Qualche considerazione su un libro molto temuto

Ho letto per intero il libro di Gian Luigi Nuzzi: Vaticano S.pA. Un libro molto letto in Vaticano e anche molto temuto. Siccome alcuni di voi mi hanno chiesto un commento, scrivo quanto segue.
Devo dire che l’archivio di monsignor Renato Dardozzi sul quale il libro è basato, le rivelazioni di una gestione delle finanze vaticane da Marcinkus in poi, è roba impressionante. A volte, davvero, è nella curia romana che si concentrano le peggiori competenze.
La tesi del libro è una: lo Ior, da Marcinkus in poi, è stata la sede di operazioni finanziarie spericolate e mascherate da opere di beneficienza. E, in parte, l’archivio Dardozzi dimostra la verità di questo assunto.
Di qui alcune considerazioni. Sono le medesime considerazioni che ho fatto ieri a Roma presentando il libro con l’autore, con Giancarlo Capaldo (procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Roma), con Gian Antonio Stella (giornalista – Corriere della Sera), e con Massimo Teodori (professore e scrittore). Una presentazione nella quale, gioco forza, ho giocato la parte (convinta, non era una recita) in difesa del Vaticano.
1. Angelo Caloja, presidente dello Ior, ricorre spessissimo nel libro. Appaiono sue lettere a Wojtyla, Dziwisz, Sodano e altri, nelle quali denuncia certe operazioni spericolate condotte tramite la banca con la complicità di monsignor Renato De Bonis. La domanda che mi pongo è la seguente: possibile che Caloja in anni e anni e più di gestione dello Ior non sia riuscito a fare qualcosa di più dello scrivere qualche lettera ogni tanto?
2. A Wojtyla è imputata una certa connivenza con quanto accadeva: ha difeso Marcinkus, non ha mandato via De Bonis, e soprattutto ha lasciato che dallo Ior arrivassero fondi che lui stesso usava per finanziare, ad esempio, Solidarnosc e la sua battaglia contro il regime polacco. Qui mi domando: chi l’ha detto che il Papa debba per forza di cose verificare la provenienza dei soldi che i suoi collaboratori gli danno? Se i suoi collaboratori gli dicono che lo Ior ha a disposizione tot, lui è libero di prendere quel tot senza per forza di cose verificare che quel tot venga da versamenti fatti nella banca vaticana da gente esterna con lo scopo di riciclare soldi. Inoltre mi domando: se Wojtyla ha usato tanti soldi per aiutare Solidarnosc e finanziare la sua battaglia contro il regime, non ha forse fatto bene? Quante vite sono state salvate grazie a Solidarnosc? Forse ci si dimentica in che anni si era: oltre Berlino la gente moriva ammazzata. Veniva torturata: stava male.
3. Certamente il libro può essere utile oggi al Vaticano. A capire che una certa trasparenza nella gestione della sua banca è necessaria. E soprattutto è necessario mettere in un posto così delicato come è lo Ior persone competenti e che non ripercorrano gli errori dei propri predecessori.


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