Ottocento anni dopo san Francesco torna a inginocchiarsi davanti al “Signor Papa”

L’arrivo dei francescani a Castelgandolfo, sabato prossimo 18 aprile, in occasione degli ottocento anni dell’approvazione della Regola da parte di Papa Innocenzo III non è cosa da poco. Al Pontefice, i francescani, hanno sempre offerto indefessa obbedienza e sta innanzitutto qui, prima che altrove, il segreto di un ordine tra i più amati dagli uomini di tutto il mondo. Lo stesso Francesco d’Assisi, infatti, questo prima d’altro ha lasciato ai suoi: obbedienza incondizionata al «signor Papa», così lo chiamava, unica garanzia della giustezza del proprio agire.
E oggi, ottocento anni dopo l’inizio di tutto, è probabilmente questa vocazione a essere le prime «truppe del Pontefice» nel mondo che i francescani provano ancora una volta a riscoprire. Perché non c’è francescanesimo senza obbedienza al Pontefice. Non c’è missione francescana senza il mandato di colui che guida la Chiesa.
La totale, a tratti maniacale, sottomissione di Francesco al Papa nasce da un innamoramento. Quello dello stesso Francesco nei confronti di Cristo. Occorre dirlo: Francesco s’innamorò di Cristo. Per lui, solo per lui, divenne povero come i più poveri. Un “alter Christus” disse qualcuno tempo dopo. E, infatti, se non ci fosse stato questo innamoramento, senz’altro il benestante Francesco non avrebbe lasciato una vita di agiatezza e piaceri.
L’amore di Francesco per Cristo era verticale. Tutti gli altri amori, quindi, discendevano da questo primo amore. Per questo motivo obbediva al Papa: perché soltanto obbedendogli aveva la certezza di seguire il suo innamorato, Cristo. E lo diceva anche ai suoi discepoli: obbedendo al Papa, ai vescovi e ai superiori si è sicuri della giustezza della strada intrapresa.
Amore verticale. Se non si capisce questa verticalità non si capisce il francescanesimo: molteplici scissioni in rami e sotto rami. Prima gli spirituali e i conventuali. Poi il Terzo Ordine. Quindi i cappuccini e via con una serie di riforme e controriforme tutte accomunate da un’unica e sola caratteristica: la ricerca della purezza del francescanesimo. Ovvero il ritorno continuo e incessante verso quell’innamoramento totale e verticale che caratterizzò la vita di Francesco dal momento della sua conversione in poi. Questo è il francescanesimo: una continua ricerca dell’origine di tutto.
Francesco vedeva Cristo in tutte le cose. Ogni cosa rimandava a Cristo. Prima di ogni cosa c’era Cristo e Francesco lo sapeva trovare innanzitutto nel santissimo sacramento. Quando peregrinava per i boschi, le valli e le pianure, se da lontano scorgeva un campanile, si buttava in ginocchio. E poi entrava nella chiesa e rimaneva del tempo in adorazione.
Dopo Cristo, in discesa verticale, c’era tutto il resto. Un posto particolare lo aveva la Madonna. Colei che il Vaticano II – parafrasando Francesco – definisce nella costituzione dogmatica sulla Chiesa, «tutta gloriosa, senza macchia né ruga». Lei era per lui il modello di Chiesa ideale. A lei si rifaceva. La venerava come colei che aveva avuto il privilegio di portare nel grembo il figlio di Dio.
E poi i sacerdoti. Si dice che Francesco cercasse di confessarsi dai più indegni. Dai sacerdoti meno fedeli, quelli macchiati dai peccati più nefandi. Perché in questo modo faceva due cose: si ricordava della propria indegnità, del non essersi sentito degno di accedere al sacerdozio (arrivò soltanto al diaconato) e, nello stesso tempo, richiamava i preti alla loro dignità, al valore della loro scelta di vita. I francescani sono sempre stati eccellenti predicatori e, in questo senso, i primi ad accorrere in aiuto dei preti secolari. Non a caso, secondo Benedetto XVI, «tutta la vicenda di Francesco è racchiusa nelle parole con cui il crocifisso di San Damiano invia Francesco a riparare la Chiesa». Riparare la Chiesa. A cominciare dal suo cuore: i sacerdoti.
