle lettere di ieri di Avvenire sintetizzava bene questa politica precisa presa dal suo direttore. Boffo ha spiegato a un prete di Limbiate, don Angelo Gornati, che non ci sono stati «silenzi di convenienza» di fronte alle vicende personali del presidente del Consiglio e agli «spettacoli niente affatto confortanti» che offre la scena pubblica. E lo ha spiegato senza affondare fino in fondo il colpo contro Berlusconi ma insieme valorizzando le parole «appropriate» dette dal suo giornale sul premier. Equilibrio, dunque, per dire senza urlare. Per dare un segnale tenendo conto di ogni possibile conseguenza. Una linea, quella di Boffo che per quanto riguarda la vicenda escort si è resa visibile su carta non poco tempo fa.
Era il 26 giugno 2009. Avvenire pubblicò in una pagina centrale del giornale, due pezzi sotto il titolo “Perché sì e perché no”. Pare che fossero troppe le lettere arrivate in redazione. Troppi i sacerdoti indignati contro il premier. Troppi coloro che chiedevano una presa di posizione chiara. Che chiedevano di fugare i dubbi di connivenza. Boffo, che forse più di altri direttori sa essere sensibile alle missive e alle critiche dei propri lettori (soprattutto se preti), s’inventa due uscite: una per dire «questo», l’altra per dire «quello». Una affidata alla penna di Marina Corradi, editorialista di Avvenire e collaboratrice del settimanale Tempi (inserto del berlusconiano Giornale) e l’altra alla penna di Piero Chinellato, colui che, coadiuvando Boffo nella stesura della pagine delle lettere, aveva ed ha il polso del montare della protesta dei lettori. Chinellato, non a caso, si schierò coi lettori tanto che scrisse: «Da piccolo credente protesto: non si fa carta straccia dei valori».
Beninteso: non è che la linea di Boffo sia dell’equilibrio in senso più piccino del termine. Non è che non voglia dire né al «primo» né al «secondo» ciò che pensa. D’altro si tratta: lui, come molti nella gerarchia della Chiesa fa uso dell’arte del dire poco per dire molto. Del parlare sintetico lasciando intuire le tante e più parole che si sarebbero potute sprecare.
Non a caso Boffo ieri più che dire ha ricordato. Cosa? Gli interventi dedicati al caso escort su Avvenire scritti da Rossana Sisti. Poi quello di Gianfranco Marcelli. Quello di Chinellato (stranamente non viene citata la Corradi) e una risposta collettiva dello stesso Boffo ad alcune missive (risposta precedente quella di ieri). E ancora, Boffo ha ricordato gli interventi offerti in «occasioni pastorali» dal cardinale Angelo Bagnasco e da monsignor Mariano Crociata. E qui, il direttore, ha offerto una notizia niente male: l’intervento in cui Crociata aveva denunciato lo scorso 6 luglio il «libertinaggio gaio e irresponsabile» a cui oggi si assiste, era stato fatto pensando a Berlsuconi: in molti l’avevano pensato, ma la certezza non c’era. Da ieri ogni dubbio è fugato: Crociata pensava al premier. Vi pensava col suo stile: quello appunto che dice senza dire.

Tratto da:

LASCIA UN COMMENTO... SEGNALA...
  1. massimo ha scritto il 29 luglio 2009 alle 4:48 pm:

    dico la mia,quando lessi Crociata subito pensai al premier,ma ho anche pensato al giornale che ha fatto la cosidetta campagna escort,il giornale che si propone nuovo paladino di moralità pubblica e privata,senza se e senza ma.
    quelle parole fanno pensare a tutti e due i soggetti.accusato e accusatore,l’uno il principe sguaiato e immorale,turpe cattivo esempio……l’altro il cattivo maestro culturale,campione nel proporre,giustificare,ampliare e sostenere corpose campagne cuturali all’insegna del libertinismo,dei nuovi desideri leciti “se in coscienza”,paladino di sesso a qualsiasi età e sempre lecito,basta che sia consenziente e che “me la sento”,campagne durate anni che hanno formato coscienze e identificato parte della nazione,su divorzio come assoluta bisogno di modernità,a costi durissimi,aborto a qualsiasi costo senza applicare (tutto il resto della legge 194)matrimoni gay,cambi di sesso,pillole abortive,(ma qui mi fermo sarebbe lunga la lista)financo ora paladino del suicidio assistito,se me lo voglio,come “diritto inaglienabile”,(e siamo all’abberrazione dei significati delle parole e dei concetti )dell’eutanasia delle persone improduttive e troppo sofferenti se la coscienza e il libero arbitrio……
    i vescovi hanno parlato,spesso,molto spesso di moralità,e chi vuol capire capisce.
    ce n’è per tutti,da anni,è il loro mestiere(pardon !) MISSIONE…ci sono montagne di documenti,la metà bastavano.
    il premier è un marpione,presto se ne andrà,farà la fine di tutti, ” ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore” ma questo vale anche per i laiconi………vedremo poi,la storia ce lo dirà chi avrà lasciato e quante macerie sulla nostra strada.
    io oggi sò che c’è un emergenza educativa tremenda nel paese.
    c’è un vuoto di valori,c’è il pieno del relativismo e del nickilismo……..
    responsabili secondo me sono divisi equamente tra i due.
    per mio conto ringrazio la chiesa,la Madre Chiesa,i vescovi,Ruini,Bagnasco,Caffarra il vecchio grandissimo Biffi(io bolognese !!)l’arcivescovo di Firenze….che parlino….spero che ancora parlino,e che lavorino,ottenendo quanto di più possibile dal parlamento,dal governo,dalle leggi,con o senza scrupoli,”miti come colombe ma scaltri come i serpenti)per il bene del paese,senza guardare e ascoltare i ben pensanti,qui in gioco c’è tanto,e la chiesa in italia ha fatto tanto.
    infine ringrazio Benedetto XVI,sempre per la sua catechesi e il suo essere tra noi.
    abbiamo la fortuna di aver un papa che in un tempo senza lumi e di assurdi contraddizioni è come una roccia,è chiaro,netto,irripetibile,nuovo Agostino seguiamolo.non perdiamo questa occasione.

    grazie…….


  2. luca ha scritto il 29 luglio 2009 alle 5:17 pm:

    vorrei sapere,i vescovi debbono parlare in base a delle inchieste giornalistiche di un giornale che giornale non è ma è un vero e propio partito-stato ??? che ha fatto dell’antiberlusconismo una bandiera e una ragione di vita????
    trascinare sulla piazza e additare urlando allo scandalo e alla riparazione come avrebbe fatto savonarola è morale?


  3. giovanni ha scritto il 29 luglio 2009 alle 8:19 pm:

    Paolo Rodari a quando la sostituzione di Boffo? non ha fatto il suo tempo ormai?
    in ogni caso la chiesa si è pronunciata molto in questi tempi,e considerando che le inchieste sono costruite(vere o false non importa) da un settore politico preciso con un preciso disegno credo che sia la gerarchia sia il giornale della cei non si bebbano troppo esporre,propio perchè a cure devono aver il vero bene del paese,poi perchè non si tira per la giacchetta nessuno dalla propia parte a me no che non si sia certi di esser ipsirati da Dio………


  4. marco ha scritto il 29 luglio 2009 alle 10:39 pm:

    non è stato Gesù Cristo molto severo con la folla di farisei che portarono al pubblico ludibrio la peccatrice?
    questa folla di moralisti(i farisei) che punta l’indice per fatti privati e poi portati in pubblico non è la stessa?
    qualcuno ha qualcosa da dire ?


