L’Osservatore contro la Curia e le sue “miserande” fughe di notizie

L’Osservatore Romano diretto da Gian Maria Vian ha abbandonato da tempo la linea della mera ufficialità in favore della valorizzazione delle idee così come già Papa Montini aveva auspicato. E l’attacco di ieri, in un editoriale firmato dallo stesso direttore, contro la Curia romana rea di aver favorito «miserande» fughe di notizie durante la vicenda della revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani e il caso Williamson, conferma questo nuovo corso.
Il giornale del Papa, lo stesso giorno in cui la Santa Sede rendeva nota la lettera di Benedetto XVI ai vescovi per spiegare la vicenda lefebvriana, se la prende contro coloro che alla revoca della scomunica hanno reagito con «accuse infondate ed enormi» nonostante l’intenzione di Ratzinger fosse quella di «evitare uno scisma». Anche se non è esplicitato esattamente il destinatario delle critiche dell’Osservatore – il giornale super-visionato dalla segreteria di Stato deplora indistintamente tutte le fughe di notizie – l’impressione è che si sia di fronte a una chiarificazione interna Oltretevere. Ovvero, al capitolo finale di una vicenda iniziata il 21 gennaio con la firma decreto di revoca della scomunica, continuata con le critiche provenienti soprattutto da dentro la Chiesa e terminata ieri con la lunga, inusuale e durissima lettera del Papa: nella Chiesa – ha scritto Ratzinger – «ci si morde e ci si divora a vicenda».
La lettera contiene già un primo indizio del fatto che qualcosa cambierà presto: Ecclesia Dei, il dicastero del cardinale Dario Castrillon Hoyos che cura i rapporti coi lefebvriani, viene collegato alla congregazione per la Dottrina della Fede. In sostanza, diviene una succursale dell’ex Sant’Uffizio. E altri cambiamenti arriveranno presto. Nell’attesa, occhi puntati al rapporto con gli ebrei. Il Papa ieri ha ricevuto i rappresentanti dei rabbini di Israele, il prossimo maggio sarà in Terra Santa e, in autunno, visiterà la sinagoga di Roma.

Tratto da:

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  1. Tito ha scritto il 13 marzo 2009 alle 10:50 am:


  2. PaoloD ha scritto il 13 marzo 2009 alle 11:13 am:

    Benissimo l’attacco del direttore dell’Osservatore Romano, ci sarebbe da precisare che l’insider pericoloso della Curia romana resta il Card. Sodano che oltre a controllare con i suoi “uomini” la Segreteria di Stato, controlla anche l’informazione (Lombardi & C.).
    .
    E perché non parlare della stragante maggioranza dei nostri vescovi? ……una banda di farisei!!! Non hanno fatto sui media il clamore dei vescovi tedeschi, svizzeri, francesi… ma sono stati individualmente assenti a difendere il Papa e gli sono tuttora di fatto disubbidienti. Si guardano bene di esternare pubblicamente la loro disubbidienza ….ma da buoni levantini difendono i privilegi acquisiti ….guai a perdere il “posto”.
    .
    Dimostrino con i fatti nelle loro Diocesi “insieme” al clero diocesano quell’amore e collaborazione al Santo Padre che con un semplice comunicato stampa pretendono di dimostrare.
    E’ un dolore grande constatare che i nostri vescovi sono diventati dei semplici manager, degli amministratori di risorse, ma non di anime. Dove sono i nostri Pastori? Dov’è la loro comunione con il Vicario di Cristo? E quell’amore pastorale rivolto a tutti noi fedeli ? Perché ostacolano con forza e cattiveria l’applicazione del Motu Proprio Summorum Ponficum?
    .
    Hanno a disposizione mezzi di comunicazione formidabili, internet, editoria cattolica , radio e televisione che potrebbero utilizzare per istruire, acculturare ed evangelizzare. Hanno anche “il giornale dei vescovi” AVVENIRE!!! Una vergogna… ci aspettiamo una completa sostituzione del corpo redazionale a cominciare dal loro Direttore. Questi sono mezzi non informativi, ma disinformativi e nell’era moderna sono di capitale importanza per costruire o per demolire.
    E poi questi, gentili signori, credono di aiutare il Papa mettendolo su You Tube e paventano anche di fargli un Blog personale!
    .
    Abbiano l’umiltà di inginocchiarsi e di riscoprire la vocazione che certamente hanno avuto all’inizio. Non è mai troppo tardi, per tutti noi cattolici, riflettere un attimo e ricuperare la nostra identità cristiana e la tradizione che i nostri vecchi e la Santa Chiesa ci hanno tramandato.. Il tempo che ci rimane da vivere è molto breve per ognuno di noi. Cosa serve il potere, la nostra vanità e perdere la salvezza eterna?
    .
    Preghiamo per il Santo Padre, gli vogliamo tanto bene!
    Orémus pro Pontífice nostro Benedícto.
    Dóminus consérvet eum,
    et vivíficet eum, et beátum fáciat eum in terra,
    et non tradat eum in ánimam inimicórum éius.


