Intervista al rabbino Giuseppe Laras: “Il Papa è stato fermato da una didascalia?”
12 maggio 2009 -
Rabbino Giuseppe Laras, Benedetto XVI ieri pomeriggio è arrivato al memoriale dello Yad Vashem – memoriale delle vittime dell’Olocausto – ma come in passato fece Wojtyla e come di per sé fanno tutti i capi di Stato, non è entrato nel museo dove, tra le altre cose, è esposta una didascalia dedicata a Pio XII in cui Papa Pacelli viene definito responsabile del «silenzio» e dell’«assenza di linee guida» per denunciare lo stesso Olocausto. Come commenta l’arrivo del Pontefice?
È difficile parlare dell’arrivo del Pontefice allo Yad Vashem in modo del tutto favorevole. Mi rendo conto che la didascalia dedicata a Pio XII possa non piacere, ma entrare nel museo avrebbe avuto un valore simbolico enorme. Però certo, non era in programma e dunque non vi sono problemi. Dico soltanto che , in generale, una visita più approfondita avrebbe significato testimoniare con un gesto altamente simbolico un sentimento di maggiore partecipazione verso le sofferenze del popolo ebraico. E poi, in fondo non sarebbe stata una cosa così sconvolgente per il Papa: la didascalia dedicata a Pio XII è ben poca cosa rispetto all’intero museo.
Ratzinger ha un approccio diverso ai rapporti con l’ebraismo di quello che aveva Giovanni Paolo II?
Quando Ratzinger è divenuto Pontefice sono stato chiamato dalla rivista Jesus a commentare la cosa. Ho parlato di lui in termini positivi e ho espresso l’auspicio che Benedetto XVI avesse nel suo magistero un approccio rispetto alla Shoah, alle sofferenze del nostro popolo, il più possibile simile a quello del Pontefice polacco. Purtroppo debbo dire che non sempre è stato così. Certo, occorre ricordare che tra i due Pontefici vi sono differenze caratteriali non da poco. Ma io ritengo che ancora oggi sia unica l’apertura al dialogo e alla reciproca comprensione propria del pontificato wojtyliano.
Ieri però Benedetto XVI ha detto cose notevoli: ha ricordato la Shoah dicendo che non va mai negata e che un simile orrore disonora l’umanità. Poche ore prima aveva condannato ogni forma d’antisemitisimo e in Giordania ha parlato della medesima radice che accomuna i due credo.
Beninteso. Le parole che il Papa ha detto sono importanti e positive. La mia è una velata critica riferita soltanto al fatto che una visita al museo sarebbe stata molto significativa. In generale l’arrivo del Papa in Israele lo giudico positivamente.
Perché?
In passato, anche nel passato recente, ci sono state polemiche e tensioni difficili. Diciamo dei malintesi. E un arrivo di Benedetto XVI non può che aiutare a far sì che queste tensioni si sciolgano.
Tra queste tensioni brucia ancora la vicenda della revoca della scomunica al vescovo lefebvriano (negazionista sulla Shoah) Richard Williamson?
Quella vicenda per noi resta incomprensibile. Il Papa con la lettera di spiegazione della stessa revoca ha fatto molto. Anche se mi sembra che la cosa di per sé sussista ancora. A Williamson la scomunica resta revocata.
Arrivando ieri mattina a Tel Aviv il Papa ha supplicato tutti a esplorare ogni possibile via per la ricerca di una soluzione giusta al conflitto tra israeliani e palestinesi «così che ambedue i popoli possano vivere in pace in una patria che sia la loro, all’interno di confini sicuri e internazionalmente riconosciuti». Come commenta?
Un discorso dedicato alla situazione politica ce lo aspettavamo. La strada indicata dal Papa è nota. Occorre comunque che vengano anzitutto estirpati ovunque i sentimenti di anti-semitismo e anti-israelianesimo diffusi.
| Tratto da: |
LASCIA UN COMMENTO... SEGNALA...










Caro Rodari,
come mai la stampa israeliana, l’opinione pubblica è sempre insoddisfatta di quello che dice il Papa? I rabbini italiani ascoltano quello che dice il Papa?
Conta più quello che dice o quello che non dice?
Conta più dove và o dove non và?
Le parole di Laras mi sembrano profondamente ingiuste…
Ho l’impressione che aleggino molti pregiudizi su questo Papa e che, non so se sbaglio, ma mi sembra che la visita in Israele non sia gradita da molti… non vedono l’ora che se ne vada.