  5. Matteo ha scritto il 30 luglio 2009 alle 9:48 am:

    Quando la Chiesa deve parlare male di un esponente della sinistra (sia pur cattolico) è chiarissima, quando deve fare una criticuccia al povero Silvio ama il parlar velato, per allusioni, senza sprecar parole… perchè? Temo che la risposta sia semplice: soldi.

    Matteo, cattolico confuso, che si domanda se tradir la moglie e mentire siano ancora peccato


  6. Paolo Rodari ha scritto il 30 luglio 2009 alle 12:02 pm:

    Per Giovanni: non credo affatto che Boffo abbia fatto il suo tempo. Comunque fare il direttore di Avvenire è un’impresa difficilissima e Boffo in questa impresa naviga bene.
    Per Matteo: che c’entrano i soldi? Tradir la moglie e mentire è peccato, certo. Ma non è che ogni minunto la Chiesa può puntare il dito. Io, almeno, non chido questo alla Chiesa.


  7. luca ha scritto il 30 luglio 2009 alle 12:29 pm:

    per Matteo la chiesa ha parlato anche troppo di una questione,chiaramente,e in maniera precisa,che da privata è stata resa pubblica da una fonte che disinteressata non è e non è la sacra rota,non è un tribunale,nè un parlamento,che si chieda che la chiesa deve stigmattizzare qualcuno in base a un indagine giornalistica del giornale più anticattolico e relativistico italiano non è serio,è ricatto,è un tentativo di accreditamento presso l’opinione pubblica anche da parte di chi conbatti e delegittimi da sempre.
    e poi Matteo perchè sei confuso ? sei confuso perchè berlusconi è un grande peccatore e uno spaccone? o perchè la chiesa non lo scomunica,ma la chiesa mai ha cambiato la sua dottrina,la sappiamo da sempre……berlusconi è uno che non può fare la comunione,e non la potrà mai fare finchè non si regolarizza come tutti,farsi poi dare dei soldi(scuola? intendi?)dato che è il primo ministro,ma chi se ne frega,è per il bene del paese?è per il bene della chiesa?è un servizio?benissimo,mi piace chi ha scritto che bisogna essere scaltri come i serpenti……………….


  8. Anonimo ha scritto il 30 luglio 2009 alle 1:49 pm:

    Dovremmo avere tutti l’onestà intellettuale per chiedere alla Chiesa che si comporti coerentemente nel confrontarsi con la politica e il potere, sia verso destra sia verso sinistra. Non sempre – sia che siamo di destra sia di sinistra – ci riusciamo.


  9. socrate ha scritto il 30 luglio 2009 alle 5:15 pm:

    Stalin proclamò la famiglia nucleo fondamentale della società nel 1933, abolì l’aborto nel 1936, complicò le pratiche per il divorzio. Che stupide le Chiese ad opporsi stenuamente al dittatore sovietico; dovevano essere “scaltre come serpenti” e scendere a patti, chissà che non ne sarebbero usciti anche altri favori o servizi…


  10. marco ha scritto il 30 luglio 2009 alle 5:40 pm:

    certo che i vescovi quando prodi sedeva a palazzo chigi intervenivano con più veemenza e quasi ogni giorno non mancavano di inviare gli strali al povero cattolico adulto. Ormai alla gerarchia cattolica non crede + nessuno fanno i loro interessi di potere di denaro. Io credo e vivo per Cristo tutte le altre cose di questo mondo papa compreso non mi interessano ormai più


  11. Francesco73 ha scritto il 30 luglio 2009 alle 6:19 pm:

    I fatti privati del premier restino privati, ma è un pò complicato mantenere questa rigida separazione, sia perchè parliamo di personaggi pubblici sia perchè si tratta di Berlusconi, che ha fatto concidere la sua esperienza pubblica con la sua vita.
    E’ anche per questo che la Chiesa non può tacere completamente, non può voltarsi dall’altra parte: perchè c’è il rischio che simili faccende provochino assuefazione o emulazione, e la cifra educativa del cristianesimo è tutt’altra.
    E’ evidente che sul piano educativo è più grave sostenere che sia lecito andare a puttane che andarci.
    Ma non si può far finta che il secondo comportamento non rilevi, soprattutto quando privato non può rimanere, foss’anche per la grave macchinazione di un giornale avversario.
    La via stretta di Boffo è quella giusta.


  12. Alessia ha scritto il 30 luglio 2009 alle 6:53 pm:

    Ai cari catto bigottoni che hanno espresso la loro pelosa indignazione, consiglio la lettura di questo articolo del tanto deprecato Antonio Socci:
    Gesù, i peccatori e il caso Berlusconi
    http://www.antoniosocci.com/
    Il privatissimi vizi e pubbliche miserie del peccatore Berlusconi, sono poca cosa in confronto alle tante nefandezze, contro la vita, il matrimonio, l’educazione, l’insegnamento di Cristo, di cui i casti e puri politici catto adulti alla prodi/dossetti, con relative leggi, si sono macchiati in 40 anni.
    Bravi, leggete repubblica, il quotidiano più anticattolico che c’è, fulgido esempio di moralità e vostro nuovo vangelo!
    marco delle 5:40, sono straconvinta che quando, infine, incontrerà Gesù le verranno essestate un paio di meritatissime pedate.
    Incredibile, non avrei mai pensato di dover difendere Berlusconi, che non mi piace e non ho votato, da dei supposti “fratelli” nella fede.
    Dio benedica i nostri Vescovi e il nostro Papa e li preservi dai sepolcri imbiancati e dall’abbraccio mortale di repubblica.


  13. Francesco73 ha scritto il 30 luglio 2009 alle 8:32 pm:

    I cattolici devono dare esempio di sobrietà, che non vuol dire moralismo e tantomeno tristezza e grigiore di vita.

    Anche in tal senso, Berlusconi è un compagno di viaggio un pò eccentrico, e il matrimonio tra lui e il cattolicesimo è sempre stato per ambo le parti più che altro d’interesse, non di vero, reciproco amore.

    Quando poi vengono fuori i miasmi di festini e puttane, è chiaro che un certo imbarazzo cresce.

    Che male c’è a riconoscerlo?


  14. marco ha scritto il 30 luglio 2009 alle 8:47 pm:

    i vescovi sono come i farisei e le prostitute li precederanno nel regno dei cieli, Si a Cristo e No alla chiesa gerarchica affamatadi potere e soldi. Voi siete i sepolcri imbiancati e brucerete nella geenna con socci e compagni


  15. massimo ha scritto il 30 luglio 2009 alle 10:23 pm:

    porca miseria Alessia,ma te non sei una donna sei l’arcangelo Michele
    orpote che botta !!!


  16. socrate ha scritto il 31 luglio 2009 alle 12:12 am:

    Scusa Alessia ma non capisco dove sia la dimensione privata dello scandalo. Le ragazze che “compiacevano” il premier erano ricompensate con candidature e posti anche nella televisione statale: naturalmente tutto ciò a spese della collettività.
    Naturalmente poi Berlusconi si è dimostrato grande difensore della vita nel definire “eroe” il duplice omicida Vittorio Mangano, boss della Mafia: un’organizzazione che notoriamente ha molto rispetto per la vita altrui…
    Ps: a parlare per primo della vicenda D’Addario è stato il Corriere della Sera, non Repubblica.