  3. prico ha scritto il 13 marzo 2009 alle 12:15 pm:

    La cosa che mi addolora sempre moltissimo è vedere la politica del potere farsi largo tra mura sacre. Sopratutto perché i nemici della Chiesa sono sempre pronti a far risaltare solo queste situazioni. Basta leggere alcuni quotidiani (anche di oggi) per capire cosa voglio dire.
    Per questo tutte le volte che mi imbatto in critiche che mi sembrano semplicemnte “gratuite”, vengo qui a cercar di capire come stanno le cose.


  4. Saverio ha scritto il 13 marzo 2009 alle 7:35 pm:

    Bene, molto bene. Grandissimo Vian: è ora che le idee prevalgano sull’inerzia, è ora che si faccia pulizia dove c’è del marcio (ci siamo capiti).
    Mai come in questo momento siamo Ratzingeriani convinti. Mai come in questo momento siamo liberi e forti. (V. Dichiarazione di Don Sturzo di 90 anni fa!)


  5. anonimo ha scritto il 13 marzo 2009 alle 11:27 pm:

    PER TITO,NON C’è BISOGNO PROPIO NO CHE CI FAI VEDERE IL PARERE DI REP. SE PUOI A SCRIVERE è POLITI M………è VERO CHE I BLOG SERVONO PER SPARARE CAZZATE,MA IL BLOG DI RODARI NON è UNA DISCARICA PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATE DELLE PEGGIORI CAZZATE Nè TANTO MENO UNA LATRINA.
    GRAZIE TITO.
    QUELLI CHE SCRIVONO QUI CONOSCONO TUTTI POLITI.SE NON HAI RISPETTO ABBI LA DECENZA DELLA VERGOGNA.


  6. Antonella ha scritto il 14 marzo 2009 alle 12:59 pm:

    Era ora che L’Osservatore romano si pronunciasse in maniera forte e chiara sulla Curia e sul suo modo di agire per nulla corretto.

    La famosa ” sporcizia nella chiesa” nominata da Ratzinger nella Via Crucis del 2005 è ancora troppo operativa soprattutto, in certi settori e appoggiata da certa stampa esterna.
    E’ necessario che la Chiesa torni ad essere come Cristo la voleva fondata su Pietro ed sui suoi successori e non certo simile ad una istituzione basata su correnti politiche.
    Fuori i mercanti dal tempio!


  7. marco ha scritto il 14 marzo 2009 alle 1:09 pm:

    Ormai all’ interno dell’ episcopato c’ è uno scontro non più sotterraneo che è iniziato con l’ elezione di Ratzinger a sommo pontefice. Si è acuito con la liberalizzazione della messa tridentina ed è esploso definitivamente con la remissione della scomnica ai lefevriani. Leggendo attentamente le comunicazioni degli episcopati tedeschi, austriaci, francesi, belgi, inglesi, irlandesi, canadesi si apprende come la situazione non sia per niente conclusa. Tutti gli altri episcopati sono stati zitti, in Italia si è fatto timidamente sentire, per carità di patria, il card. Bagnasco, nessun altro è intervenuto. Ormai questo papa è percepito come reazionario, contrario al concilio. Molti pensano che per il bene della chiesa le sue dimissioni siano più che necessarie.


