Il Papa in Africa ricorda che l’aids si combatte con una “umanizzazione della sessualità” (non coi preservativi) e ai giornalisti dice di non sentirsi solo

Il Papa è partito ieri per il suo primo viaggio in Africa (fino a lunedì prossimo), più precisamente in Camerun e in Angola. Dopo i viaggi in Europa, (Germania, Polonia, Spagna, Austria e Francia), nel vicino Oriente (Turchia), nell’America del Nord (Stati Uniti), nell’America del Sud (Brasile) e in Oceania, mancavano all’appello soltanto Asia e Africa. E Benedetto XVI ha optato per il continente nero anche perché, in vista del secondo Sinodo dei vescovi per l’Africa (il primo fu nel 1994) che avrà luogo a ottobre in Vaticano, occorreva consegnare alla Chiesa locale l’Instrumentum Laboris, ovvero il documento sul quale i presuli dovranno lavorare in vista del summit.
Papa Ratzinger tiene parecchio a questo viaggio. Vuole innanzitutto incitare l’opera evangelizzatrice della Chiesa nel continente. E, insieme, vuol far vedere alla stessa Chiesa come lui le sia vicino, come non le siano indifferenti gli enormi sforzi e i grandi sacrifici che essa compie quotidianamente.
E, ieri, le parole che Benedetto XVI ha detto appena atterrato a Yaoundé, la capitale del Camerun, hanno confermato questa volontà di vicinanza alla Chiesa locale. Il Papa, infatti, ha ricordato gli sforzi che la Chiesa compie nel paese per i malati di aids e, insieme, ha lodato il Camerun per il fatto che cura coloro che sono affetti da questa malattia gratuitamente: «È encomiabile», ha detto Ratzinger.
Benedetto XVI sa che il 24,8 per cento dei malati di aids in Africa sono cattolici. E sa anche che è la Chiesa a svolgere, in tutto il continente, un’opera di aiuto ai malati difficilmente eguagliabile. E per questo, sull’aereo che da Roma lo ha portato in Camerun, rispondendo alle domande dei giornalisti ha voluto parlare della modalità tramite la quale la Chiesa da sempre cerca di combattere l’aids. Ha detto che l’unica strada efficace è un’«umanizzazione della sessualità», cioè «un rinnovamento spirituale e umano che comprende un nuovo modo di comportarsi gli uni verso gli altri, e in secondo luogo una vera amicizia nei confronti delle persone che soffrono».
Per la prima volta da quando è Pontefice, Ratzinger ha usato il termine «preservativo», per dire che l’aids «è una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può sconfiggere con la distribuzione di preservativi, che al contrario aumenterà i problemi». Serve, invece, un comportamento umano morale e corretto e una grande attenzione verso i malati: «Soffrire con i sofferenti».
Senz’altro al Sinodo dei vescovi per l’Africa, la necessità di «umanizzare la sessualità» sarà uno degli argomenti principali. E il Papa, parlando già nell’incipit del suo viaggio del fatto che i preservativi non siano la soluzione del “problema aids”, ha dato da subito un punto fermo alla futura discussione: la non liceità dell’uso dei condom è e sarà un dato acquisito.
Sul volo papale Benedetto XVI ha affrontato svariati temi. Tra i più importanti una riflessione sulla crisi economica e una battuta significativa sul «mito» della sua solitudine, ovvero sulla crisi di governo della curia romana in occasione del caso Williamson.
Sulla crisi economica il Papa è stato chiaro: la causa della recessione è soprattutto di carattere etico, perché «dove manca l’etica, la morale, non può esserci correttezza nei rapporti». Un tema, quest’ultimo, che il Pontefice ha promesso di esplorare in questi giorni di permanenza in Africa ma non soltanto qui. Anche nella prossima enciclica sociale attesa per la primavera egli darà un importante contributo in questo senso: l’enciclica – ha detto – «era già pronta e stava per uscire. Ma poi si è scatenata la tempesta e, di conseguenza, sono state riviste alcune cose alla luce dei nuovi avvenimenti per cercare risposte sempre più confacenti».
Il Papa ha lasciato Roma dopo settimane difficili, a motivo delle critiche seguite alla revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani. Ratzinger sull’aereo ha detto una cosa: di non sentirsi solo «in alcun modo». E ricordando che proprio in questi giorni sono venuti a trovarlo anche dei suoi compagni tedeschi, ha aggiunto: «Ogni giorno vedo i miei collaboratori, i capi discastero, i vescovi».
Nei giorni scorsi era stato l’Osservatore Romano a intervenire con forza in difesa di coloro che dentro e fuori la Chiesa definiscono il Papa come isolato, arroccato nelle sue stanze. Insieme, l’Osservatore aveva bollato come «miserande» le fughe di notizie che hanno esposto, durante il caso Williamson, il Papa a continue strumentalizzazioni. Quella del giornale vaticano è stata una difesa importante, senz’altro voluta dai collaboratori più stretti del Papa all’interno della segreteria di Stato. Una difesa grazie alla quale, tuttavia, i veri responsabili della crisi comunicativa e governativa evidenziatasi durante il caso Williamson non sono stati smascherati.