  17. Jacu ha scritto il 31 luglio 2009 alle 9:11 am:

    Io non ho votato Berlusconi e il nano mi ripugna, non appoggio la sua politica e sono in disaccordo con la sua vita privata! Appunto: vita privata!!

    Mi chiedo quanti di voi che pretendono un reprimenda personale per il presidente del consiglio, avrebbero accolto con favore una pubblica accusa per l’ex-ministro Pecoraro Scanio, il quale afferma di essere bisessuale? La chiesa attacca il PECCATO non il PECCATORE.

    Dovremmo iniziare ad accusare dai pulpiti delle chiese di tutte le diocesi una per una le persone che non vivono il vangelo?

    Misericordia: la Chiesa predica da circa 2000 anni che lo stile di vita del sig. Berluconi non è conforme alle norme del Vangelo!

    Dobbiamo adesso invocare un Concilio sull’argomento?


  18. Luca ha scritto il 31 luglio 2009 alle 11:37 am:

    Non capisco: ma non si era detto e ridetto che “il peccato non è reato”? Ma le scuole statali italiane non sono bombardate di corsi di cosiddetta “educazione sessuale”, introdotti artatamente dai solidi docenti targati CGIL e Rifondazione, in cui si insegna: “vi spieghiamo come si fa e poi, se avete qualche “problema”, ve lo risolviamo noi”? E ancora: ma non dovevamo tutti “divertirci”, “godere dei piaceri della vita” ecc. ecc., e se uno non lo fa è un povero “sfigato” (l’etimologia di questo squallido e diffusissimo termine è eloquente…)?
    E adesso, invece, dovremmo andare tutti addosso a Berlusconi… e perché? Perché una tizia che di professione fa la ********* dice (a pagamento) di essere stata una sera con lui? Ma per piacere…. L’ipocrita non è Berlusconi ma coloro che lo accusano. Capirei se Berlusconi istituisse corsi di “diseducazione sessuale” in cui si propone come modello… Ma, dato che non lo fa, non capisco dove sia lo scandalo.


  19. Anonimo ha scritto il 31 luglio 2009 alle 1:28 pm:

    Alessia, fosse stato un politico del centrosinistra a fare ciò che ha fatto (pare) Berlusconi mi sarebbe piaciuto sentire cos’avresti detto.


  20. Alessia ha scritto il 31 luglio 2009 alle 5:48 pm:

    Avrei scritto esattamente la stessa cosa, anonimo delle 1:28. Infatti, a suo tempo mi diede assai fastidio la gogna cui fu sottoposto Sircana, portavoce di Prodi, anche se le circostanze erano diverse.
    Hai ragione Socrate, prima l’ipocrita corrierone che con repubblica pari è. Una battaglia politica per far crescere e moralizzare questo Paese non può basarsi sull’antiberlusconismo, deve basarsi su politici seri, preparati e coerenti, in grado di fare proposte valide che la gente possa apprezzare e capire. Dove sono? Invocare la santa ingerenza della Chiesa quando ci fa comodo è immorale. Accusarla di ingerenza quando non ci fa comodo è immorale. O sempre o mai.
    All’ineffabile marco delle 8:47, ex 5:40, consiglio di riflettere sulla pena del contrappasso.
    Saluti a massimo!


  21. massimo ha scritto il 31 luglio 2009 alle 5:59 pm:

    un abbraccio ad Alessia


  22. Francesco73 ha scritto il 31 luglio 2009 alle 9:22 pm:

    Una classe politica che rivendica apertamente vicinanza con la Chiesa non può pretendere di gigioneggiare senza prudenza con veline, festini, favorite e giullari procacciatori.
    Tantomeno può impunemente convivere col sospetto di usare tali canali anche per candidature, promozioni, scouting.
    Una Chiesa che in fondo non nasconde di guardare a questa parte dello scacchiere politico con attenzione preferenziale non può assistere in silenzio a tutto ciò, voltandosi dall’altra parte.
    Non è questione di moralismo, e forse manco di estetica.
    E’ un problema politico che riguarda come tale anche la Chiesa, ed è inutile nasconderlo con ragionamenti di lana caprina.


  23. luca ha scritto il 2 agosto 2009 alle 7:05 pm:


  24. dante ha scritto il 3 agosto 2009 alle 12:47 pm:

    La classe politica di centro destra gigioneggia con la chiesa per convenienza politica e la gerarchia episcopale gigioneggia per convenienza temporale (soldi e potere). Per colpa di Bagnasco i pochi cattolici rimasti persero la FEDE


  25. anonimo ha scritto il 4 agosto 2009 alle 1:01 am:

    E’ in corso un assedio da parte di Repubblica alla Chiesa. Proponendosi come pii e austeri custodi della morale sessuale cattolica, i censori di Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari, paladini della più rigorosa castità, anche ieri hanno “sparato” un editoriale di Adriano Prosperi (specializzato in sgangherati attacchi anticlericali) per inventarsi, nientemeno, una “Chiesa che punta il dito sulla moralità del premier”. Come loro vorrebbero.

    E’ da qualche settimana infatti che va avanti questo bombardamento sulle gerarchie episcopali per ottenere da loro “una chiara parola di condanna dell’immonda spazzatura che dalla vita privata del presidente del Consiglio trabocca sul paese”. Per ora Repubblica ha ottenuto solo qualche strillo isolato, perlopiù di personalità politicizzate. Così ora cerca di amplificare e piegare alle proprie pretese qualche garbata nota di richiamo alla morale pubblica apparsa su Avvenire.

    Naturalmente Repubblica ha tutto il diritto di fare la sua battaglia politica contro Berlusconi e sui fatti che gli addebitano, ma cosa c’entra la Chiesa? E cosa c’entrano loro con la Chiesa? Questo strattonamento alla Chiesa, sebbene ridicolo (perché proviene dal giornale che di solito, sulle questioni di interesse generale, pretende di zittire i vescovi in nome della laicità), va compreso bene da noi cattolici.

    Infatti è molto più di un tentativo di strumentalizzazione politica della Chiesa. E’ molto più di un tentativo di trasformare i vescovi in camerieri della lobby di Repubblica per la condanna dell’odiato Berlusconi. E’ un attacco alla dottrina cattolica stessa sul tema più delicato, quello del peccato e della grazia, che è al cuore della storia cristiana.


  26. anonimo ha scritto il 4 agosto 2009 alle 1:02 am:

    In parole povere, da duemila anni la Chiesa, seguendo il comportamento e il comandamento di Gesù, condanna con nettezza e decisione il peccato, ma, a braccia spalancate, chiama a sé e accoglie il peccatore e fa festa per il suo ritorno. Ora Repubblica vuole spazzar via quanto Gesù ha comandato per esigere la condanna del peccatore (uno solo: Berlusconi) e l’accoglienza del peccato.

    Sì, perché Repubblica è sempre stata tra gli alfieri ideologici della cosiddetta rivoluzione sessuale, della secolarizzazione dei costumi, è sempre stato il giornale che più pesantemente ha bombardato contro l’insegnamento morale della Chiesa in materia sessuale e sulle questioni limitrofe del divorzio, dell’omosessualità, dell’aborto, della contraccezione, dei sacramenti ai divorziati. Vi risulta che Repubblica, Mauro, Scalfari e compagnia abbiano mai fatto una battaglia pubblica – sul piano morale e culturale – contro la “rivoluzione sessuale”, contro l’adulterio, contro i rapporti prematrimoniali, contro il divorzio, l’aborto e la pillola? Vi risulta che abbiano mai fatto analoghe crociate per la fedeltà coniugale, per la castità, per la riscoperta della verginità?