  8. vittorio ha scritto il 14 marzo 2009 alle 1:19 pm:

    sarebbe mio grande desiderio che qualcuno mi

    spiegasse ……. il caso WILLIAMSON ………. e al di là di tutto ………

    LUI fa le SUE considerazioni personali !!!!!!!!!!!!!
    all’ incirca la metà di novembre ……… passa il tempo , il PAPA revoca la scomunica ……….. e patatrac !!!!!!!!!!!!!! guarda un pò dopo più di due mesi e mezzo , tre …… tutto il mondo si accorge delle SUE affermazioni …….. ma dico !!!!!!! … scemo si !!!!!!!!! ma non fino a questo punto !!!!!!!!!!…..
    ma dove vogliamo arrivare e CHE C’E’ DIETRO TUTTO QUESTO !?!?!?!?! …………
    sarà ma sono sempre stato convinto e l’ho detto subito sin dall’ inizio del SUO pontificato , che questo PONTEFICE è un PONTEFICE PERSEGUITATO ….. e perseguitato dalla massoneria ed in seno alla CHIESA ………..
    che il SIGNORE lo protegga e lo conservi ancora a lungo ……… ne abbiamo veramente tutti bisogno


  9. massimo ha scritto il 14 marzo 2009 alle 3:40 pm:

    la lettera del papa dice molto di lui e del suo modo di essere cristiano,mi ha commosso,ritengo la lettera del papa una bellissima pagina di patristisca,una somma lezione di umanità e di governo,mai come ora stimo Benedetto XVI,e non mi vergogno nel dire che gli voglio bene,e chi se ne frega se ogni tanto dovesse sbagliare !!! mi preoccupa certo il fatto che sia circondato non dal “massimo” dei collaboratori,ma essere cristiani e cattolici presuppone sempre una realtà che chi scrive qui spesso ignora completamente,avere fede.
    e BenedettoXVI è un uomo che anzi tutto vive di fede,è indubitabile ora più che mai.è in questa ottica che si deve cercare di capire Ratzinger. sono preoccupato degli uomini di oggi qui in occidente,ormai bastano a loro stessi. Hanno la Costituzione, il Parlamento, le Leggi, la Società Civile, la Laicità, le Opinioni, la Libertà di Coscienza e insomma un po’ tutto quel che gli serve per essere felici su questa Terra. Non hanno più bisogno di Dio.
    Per questo Dio è stato abrogato.
    e Benedetto XVI lo sà lavoro per invertire questa sciagurata rotta,ed ecco perchè tanti lo odiano.
    ciao massimo.


  10. Luca ha scritto il 14 marzo 2009 alle 10:04 pm:

    Non definirei “durissima” la lettera del Papa. Usiamo un altro termine: direi piuttosto “franca”, “schietta”.
    Qui di duro c’è solo l’ostilità nei suoi confronti.
    Inoltre la disubbidienza al Papa c’era già prima della faccenda rito della messa-lefebvriani, basti ricordare i vescovi che si misero di traverso, anche semplicemente col silenzio, all’epoca del Family Day.


  11. giovanni ha scritto il 14 marzo 2009 alle 10:58 pm:

    è UN MOMENTO DIFFICILE MA IO COME CATTOLICO CONVINTO VOGLIO SOSTENERE BENEDETTO XVI,è UN GRANDE PAPA,PER QUESTO VIENE COSì ATTACCATO,DENTRO E FUORI,COME I PROFETI.BASTA LEGGERE LE IDIOZIE DEI GIORNALI LAICISTI,I LIBRI CHE SI PUBBLICANO,SONO MOLTO NERVOSI,PREOCCUPATI CHE QUESTO PAPA SIA IL PIù POSSIBILE INVISO AI CATTOLICI,QUESTO MI Fà PENSARE,è OVVIO CHE BENEDETTO è RITENUTO UN PERICOLO,CON I SUOI DISCORSI ALTISSIMI SU FEDE E RAGIONE,LA VOLONTà DI DARE UNITà MAGGIORE ALL’INTERNO DELLA CHIESA,LA DENUNCIA DEL RELATIVISMO COME IL CANCRO DELL’EUROPA E DELL’OCCIDENTE ECCO CHE QUALCUNO è MOLTO MA MOLTO PREOCCUPATO…….
    CORAGGIO BENEDETTO SIAMO CON TE.