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  1. massimo ha scritto il 18 marzo 2009 alle 11:03 am:

    il papa ha ragione,la distribuzione dei preservativi incentiva la promiscuità sessuale,e allontana ii nodo vero come fare per prevenirla,la si previene con la una sessualità responsabile dandole un valore importante forte.anche se chi è affetto dal virus che provoca la patologia deve sempre usarlo.e questo la chiesa dovrà decidersi su come comunicarlo,probabilmente gli operatori sanitari cattolici insegnano a farlo ai loro utenti.
    in africa on ricordo la città il migliore centro di cura e ricerca per HIV e AIDS è dei padri camilliani,ma ce ne sono ovunque,praticamente è la chiesa cattolica l’operatore più cappilarmente diffuso che affronta la malattia,e lo fà in meniera multidisciplinare,l?HIV infatti si lega con denutrizione,ignoranza,povertà,tubercolosi,malaria e epatiti,è un insieme che và affrontato insieme,la diocesi di bologna ha una parroccchia a iringa con suoi sacerdoti e suore e laici,hanno creato un centro di educazine alimentare per le mamme,affrontano il problema della gravidanza e della cescita del bimbo sia malato che sano,c’è una scuola,e un centro di curae distribuzione farmaci antiretrovirali,il centro affronta il problema con la responsabilizzazione delle persone.solo di farmaci antiretrovirali anche per quest’anno è stato stanziato da parte della diocesi una cifra attorno ai 250.000 euro,da quest’anno la parrochia viene totalmente affidata alla diocesi di iringa e la diocesi di bologna sposta i suoi operatori in un altro distretto dove creare un nuovo centro di cura e prevenzione.
    mi è piaciuto il riferimento del papa all’etica nell’economia,pensando all’africa è terribile pernsare come l’occidente abbia usato gli africani come bacino di sperimentazine dei farmaci,ma non li abbiamo aiutati a prendersi cura del probelma che può essere vinto a partire dalla scolarizazione e dalla distribuzione dei farmaci a dal combattere la poverta e le altre malattie endemiche.è dall’etica nell’economia e della politica che si aiuta l?africa, e non come fà obama proponendo come mezzo di controllo demografico l’aborto e distribuzioni di preservativi,vanno redistribuiti le risorse umane,economiche,le conoscenze scientifiche e culturali,se non si impara a leggere e non si và a scuola se non si è padroni dei propi programmi economici non ci sarà neanche la possibilità di autoderteminare una politica libera e umana in africa.


  2. massimo ha scritto il 18 marzo 2009 alle 11:13 am:

    scusate da come scrivo ma sono disgrafico.il tema mi appassiona,sono operatore sanitario in questo settore.conosco l’HIV e lo combatto.


  3. vittorio ha scritto il 18 marzo 2009 alle 11:42 am:

    leggo quello che scrive BENEDETTO XVI con la massima attenzione … si rivela ogni volta un grande pontefice tutt’altro che arroccato nei suoi PALAZZI …. COMODO VERO’ !?!?!!?!? …. il caso WILLIAMSON mi sta proprio sul gozzo …. è anche vero che dopo tutta questa sporca vicenda , per essere credibile agisca da GIULIO II ………


  4. massimo ha scritto il 18 marzo 2009 alle 4:08 pm:

    VITTORIO.BENEDETTO è GRANDE,DI SUO E NON DA OGGI,MA UNA PARTE DELLA SUA GRANDEZZA è LA SUA BONTà E MISERICORDIA,COSA CHE I MASS MEDIA NON VOGLIONO CHE SI INTUISCA E LAVORANO PERCHè SIA PERCEPITO AL CONTRARIO DAI CATTOLICI SOPRATUTTO.BENEDETTO è CREDIBILE ORA,SE SI VUOLE LEGGERE LA REALTà.
    FORSE è WILLIAMSON CHE DOVREBBE STUPIRCI CON UN GESTO INCONSUETO.