Quindi venivano gli altri uomini e il mondo. Dunque in tutto, soprattutto nei poveri, vedeva Cristo. Si piegava sui poveri perché i poveri erano Cristo. Non c’era «terzomondismo» in lui. Solo amore a Cristo. Tanto che Cristo lo premiò. Ecco cosa fece per lui. Lo dice Dante nella Divina Commedia, Paradiso, canto XI: « Nel crudo sasso intra Tevere ed Arno da Cristo prese l’ultimo sigillo che le sue membra due anni portarno». Da Cristo prese l’ultimo sigillo, ovvero le stigmate, uno dei pochissimi casi nella bimillenaria storia della Chiesa.
Ancora, oggi, ottocento anni dopo l’approvazione della Regola, ai francescani è chiesto di guardare al loro fondatore. E di essere ciò che il loro carisma vuole. Pur divisi in molteplici rivoli, pur calanti in molte province del mondo e numerosi in poche altre, è questa purezza originaria che debbono cercare.
Benedetto XVI, del resto, non può che volerli così: nelle strade, mendicanti nel mondo con in saccoccia soltanto la voglia di annunciare il Vangelo, di sbugiardare, come faceva Francesco, la menzogna del mondo. La voglia di dire «pane al pane, vino al vino»: «Cristo è la verità. Ogni altra via è falsa». La voglia di condannare le eresie, le false dottrine, per amore della verità. Come i domenicani dovrebbero scardinare il torpore che pervade accademie e università per insegnare dove stia la vera dottrina, così i francescani dovrebbero portare nelle strade l’allegria del cristianesimo, e cioè la gioia che scaturisce dalla certezza che Cristo è vero Dio e vero uomo. Francesco lo disse pure al feroce Saladino. Chissà chi, tra i francescani che vivono vicino ai musulmani, ha il coraggio di fare la medesima cosa.
Guardare al fondatore significa anche scardinare la falsa lettura che della sua figura e del suo carisma è stata messa in opera nei secoli. Significa non sostituire l’annuncio della verità proprio del francescanesimo con un indistinto ecumenismo. San Francesco non è sinonimo di pacifismo, d’irenismo, di sincretismo o d’ecologismo. È altro. A Saladino chiese la conversione, prima che la mano. Ma certamente gli stessi francescani lo sanno. E sanno bene che qui sta il futuro del loro ordine: il dissolvimento o la rinascita. Nell’essere “truppe”, “milizie” che, in obbedienza al Papa, portano nel mondo la verità.
Del resto lo disse benissimo Benedetto XVI nel 2006, quando per due volte tornò sulla figura di san Francesco proponendo, di fatto, una nuova ermeneutica del santo. Lo fece il 31 agosto, parlando ai preti della diocesi di Albano. E il 4 settembre inviando un messaggio al vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, in occasione dell’ottavo centenario della conversione di Francesco. Ai preti di Albano il Papa ha detto che Francesco non «era un ambientalista o un pacifista. Era soprattutto un uomo convertito». Dire che era un ambientalista o un pacifista è «un abuso». Mentre, sempre di Francesco, nel messaggio al vescovo di Assisi il Papa aveva parlato così: «La testimonianza che egli rese nel suo tempo ne fa un naturale punto di riferimento per quanti anche oggi coltivano l’ideale della pace, del rispetto della natura, del dialogo tra le persone, tra le religioni e le culture. È tuttavia importante ricordare, se non si vuole tradire il suo messaggio, che fu la scelta radicale di Cristo a fornirgli la chiave di comprensione della fraternità a cui tutti gli uomini sono chiamati, e a cui anche le creature inanimate – da “fratello sole” a “sorella luna” – in qualche modo partecipano».