  12. raffaele savigni ha scritto il 14 marzo 2009 alle 11:39 pm:

    La lettera del paopa è molto bella e sollecita una attenta riflessione autocritica da parte di tutti. Ma inviterei l’Anonimo a rispettare anche l’opinione di Tito. Nessuno ha il diritto di usare un linguaggio non certo cristiano (“latrina” e simili) per citicare opinioni discutibili.


  13. bettino ha scritto il 15 marzo 2009 alle 2:42 pm:

    FACCIO APPELLO E TUTTI I CATTOLICI VERI,IL PAPA NON Và LASCIATO SOLO,OGNIUNO COMINCI A PREGARE PER LUI E OGNIUNO COMINCI A CHIEDERSI COSA SI PUò FARE PER LA NOSTRA CHIESA,PERCHè LA BARCA DI PIETRO TROPPO SBALLOTTATA DALLE TEMPESTE TROVI UNA ROTTA GIUSTA,BASTA CON LE DIVISIONI,DOBBIAMO TUTTI SOSTENERE IL PAPA.IN NOME DELLA FEDE E SE NON AVETE FEDE NEL NOME DELLA RAGIONE E DEL BUON SENSO.NE Và IL FUTURO DELL’EUROPA.BASTA CATTOLICI TIMIDI NELLE CATACOMBE.


  14. massimiliano ha scritto il 15 marzo 2009 alle 2:45 pm:

    Paolo Rodari,il cardinale di torino e quello di milano sono già hai settantacinque anni,hai indiscrezioni?e che farà Bertone?anche lui dovrebbe rassegnare le dimissioni.
    mi è piaciuta molto la lettera del Papa,sono molto contento che l’habbia scritta,ci rivela la grandezza di questo Papa.preghiemo per il Papa.


  15. anonimo ha scritto il 15 marzo 2009 alle 2:52 pm:

    Il presidente della Pontificia accademia per la Vita, mons.Rino Fisichella, la massima autorità vaticana in materia di bioetica, non poteva scegliere parole più efficaci per condannare l’iniziativa del vescovo di Olinda e Recife, Josè Cardozo Sobrinho, il quale, appreso della dolorosa vicenda, aveva annunciato ai giornali, con una prassi inconsueta anche per lo stesso diritto canonico, la scomunica dei medici e dei familiari della bambina che avevano favorito l’aborto. Una tormenta di giudizi infamanti, che risparmiavano fra l’altro lo stupratore dalla ’scomunicà, sui quali fin dall’inizio molti esponenti vaticani avevano manifestato perplessità, respinta ieri dalla conferenza episcopale brasiliana e oggi tacciata definitivamente dal presidente del Pontificio consiglio. Il quale, in un articolo dal titolo «Dalla parte della bambina brasiliana» apparso oggi sull’Osservatore romano, non solo critica il vescovo, aprendo di fatto un nuovo fronte nei dilaganti dissapori in atto nella Chiesa, ma propone anche alcune riflessioni sulla morale cattolica, in particolare sull’aborto, destinate a far discutere. Per mons.Fisichella, quella della bimba brasiliana è «una storia di quotidiana violenza» che «ha guadagnato le pagine dei giornali solo perchè l’arcivescovo di Olinda e Recife si è affrettato a dichiarare la scomunica per i medici che l’hanno aiutata a interrompere la gravidanza». Una storia terribile, toccata a una bambina che «doveva essere in primo luogo difesa» da «tutti, senza distinzione alcuna». «Prima di pensare alla scomunica – afferma Fisichella – era necessario e urgente salvaguardare la sua vita innocente e riportarla a un livello di umanità di cui noi uomini di Chiesa dovremmo essere esperti annunciatori e maestri. Così non è stato e, purtroppo, ne risente la credibilità del nostro insegnamento che appare agli occhi di tanti come insensibile, incomprensibile e privo di misericordia». E il suo aborto, seppure chiaramente condannato dalla morale cattolica «non basta per dare un giudizio che pesa come una mannaia». Un caso scottante, quello della bambina brasiliana, sul quale il Vaticano, reduce dalla crociata per Eluana Englaro, avrebbe preferito meno clamore. La bambina, portando avanti la gravidanza – osserva il presidente della Pontificia accademia – avrebbe rischiato la sua stessa vita. «Decisione ardua – ammette il prelato – per il medico e per la stessa legge morale», come tante altre «che si ripetono quotidianamente nelle sale di rianimazione». «La morale cattolica ha principi da cui non può prescindere – precisa subito Fisichella – anche se lo volesse». La scomunica per chi pratica l’aborto è automatica, secondo il diritto canonico, ma «non c’era bisogno» «di tanta urgenza e pubblicità». E in ogni caso la «misericordia», «pur mantenendo fermo il principio», deve saper «guardare oltre la sfera giuridica per raggiungere ciò che il diritto stesso prevede come scopo della sua esistenza: il bene e la salvezza di quanti credono».