    A me no. Potrò sbagliarmi, ma non ho mai visto Scalfari e Mauro tenere conferenze di elogio per la Humanae vitae o per Santa Maria Goretti davanti a una platea di femministe (eppure quella ragazzina è una vera eroina del nostro tempo assatanato). La lobby dell’Espresso e di Repubblica è – per definizione – la portabandiera della rivoluzione radicale e “libertaria” e ha sempre coperto di sarcasmi o attacchi i pochi anticonformisti che vivevano una cultura controcorrente, che resistevano ai comandi del “nuovo potere” e gustavano una diversa percezione della vita. Ricordo quanti irridenti articoli sono toccati a noi giovani ciellini che – negli anni del sesso mordi e fuggi – imparammo, per grazia, da don Giussani a guardare le nostre ragazze con uno sguardo diverso: poetico e non da assatanati consumatori finali.

    Il salotto Espresso-Repubblica ha sempre vantato come proprio merito storico quella laicizzazione che ha portato all’Italia “del divorzio e dell’aborto”, all’Italia del sesso disinvolto, all’Italia “emancipata” dal Vaticano e dalla sua “morale repressiva”. Ora si vorrebbe sapere dunque con quale criterio e quale faccia, proprio quella lobby non solo si metta a dar lezione di “morale repressiva” alla Chiesa, ma soprattutto pretenda che la Chiesa condanni il peccatore, anzi “un” peccatore, uno solo, per nome e cognome, oltretutto assolvendo il peccato. Perché non risulta che Mauro, Scalfari e compagnia chiedano la condanna dell’adulterio e del “sesso laico”, chiedono solo la condanna del loro Nemico. Insomma pretenderebbero una morale sessuale “ad personam” (dopo aver criticato le “leggi ad personam”), che valga esclusivamente per Berlusconi e non per loro o per tutti noi.


  27. anonimo ha scritto il 4 agosto 2009 alle 1:03 am:

    Non solo. I salotti dell’Espresso e di Repubblica, da decenni, esaltano Giovanni XXIII (un papa Roncalli che trasformano a proprio uso e consumo) perché nella “Pacem in terris” ha insegnato a distinguere tra l’errore e l’errante, tra un’ideologia sbagliata (da condannare) e gli uomini concreti con cui dialogare. Siccome in quel caso egli parlava dei comunisti a lorsignori va benone. Se invece la stessa logica si applica a Berlusconi deve essere rifiutata.

    Peraltro costoro non sanno che quella distinzione fra errore ed errante che viene attribuita a papa Roncalli come se egli avesse portato una novità nella Chiesa, è in realtà una citazione che papa Giovanni fece di Pio XII, proprio di un suo testo sul comunismo (vedi Andrea Tornielli, Pio XII, pp. 496-497). Sì, quella distinzione fra ideologia comunista e uomini concreti che vi aderiscono appartiene al papa più detestato dal mondo progressista. Ed è un principio che da sempre appartiene alla Chiesa: lo si trova già nel discorso di Paolo III di inaugurazione del Concilio di Trento.

    La bistrattata Chiesa, a cui oggi Repubblica imputa – incredibilmente – di essere troppo lassista sulle questioni di morale sessuale, in realtà, senza trattare nessuno da “pubblico peccatore” (perché “pubblicani e prostitute vi precedono nel Regno dei cieli”), da sempre continua – come da comandamento divino – a condannare tutti i peccati, commessi da tutti, a mostrarne la triste degradazione, a lamentare la mercificazione dell’uomo e della donna, ma ad accogliere ogni peccatore ed esortarlo a gustare la bellezza del perdono del Padre e la sua pace.


  28. anonimo ha scritto il 4 agosto 2009 alle 1:03 am:

    Se lorsignori si fossero degnati di ascoltarla, anziché di irriderla, si sarebbero accorti che la Chiesa, ben prima di loro e ben più profondamente, da anni – almeno dalla Humanae vitae – richiama accoratamente tutti gli uomini sul rischio di disumanizzazione della rivoluzione sessuale. Fra i pochissimi anticonformisti che applaudirono la condanna della pillola – fatta da Paolo VI – come “morte dell’amore” ci fu quel grande intellettuale ebreo della Scuola di Francoforte che era Max Horkheimer. Ripeto: Horkheimer, non Scalfari o altre editorialisti di Repubblica. Gli eventi hanno mostrato quanto profetica fu la Chiesa, quanti guasti (nelle famiglie, nella vita sociale) e quanti drammi ha prodotto quella “rivoluzione” (a cui possiamo ascrivere anche l’insorgere di nuove terribili malattie sessualmente trasmesse che hanno fatto stragi, oltre alla tragedia planetaria dell’aborto).

    Non c’è una seria riflessione critica, al di fuori della Chiesa, sul mondo che quella rivoluzione ha prodotto. A Repubblica si accorgono dell’ “immoralità dei costumi” (o della sessuomania dilagante) solo se c’è da infilzare Berlusconi, perché tutti gli altri giorni dell’anno essa viene da loro chiamata laicità, progresso e libertà.

    Del resto a Repubblica dicono sempre di preferire i protestanti alla Chiesa cattolica (“noi giornalisti di un certo tipo protestante”, scrisse un giorno Scalfari). Perciò i vescovi italiani possono rispondere alle seccanti pressioni di quel giornale con una stupenda battuta del “cattolico” Oscar Wilde: “La Chiesa cattolica è soltanto per i santi e per i peccatori. Per le persone rispettabili va benissimo quella anglicana”. Dunque Mauro provi a chiedere un anatema contro Berlusconi alla Chiesa anglicana. Se la trova, perché si è quasi estinta.


  29. dante ha scritto il 5 agosto 2009 alle 11:11 am:

    La gerarchia cattolica ha usato ben altro linguaggio cfon Prodi, con Englaro , con gli omosessuali e tanta altra gente. A volte hanno usato anche l’ oltraggio: assassino, deviati ecc.
    Io sono cattalico, ma in questa gerarchia (ovviamente non tutta) non mi riconosco. Si potrà criticare il vescovo…Non è un dogma di fede.
    Quindi come battezzato difronte alla spregiudicatezza di alcuni vescovoni non tacerò e nè taceremo.


  30. marco ha scritto il 5 agosto 2009 alle 1:39 pm:

    DANTE E CHI SE NE FREGA SECONDO TE DEI TUOI PROCLAMI PRO OMOSEX ?
    “NON TACEREMO” !!! MA Và Là…….

    SENDI DAL PERO ! PAPERINO !


  31. giovanni ha scritto il 5 agosto 2009 alle 2:06 pm:

    dante era meglio che tu tacessi,un cattolico che cita Prodi,milgiardario con la sua nomisma,uomo di potere in mezza europa,intrallazzone,pavido che non ha saputo stare che dalla parte di coloro che si “conformavano alle mode del mondo”,anche per te allora non conformarsi alle mode del mondo,seguendo tutte le voglie e le debolezze è essere cattolico,non è neanche cristiano.
    e citi i gay !! lobby ricca e potente negli ambienti di potere,dedita prevalentemente alla superficalità,mondanità alla carnalità dissoluta, che bel cattolico che sei !! che coerenza evangelica,forse tanta foga del non taceremo,non è che hai il vizzietto ?


  32. Jacu ha scritto il 5 agosto 2009 alle 2:57 pm:

    Dante! Leggi i post prima del tuo, quelli di anonimo: leggi e medita!!


