Come il Papa alla Sapienza, Notre Dame rifiuta Obama
26 marzo 2009 -
È negli Stati Uniti d’America che è in corso un caso Sapienza al contrario. Come in Italia fu Benedetto XVI a subire, circa un anno fa, pesanti e reiterate critiche da parte di esponenti laici e laicisti del mondo universitario e politico italiano a motivo dell’invito rivoltogli dall’ateneo romano di aprire l’intero anno accademico con una sua lectio, nello Stato dell’Indiana chi sta subendo pesanti critiche è invece Barack Obama. Questi, invitato ad aprire il semestre accademico in una delle più rinomate università cattoliche d’America, la Notre Dame University, si è visto riversare contro le ire di cittadini e docenti scandalizzati per il fatto che il prestigioso ateneo abbia invitato a parlare un presidente dichiaratamente pro choice sull’aborto e aperto alla ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Dal basso, ovvero dal sito notredamescandal.com (un sito creato dalla Cardinal Newman Society, associazione che rappresenta 224 università e college cattolici americani), sono stati addirittura in 65 mila a firmare una petizione contro l’arrivo di Obama: 65 mila firme che chiedono apertamente che non sia il presidente degli Stati Uniti a tenere un pubblico discorso (il prossimo 17 maggio) in occasione della cerimonia di laurea e, insieme, che non sia lui a ricevere un diploma ad honorem come pare lo stesso ateneo gli abbia promesso.
A poco è servito un invito analogo che sempre la Notre Dame University – e sempre il 17 maggio prossimo -, ha fatto a Mary Ann Glendon, la bushiana ambasciatrice americana presso la Santa Sede la quale, quanto a tematiche inerenti l’aborto e la ricerca scientifica, è su posizioni diametralmente opposte a quelle di Barack. «È uno scandalo e un oltraggio – si legge sul sito web – che l’università di “Nostra Signora”, una delle migliori università cattoliche degli Stati Uniti, conferisca un tale onore al presidente Obama, considerato il chiaro appoggio del presidente verso quelle politiche e leggi che sono direttamente in contraddizione con l’insegnamento della religione cattolica sulla vita e il matrimonio».
Giorno dopo giorno le firme contro l’arrivo del presidente Usa stanno aumentando senza sosta. E, tra queste, anche quelle di alcuni vescovi e porporati. Fanno notizia, soprattutto, le parole del vescovo della diocesi di South Bend, John D’Arcy, il quale ha annunciato che non parteciperà alla cerimonia di laurea. Con una nota scritta, il presule ha reso noto di aver deciso, «dopo aver pregato molto», di boicottare la cerimonia dell’ateneo cattolico il quale viene invece invitato a domandarsi se con la sua scelta non abbia preferito «il prestigio alla verità». E ancora: «Il presidente Obama ha recentemente riaffermato e ora ha reso programma pubblico la sua, da tempo espressa, non disponibilità a considerare sacra la vita. Mentre afferma di volere separare la politica dalla scienza di fatto ha separato la scienza dall’etica e ha portato, per la prima volta nella storia, il governo americano a sostenere la distruzione di vite umane innocenti».
La posizione del vescovo di South Bend è condivisa dalla maggior parte dell’episcopato americano. Tra i vescovi degli Stati Uniti e Obama, infatti, la luna di miele non è mai cominciata. Il suo arrivo alla Casa Bianca è stato guardato con sospetto fin dai primi giorni successivi all’elezione, quando l’enclave di presuli statunitensi in forza alla curia romana, in scia alle opinioni espresse dalla conferenza episcopale Usa, aveva mantenuto una posizione di attesa non senza mostrare una certa preoccupazione.
In una lettera ai responsabili dell’ateneo, invece, è stato Anthony J. Lauinger, il vice presidente del National Right to Life Committee , a definire Obama «il presidente dell’aborto» e a sostenere che l’invito sia «un tradimento alla missione dell’università e un’offesa a tutti quelli che credono nella santità e dignità della vita umana».
La Casa Bianca ha risposto con una nota nella quale ha ricordato che il presidente Obama accoglie con favore «lo spirito di dibattito e la sana espressione di pareri contrari riguardo a questioni importanti» ed è «onorato di aver il sostegno di milioni di persone di tutte le fedi religiose».
Due giorni fa lo stesso Obama è tornato sulla sua decisione a riguardo delle cellule staminali dicendo di non averla presa «alla leggera», ma dopo «un’attenta e difficile valutazione». «Credo – ha detto – che si tratti di una questione molto difficile». Parole, tuttavia, che non sono servite a placare l’onda dei 65 mila che oramai avanza inarrestabile.
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ha preso una decisione dopo averci meditato sopra,ma a chi la dà a bere??????????
ma se lo sanno tutti che le cellule staminali embrionali non servono a niente x la ricerca e ad oggi non c’è una dico una malattia curata da una cura ricavata da questo tipo di cellule!!!ipocrisia,dietro ci sono i fondi statali alle multinazionali della ricerca..
ma la luna di miele mi sembra che non stà partendo nemmeno con il popolo americano..vedrete che tonfo che farà il nostro Obama,come lo stanno facendo i democratici nostrani..a proposito,la laicissima sen. Finocchiaro si sta inkazzando (scusate il termine ma mi sembra sul piede di guerra) con i cattolici del pd,xchè?
rei secondo lei di pensarla come il pdl sul testamento biologico,alla faccia della laica libertà di coscienza!!!!!!!!!!!
alla faccia del posto privilegiato che i cattolici avrebbero nel pd!!!
ma chi ci crede a stè c………e!!!!!!!!!nemmeno loro ci credono +,e si vede!!!