  16. anonimo ha scritto il 15 marzo 2009 alle 2:57 pm:

    La sofferenza che traspare dalle pagine della lettera è legata al fatto che in quei giudizi, in quelle critiche che gli hanno fatto ricordare la frase paolina sui cristiani che si mordono e divorano a vicenda, non c’era carità. Prevalevano le logiche delle fazioni contrapposte, che finiscono per trasformare anche la Chiesa in un talk show o in un congresso di partito, con tanto di correnti contrapposte e cordate che mirano soltanto alla gestione del potere.
    Questo Papa anziano, che all’inizio del suo pontificato disse che il suo compito «è di far risplendere davanti agli uomini e alle donne di oggi la luce di Cristo: non la propria luce, ma quella di Cristo», chiede ancora una volta alla Chiesa e a tutti i suoi membri, come pure alla sua Curia, un cambiamento di sguardo e di mentalità. Quello sguardo che si può cogliere nel commento pubblicato su L’Osservatore Romano di oggi dal vescovo Rino Fisichella, dedicato al caso della bambina brasiliana stuprata dal patrigno, rimasta incinta di due gemelli e fatta abortire.


  17. anonimo ha scritto il 15 marzo 2009 alle 3:00 pm:

    Ecco, questo stesso sguardo di misericordia è quello che Benedetto XVI testimonia alla Chiesa. Pensare che il cuore del problema siano solo le poltrone della Segreteria di Stato – dove pure esistono innegabili disfunzioni – o lo studio di più efficaci strategie comunicative, o ancora le divisioni secondo logiche politiche tra conservatori e progressisti, significa, una volta di più, ridurre la profondità dell’insegnamento papale a logiche di potere mondano. Il Papa non ha bisogno di interpreti autorizzati: comunica benissimo e dà il meglio di sé anche quando parla a braccio. In un momento della storia in cui Dio «sparisce dall’orizzonte degli uomini» c’è bisogno di riscoprire che alla Chiesa non si possono applicare le logiche aziendali, né può rimanere ripiegata su se stessa, concentrata sui suoi organigrammi. La Chiesa vive spalancata verso il mondo.


  18. francesco2 ha scritto il 15 marzo 2009 alle 3:31 pm:

    sempre con benedetto.


  19. martino ha scritto il 15 marzo 2009 alle 3:33 pm:

    CIAO A TUTTI,A ME LA LETTERA DEL PAPA MI HA COMMOSSO.
    LO SAPEVO GIà CHE BENEDETTO ERA UN UOMO SPECIALE.ORA è PALESE,DOBBIAMO TUTTI AIUTARLO,IN CHE MODO,CHIEDO AIUTO…..QUALCUNO MI DICA COSA IO POSSO FARE.


  20. mario ha scritto il 15 marzo 2009 alle 3:40 pm:

    per Tito: per favore !!! il parere di repubblica non mi serve,repubblica e il gruppo l’espresso hanno gravi responsabilità nella situazione di grave emergenza educativa nel paese oggi.è l giornale e il gruppo che di più ha guidato la filosofia del relativismo oggi e del nichilismo,ora che ha assoldato un sè detto”teologo”(che teologo non è)sta tentando di relativizzare anche il credo dei cattolici.
    tito credi veramente che molti cattolici alla fine non capiscano che schifezze scrive e a quello che ci porta quel giornalaccio ?
    dovresti vergognarti e con te il signor marco,altro che si dimetta il papa,lunga vita a Benedetto XVI.


