Assemblea dei vescovi: Il quasi “no comment” di Crociata sul premier
27 maggio 2009 -
Voleva essere semplicemente un «no comment» quello che il segretario generale della conferenza episcopale italiana, monsignor Mariano Crociata, avrebbe voluto pronunciare ieri quando i giornalisti, nella consueta conferenza stampa a margine dell’assemblea generale dei vescovi che si sta svolgendo in Vaticano in questi giorni, gli hanno chiesto un parere sulla «questione morale» e in particolare sulle vicende personali del premier Silvio Berlusconi in relazione ai casi “Noemi” e “Mills”.
E, invece, oltre al «nessun giudizio» pronunciato inizialmente, Crociata ha voluto dire qualcosa di più e spiegare come «ognuno ha la propria coscienza» e come non si possa «essere incuranti degli effetti che certi atteggiamenti producono e ciò vale a seconda della visibilità di ciascuno». Come a dire: non vogliamo dire ufficialmente nulla su Berlusconi e Noemi, ma le conseguenze di certe condotte del premier avranno inevitabilmente degli effetti coi quali occorrerà fare i conti.
Al di là delle parole in più pronunciate oltre a quel «nessun giudizio», il segretario generale della Cei ha fatto il suo nel comunicare una presa di distanza da qualsiasi commento di parte sulle vicende private del premier. Come una presa di distanza ha voluto offrirla intorno all’operato del governo: le parole di Bagnasco dell’altro ieri contenevano ineludibilmente una qualche critica sull’operato della maggioranza, ma – ha spiegato Crociata ieri – più che criticare il governo, la Cei intende semplicemente indicare i problemi e incoraggiare «a fare di più e meglio». Anche perché la Chiesa – è il senso dell’intervento di Crociata – non è un soggetto politico e non dà riconoscimenti a nessuno.
In parte Crociata è riuscito nel suo intento. Ma in parte no. Nel senso che ha evidenziato comunque un certo malumore di una consistente parte dei suoi confratelli sulle vicende private del premier e sull’operato del governo.
È vero: la Cei non vuole essere tirata per la giacchetta da nessuno schieramento politico. Ma che diversi presuli siano in questo momento parecchio critici soprattutto verso uno dei due schieramenti – quello che è al governo – è evidente. La critica, però, non è epocale. I rapporti col Vaticano viaggiano su binari sostanzialmente positivi: i rapporti tra Gianni Letta, Tarcisio Bertone e l’appartamento papale sono sempre cordiali e distesi. È più il malumore di certi vescovi italiani che l’attuale presidente della Cei, il cardinale e arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, deve “governare”, facendo sì che le critiche, pur legittime, non vadano oltre il dovuto. Anche perché, ancora ieri, all’uscita della riunione mattutina dell’assemblea generale dei vescovi, non erano pochi coloro che ricordavano come «non si stava meglio quando si stava peggio». Ovvero: ben altri problemi c’erano quando al governo c’era l’ultimo Romano Prodi.
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Crociata sarà pure il segretario,ma lasci la parola al Cardinal Angelo Bagnasco,solo degno a commenti,Lui è pur sempre libero di essere CATTOCOMUNISTA,ma gli siano ben chiare le atrocita fatte in tempi passate i presenti nei paesi conunisti,e ricordi quando D’Alema et Company,giravano per Roma dal confine Città Vaticano a Stazione Termini con bandiera rossa sulle spalle urlando che avrebbero voluto rinvigorire il rosso delle loro bandiere con il sangue di preti e suore.Pensi al loro prossimo esordio con radicale e Comunisti integralisti,e la messa in atto anche dell’eutanasia(forse non male puliremme definitivamente la Santa Madre Chiesa da seguaci Tettamanziani,irato perchè lo Spirito Santo,lungimirante,non l’ha fatto sedere sul soglio di Pietro.
Quando l’Italia sara governata dagli arabi,il gran Crociata,tornerà nelle Catacombe di Cecilia Metetta o ne sceglierà altre?Roma è piena.Meno male che abbiano il buon gusto di tenere i nostri figli,ben lontani da uomini -prelati,preti,frati e suore – ben lontani….Pio XII° si rigira nella cassa,quello si che era un SANTO UOMO,lei non è neanche l’unghia tagliata del suo ultimo dito di un piede…Quanta pena,dov’è la sua carità,solo ipocrisia ed opportunismo.Giuda a tradito Gesù con un bacio,quindi Lei è di quella stazza.
Bravi il difensore di Dio della famiglia e della patria si è rivelato per quello che è….spero vivamente che non abbia frequentato minorenni (come indicato dalla moglie Veronica). E’ bene che i comportamenti personali non siano dissimili delle parole.
Io credo che la Chiesa abbia il diritto di criticare scelte spwecifiche di questo come di qualunque altro governo, senza diventare per questo un soggetto politico.
Comunque credo che l’attuale governo sia peggiore del governo Prodi, criticabile su vari punti ma nel complesso meno lontano da valori umani che anche un cristiano deve apprezzare.
Sul piano etico personale, poi, Berlusconi è mille volte peggio di Prodi, che ha commesso l’errore di proporre i Dico ma non ha mai dato scandalo come Berlusconi.