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  1. massimo ha scritto il 13 aprile 2009 alle 3:21 pm:

    bell’articolo Paolo,hai il dono della sintesi,ma sei anche coraggioso.mi piace molto.


  2. PaoloD ha scritto il 13 aprile 2009 alle 4:20 pm:

    Ma, speriamo bene. E’ ora che questi nostri confratelli mettano la testa a posto e ritornino a scoprire la Spiritualità di S. Francesco. Un amico frate di una certa età mi ha confessato che ai loro seminaristi non insegnano più la regola di s. Francesco. Tanto è vero che alcuni compensano la loro spiritualità dando assistenza ai neo-catecumenali e abbandonando l’assistenza e la formazione dei terziari francescani lasciandoli a se stessi fino al punto di scomparire.
    Poi negli ultimi tempi, per mantenenere l’organico nei pochi conventi rimasti, hanno accettato novizi senza alcun discernimento.
    Le preghiere comunitarie e l’ufficio in coro sono un ricordo del passato.
    Inginocchiarsi davanti al “SIGNOR PAPA”? Ma senza la fedeltà alla Spiritualità Francescana sarà solo un atto esteriore che sarà fatto a Castel Gandolfo il 18 aprile. E poi? Il nostro beneamato Benedetto XVI non è tanto amato da questi frati, sono contrarissimi alla messa in latino, non lo ubbidiscano e alcuni lo deridono. Conosciamo, però alcuni frati anziani ed alcuni anche giovani che in silenzio ed in sofferenza sono fedeli a Dio, a S.Francesco ed amano il Papa. A loro tutto il nostro bene nella preghiera: grazie.


  3. Daltaiuns ha scritto il 13 aprile 2009 alle 7:27 pm:

    Molti francescani sono dei un po’ dei figli dei fiori. Non portano l’abito, confessano malissimo, predicano ancora peggio, e sono sopratutto tristissimi. Ma vi sono dei campioni fra loro che non hanno nulla di tutto ciò. Essi sono l’orgoglio del loro padre fondatore.
    Uno di questi, scomparso qualche anno fa, è p. Guglielmo: http://www.padreguglielmocesena.com


  4. massimo ha scritto il 13 aprile 2009 alle 9:17 pm:

    posso riferirvi di una piccola comunità francescana,nata tra la fine delgi anni settanta e l’inizio dell’ottanta in lombardia,in un grosso convento cappuccino non si respirava più la regola di francesco esattamente come Daltainuns e PaoloD descrivono,bene il provinciale(oggi 85enne)stanco di rincorrere i frati in ogni dove e vedendo ormai deserto il coro i confessionali e tradito tutto chiese ad alcuni fratelli di “riformare”e in un convento vuoto dato da un vescovo da 5 che erano nel 1982 oggi sono oltre 50 vivono in alcuni conventi nel nord,il nome dell’ordine è “fratelli di san francesco”ci sono alcuni frati(i fondatori) ultra ottantenni gli altri 50 hanno tutti meno di 46 anni il nucleo più consistente è del gruppo dei trentenni,fanno vita comune,vivere la regola cappuccina del 500 in maniera ferrea,liturgia delle ore sempre in coro e cantata tutti i giorni,messa conventuale,culto della madonna,si dedicano alla predicazione nelle parocchie vicine al convento,direzione spirituale,confessione,visitare i malati,officiano le cappelle dell’ospedale,missioni al popolo,studiano i padri,le fonti francescane,e teologia nei seminari all’inizio e continuano poi a roma.vestono solo l’abito cappuccino non possiedono mai abiti civili,anche quando viaggiano,ora stanno fondando una casa di clarisse e un gruppo di terziari,li conosco perchè il cardinale Biffi nel 1999 gli ha affidato un abazzia medioevale a 3 chilometri da casa mia,vanno nel carcere e nell’ospedale del luogo,sono 7 età media 34 anni,a settembre aprono il noviziato.e sono straordinari poverissimi e felici.