  21. vittorio ha scritto il 15 marzo 2009 alle 10:38 pm:

    ” non possiamo , non dobbiamo e non vogliamo ,,
    P.P. PIO VI
    IL PONTEFICE riceve l’ eredità dei suoi predecessori
    a lui data da CRISTO direttamente . è si o no il successore di PIETRO !!!!!! …..
    MA ANCORA E PER QUANTO !?!?!?! …. mi chiedo …. visto quello che è di recente avvenuto con la lobby dei vescovi …..
    non è il presidente del consiglio o un presidente della repubblica …
    ” la CHIESA non è una società democratica ,,
    P.P GIOVANNI PAOLO II


  22. Luigi ha scritto il 15 marzo 2009 alle 11:37 pm:

    Caro Papa Benedetto XVI, ti vogliamo Tanto Bene!!!

    Orémus pro Pontífice nostro Benedícto.
    Dóminus consérvet eum, et vivíficet eum, et beátum fáciat eum in terra, et non tradat eum in ánimam inimicórum éius.

    Pater Noster, Ave Maria et Gloria Patri
    pro Summi Pontificis intentionibus.


  23. stefania ha scritto il 15 marzo 2009 alle 11:59 pm:

    signor Raffaele Savigni,verissimo,non è linguaggio cristiano quello che lei rimprovera,verissimo,ma il concetto espesso è verissimo,io ricordo molto bene quei nick quanti insulti al papa Benedetto,e poi se lei ha letto quelle pagine indicate da quel post,e quelle del giorno prima bè il linguaggio è adeguato,nessuno ha dato a nessuno un epiteto,solo ha voluto dire che questo blog non è una…..e quelle pagine di quel giornale citato veramente negli ultimi tempi,cioè da quando papa Benedetto governa stanno diventanto sempre più animose e ingiuste,offensive per moltissimi cattolici,me compresa,ci trattano come come sub umani.no signor Raffaele a volte bisogna esser duri.


  24. anonimo ha scritto il 16 marzo 2009 alle 12:03 am:

    NON PUÒ ESSERCI SPAZIO PER LA CULTURA DEL NEMICO
    ANDREA RICCARDI
    I l mondo della globalizzazione non si è u­nificato, è invece percorso da tante lace­razioni. La Chiesa non si rassegna a que­sto. Infatti parla di unità del genere umano e la vive nel suo seno. Cerca l’unità dei cri­stiani, secondo la volontà del Signore. Co­sì si è mosso Benedetto XVI. Uno dei suoi primi colloqui, dopo l’elezione, fu con Ky­rill, ora patriarca russo. Nel mondo tradi­zionalista, sempre nella logica dell’unità, il Papa si è preoccupato dello scisma in atto dalla fine degli anni 80. In questo quadro si colloca «il sommesso gesto di una mano te­sa »: togliere le scomuniche ai vescovi le­febvriani. Benedetto XVI vuole facilitare il ritorno all’unità di un emisfero problema­tico non solo per l’accettazione del Conci­lio e del magistero di Paolo VI e Giovanni Paolo II, ma per alcune derive settarie. Tra queste l’antisemitismo, tipico di una men­talità cui si rifaceva Lefebvre. Chi conosce un po’ di storia del cristianesi­mo sa che il recupero all’unità consente di e­vitare o controllare queste derive, prima che si irrigidiscano con il tempo. Non si tratta di legittimarle, anche perché la cancellazio­ne delle scomuniche non é un decreto di lo­de per i quattro vesco­vi. Chi lo aveva anno­tato in quei giorni, co­me l’autore di queste righe, si è ritrovato ad­dosso accuse di anti­conciliarità o di scarso amore per gli ebrei.
    Come è stato possibile che questo atto del Papa scatenasse «una discussione di tale vee­menza »? Ci sono stati problemi di comuni­cazione, come egli riconosce nella lettera ai vescovi. Sono pesati condizionamenti reali, come l’egemonia delle logiche mediatiche sui cattolici: bisogna rispondere in fretta, prendere posizione, spesso su notizie par­ziali di agenzia. Il nostro diventa il tempo dei terribili semplificatori. E poi c’è lo schema della cultura del nemico. Nella massima sem­plificazione: per affermare l’identità c’è bi­sogno del nemico. Ma l’identità conciliare della Grande Chiesa è radicata nella vita e nella tradizione. Non vuole un nemico, anzi ama e dialoga con chi le è contrario. Perché non con chi è ostile al Vaticano II?
    D’altra parte è emerso, in questi giorni, il so­spetto (sempre latente) verso papa Ratzin­ger: al fondo, senza dichiararlo apertamen­te, sarebbe contro il Concilio. Per affermarlo si dimentica troppo della sua opera di teolo­go, anche verso gli ebrei. E poi è il Papa che ha voluto il Sinodo sulla Parola di Dio. Ma non importa e si cede all’ultima emozione. Chi ha memoria ricorda che Paolo VI e Gio­vanni Paolo II sono stati accusati l’uno di tra­dire il Concilio e l’altro di volere la restaura­zione. Oggi questo viene dimenticato; anzi li si esalta come papi del Vaticano II. Il che è ve­ro, perché loro hanno guidato in modo co­struttivo la recezione di quel Concilio che ha tanto segnato la nostra stagione ecclesiale.
    Lo spaesamento di questo tempo ci prende. La lettera di Benedetto XVI, inaspettata, ci interpella. È testo di una Chiesa-comunione. Il tono fraterno è lontano da giochi politici, allusioni curiali, infingimenti. Rivela la fibra del credente e l’umiltà della persona. Di­chiara «la priorità che sta al di sopra di tut­te » nel suo pontificato: «condurre gli uomi­ni verso Dio, verso il Dio che parla nella Bib­bia ». Ma questa è la priorità della Chiesa e del Concilio. Nel 1975, Paolo VI scrisse: gli o­biettivi del Concilio «si riassumono, in defi­nitiva in uno solo: rendere la Chiesa del XX secolo sempre più idonea ad annunziare il Vangelo all’umanità del XX secolo». Essere i­donei è anche cercare l’unità tra i cristiani, af­ferma il Papa. Aggiunge: tale unità fonda la ricerca della pace nel mondo e l’avvicina­mento tra i credenti di diverse religioni. Que­sto richiede più amore, che si fa pazienza, u­miltà. Semplicistico? Semplice e allo stesso tempo complesso. Ma questa è la Chiesa del Vangelo, con cui vogliamo camminare. Inse­gnava un grande orientale, il patriarca Ate­nagora: «Se noi sapremo restare grandi, sa­remo uniti».