  5. marco ha scritto il 18 marzo 2009 alle 5:37 pm:

    Ho qualche dubbio, che tutti siano casti e puri. Per sconfiggere le malattie a trasmissione sessuale l’ unico rimedio, se uno è promiscuo, è l’ uso del preservativo….


  6. Breggio ha scritto il 18 marzo 2009 alle 5:47 pm:

    Caro Marco l’uso del preservativo così come dimostrato in Inghilterra (dove l’hanno distribuito nelle scuole superiori) aumenterebbe i comportamenti a rischio (la protezione con il preservativo non è al 100%!) e quindi il contagio. Il papa ha ragione da vendere


  7. massimo ha scritto il 18 marzo 2009 alle 6:23 pm:

    SIGNORI MIEI ANDATE A GUARDARE LE AGENZIE GIORNALISTICHE,TUTTE LE NAZIONI CONTRO IL PAPA,LA CHIAVE DI LETTURA DI QUESTO MONTARE DI URLA E GRIDA CONTRO DI LUI STA NEL FATTO CHE I PAESI RICCHI NON HANNO EFFETTIVAMENTE AIUTATO I POVERI SULL’INFEZIONE HIV,LI HANNO SOLO SFRUTTATI,USATI,UNA DELLE CAUSE DELL’HIV è LA POVERTà E L’IGNORANZA,STATO IDEALE AFFINCHE I PAESI AFRICANI POVERI SI LASCINO SFRUTTARE LE IMMENSE RICCHEZZE DALL’OCCIDENTE.
    E IL PAPA LO STA DICENDO.


  8. vittorio ha scritto il 18 marzo 2009 alle 6:56 pm:

    ciao masssimo ….
    condivido in pieno ciò che sostieni e ti ringrazio per avermi scritto ………
    la questione WILLIAMSON E’ UNA VERA PORCATA per come LA CHIESA o MEGLIO una parte della CHIESA ha agito nei confronti di questo GRANDE PONTEFICE E SEMPRE PIU’ GRANDE E’ E SARA’ AGLI OCCHI MIEI ……….
    e dico LA CHIESA non dico dei media … che meritano un discorso a parte ….
    ne vedremo delle belle , tempo al tempo !!!!!! ……… c ‘è da tremare e ci sara’ da tremare …
    se ancora faccio il segno della CROCE prima di addormentarmi devo dire grazie a mia madre e mia nonna …. NON SONO NE LO SARO’ MAI UN CATTOLICO MATURO — certe parolacce neocatecumeni , cristologici ecc. le lascio agli altri …… facciano pure !!!!!!!!!!! …….
    figli avete detto le preghierine — ci diceva da bambini entrando in camera la sera prima di addormentarci …. non devo rendere grazie , di certo , invece ad una parte della CHIESA post conciliare che ha svenduto i principi della fede e contribuito a decristianizzare la nostra societa’ e lo sta facendo ancora per quello che vedo e sento nella mia città , sono di ASSISI ………………. è un miracolo se ancora ho un pò di fede … che mantengo e difendo a fatica per me ….. credimi ……


  9. rossoporpora ha scritto il 18 marzo 2009 alle 8:48 pm:

    Il Papa ha ragione.

    Di questo passo in America distribuiranno giubbotti anti-proiettile invece di disarmare la gente!


  10. massimo ha scritto il 18 marzo 2009 alle 9:23 pm:

    Vittorio,i cattolici maturi non esistono,o si è infanti e ci si lascia condurre per mano nella fede……o si è degli arroganti,i maturi prendono quello che gli piace fare per essere “in linea” “conformi” con il comune essere delle culture correnti,compromessi.
    è per questo che i cattolici”maturi”non posson veder Ratzinger,vorrebbero le sue dimissioni e lo attaccano,si sentono a disagio con lui,semplicemente il papa ha denunciato e ragionato sul male del relativismo culturale ed etico,sul conformismo dilagante di culture”deboli”ha parlato della fede e della ragione che possono andare a pari passo e convivere,ha indicato valori irrinunciabili mettendosi controcorrente con un comune pensare che a volte assume toni intimidatori e dittatoriali,denunciando questa cosa come “dittatura culturale”si è attirato addosso di tutto,vedi Vittorio questo papa dà fastidio,è”pericoloso”
    è questa la domanda che ci si deve prre quando i laicisti e i cattolici”maturi”e i ben pensanti della cultura conformista gli gridano contro…:-quale verità il papa indica che loro temono?cosa il papa ha scoperto e denunciato?
    ciao Vittorio in ogni caso più loro urlano contro più il papa sarà forte e ascoltato.
    non siamo mica tutti minchioni ………avrei una domanda da farti poi….. ciao


