Quando il cardinale Siri disse a Baget Bozzo: “Fatti prete”

Il cardinale arcivescovo di Genova Giuseppe Siri diceva di lui così: «Più che di grande cultura, Baget Bozzo è un uomo di grande erudizione». Non era una diminutio. Ma un modo per dire ciò che «don Baget» – come Siri l’ha sempre chiamato – era per il porporato: «Più erudito che colto – diceva Siri – ma certo d’una erudizione grandissima».
I due si conobbero che Baget era bambino. Questi entrò in seminario a dodici anni. Poi uscì. Poco dopo s’iscrisse al Liceo Andrea Doria di Genova. Siri vi insegnava. Qui nacque la loro amicizia. Un’amicizia che non tramontò mai, nemmeno dopo la sospensione a divinis comminata a don Baget dopo che questi accettò – era il 1984 – la candidatura al Parlamento Europeo nelle liste del Psi nella circoscrizione di Bari. «Don Baget è un uomo geniale – disse in quell’occasione Siri -. Ma la sua genialità è un po’ catalana – nel senso delle origini del sacerdote, ndr – e, dunque, è un po’ folle».
Giuseppe Siri era fatto così. I suoi ex alunni, per quanto prendessero strade che egli non condivideva, non li lasciava mai. Un po’ come oggi fa Joseph Ratzinger col gruppo di suoi allievi a cui un tempo insegnava teologia: ogni anno li rivede nella cornice di Castelgandolfo.
Fu dopo i suoi quarant’anni che Baget ebbe un incontro decisivo ancora con Siri. Questi, visto che il suo ex alunno non si sposava, gli ricordò di quando da piccolo era stato in seminario e gli propose di pensarci su seriamente. A cosa? Alla possibilità di farsi prete. Oltretutto aveva da poco finito il dottorato in teologia alla Lateranense e, dunque, per lui, la strada verso l’ordinazione sarebbe stata breve. E poi Siri gli assicurò che avrebbe potuto continuare a dedicarsi all’analisi dei fenomeni dell’attualità. L’avrebbe fatto alla luce della visione della fede. Certo, in diocesi c’era chi malignava attorno alla sua presunta omosessualità. Ma Siri era convinto che quella «casta omosessualità» che successivamente don Baget definì essere l’orizzonte del suo universo affettivo, proprio perché «casta» non fosse un ostacolo all’ordinazione.
Di Baget seminarista si ricorda poco. Del resto Siri lo dispensava da una frequenza assidua del seminario. Baget si palesava soltanto poche ore alla settimana. Siri capiva che non avrebbe potuto fare altrimenti: il suo ascetismo, i suoi studi, la sua continua voglia di pensare e riflettere lo portavano lontano dai rapporti con la gente. E la cosa continuò anche un volta ordinato prete: don Baget non spiccò mai quanto a capacità pastorali. Anzi, manco gli venne affidata una parrocchia. Soltanto la domenica si recava alla parrocchia del Sacro Cuore nella zona Carignano. Qui confessava e recitava una messa.
Militante nella Democrazia Cristiana e vicino a Paolo Emilio Taviani e Fernando Tambroni, nel 1967 lascia la politica e diviene prete. Siri affidò a lui il lavoro culturale dedicato a un lettura non di rottura del Concilio Vaticano II: questo era l’intento della rivista «Renovatio», nata per contrastare la più progressista «Concilium». Don Baget la dirigeva. Siri si limitava a scrivere l’editoriale di prima.
Nella seconda metà degli anni Settanta, l’idea di compromesso storico Dc e Pci, è invisa a don Baget. Fino a farlo avvicinare a Craxi. Siri lascia fare ma poi, quando tutto sfocia nella militanza politica e nella candidatura al Parlamento Europeo, deve intervenire.
Negli anni in cui rimase sospeso a divinis, don Gianni continuò a celebrare Messa da solo, in una cappella di Bruxelles. A Genova arrivavano gli echi di certi suoi epigrammi: «Sono in politica per volere dello Spirito Santo». E poi quella sua definizione del Paradiso: «È come una grande chiavata». Troppo per Siri? Sì, ma anche no. È vero: don Baget diceva quelle cose. Ma nello steso tempo era sempre pronto a difendere il Papa. E le sue visioni teologiche non erano mai contro quelle della dottrina della Chiesa. Il porporato continuò a seguirlo. Non lo lasciò solo. È vero: Siri non era più vivo quando nel 1994 don Baget chiese, con successo, di essere riammesso all’esercizio delle facoltà sacerdotali. Ma si dice in diocesi che il porporato fosse certo del fatto che prima o poi sarebbe successo: Siri conosceva bene il suo ex allievo e amico.

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  1. Francesco Bellotti ha scritto il 9 maggio 2009 alle 8:52 pm:

    Grazie!


  2. AnnaHopn ha scritto il 10 maggio 2009 alle 5:24 pm:

    Not sure that this is true:), but thanks for a post.