L’affare Noemi entra nell’assemblea della Cei: “Non tirateci per la tonaca”
mag 28, 2009 IL RIFORMISTA (OLD)
Vista da fuori, l’assemblea generale dei vescovi che si sta consumando dentro le mura del Vaticano è parecchio strana. Almeno per l’impatto mediatico che prima le parole di Angelo Bagnasco – presidente della Cei e arcivescovo di Genova – sulla crisi economica e la questione immigrazione (lunedì), poi quelle di Mariano Crociata – segretario generale della Cei e vescovo emerito di Noto – sulla questione morale (martedì), e infine quelle di Diego Coletti – presidente della Commissione Cei per la scuola e vescovo di Como – sulla «bellezza» quale criterio non esclusivo (ieri), hanno provocato.
Occorre dirlo subito: le agenzie di stampa incaricate di sintetizzare le parole dei tre monsignori di cui sopra hanno fatto la loro parte evidenziando soltanto alcune sfumature a discapito di altre. E contribuendo, in questo modo, a mostrare una Cei ostile all’attuale Governo. Così, l’equilibrata prolusione di Bagnasco mirante a evidenziare alcune criticità in merito alle soluzioni adottate dalla maggioranza su crisi economica e ddl sicurezza è stata immediatamente letta come un attacco al Governo. La conferenza stampa di Crociata culminata in un «no comment» sul caso “Noemi” e in un richiamo alla libertà di coscienza di ognuno è stata letta come un monito al premier in merito alla questione morale. E, ancora, ieri, la lunga e filosofica conferenza stampa di Coletti è stata sintetizzata come la volontà di ricordare che la scelta di candidate alle elezioni si dovrebbe basare sulla competenza e non sull’aspetto estetico o alla sola notorietà pubblica. Poco spazio, invece, è stato dato al vero affondo che Coletti ha riservato ai politici: la scuola – ha detto – deve essere l’ultimo settore a cui una società deve togliere le proprie risorse. Insieme, sempre di Coletti è il richiamo alla necessità che il Governo applichi, con il dovuto sostegno economico, il «sacrosanto diritto» alla parità tra scuole statali e non statali.
Dunque, sulle tre dichiarazioni dei presuli (Bagnasco, Crociata e Coletti), la Cei è dovuta in qualche modo tornare per ricordare come le parole dei tre fossero all’insegna dell’imparzialità. Perché la Cei non è un soggetto politico e non fa politica. Anche ieri, dopo la traduzione di quanto Coletti ha detto da parte delle agenzie, ecco l’ennesima precisazione (questa volta non ufficiale) per dire che parlando della bellezza come criterio che non deve essere esclusivo, Coletti si riferiva all’atmosfera culturale e non alle elezioni. E per dire che è ora di smetterla di tirare la Cei per la tonaca. Tutto vero. Anche se, forse, Coletti avrebbe dovuto non rispondere se direttamente interpellato, come è accaduto, esplicitamente sulla «scelta di candidate alle elezioni in base non già alla competenza ma al solo aspetto estetico o alla sola notorietà pubblica».
Fatte queste premesse occorre una precisazione. Se è vero che le agenzie di stampa hanno avuto le loro parte nel portare la Cei su posizioni avverse al Governo, è anche vero che da tempo diversi esponenti della stessa Chiesa italiana non lesinano attacchi alla maggioranza soprattutto sulla questione immigrazione. Ed è anche vero che, all’interno degli stessi lavori che si stanno consumando in questi giorni in Vaticano, una parte dell’episcopato ha mostrato perplessità sull’operato della maggioranza. Certo, vi sono state anche critiche più intra-ecclesiali (ad esempio – ancora – sul motu proprio Summorum Pontificum), ma Bagansco ha avuto il suo bel daffare per cercare di richiamare tutti a posizioni di imparzialità. E la stessa imparzialità pare egli voglia richiamare domani, quando sarà chiamato a chiudere i lavori.
Il Governo, intanto, non è stato alla finestra. Gianni Letta, stimato oltre il Tevere e in ottimi rapporti col segretario di Stato Tarcisio Bertone, ha fatto sentire la sua voce soprattutto in merito alle critiche arrivate sul Governo a motivo delle poche misure prese per contrastare la crisi economica. Ed è anche a seguito di questo richiamo che Bagnasco tiene particolarmente a far sì che la Cei non appaia schierata sul fronte politico.
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maggio 28th, 2009 at 8:18 am
Ma, sono così necessarie le Conferenze Episcopali per noi fedeli? Non sarebbe meglio azzerarle? Si può sapere che utilità hanno se non quella di sparare continuamente al Vicario di Cristo?
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E’ mai possibile indire convegni che durano giorni, fiumi di parole, che principalmente vertono di politica, politica, e non parlano di obbedienza al Papa e dell’attesa applicazione del motu proprio Summorum Pontificum?
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Ha un bel fare Bagnasco a mettere ordine a questa banda di vescovi disubbidienti. Sarebbe ora che lui la smettesse di fare il super equilibrista aggiungendo altre parole e parole per poi lasciare tutto nel vago. Dia un colpo sul tavolo e si faccia sentire! Dia degli ordini chiari e si faccia obbedire.