  5. vittorio ha scritto il 13 aprile 2009 alle 10:29 pm:

    signor rodari
    ho apprezzato moltissimo il suo articolo …..

    vivo da sempre in ASSISI , ci sono nato e devo dire che l’ Ordine Francescano e specialmente i Conventuali sono da me ritenuti , ma non sono il solo A PENSARLA COSI , come l’ ordine il più deleterio nella CHIESA . potrei benissimo scrivere un libro sulle mie conoscenze ed esperienze con questi MERCANTI DI ANIME ; non ho rapporto diretto con questa gente . per mia fortuna , ma ASSISI è una città piccola cosa vuole che le dica !!!!!!! ……… un esempio , questa estate ritornando a casa una sera , non ricordo bene la data , sono passato davanti l’ ingresso dalla basilica superiore , e già da lontano si poteva udire benissimo una musica infernale A TUTTO VOLUME , provenire dall ‘ interno . affacciatomi alla soglia ho domandato se per caso ci si stava preparando ad un rito satanico anche per come era stata allestita la chiesa superiore . mi è stato risposto da qualcuno che si stava celebrando un ” rito d’ addio ,, ai giovani francescani organizzato dal vescovo SORRENTINO , da noi tanto amato !!! il resto è solo miseria … ma conosco comunque francescani che sono degne persone … ma sono emarginate ….. e questa è una bella e grande consolazione …..
    ….. augurandole la buona pasqua !!!!!!!!!


  6. fr. David ha scritto il 14 aprile 2009 alle 10:36 am:

    Ci sarà anche il sottoscritto al capitolo delle stuoie e all’incontro con il santo Padre. Sono francescano e contento di esserlo…indubbiamente indegno di tanto onore (di seguire l’Alter Christus..) ma sinceramente innamorato di Gesù e del suo Vangelo!
    Vi garantisco che ho tanti fratelli che hanno offerto la vita per Gesù, e ancora la offrono in maniera disinteressata, gratuita e abbondante. Problemi ci sono..certamente! E non saremmo onesti se li negassimo..ma c’è tanto, tanto bene!! Conosco frati malati, e sorelle clarisse che offrono le loro sofferenze per la Chiesa e il servizio petrino del Santo Padre. Conosco giovani frati che studiano indefessamente, amano e sono ubbedienti alla Chiesa e al Magistero. Conosco frati (anche giovani!) che trascorrono le loro giornate in confessionale a curare le anime! Conosco giovani laici che seguono con impegno la spiritualità francescana e che vivono seriamente la loro vocazione matrimoniale! da cristiani autentici…
    Desidero condividere con voi questo..semplicemente, in questo grande giorno di Pasqua, dove celebriamo la Speranza! Il maligno fa rumore perchè ha paura! Il Signore lavora segretamente e nel silenzio..
    Auguri fratelli…Alleluia!


  7. vittorio ha scritto il 14 aprile 2009 alle 12:22 pm:

    caro massimo ……….. è consolante quanto scrivi qui sopra ma non capisco perchè creare ancora nuovi ordini religiosi quando già c’ è LA REGOLA DI SAN FRANCESCO ………
    durante il periodo della mia vita …. MAI !!!!!!!!! ……. ho sentito dire che i frati del SACRO CONVENTO abbiano MAI FATTO UNA SOLA VOLTA del bene o aiutato dei poveri ……… se lo hanno fatto nel silenzio va a tutto loro vantaggio ” non sappia la mano destra cio’ che fa la sinistra ,, ma certo la devono aver fatto agendo nel piu’ grande segreto .

    si anche qui da me in ASSISI c’ è una gemma ……UNICA ….. che rifulge e sono le SUORE FRANCESCANE BAVARESI CAPPUCCINE …….. sono un vero esempio di vita ed è gratificante per me ogni volta che posso andare da loro ….. quando devo entrare in una chiesa ed uscirne più bestia di come ne sono entrato , tanto vale fare una bella passeggiata in mezzo il CREATO !!!!!!!!! ……


  8. vittorio ha scritto il 14 aprile 2009 alle 12:30 pm:

    oltre tutto sono da tutti noi AMATISSIME ……….


  9. Saverio ha scritto il 14 aprile 2009 alle 5:41 pm:

    Vittorio scusi, ma lei è un feticista dei puntini? Non si capisce se è ironico o meno, i suoi post sono un inno al disordine…


  10. Francesco73 ha scritto il 14 aprile 2009 alle 7:50 pm:

    Io ho molta fiducia nella famiglia francescana, penso davvero che le grazie siano più abbondanti dei limiti.
    Non condivido ovviamente nulla della degradazione politicistica del francescanesimo: ecologismo, irenismo, sincretismo, e quanta’altro.
    Ma ci sorrido, perchè penso che il sorriso dei frati sia superiore anche ai tentavi di associarsi il Poverello e i suoi.
    Ogni casa francescana è percepita come luogo di sorriso, di letizia serafica, di accoglienza, di vicinanza.
    Continuate così, senza timore.


