Cammilleri e i 40 mila samurai giapponesi uccisi in nome di Cristo

Rino Cammilleri, giornalista e saggista, ha un sito web da guardare: rinocammilleri.com. Si tratta di pillole di antidoti, appunto, contro quel politically correct al quale anche i cattolici (come è Cammilleri), sovente sottostanno. Antidoti sono pillole di saggezza, ma anche i libri di Cammilleri non scherzano. Tra questi, l’ultimo: Il crocifisso del samurai (Rizzoli, pagine 275, euro 18,50). Libri che vanno sempre controcorrente. Come controcorrente è il genere letterario, «un filone» in qualche modo, nel quale Cammilleri prova a esercitarsi: il romanzo cattolico.
Il “romanzo cattolico” di Cammilleri è anzitutto un romanzo storico. Un romanzo cioè incentrato su un fatto poco noto ma davvero avvenuto. Di cosa si tratta? Della grande rivolta dei samurai cristiani avvenuta nel 1637. Allora, circa quarantamila cristiani giapponesi, donne e bambini compresi, si ribellarono alla persecuzione e si arroccarono nella penisola di Shimabara, nel castello in disuso di Hara. Qui tennero testa per cinque mesi al più grande esercito di samurai che la storia del Giappone avesse mai visto. Vennero massacrati fino all’ultimo e fu la loro rivolta a provocare la chiusura ermetica del Giappone al mondo esterno per due secoli.
Quando i missionari europei poterono tornare in Giappone, nella seconda metà dell’Ottocento, trovarono incredibilmente che i discendenti di quegli antichi cristiani avevano conservato la fede nella clandestinità, tramandandosela di generazione in generazione. Solo alla fine del XIX secolo cessarono le persecuzioni dei cristiani nel Sol Levante. I pochi rimasti erano quasi tutti concentrati a Nagasaki. E furono centrati, com’è noto, da una delle due bombe atomiche.
Per due secoli, comunque, proprio a causa di quella rivolta, il Giappone si chiuse al mondo esterno. Quando i missionari poterono tornare, nella seconda metà dell’Ottocento, trovarono che il cristianesimo era sopravvissuto nelle catacombe, tramandato di padre in figlio. I «cristiani nascosti», sfidando la morte (il cristianesimo sul suolo giapponese ebbe il permesso di esistere solo alla fine del secolo), contattarono il primo missionario e gli fecero addirittura l’esame per vedere se era cattolico o protestante. Non si è mai vista una fedeltà così tenace.
La fatica di Cammilleri è una storia meravigliosa. Un’epopea unica e in certo qual modo magica. Lontana nel tempo ma affascinante. Come nel suo precedente libro – Immortale odium -, Cammilleri aveva messo in scena il braccio di ferro ottocentesco tra la Chiesa e la Massoneria prendendo spunto dall’attacco al corteo funebre di Pio IX nel 1881, con Il crocifisso del samurai ha voluto puntare il riflettore sulla grande rivolta di Shimabara dove i samurai cristiani si immolarono in nome della libertà religiosa e del loro diritto a professare la religione di Cristo.
Con la battaglia di Sekigahara erano finite le eterne guerre feudali e il clan dei Tokugawa si era imposto su tutto il Giappone, governando al posto dell’Imperatore. Il cristianesimo portato da Francesco Saverio era stato dapprima bene accolto e quasi trecentomila giapponesi si erano fatti battezzare. Ma contro di loro “remavano” i bonzi buddisti e i mercanti protestanti, invidiosi della concorrenza spagnola e portoghese. Misero la pulce nell’orecchio allo Shogun (il dittatore): i missionari cattolici erano l’avanguardia dell’invasione spagnola e portoghese. La prova? Il fatto che i cristiani, quando erano messi di fronte alla scelta tra le leggi dello Shogun e quelle di Cristo, preferivano farsi uccidere anziché disobbedire a quest’ultimo.

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  1. Orso ha scritto il 27 luglio 2009 alle 12:22 pm:

    antidoti.it ??? Ma è un sito di edizioni…
    Forse RinoCammilleri.com


  2. Pokankuni ha scritto il 27 luglio 2009 alle 1:05 pm:

    Vorrei solo correggere una piccola imprecisione: l’indirizzo web del sito “Antidoti” di Rino Cammilleri è http://www.rinocammilleri.com (e non http://www.antidoti.it,che si occupa di tutt’altro). Tutto il resto è perfetto, anzi grazie mille per le interessantissime segnalazioni (sito e libro).


  3. Sun Tzi ha scritto il 3 agosto 2009 alle 5:50 am:

    Grande Cammilleri, non vedo l`ora di immergermi in questa epopea!