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Lui che è stato ordinario militare avrà imparato bene come si comportano con gli ufficiali che evadono gli ordini. Oppure se non si sente all’altezza dell’incarico avuto, si dimetta e ci diano un presidente CEI fedele al Papa e che ci parli di Cristo nostro Signore.
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PaoloD
maggio 28th, 2009 at 9:25 am
Rodari, ci può dire qualcosina di più sulle nuove critiche al motu proprio pontificio? Sa chi le ha avanzate e in quali termini? Grazie!
maggio 28th, 2009 at 10:20 am
Sì, ma comunque c’è un problema di sobrietà e di stili che non possono essere indifferenti (e infatti non lo sono), nè per la CEI nè per i cattolici comuni.
Inutile girarci attorno.
Le vicende di questi giorni peseranno, anche se non subito.
maggio 28th, 2009 at 2:43 pm
cosa peserenno i fatti o quello che si è raccontato? la verità o le ricostruzioni?
allo stato attuale per me berlusconi è andato ad una festa di compleanno in un ristorante piena di amici e parenti della festeggiata compresa la nonna.. neanche fosse andato in un privè di una discoteca fra cubiste…
maggio 28th, 2009 at 4:42 pm
PAOLOD
PAROLE SANTE LE TUE !!! si aspetto anch’io dalla lobby dei VESCOVI parole CHIARE !!!!!!!!!!!
circa il Motu Proprio Summo Pontifice . non ci dicano che il latino il maggior ostacolo . A SAINT NICHOLAS LE CARDONNET , ho visto con i miei occhi i bambini seguire la MESSA con il messale in mano, sono andato e ci vado spesso , quello che piu mi sorprende è il credere la verita ‘ nella sua semplicita ed austerita’ . ben venga anche da noi … ma quando !?!?!?!?! .
maggio 29th, 2009 at 9:43 am
Ma che cacchio c’entra adesso il Summorum pontificum (che in moltissime diocesi si sta applicando tranquillamente e senza problemi)?
Ma piantatela, fanatici.
maggio 29th, 2009 at 1:56 pm
bene han fatto i vescovi italiani ad esprimere critiche sul ritorno, per i poveri nostalgici, della messa latina. Si sapeva che la grande maggioranza dei vescovi, arcivescovi, cardinali, abati era contraria al motu proprio. Allora perchè il papa non ha ascoltato il collegio episcopale…la chiesa è comunione con Cristo non una dittatura.
maggio 29th, 2009 at 4:16 pm
sia chiaro che se può riguardarmi NON sono un fanatico NE un povero nostalgico !!!! … non mi risulta affatto che il MOTU PROPRIO sia applicato tranquiLlamente in molte diocesi , piuttosto è il contrario , è osteggiato !!!
il PAPA non deve ascoltare proprio NESSUN COLLEGIO EPISCOPALE che è chiamato soltanto all’ ubbidienza .
la” CHIESA NON E’ UNA SOCIETA’ DEMOCRATICA ,, ce lo ricorda GIOVANNI PAOLO II .
Ritengo l’ ubbidienza la suprema espressione di LIBERTA’ quando si è già prestato fede ai propri principi . I valori ed i principi fondamentali della CHIESA , che non sono i nostri , sono eterni ed immutabili anche quando andremo a fare i weekend , fra tremila anni , sul pianeta MARTE …
maggio 29th, 2009 at 5:03 pm
Oh fanatici modernisti, calmatevi anzitutto. Qui il motu proprio non lo sbandieriamo noi favorevoli, ma lo tirano fuori continuamente i vescovi che attaccano il Papa e non gli obbediscono, minando la Comunione nella Chiesa Cattolica.
maggio 29th, 2009 at 5:18 pm
Nella chiesa primitiva Pietro sentiva sempre il desiderio di ascoltare, prima di decidere, gli altri santissimi Apostoli.
maggio 29th, 2009 at 8:39 pm
sono d’ accordo MARCO , ma GESU’ , il SIGNORE , a dato a LUI SOLO il proprio MANDATO ,
anche se non ricordo le SUE precise PAROLE ,
” TU SEI PETRO E SU QUESTA PIETRA EDIFICHERAI LA MIA CHIESA E A TE DARO’ LE CHIAVI DEL REGNO DEI CIELI , QUELLO CHE VERRA’ LEGATO IN TERRA VERRA ‘ LEGATO NEI CIELI E QUELLO CHE VERRA’ SCIOLTO SULLA TELLA VERRA’ SCIOLTO NEI CIELI ,,
maggio 29th, 2009 at 8:47 pm
scusa ANONIMO ,
ma l’ affaire NAOMI , NOEMI o come cacchio si chiama , è talmente interessante che subito alcuni di noi hanno trovato argomenti più salottieri …..
maggio 29th, 2009 at 10:50 pm
Pietro sentiva, ma poi comandava e gli altrei obbedivano. Ricaorda, signor Marco, lei che tanto si rifà agli anni della chiesa primitiva, la questione della circoncisione dei cristiani?Lì Pietro decide ascoltando sì Paolo, ma non certo con grande favore di molti altri apostoli.
maggio 30th, 2009 at 11:12 pm
marco & Anonimo (del cacchio),
un consiglio: rileggetevi l’enciclica Pascendi…