  33. marco ha scritto il 5 agosto 2009 alle 9:57 pm:

    siete integralisti fermi a prima della rivoluzione francese vi piacerebbe bruciare chi non la pensa come voi. Ma lasciate libero l’ uomo come ha fatto Gesu’. Ho paura di questa Chiesa che vieta e maledice.


  34. marco ha scritto il 5 agosto 2009 alle 9:58 pm:

    invece Berlusconi si porta a letto le minorenni?


  35. marco ha scritto il 5 agosto 2009 alle 9:59 pm:

    andate a vivere in vaticano così vi fate le vostre leggi vi fate le vostre paranoie e state tutti bene felici e contenti


  36. marco ha scritto il 5 agosto 2009 alle 9:59 pm:

    senza rompere le palle a chi non la pensa come voi


  37. sara ha scritto il 5 agosto 2009 alle 10:04 pm:

    La stampa estera continua a mostrare una certa attenzione non solo agli scandali sessuali che coinvolgono il primo ministro Berlusconi, ma anche all’atteggiamento delle gerarchie ecclesiastiche nei suoi confronti. Nella cattolica Irlanda, l’Irish Times ha pubblicato un articolo di Paddy Agnew in cui si sostiene che la Chiesa stia rimanendo troppo silenziosa sulla vicenda. Negli USA, il settimanale progressista The Nation ha invece dato risalto a un pezzo di Frederika Randall, Italy’s Pillow Talk, al cui interno si ricorda che, “in uno di quegli affari con il diavolo che la Chiesa ha già fatto in passato (come le molto opportunistiche relazioni con Mussolini), la gerarchia ha tacitamente supportato Berlusconi nelle elezioni del 2008″. Poiché, prosegue Randall, con Benedetto XVI “l’obbedienza alla linea della Chiesa sulle istanze bioetiche è diventato un primario test di fede”, non sorprende che l’appoggio del premier su temi quali le cellule staminali, la contraccezione, l’aborto, le rivendicazioni degli omosessuali e le scelte di fine vita sia ritenuto più importante dell’aver eventualmente commesso alcuni peccati capitali. Gianni Letta, si legge, è stato molto impegnato negli ultimi giorni in incontri con i cardinali, ai quali avrebbe promesso una legge sul testamento biologico in linea con i loro desiderata.


  38. Jacu ha scritto il 6 agosto 2009 alle 1:08 pm:

    Marco
    ti ricordo che anche noi siamo cittadini di questo paese, anche noi siamo italiani e anche noi abbiamo diritto di vivere in questo paese e avere parte attiva alle decisioni di questo paese.
    O pretendi di stabilire chi debba vivere in questo paese e chi no? E in base a che cosa? All’appartenenza religiosa?
    E tu saresti il paladino del progresso e della civiltà?
    Come inquisitore avresti fatto carriera!!
    Vergognati per le tue idee antiliberali!
    Anche noi cattolici abbiamo il diritto di trovare giusto o sbagliato quello che ci pare e piace e di lottare per i nostri ideali!
    Perché invece di invitare noi ad andarcene in Vaticano, non te ne vai tu in Olanda o in Svezia!!
    Io sono nato in questo paese e ho diritto quanto te di decidere quali leggi siano buone o no per questo paese!


  39. Jacu ha scritto il 6 agosto 2009 alle 1:25 pm:

    Sara,

    e quando Clinton rischiò l’Empeachment perché mentì sulla sua relazione con la stagista, tu da che parte stavi? Dalla parte di chi voleva la sua testa o dalla parte di chi era scandalizzata dal puritanesimo degli americani?
    Come avresti giudicato una presa di posizione del Vaticano in merito?
    Io non capisco: molti si lamentano che il Vaticano parla troppo, poi che parla troppo poco: insomma perché non ci fornite una lista degli argomenti sui quali la chiesa può parlare, dei tempi (possibilmente indicando con precisione giorno, ora e minuto), e, se non chiedo troppo, anche che cosa la chiesa dovrebbe dire.
    E questa voi la chiamate libertà?
    Peccato che Mussolini, Stalin, Hitler siano morti: avete le stesse idee sulla libertà d opinione.
    Consolatevi potete comunque trasferirvi in Russia, a Cuba, in Venezuela: là la chiesa cattolica non gode di molte libertà di parola!


  40. anonimo ha scritto il 6 agosto 2009 alle 1:53 pm:

    marco e dante il relativismo progressista che si fà inquisizione intollerante,fondamentalistica,dogmatica,che richiama con odio all’odio verso la chiesa.
    vergogna,ho vergogna che nella mia chiesa vi sia la vostra cattiveria.


  41. martino ha scritto il 6 agosto 2009 alle 2:58 pm:

    ” Ho notato con sorpresa l’immediatezza con cui queste frasi ci parlano del momento attuale: “Che la libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso. Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!”

    Sono stato sempre incline a considerare questa frase come una delle esagerazioni retoriche che a volte si trovano in san Paolo. Sotto certi aspetti può essere anche così.

    Ma purtroppo questo “mordere e divorare” esiste anche oggi nella Chiesa come espressione di una libertà mal interpretata. È forse motivo di sorpresa che anche noi non siamo migliori dei Galati? Che almeno siamo minacciati dalle stesse tentazioni? Che dobbiamo imparare sempre di nuovo l’uso giusto della libertà? E che sempre di nuovo dobbiamo imparare la priorità suprema: l’amore? ”

    DA UN DISCORSO DI BENEDETTO XVI


  42. Marco ha scritto il 7 agosto 2009 alle 3:06 pm:

    Scusate cari cattolici siete libere di vivere dove volete ma non potete imporre a chi non la pensa come voi la vostra legge. Io posso credere che dio non esista per cui tutta l’ impalcatura dell’ organizzazione cattalica è fumo negli occhi. Io penso che il feto non sia vita umana, io penso che nessuno debba essere nutrito con sondino, io penso che i gay possano sposarsi. Però massima libertà per chi non vuole abortire per chi vuole rimanere in vita con sondino naso gastrico, per chi non vuole divorziare ecc, per chi gay vuole rimanere celibe. Lo stato non deve sposare nessuna morale di nessuna fede religiosa.


  43. Marco ha scritto il 7 agosto 2009 alle 3:12 pm:

    Caro Jacu tu non puoi obbligarmi a seguire la tua morale che non approvo, a seguire gli insegnamenti del papa che trovo a volte fuori dal mondo e dal tempo. Ma io ti lascerò libero e combatterò per te perchè tu possa osservare i tuoi comandamenti. Nessuno ti obbliga ad abortire, a rinunciare alle cure, a divorziare.


