Libertinaggio e badanti. Le due uscite anti governative in casa Cei

Le due uscite di ieri – quella del segretario della conferenza episcopale italiana, monsignor Mariano Cociata, sulla questione morale (no al libertinaggio) e quella del segretario della commissione episcopale per le Migrazioni, monsignor Domenico Sigalini, su colf e badanti (sì a una sanatoria) – erano attese da giorni: da un po’ di tempo, infatti, si aspettava soprattutto l’uscita del numero due della Cei su una questione, quella morale, che, seppure pronunciata in termini generali, ha ripercussioni particolari. Ha, cioè, riferimenti impliciti alle vicende che riguardano Silvio Berlusconi.
A poche ore dal G8 dell’Aquila, le dichiarazioni rispettivamente di monsignor Crociata e monsignor Sigalini, suonano come l’ennesimo avvertimento – impietoso, vista la tempistica – lanciato dalla Chiesa nei confronti del governo Berlusconi. L’avvertimento è importante anzitutto per chi ha parlato: questa volta non si sono pronunciati semplicemente i responsabili del dicastero vaticano che si occupa di migranti e itineranti, ovvero i vari Vegliò e Marchetto, bensì coloro che delle cose italiane hanno competenza a parlare nella Chiesa, Crociata e Sigalini appunto. Inoltre, è importante anche perché risulta essere reiterato. Non è cioè una voce sporadica buttata lì una tantum: dopo le due note di Avvenire sulla questione morale – la prima un mese fa, l’ultima sabato 20 giugno – e dopo le molteplici dichiarazioni negative dei vescovi del Paese sulle politiche dedicate dal governo all’immigrazione, il doppio affondo di ieri è l’ennesimo segnale d’insofferenza che il premier e i suoi sono chiamati a cogliere da parte del mondo cattolico. Certo, come ha giustamente ricordato sempre ieri monsignor Domenico Pompili, portavoce della Cei, le parole di Sigalini sono a titolo personale perché «la Chiesa Italiana non prende direttamente posizione su ogni proposta normativa», ma è anche oggettivo che le sue parole, pronunciate in questo momento, hanno una valenza non secondaria. Come lo hanno, ovviamente, quelle di Crociata.
Il segnale lanciato ieri dai due presuli dice più cose. Anzitutto che non esiste una particolare luna di miele tra la Chiesa italiana e l’attuale maggioranza di governo. È vero: la compagine guidata da Berlusconi non è nemica delle gerarchie della Chiesa. Ma è anche vero che nemica potrebbe divenire qualora anche l’ultima occasione, quella della legge sul fine vita che la Camera deve discutere entro l’estate, venisse disattesa nonostante le promesse. Né Crociata né Sigalini, ovviamente, hanno fatto riferimento ieri ai lavori parlamentari prossimi futuri, ma sembra chiaro che risieda lì, nella discussione di una legge sul fine vita, parte della motivazione che ha portato alle uscite degli esponenti ecclesiastici delle ultime ore.
Certo, ci sono anche i contenuti specifici e particolari espressi con dovizia di particolari ieri. C’è il fatto che nel campo del libertinaggio nessuno può pensare che «non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati, soprattutto quando sono implicati minori» (Crociata). E c’è il fatto che, a bocce ferme, ovvero a ddl sicurezza approvato, i vescovi italiani stanno dalla parte delle colf e delle badanti, anche di quelle clandestine, che assicurano assistenza e cura a molti anziani italiani. Quindi appoggiano il «sì» a una sanatoria «perché c’è da sistemare una situazione che va avanti da tanto tempo» (Sigalini). Ma c’è anche il fatto che su tante questioni che stanno particolarmente a cuore alla Chiesa – la famiglia, gli aiuti alle scuole pubbliche non statali, e le promesse di una legge dopo la morte di Eluana Englaro – il governo ancora non ha agito a dovere. O meglio, non ha agito come la Chiesa e molte delle associazioni cattoliche aderenti ai vari Forum delle Associazioni Familiari, Scienza e Vita, Rentionopera, si sarebbero aspettate.
Politicamente parlando, chi ne esce meglio da questa vicenda è il sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi. Questi, agli occhi del suo ultimo amore (il Pdl) e del suo precedente amore (l’Udc) appare come interlocutore ascoltato nella Chiesa italiana. Se sia ascoltato davvero poco importa: ciò che conta è che poche ore dopo la sua proposta di andare incontro, al di là del pacchetto sicurezza, alle badanti che non possono stipulare il contratto di lavoro per problemi di permesso di soggiorno, la Chiesa italiana ha fatto proprie le parole del sottosegretario.

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  1. Ester ha scritto il 8 luglio 2009 alle 10:03 pm:

    Ma Crociata perché non pensa al libertinaggio di molti parroci e vescovi! La pagliuzza e la trave…