  11. massimo ha scritto il 14 aprile 2009 alle 10:41 pm:

    vittorio i frati a cui mi riferisco non hanno creato un nuovo ordine,sono cappuccini riformati e basta,differiscono dagli altri cappuccini sono da tre cose il nome della famiglia,l’osservanza ferrea alla regola francesca secondo la riforma cappuccina,il capitolo che è ovviamente autonomo.sono francescani e basta.se i cappuccini lombardi da cui nascono avessero fatto i cappuccini e basta non sarebbero nati questi.


  12. Saverio ha scritto il 14 aprile 2009 alle 11:29 pm:

    Aldilà delle inebriate e poco ispirate affermazioni di Vittorio, contestabili sotto diveri aspetti – condivido pienamente quanto dice Daltaiuns. Peccato che questi ordini non abbiano dei custodi garanti della tradizione e della autenticità dei carismi.


  13. vittorio ha scritto il 15 aprile 2009 alle 10:43 am:

    caro massimo quello che dici è davvero confortante e lo condivido in pieno ……. l’ ordine francescano quando è vissuto nel pieno dell ‘ osservanza della regola sa dare alla chiesa e al mondo gemme di rara bellezza …… c’ è da sperare per il futuro …… PADRE PIO andò su tutte le furie quando dopo il CVII si riformò la regola francescana – ” ma siamo matti , vogliamo cambiare la regola di SAN FRANCESCO ,, – ed infatti ecco i risultati di oggi !!!! magari sig saverio fossero deliranti le mie affermazioni !!! … come dice lei questi ordini non sono garanti della tradizione e dell’ autenticità dei carismi . ha ben ragione BENEDETTO XVI quando dice che in futuro dai seminari dovranno uscire sacerdoti di spessore . oltre al” inosservanza della REGOLA , c’è un ignoranza ed un involuzione culturale nell’ ordine francescano generalizzata ……. e lo percepisco tutti i giorni – ASSISI è la mia città e vi risiedo da tutta la mia vita


  14. vittorio ha scritto il 15 aprile 2009 alle 10:03 pm:

    LEGGO DAL GIORNALE DELL’UMBRIA DI OGGI LE DICHIARAZIONI DEL CUSTODE DEL SACRO CONVENTO
    PADRE GIUSEPPE PIEMONTESE ALLA VIGILIA DELL’ RIAPERTURA DEL CAPITOLO DELLE STUOIE ” RIVIVIAMO IL NOSTRO COMPLEANNO , IL COMPLEANNO DELLA NOSTRA REGOLA . INTORNO ALLA QUALE CI RITROVIAMO COME GLI ITALIANI SI RITROVANO NELLA CARTA COSTITUZIONALE ,, … SONO SENZA PAROLE !!!!!!!!


  15. Saverio ha scritto il 16 aprile 2009 alle 12:31 am:

    Vittorio assomiglia a quei vagantes che girano senza sapere dove andare e cosa dire.


  16. Mister Kent ha scritto il 21 aprile 2009 alle 11:53 am:

    certo, se tutta la chiesa riuscisse a far sua la regola di povertà di san francesco risparmieremmo un bel po’ di soldi dell’ 8 per mille


  17. Sun Tzi ha scritto il 21 aprile 2009 alle 6:34 pm:

    e ci ritroveremmo però le strade piene di disgraziati bisognosi di cure ed affetto che oggigiorno ricevono nei vari ospedali/case di cura/parrocchie/ecc proprio grazie all’8 per mille….

    La povertà intesa da San Francesco è ben altra cosa rispetto a quella che interpreti superficialmente tu…

    Consiglio per gli acquisti rivolto a Mister Kent: comprati un po’ di magnesio in farmacia…