  11. vittorio ha scritto il 18 marzo 2009 alle 9:59 pm:

    siamo della stessa sintonia , credo …..

    l’ detto dal primo giorno del SUO PONTIFICATO

    che questo è un PAPA perseguitato …..e perseguitato in primo luogo nei SUOI STESSI PALAZZI APOSTOLICI …..ED IN SENO AD ALCUNE ALTE VECCHIE GERARCHIE CHE ANCORA TENGONO BANCO …
    è un PAPA perseguitato ….. lo stanno capendo anche i cani …..
    e perseguitato specialmente dalla MASSONERIA ……. ne ho piena convinzione …….
    spero solo che queste mie tesi siano da fantascienza e me lo auguro di cuore ……… per le dimissioni del PAPA e in quanti lo sperano ….. mi viene solo da ridere ………

    per la domanda sono curioso ………


  12. luka ha scritto il 18 marzo 2009 alle 11:39 pm:

    «Penso che la realtà più efficiente, più presente e più forte nella lotta contro l’Aids sia proprio la Chiesa cattolica con le sue strutture, i suoi movimenti e comunità. Penso a Sant’Egidio che fa tanto nella lotta contro l’Aids, ai camilliani, alle suore a disposizione dei malati. Non si può superare il problema dell’Aids solo con i soldi, che pure sono necessari, se non c’è anima che sa applicare un aiuto.
    E non si può superare questo dramma con la distribuzione di preservativi, che al contrario aumentano il problema. La soluzione può essere duplice, l’umanizzazione della sessualità e una vera amicizia verso le persone sofferenti, la disponibilità anche con sacrifici personali ad essere con i sofferenti.
    Questa è la nostra duplice forza: rinnovare l’uomo interiormente, dargli forza spirituale e umana per avere un comportamento giusto e insieme la capacità di soffrire con i sofferenti nelle situazioni di prova. Mi sembra la giusta risposta che la Chiesa dà, un contributo importante».

    (Benedetto XVI)

    Personale riflessione a margine:
    Il principale mezzo di diffusione dell’aids sono senz’altro i rapporti sessuali occasionali e promiscui. Il preservativo permette di avere rapporti sessuali occasionali e promiscui. Il preservativo non difende dall’aids, preserva solo una mentalità sessuale consumistica e perversa con una finta e pretesa “sicurezza”.


  13. marco ha scritto il 19 marzo 2009 alle 12:24 am:

    Secondo l’ UE il papa mette in pericolo la salute pubblica. Dal punto di vista scientifico il condom preserva le persone dal contagio delle malattie a trasmissione sessuale. Un altro invece è l’ aspetto religioso della castità e della sessualità. Son due aspetti che viaggiano su binari diversi. Ormai ogni cosa che il papa farà e dirà sarà un continuo attacco. Provate a leggere i forum di qualsiasi cittadino sui quotidiani. La maggior parte sono opinioni violente contro la chiesa cattolica. A me spiace amo la chiesa, un pò meno questo papa…


  14. marco ha scritto il 19 marzo 2009 alle 12:29 am:

    Breggio , ma intanto che i cittadini del mondo penseranno come il papa…che facciamo lasciamo che si diffondo il virus dell’ HIV , dell’ epatite B e C , delle malattie veneree. Mi piacerebbe che tutti fossero casti, responsabili, fedeli ed attenti. Purtroppo però tutti fanno sesso a destra e a sinistra. Bisognerà pure nell’ emergenza tamponare la diffusione delle malattie. Allora fate sesso senza preservativo…Non ultimo il candom protegge, on parte, dalle gravidanze indesiderate, quindi quanti aborti in meno….


  15. Sun Tzi ha scritto il 19 marzo 2009 alle 11:27 am:

    Caro Marco, ti sbagli.

    Questa e` una battaglia difficile ma possibile. Basta formare le coscienze ed informare in modo efficace sul valore della fedelta` e dell`astinenza. L`esempio dell`Uganda e` significativo.

    “[...] Dai dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, la cifra del contagio con HIV nello Swaziland è del
    42,6% della popolazione, e solo il 5% della popolazione è cattolica. In Botswana, dove il 37% della
    popolazione adulta è infetta dall’HIV, solo il 4% della popolazione è cattolica. Invece, in Uganda, dove il
    43% della popolazione è cattolica, la percentuale degli adulti infetti da HIV è del 4%.” (ZENIT.org)