obama ha apoggiato la legge che finanzia progetti di pianifcazione famigliare tramite l’aborto nel 3 mondo,e la manipolazione degli embrioni per motivi di sudditanza a quei settori economici che lo hanno finanziato.
non condivido la laurea,non devono dargliela,ma l’invito a parlare sì,è lì che si può dibattere,boicottarlo non è bello,come non è stato nè bello nè civile nè democratico impedire al papa di parlare alla sapienza,una brutta pagina della nostra storia.
fanno male ad irrigidirsi gli americani,sì all’invito a parlare e lì gli si fà il pelo e il contropelo,no a lauree da università cattolica.in questo deve esserci un rifiuto netto e sdegnoso,ma intraprendere un dibattito a viso aperto è segno di forza,dare forza agli argomenti.
aver impedidito al papa di parlare alla sapienza è stato gretto e anti-laico.
NON LO HANNO VOLUTO ALLA SAPIENZA …..
MA HA PARLATO ALLA SORBONA !!!!!! ……
Intanto le firme sono arrivate a 130,000 e continuano ad aumentare.
Obama e’ meno popolare in patria di quanto si creda in Italia.
interessante la notizia
grazie Rodari!!
(non mi pare che i “giornaloni” abbiano segnalato l’allergia crescente da parte dei cattolici USA nei confronti di Obama, forse che sia una news non politically-correct?)
verissimo angelo il mito dell’uomo della speranza è poi una delle cazzate di veltroniana memoria……….
OT
Una nuova tempesta mediatica contro il Papa
http://blog.messainlatino.it/2009/03/una-nuova-tempesta-mediatica-contro-il.html
opportuno lasciare un contributo
Il paragone mi sembra un po’ forzato.
Qui c’è una maggioranza che dice che in una scuola cattolica un presidente pro-aborto non è gradito.
Là c’era una minoranza che in una scuola pubblica ha impedito (con la forza) il discorso ad una persona che non veniva certo a minare i principi costitutivi di quella istituzione. Anzi, li andava a rafforzare. Come infatti hanno capito i francesi…
GRAZIE LUIGI PER AVER MESSO QUESTO SITO SULLA MESSA IN LATINO
…HO TROVATO SCORRENDO PER CASO , CHE NON VE NE ALCUNA IN ASSISI CENTRO INTERNAZIONALE TURISTICO … E HO DETTO TUTTO .. …
MA CHE PIACERE SAPERE CHE IL NOSTRO AMATO VESCOVO E’ STATO UN GRANDE NEMICO DELLA MESSA IN LATINO ……. SE E’ STATO CACCIATO DAL VATICANO , PROPRIO QUI AD ASSISI , DIOCESI DI PRIMA IMPORTANZA PER IL MONDO CATTOLICO , NON CE LO MERITAVAMO DAVVERO ….. ASSISI E’ UNA DIOCESI DIFFICILE DA GESTIRE ….. NON SIAMO GENTE FACILMENTE MALNEABILE PROPRIO PER LA INFELICE CONVIVENZA CON SACRO CONVENTO ………
SE AVRAI MODO DI VENIRE DA ME ENTRANDO IN CATTEDRALE DIETRO L’ ALTARE POTRAI NOTARE UN TRONO VESCOVILE MASTODONTICO FATTO IN NOCE DALLE MAESTRANZE DI CITTA ‘ DI CASTELLO .SI DICE SIA COSTATO 40MILA € . LO CHIAMIAMO IL TRONO DEL PAVONE E LUI , SUA ECCELLENZA , IL FARAONE , PERCHE TUTTO VESTITO D’ ORO …. CUSCINI D’ ORO SOTTO IL BEL DEREDANO E ANCORA CUSCINI SOTTO I PIEDI …… GRANDE PIETRA CON STEMMA AL CENTRO DEL PAVIMENTO DELLA NAVATA …
HA SCONVOLTO TUTTA LA NOSTRA TRADIZIONE …….. MI RISPARMIO UN ELENCO PENOSO FATTO SOLO DI PRESUNZIONE E MISERIE E CATTIVERIE …….
NON DOVREBBE ESSERE AL CENTRO DI UN TEMPIO IL TABERNACOLO E L’ ALTARE … CIOE CRISTO , CHE SI PRESUME E’ PADRONE NELLA SUA CASA !!!!
Il contenuto ineccepibile, il titolo no.
le differenze sono notevoli. Infatti mentre il papa i sarebbe recato in una università dello stato italiano (guarda caso fondata secoli addietro da un suo predecessore), quindi sostenuta con le tasse degli italiani e quindi università potenzailmente di tutti, non di quel manipolo di facinorosi, che a detta di molti, sotto l’egida di una sinistra (è emerso successivamente quanto il governo Prodi non fosse stato in grado di permettere che la visita avvenisse in sicuezza)ormai alla ricerca di qualche pretesto per consolidare i pur magri consensi elettorali di cui godeva. Obama si dovrebbe recare invece in una università privata che fa o dovrebbe fare della ricerca scientifica un tentativo di scoprire la Verità insita nelle cose.
Tuttavia se le autorità accademiche sono in grado di far passare l’idea che certi temi non vanno usati solo per fini elettorali o per pagare il pedaggio a poteri forti della ricerca scientifica che lo hanno sostenuto, potrebbe essere un’occasione di confronto positivo.
In entrambi i casi si tratta di intolleranza e di rifiuto del dialogo. I laicisti della Sapienza e li oltranzisti/integhralisti americani hanno questyo in comune: il rifiuto del dialogo, oggi invece sempre più necessario. Io li stigmatiozzo allo stesso modo.