Teheran: il cardinale Scola rompe il silenzio della Chiesa

Sentito dal Riformista, il nunzio vaticano a Teheran, l’arcivescovo Jean-Paul Gobel, ha detto di preferire, vista la situazione che sta attraversando il Paese, non rilasciare commenti. Come lui, sono le gerarchie della Chiesa cattolica a mantenere il silenzio, anche per tutelare quelle poche migliaia di fedeli residenti nell’ex Persia. Nel silenzio, tuttavia, un’eccezione: il patriarca di Venezia Angelo Scola. Questi, in un’intervista al National Catholic Reporter delle scorse ore, ha messo «il dito nella piaga» nel rapporto ancora non risolto, tra islam e laicità. Scola ha detto, infatti, di «non aver dubbi che molti in Iran vogliono migliori relazioni con l’Occidente» ma insieme ha denunciato il fatto che dalle parti di Teheran «il messianismo sciita, quasi incapace di sopportare il peso delle aspettative cui esso è strutturalmente legato, è stato trasformato durante i secoli, almeno in alcuni circoli, in un’ideologia politica».

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Un solo commento al post: “Teheran: il cardinale Scola rompe il silenzio della Chiesa”

  1. Orsobruno ha scritto:

    Non credo che le parole del cardinal Scola creeranno guai ai fratelli cristiani in Iran.
    Penso invece che ci sia bisogno di chiare informazioni dove regna l’ignoranza.
    Qui, in “Padania”, gli stranieri, dal nord-Africa al Bangladesh sono tutti “maruchìn” e, naturalmente, terroristi.
    Conoscere un po’ meglio le cose può solo fare bene…


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