  25. massimo ha scritto il 16 marzo 2009 alle 1:55 pm:

    COMUNICATO: INDIZIONE DELL’ANNO SACERDOTALE

    In occasione del 150° anniversario della morte del Santo Curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney, Sua Santità ha annunciato questa mattina che, dal 19 giugno 2009 al 19 giugno del 2010, si terrà uno speciale Anno Sacerdotale, che avrà come tema: “Fedeltà di Cristo, fedeltà del sacerdote”. Il Santo Padre lo aprirà presiedendo la celebrazione dei Vespri, il 19 giugno p.v., solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù e Giornata di santificazione sacerdotale, alla presenza della reliquia del Curato d’Ars portata dal Vescovo di Belley-Ars; lo chiuderà, il 19 giugno del 2010, prendendo parte a un “Incontro Mondiale Sacerdotale” in Piazza San Pietro.

    Durante questo Anno giubilare Benedetto XVI proclamerà San Giovanni M. Vianney “Patrono di tutti i sacerdoti del mondo”. Sarà inoltre pubblicato il “Direttorio per i Confessori e Direttori Spirituali” insieme ad una raccolta di testi del Sommo Pontefice sui temi essenziali della vita e della missione sacerdotale nell’epoca attuale.

    La Congregazione per il Clero, d’intesa con gli Ordinari diocesani e i Superiori degli Istituti religiosi, si preoccuperà di promuovere e coordinare le varie iniziative spirituali e pastorali che saranno poste in essere per far percepire sempre più l’importanza del ruolo e della missione del sacerdote nella Chiesa e nella società contemporanea, come pure la necessità di potenziare la formazione permanente dei sacerdoti legandola a quella dei seminaristi


  26. PaoloD ha scritto il 17 marzo 2009 alle 12:00 pm:

    Dall’ottimo sito:
    http://rorate-caeli.blogspot.com/
    chiede giustamente le dimissioni di mons. Rino Fisichella e del direttore dell’Osservatore Romano Gian Maria Vian

    .
    Monday, March 16, 2009
    Ongoing Vatican wars
    Rino Fisichella, saboteur
    On the matter of the Archbishop of Olinda and Recife, in Brazil, and his brave defense of Church doctrine and Canon law, as well as the pathetic and repulsively lukewarm article written by the president of the Pontifical Academy for Life, Archbishop “Rino” Fisichella, there is nothing else to add to the combative words of the great Spanish blogger Francisco José Fernández de la Cigoña.
    .