  44. Marco ha scritto il 7 agosto 2009 alle 3:13 pm:

    Io invece voglio essere libero di abortire, divorziare, rifiutare tutte le cure anche il sondino di stato…


  45. mario ha scritto il 7 agosto 2009 alle 6:12 pm:

    MARCO,NON DISCUTO LE PERSONALI POSIZIONI DI NESSUNO.
    MA DISCUTO TE.
    HAI UN ATTEGGIAMENTO VIOLENTO,AGRESSIVO,IDEOLOGICO,DOVE LA LOGICA E L’ARGOMENTAZIONE è AFFIDATA A PARAMETRI PURAMENTE TERRENI E FIERAEMNTE MONDANI.NON SENTO TRACCIA DI FEDE,VANGELO,MITEZZA,DUBBIO,ASCOLTO,”COSE” NON RELATIVE PER UNO CHE SI DICE CRISTIANO E SI ARROGA IL DIRITTO DI DIRLA Sù A PAPA E VESCOVI CHE SECONDO TE AVREBBERO TRADITO IL MESSAGGIO ORIGINARIO,POI TALVOLTA TU SEI (GIUSTAMENTE)PALADINO DI UN CERTO CONCILIO V.II,HAI IDEE STILE E PROPONI COMPORTAMENTI E PARAMETRI CHE SONO ANTITETICI AL VANGELO E AL CONCILIO,SEI UN PESSIMO CRISTIANO(SE NON SEI QUI PER BOICOTTARE E SEMINARE ZIZZANIA MENTENDO PERCHè è QUESTO CHE CREDO CHE TU SIA MEMBRO UAAR CHE CERCA DI DESTABILIZZARE)SE INVECE è VERO CHE SEI CRISTIANO PER FAVORE NON DARE SCANDALO CON LE TUE PECCAMINOSE IDEE.TIELLE PER TE E AL LIMITE ISCRIVITI ALL’ELENCO EI VALDESI.
    VERGOGNA,TU DAI SCANDALO.


  46. bettino ha scritto il 7 agosto 2009 alle 7:31 pm:

    marco,anche noi cattolici abbiamo diritto a non veder eimposte le tua “fede”e i tuoi fondamentalismi.lo stato non deve e non può impormi la tua di “morale”tantomeno i dogmi che descrivi.
    saluti.


  47. Jacu ha scritto il 9 agosto 2009 alle 10:56 am:

    Marco:
    in democrazia vince la maggioranza: a me pare che tu di democrazia non capisca né la logica né il funzionamento.
    Anch’io voglio tante cose: viaggiare a 150 km/h in autostrada; parcheggiare dove mi pare ecc: la legge me lo vieta e non lo faccio. Così funziona in uno stato di diritto: tu ha le idee di Franco, Stalin, Mussolini, Hitler: complimenti!
    Perché non ti ritiri in qualche deserto: là sei libero di fare quello che ti pare.


  48. Marco ha scritto il 10 agosto 2009 alle 12:53 pm:

    io non impomgo nulla….vi lascio liberi di non abortire, di farvi nutrire con il sondino, di mantenervi in vita con la peg , di vivere a lungo senza separavi e divorziare; ma voi in nome della vostra fede non potete negare la mia libertà. Siamo su due piani diversi che non si avvicineranno mai. Per essere veramente liberi combatteremo fino in fondo la gerarchia cattolica.


  49. Alessia ha scritto il 10 agosto 2009 alle 1:20 pm:

    Mi domando perché repubblica & Co. non pretendano prese di posizione, altrettanto decise e inequivocabili, anche dagli ebrei italiani e dai musulmani italiani. Mi risulta che ambedue le comunità, in particolare la prima, annoverino parecchi sostenitori del PDL e del suo “fondatore” (chi ha orecchie per intendere …). Ho capito!!! Sarebbe politically uncorrect. Molto più coraggioso pretendere dalla Chiesa che parli quando fa comodo e taccia quando fa comodo.
    Che nausea!


  50. bettino ha scritto il 10 agosto 2009 alle 3:11 pm:

    marco i cattolici non pretendono nulla in nome della fede,ma talvolta propongono un ragioname3nto diverso basato sul diritto naturale,sul bene comune,su osseervazioni di carattere ragionevole,tu dici che non credi che un embrione sia vita ?
    che cosè? qui si nega la ragione e la scienza,non la fede.
    come tu neghi il diritto a vivere a un embrione e a un feto(a cuore battente magari)perchè per te e il diritto della libera coscienza individuale……io nego che uno di razza “tale” e un altro dalla pelle nera abbia i miei diritti,caro mio le cose che hai scritte non sono originali,le ha scritte e insegnate e imposte insunuandole nella cultura e nell’opinione pubblica,uno prima di te e voi,si chiamava Hitler,il primo in europa a creare per venire incontro alle sofferenze inutili e a morte dignitosa l’eutansia.
    i tuoi post fanno pena,e mai più li prenderò in considerazione.veramente che schifo.


  51. marco ha scritto il 12 agosto 2009 alle 10:07 pm:

    l’ embrione non è essere umano, non è nè un uomo nè una donna. Il sondino di stato voluto dalla chiesa non lo tollero. Combatteremo fino alla corte costituzionale per avere i diritti di libertà che la chiesa nega e Cristo invece a lasciato all’ uomo. Mi fate pena poveri poveri poveri


  52. bettino ha scritto il 15 agosto 2009 alle 1:41 pm:

    a leggere lo slogan di marco delle 10.07 viene la pelle d’oca,sento fetore di camice brune,e la dice lunga sul vuoto di senso e ragione di questo povero uomo,che ha bisogno di venire su un blog di vaticanista per gridare la sua solitudine,il 15 agosto, dare un senso al nulla e al vuoto in cui fluttua e far sapere(forse)che esiste,questo grido disperato,lungi da poter convertire qualche cattolico alle sue deliranti intolleranze mi tocca il cuore,l’individualismo,il relativismo,il nickilismo,suo padre,che ci ha dato?? : carceri e fili spinati che non vediamo,che riducono a babbei vocianti uomini soli, molto soli, che pur di dar senso alla loro ignorata ed escusa esistenza si trasformano in macchiette di sè stessi.


  53. Michele ha scritto il 15 agosto 2009 alle 9:16 pm:

    Ma se l’emebrione ha già tutto il corredo genetico (e dunque anche la differenziazione sessuale) dal momento del concepimento. E poi Cristo prima della libertà antepone la verità: “Conoscerete la verità
    e la verità vi farà liberi” (Gv 8,32). Altro che autodeterminazione!


  54. massimiliano ha scritto il 16 agosto 2009 alle 1:34 pm:

    certo fà veramente venire i brividi ha ragione bettino,l’atteggiamento di questo marco,che a leggere qui non si capisce se è sempre lo stesso o sono due simili,fà venire in mente l’ablunimento che è contenuto nel “mein kampft”il delirante scritto di quel mostro che negli anni 30 teorizzò e applicò l’eutanasia per gli esseri umani improduttivi,i vecchi,gli handicappati e l’aborto di massa per le razze umane “non ariane”,le stesse teorie oggi presentate con maggiore raffinatezza hanno la stesso fine da una stessa base nikilista e inumana,fai paura,marco,non nel senso di temere per la mia sicurezza,ma nel senso umano di mancanza di ragione,sei squallido,neghi evidenza scientifica,basta fare esami del sangue e sappiamo oggi tutto dell’embrione,persino la sua mappa cromosomica,chi sarà,che sesso avrà,le eventuali patologie,un essere assolutamente diverso dalla madre,frutto della fusione,ancora molto poco esporata di due codici genetici diversi,il padre e la madre,anche nei gemelli,pur essendo a volte quasi identici,si differenziano,ed esprimono diverse identità,ciò che fà schifo delle tue parole è mentire all’evidenza scientifica,e perchè queste battaglie relativistiche si fanno contro i deboli,coloro che non hanno voce.bella forza.
    davvero.che schifo.che schifo.che schifo.
    e poi la chiesa c’entra poco,qui parlimo di umanità e disumanità,basterebbe leggere platone,aristotele,ippocrate.
    apellati alla corte costituzionale,ma chi se ne frega,anche hitler l’ebbe dalla sua parte.
    verrà il giorno che anche tu dovrai dar conto dell’abisso in cui vaneggi e del letame in cui ti rotoli.


