L’Osservatore contro la Curia e le sue “miserande” fughe di notizie
13 marzo 2009 -
L’Osservatore Romano diretto da Gian Maria Vian ha abbandonato da tempo la linea della mera ufficialità in favore della valorizzazione delle idee così come già Papa Montini aveva auspicato. E l’attacco di ieri, in un editoriale firmato dallo stesso direttore, contro la Curia romana rea di aver favorito «miserande» fughe di notizie durante la vicenda della revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani e il caso Williamson, conferma questo nuovo corso.
Il giornale del Papa, lo stesso giorno in cui la Santa Sede rendeva nota la lettera di Benedetto XVI ai vescovi per spiegare la vicenda lefebvriana, se la prende contro coloro che alla revoca della scomunica hanno reagito con «accuse infondate ed enormi» nonostante l’intenzione di Ratzinger fosse quella di «evitare uno scisma». Anche se non è esplicitato esattamente il destinatario delle critiche dell’Osservatore – il giornale super-visionato dalla segreteria di Stato deplora indistintamente tutte le fughe di notizie – l’impressione è che si sia di fronte a una chiarificazione interna Oltretevere. Ovvero, al capitolo finale di una vicenda iniziata il 21 gennaio con la firma decreto di revoca della scomunica, continuata con le critiche provenienti soprattutto da dentro la Chiesa e terminata ieri con la lunga, inusuale e durissima lettera del Papa: nella Chiesa – ha scritto Ratzinger – «ci si morde e ci si divora a vicenda».
La lettera contiene già un primo indizio del fatto che qualcosa cambierà presto: Ecclesia Dei, il dicastero del cardinale Dario Castrillon Hoyos che cura i rapporti coi lefebvriani, viene collegato alla congregazione per la Dottrina della Fede. In sostanza, diviene una succursale dell’ex Sant’Uffizio. E altri cambiamenti arriveranno presto. Nell’attesa, occhi puntati al rapporto con gli ebrei. Il Papa ieri ha ricevuto i rappresentanti dei rabbini di Israele, il prossimo maggio sarà in Terra Santa e, in autunno, visiterà la sinagoga di Roma.
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