    The late intervention of Fisichella happened after Cardinal Re had already assured the Archbishop of Olinda and Recife of the support of the Holy See. But the careerists and showmen in the Vatican always have to appear when they are not being noticed.
    Something is not working at the Vatican
    .

    The contradictions, the denials, saying something today when something else was said yesterday: it is all too much. With evident delight of all the enemies of the Church. Nothing of the sort has ever been seen. Some want the Church of certainties to become the Church of doubts. Where everything goes. Both black and white.
    .

    Morals a la carte, renouncement to principles, the [notion that] everything goes according to what is convenient is being imposed de facto. Or at least this is what some intend. The result is that the walls of the fortress are being breached. And some are delighted. The truth is not in the Church anymore. Some say one thing, and others say the opposite. If all kingdom divided shall fall, there are some who are already popping the champagne.
    .

    The news of the excommunication of those who participated in an abortion was not really [news], even though some wished to exploit the repugnant circumstances of the fact to attack the Church. Human life was sacred until the day before yesterday, from its conception to its end. Now, it seems it varies. It is [sacred] in some cases, and less so in others.
    .

    The Church chose the excommunication of the qualified authors of abortion confronted with the astounding crime multiplied by millions. She could not have done so, and it would still be a crime and a sin. But she did it. I suppose that by weighing the pros and the cons. The terrorist attacks in which hundreds are killed, the cases of abuse of children of very young age, … multiple rapes, the bombing of defenseless populations… [sic] Their perpetrators, guilty of most grievous sin, are not excommunicated latae sententiae. But those who perform an abortion are. Or at least they were until yesterday. It is unknown today.
    .

    Because it seems that there are good abortions. Such as the one of Brazil. Quite a box has been opened! Let us now see how it will be closed.
    .

    … Whoever participated directly and effectively in the abortion of the Brazilian girl is excommunicated. With the declaration of the Archbishop of Olinda and Recife or without it. The Brazilian prelate might not have declared what already had taken place. And, considering what happened, perhaps that would have been more prudent. But he did not do other than expressing what the Church affirmed until yesterday. And I would like to suppose that she still affirms it.
    .

    I criticized the fact that a French bishop meddled in the Brazilian affair, and with words which almost justified that abortion. I believe that the Frenchmen are four at least by now. And they are now strengthened by an Italian who is none other than the president of the Pontifical Academy for Life. And the encomium mortis of the one who should in theory be the defender of life deserved the pages of L’Osservatore Romano. It is all absurd.
    .

    You will now see the attempts, difficult if not impossible, to put the toothpaste back in the tube. The general interpretation, and it is enough to read the world media, is that the Church legitimizes an abortion. That there are good abortions. That the Church has at last given in. And that she has recognized her error.
    .

    I am convinced that once again nothing will happen. … I personally believe that Salvatore Fisichella, Rino for his friends, should resign today. Or be dismissed. And also the director of L’Osservatore.


  27. vittorio ha scritto il 17 marzo 2009 alle 11:21 pm:

    RATISBONA , WILLIAMSON

    UGUALE MATRICE , STESSI AUTORI , MEDESIMO INTENTO …….
    e non a caso ho messo questi due nomi insieme …. è stato tutto orchestrato …
    la lobby dei vescovi ha ancora i suoi manager protettori ……
    e dico nei PALAZZI APOSTOLICI e di alto rango …….. condivido le opinioni di diverse persone che hanno il piacere di far sapere come me le loro opinioni ….. e cito a caso il SIG.PAOLOD , IL SIG. MARCO , SIG MASSIMO , SIGa ANTONELLA …
    un grazie doveroso al SIG. PAOLO RODARI
    che ci da …. e mi da modo , di esternare le nostre opinioni …. e voglio sperare ….. le mie , essere da fantascienza !!!!!!!!!!!…..