  55. massimiliano ha scritto il 16 agosto 2009 alle 1:40 pm:

    In realtà, se si vanno a studiare più attentamente le argomentazioni, i motivi e la propaganda con cui Hitler impose la pratica massiccia dell’eutanasia, si scopre che le “parole d’ordine”, i concetti e gli esempi utilizzati oggi dalla lobby favorevole alla “morte dolce” sono molto simili a quelli utilizzati dai medici nazisti.

    Riprendendo concezioni originate e diffuse dalle Società Eugenetiche in voga nei primi decenni del XX secolo, l’eutanasia venne considerata dal regime nazista una pratica pietosa per eliminare le cosiddette Lebensunwertes Leben, “vite indegne di vita”.

    Già nel 1924-25 Adolf Hitler scrisse nel Mein Kampf: «Se non c’è più forza per combattere per la propria salute, il diritto a vivere viene meno». E nelle conversazioni condotte fino al 1931 con Hermann Rauschning, allora presidente del Senato di Danzica, Hitler ha detto che la «pietà conosce una sola azione: lasciar morire i malati».

    Con una lettera firmata di suo pugno il primo settembre del 1939 Hitler scrisse: «Il Reichsleiter Philip Bouhler (Capo della Cancelleria di Stato ndr) ed il Dottor Karl Brandt (medico personale di Hitler ndr), sono incaricati a conferire a singoli medici i poteri necessari affinchè a pazienti giudicati incurabili secondo il miglior giudizio umano disponibile sia concessa una morte pietosa» Da quel momento la macchina della “dolce morte” entrò a pieno regime. Prove fornite al processo di Norimberga (1945-1946) stimano che con l’eutanasia furono assassinati 275.000 individui, tra cui Seimila bambini. Le vittime furono assassinate in camere a gas, camuffate come locali da bagno, per mezzo di monossido di carbonio emesso da bombole di gas. Per far accettare il programma di eutanasia, la macchina della propaganda nazista cominciò a produrre film. I manicomi dove avveniva l’eliminazione vennero presentati come splendidi luoghi di cura, con interni di lusso, meravigliose vedute, trattamento superbo. Nello stesso tempo vennero diffusi cortometraggi che riprendevano individui repellenti, malati terminali e sofferenti, individui deformati dalle malattie, con l’idea di mostrare condizioni indegne di vita. Nel 1941 venne diffuso il film Ich klage an (lo accuso) in cui si racconta di un professore di patologia, Heyt, sposato con la giovane Hanna, la quale è malata di sclerosi multipla. Heyt si sforza di curare Hanna, ma ad un certo punto decide di aiutare la moglie a morire. Il fratello di Hanna denuncia Heyt per omicidio. Ma nel corso del dibattito in tribunale i sei giudici concludono che la legge deve essere cambiata per permettere l’eutanasia. Nel film l’ex sindaco della città dove si svolge il dramma prende la parola e dice: «…Per quanto riguarda coloro che desiderano morire perché un tempo sono stati sani e ora non ce la fanno più, ebbene io credo che lo Stato, che ci impone il dovere di morire, debba anche darci il diritto di morire».

    Il film fu visto da 18 milioni di persone. Il servizio di sicurezza di Hitler raccolse le reazioni e stilò un lungo rapporto in cui sottolineava che la gente aveva accettato sia pure con qualche riserva che le persone affette da gravi malattie incurabili devono poter avere una morte rapida sanzionata dalla legge». Il rapporto dei servizi di sicurezza rilevava che l’unica vera opposizione contro il film e contro l’eutanasia veniva dalla Chiesa Cattolica. A questo proposito l’allora vescovo di Munster, Clemens August Von Galen (beatificato il 9 ottobre 2005), denunciò aspramente il programma di eutanasia. Nella predica del 3 agosto 1941, Von Galen tuonò: «Se anche per un’unica volta accettiamo il principio del diritto a uccidere i nostri fratelli improduttivi – benché limitato in partenza solo ai poveri e indifesi malati di mente – allora in linea di principio l’omicidio diventa ammissibile per tutti gli esseri umani. (…) È impossibile immaginare quali abissi di depravazione morale e di generale diffidenza perfino nell’ambito familiare toccheremmo, se tale orribile dottrina fosse tollerata, accettata, messa in pratica». La predica di Von Galen venne riprodotta su volantini e diffusa dagli aerei della Royal Air Force britannica. Solo la grande popolarità di cui il prelato godeva impedi ai nazisti di impiccarlo.

    La storia evidentemente tende a ripetersi: nel numero speciale di fine 1996 dedicato al 50esimo anniversario del processo di Norimberga ai medici nazisti, il Britisn Medical Journal riportava un commento di Hartmut Hanauske-Abel della Cornell University di New York, che così diceva: «Ciò che è avvenuto nel 1933 in Germania può accadere ancora, in Europa e in Nord America. L’ethos della medicina non è saldo e immutabile, ma soggetto a distorsioni da parte delle forze politiche e sociali, e dalle applicazioni devianti della scienza e della tecnologia». Ancora più chiara Alice Ricciardi von Platen, autrice del libro Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, in cui spiega: «In quest’epoca difficile un numero spaventoso di giovani medici e avvocati sostengono a quattrocchi la pratica dell’eutanasia, sia pure eseguita sotto il controllo dello Stato in condizioni diverse da quelle del Terzo Reich. (…) Anche l’opinione pubblica, in ambienti liberi da influenze confessionali, rimane favorevole in molti casi alla liberazione dei malati di mente dalla loro vita ormai priva di valore. La propaganda nazionalsocialista ha impresso fortemente nelle coscienze questo modo di pensare e la vita pubblica attuale non offre alcun modello concreto contro i sostenitori del diritto dei più forti. Modificare questa concezione dei malati di mente e più in generale dei malati sarà un lavoro di generazioni, un compito che solo la diversa considerazione dell’uomo potrà realizzare».

    Ricorda

    «Siamo di fronte a una follia omicida senza eguali. Con gente come questa, con questi assassini che calpestano orgogliosi le nostre vite, non posso più avere comunanza di popolo!». (Clemens August Von Galen, vescovo di Munster, Omelia del 3 agosto 1941).


  56. massimiliano ha scritto il 16 agosto 2009 alle 1:53 pm:

    Bibliografia

    Mlchael Burlelgh-Wolfgang Wippennann, Lo stato razziale – Germania 1933/1945, Rizzoli, 1992.
    Alice Ricciardi von Platen, Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, Editrice Le Lettere, 2000.
    Henry Friedlander, Le origini del genocidio nazista, Editori Riuniti, 1997.
    Stefania Falasca, Un vescovo contro Hitler,MI 2006.


  57. giovanni ha scritto il 16 agosto 2009 alle 1:54 pm:

    c’è una differenza sostanziale tra ciò che disse e fece quel mostro di hitler e ciò che viene fatto oggi:
    Hitler lo dichiarva chiaramente di voler eliminare questi “pesi inutili” della società; oggi invece ti vorrebbeo far credere che quella morte è bella, che è una liberazione, è un atto” buono” e “caritatevole”. Sono messaggi ancor più pericolosi di quelli di Hitler, in quanto più subdoli. Bisogna con tutte le nostre forze contrastare questi omicidi, questi delitti decisi da un Tribunale!in un paese dove è stata abolita la pena di morte, Il partito della vita e della speranza trionferà contro quello della morte e del nichilismo!Ne sono convinto!