In Giordania l’accoglienza è stata migliore e molto ospitale. Ho ragione?
Grazie per l’attenzione
Sandra Spina
ottimo lavoro giornalistico caro paolo,in questi giorni ti stai dimostrando,come sempre,uno dei giornalisti più equilibrato e di spessore che ci siano sulla piazza,per quanto riguarda i fratelli ebrei e sopratutto i rabbini,bè credo che esagerino un pò,mi pare di poter dire che comunque vada non vada mai bene,il papa buono è sempre quello morto,l’erba del vicino è sempre più verde,sarebbe stato meglio che…….sempre molto sbagliato sia dal punto di vista storiografico che da quello morale fare paragoni tra un papa e un altro,ogni papa è testimone del suo tempo,e questo papa non solo è un testimone ma è un maestro che è testimone.
il nostro tempo ha bisogno di questo e lo abbiamo:maestri che siano testimoni.
forse è venuto il tempo che i fratelli ebrei escano dal grande dolore della shoah e comincino a pensare che anche loro devono essere testimoni per il loro tempo e il futuro senza sempre aver bisogno di pretendere che tutti ribadiscano il loro grande torto subito inchinandosi.
quello che un papa dice una volta rimane nella storia non si deve pretendere che venga ribadito dieci volte l’anno lo stesso concetto.Benedetto xvi è stato più volte chiaro ed esplicito nel suo pensiero con gli ebrei e rimane ora nella storia.
Complimenti per l’intervista, in cui l’intervistatore era più competente dell’intervistato. Però in Germania, anche fra i cattolici progressisti, è ricominciata la caccia al piccione.Saluti.
Non c’è niente da fare. A Benedetto XVI non viene, e non verrà mai, ‘perdonato’ il fatto di essere tedesco. Alcuni organi di stampa di Israele deliravano ancora oggi sul passato di Joseph Ratzinger nella gioventù hitleriana (cosa che non è mai accaduta) e sull’arruolamento nei servizi antiaerei della Luftwaffe nel 1945…
Quello che poi mi ‘chiedo’ è perchè nessuno ricorda mai le mirabili parole pronunciate dal Papa ad Auschwitz?
Sono 2000 anni che gli ebrei aspettano che la Chiesa ammetta che Gesù di Nazareth non è il Messia.
ma perchè il Sommo Pontefice deve fare e dire ciò che vuole il rabbino Laras? se non gli piace, pazienza.
Che vergogna questa propaganda ricorrente sul giovane Ratzinger nella gioventù hitleriana.
Mi viene da vomitare.
io vorrei vedere se un giorno il Papa osasse anche velatamente criticare un discorso o un atteggiamento di un qualunque altro ministro di altra fede,vi immaginate cosa succederebbe?mi immagino le bordate da tutte le parti,anche dalla nostra!!!
è l’ora di finirla che in questo mondo tutti si permettano di insegnare il mestiere al Pontefice,questo viaggio e quello che finora ha detto Benedetto XVI hanno una portata storica,il togliersi le scarpe x riverenza all’uso dei musulmani,il mettere un foglietto nel muro del pianto alla maniera ebraica,i discorsi sulla necessità della pace e della giustizia..e questo signore è deluso dal fatto che non è entrato nel museo!!!!!!!!!!
ma ci pensate?siamo all’assurdo!
e come se un rabbino si inginocchiasse davanti alla Vergine di Fatima e noi gli rimproverassimo che non visita la tomba di suor Lucia..nn vi pare?
in toscana si dice che quando si da un dito poi si prendono tutto il braccio (o si sentirebbero autorizzati a farlo).
x quanto mi riguarda sono sempre + innamorato di questo grande Papa,primo xchè è il Papa,e questo tanti cattolici sembrano non averlo ancora capito,secondo xchè non fa nulla x essere popolare e accomodante,ma anzi,ci stà offrendo il Vangelo senza note,alla lettera..che meraviglia,ringraziamo il Padreterno x avercelo dato,che ce lo mantanga ad multos annos!!!
“..e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa..”
non è abbastanza
http://deliberoarbitrio.splinder.com/post/20530608
perche gli ebrei sono un popolo che ha ben sofferto nel passato per la propria identita’ , diano segni concreti di distenzione e collaborazione , per una pace vera . proprio per questo motivo .
avranno anche vinto tutte le guerre , ma hanno perduto tutte le paci !!!