  58. Marco ha scritto il 17 agosto 2009 alle 10:01 am:

    Ma Gesu’ non ha mai abbligato nessuno per legge ad adempiere alla verità…. altrimenti si entra nella teocrazia


  59. anonimo ha scritto il 17 agosto 2009 alle 9:56 pm:

    In realtà, se si vanno a studiare più attentamente le argomentazioni, i motivi e la propaganda con cui Hitler impose la pratica massiccia dell’eutanasia, si scopre che le “parole d’ordine”, i concetti e gli esempi utilizzati oggi dalla lobby favorevole alla “morte dolce” sono molto simili a quelli utilizzati dai medici nazisti.

    Riprendendo concezioni originate e diffuse dalle Società Eugenetiche in voga nei primi decenni del XX secolo, l’eutanasia venne considerata dal regime nazista una pratica pietosa per eliminare le cosiddette Lebensunwertes Leben, “vite indegne di vita”.

    Già nel 1924-25 Adolf Hitler scrisse nel Mein Kampf: «Se non c’è più forza per combattere per la propria salute, il diritto a vivere viene meno». E nelle conversazioni condotte fino al 1931 con Hermann Rauschning, allora presidente del Senato di Danzica, Hitler ha detto che la «pietà conosce una sola azione: lasciar morire i malati».

    Con una lettera firmata di suo pugno il primo settembre del 1939 Hitler scrisse: «Il Reichsleiter Philip Bouhler (Capo della Cancelleria di Stato ndr) ed il Dottor Karl Brandt (medico personale di Hitler ndr), sono incaricati a conferire a singoli medici i poteri necessari affinchè a pazienti giudicati incurabili secondo il miglior giudizio umano disponibile sia concessa una morte pietosa» Da quel momento la macchina della “dolce morte” entrò a pieno regime. Prove fornite al processo di Norimberga (1945-1946) stimano che con l’eutanasia furono assassinati 275.000 individui, tra cui Seimila bambini. Le vittime furono assassinate in camere a gas, camuffate come locali da bagno, per mezzo di monossido di carbonio emesso da bombole di gas. Per far accettare il programma di eutanasia, la macchina della propaganda nazista cominciò a produrre film. I manicomi dove avveniva l’eliminazione vennero presentati come splendidi luoghi di cura, con interni di lusso, meravigliose vedute, trattamento superbo. Nello stesso tempo vennero diffusi cortometraggi che riprendevano individui repellenti, malati terminali e sofferenti, individui deformati dalle malattie, con l’idea di mostrare condizioni indegne di vita. Nel 1941 venne diffuso il film Ich klage an (lo accuso) in cui si racconta di un professore di patologia, Heyt, sposato con la giovane Hanna, la quale è malata di sclerosi multipla. Heyt si sforza di curare Hanna, ma ad un certo punto decide di aiutare la moglie a morire. Il fratello di Hanna denuncia Heyt per omicidio. Ma nel corso del dibattito in tribunale i sei giudici concludono che la legge deve essere cambiata per permettere l’eutanasia. Nel film l’ex sindaco della città dove si svolge il dramma prende la parola e dice: «…Per quanto riguarda coloro che desiderano morire perché un tempo sono stati sani e ora non ce la fanno più, ebbene io credo che lo Stato, che ci impone il dovere di morire, debba anche darci il diritto di morire».

    Il film fu visto da 18 milioni di persone. Il servizio di sicurezza di Hitler raccolse le reazioni e stilò un lungo rapporto in cui sottolineava che la gente aveva accettato sia pure con qualche riserva che le persone affette da gravi malattie incurabili devono poter avere una morte rapida sanzionata dalla legge». Il rapporto dei servizi di sicurezza rilevava che l’unica vera opposizione contro il film e contro l’eutanasia veniva dalla Chiesa Cattolica. A questo proposito l’allora vescovo di Munster, Clemens August Von Galen (beatificato il 9 ottobre 2005), denunciò aspramente il programma di eutanasia. Nella predica del 3 agosto 1941, Von Galen tuonò: «Se anche per un’unica volta accettiamo il principio del diritto a uccidere i nostri fratelli improduttivi – benché limitato in partenza solo ai poveri e indifesi malati di mente – allora in linea di principio l’omicidio diventa ammissibile per tutti gli esseri umani. (…) È impossibile immaginare quali abissi di depravazione morale e di generale diffidenza perfino nell’ambito familiare toccheremmo, se tale orribile dottrina fosse tollerata, accettata, messa in pratica». La predica di Von Galen venne riprodotta su volantini e diffusa dagli aerei della Royal Air Force britannica. Solo la grande popolarità di cui il prelato godeva impedi ai nazisti di impiccarlo.

    La storia evidentemente tende a ripetersi: nel numero speciale di fine 1996 dedicato al 50esimo anniversario del processo di Norimberga ai medici nazisti, il Britisn Medical Journal riportava un commento di Hartmut Hanauske-Abel della Cornell University di New York, che così diceva: «Ciò che è avvenuto nel 1933 in Germania può accadere ancora, in Europa e in Nord America. L’ethos della medicina non è saldo e immutabile, ma soggetto a distorsioni da parte delle forze politiche e sociali, e dalle applicazioni devianti della scienza e della tecnologia». Ancora più chiara Alice Ricciardi von Platen, autrice del libro Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, in cui spiega: «In quest’epoca difficile un numero spaventoso di giovani medici e avvocati sostengono a quattrocchi la pratica dell’eutanasia, sia pure eseguita sotto il controllo dello Stato in condizioni diverse da quelle del Terzo Reich. (…) Anche l’opinione pubblica, in ambienti liberi da influenze confessionali, rimane favorevole in molti casi alla liberazione dei malati di mente dalla loro vita ormai priva di valore. La propaganda nazionalsocialista ha impresso fortemente nelle coscienze questo modo di pensare e la vita pubblica attuale non offre alcun modello concreto contro i sostenitori del diritto dei più forti. Modificare questa concezione dei malati di mente e più in generale dei malati sarà un lavoro di generazioni, un compito che solo la diversa considerazione dell’uomo potrà realizzare».

    Ricorda

    «Siamo di fronte a una follia omicida senza eguali. Con gente come questa, con questi assassini che calpestano orgogliosi le nostre vite, non posso più avere comunanza di popolo!». (Clemens August Von Galen, vescovo di Munster, Omelia del 3 agosto 1941).


  60. anonimo ha scritto il 17 agosto 2009 alle 9:57 pm:

    Bibliografia

    Mlchael Burlelgh-Wolfgang Wippennann, Lo stato razziale – Germania 1933/1945, Rizzoli, 1992.
    Alice Ricciardi von Platen, Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, Editrice Le Lettere, 2000.
    Henry Friedlander, Le origini del genocidio nazista, Editori Riuniti, 1997.
    Stefania Falasca, Un vescovo contro Hitler,MI 2006.


  61. Michele ha scritto il 18 agosto 2009 alle 8:14 pm:

    Seguendo questo ragionamento dovremmo dire che il diritto non deve punire il consumo di stupefacenti, visto che è una questione di libertà personale (come l’eutanasia) e che il potenziale tossicodipendente non deve essere obbligato per legge ad adempiere alla verità.


  62. anonimo ha scritto il 18 agosto 2009 alle 9:19 pm:

    marco qui non si tratta di gesù santi e madonne,fede o cose di fede,te lo hanno già spiegato,si tratta di umanità ragione carne e sangue.
    basta fermarsi a platone,aristotele,ippocrate,che con la religione hanno poco a che fare.
    ma dove hai la testa ?