Esclusivo. Il dossier segreto del Papa: Ratzinger vede una regia dietro il caso Williamson
3 febbraio 2009 -
Si chiama “dossier Richard Williamson” e gira da qualche giorno nei sacri palazzi vaticani. Alcune pagine fitte che vogliono spiegare nei minimi dettagli come sia potuto accadere che la notizia della revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani firmata dalla Congregazione dei vescovi lo scorso 21 gennaio e resa nota il 24, si sia tramutata in un boomerang per Papa Benedetto XVI a motivo delle dichiarazioni negazioniste sull’Olocausto rilasciate da uno dei quattro presuli, appunto Williamson.
Il dossier, che sta girando in questi giorni nelle alte sfere della curia romana e che il Riformista è riuscito ad avere, riporta date e fatti e arriva a ipotizzare che, dietro la scelta della tv pubblica svedese Svt di mandare in onda il 21 gennaio l’intervista al presule britannico che tante reazioni negative ha destato, vi sia stata una regia occulta volta a screditare Benedetto XVI. Una regia che ha agito fuori le mura vaticane grazie anche all’aiuto di qualcuno dentro, qualcuno scontento delle aperture del Pontefice agli scismatici-tradizionalisti.
In sostanza, il dossier prova a spiegare come sia accaduto che un atto di «paterna misericordia» – così una nota della Sala Stampa vaticana ha presentato il 24 gennaio il decreto di revoca della scomunica voluto da Ratzinger e firmato dal cardinale Giovanni Battista Re – e che non significa assolutamente il reintegro dei lefebvriani alla piena comunione con Roma quanto un incipit per eventuali progressi in merito – sia stato interpretato da più parti come una decisone tramite la quale il Papa riammetteva nella Chiesa cattolica un gruppo di fedeli antisemiti e negazionisti sulla Shoah.
Il dossier parla di date. Innanzitutto quella del primo novembre. Fu quel giorno, infatti, che il giornalista Ali Fegan della tv svedese intervistò Williamson. Gli chiese lumi riguardo ad alcune dichiarazioni negazioniste sulla Shoah da lui rilasciate anni addietro in Canada. E il presule rispose come tutti sanno: «Le camere a gas non sono mai esistite» e gli ebrei uccisi non furono più di trecentomila. Parole deprecabili – il dossier non lo nasconde – ma non è questo il punto. Ciò che il dossier vuole dimostrare è che la tv svedese, influenzata da un suggeritore, ha voluto strappare a Williamson le dichiarazioni che conosciamo sulla Shoah in modo da usarle a tempo debito e cioè tre giorni prima l’uscita della notizia della revoca della scomunica, appunto il 21 gennaio, lo stesso giorno in cui il decreto di revoca veniva fatto pervenire a Econe sulla scrivania del superiore generale della Fraternità San Pio X (FSPX) monsignor Bernard Fellay.
Il dossier ipotizza che chi ha suggerito a Fegan di domandare a Williamson qualcosa circa l’Olocausto (ricordandogli che il presule ne aveva parlato anni prima in Canada) sia stata una giornalista francese, Fiammetta Venner. Chi è costei? È una nota attivista del movimento omosessuale francese, e anche di quello abortista e laicista. È un’assidua relatrice dei convegni sulla laicità del Grande Oriente di Francia. La Venner, che lo scorso settembre in concomitanza del viaggio del Papa in Francia aveva mandato alle stampe un volume firmato assieme alla sua compagna Caroline Fourest e significativamente intitolato “Les Nouveaux Soldats du pape. Légion du Christ, Opus Dei, traditionalistes”, è intervenuta nell’ampio documentario dedicato ai lefebvriani all’interno del quale la tv svedese ha mandato in onda anche l’intervista a Williamson. Qui la giornalista – oltre il Tevere gli estensori del dossier giurano che la cosa non è casuale – ha accusato la FSPX di connessioni con l’ambiente politico dell’estrema destra francese, aprendo di fatto la strada alle successive accuse di fascismo e antisemitismo.
Dunque, secondo il dossier vaticano, abbiamo un’intervista registrata il 2 novembre nella quale una parte, su suggerimento di una giornalista francese poco in sintonia col mondo tradizionalista del suo paese (soprattutto col mondo lefebvriano), è dedicata alle tesi negazioniste sull’Olocausto. E poi abbiamo un buco di circa due mesi e mezzo. Ovvero, abbiamo la decisione della tv svedese (forse imbeccata da qualcuno dentro le mura vaticane) che aspetta fino al 21 gennaio a mandare in onda l’intervista registrata il 2 novembre, cioè fino al giorno esatto in cui il cardinale Re firma il decreto di revoca della scomunica ai quattro lefebvriani. Solo una coincidenza? Può darsi, ma forse no: quindi, secondo quanto ipotizza il dossier, sarebbe in Francia, ovvero nel paese dove il “cancro” lefebvriano si è maggiormente sviluppato aprendo ferite nella società e nella Chiesa oggi ancora non rimarginate, che è nata la volontà di screditare Benedetto XVI nel momento in cui prendeva una delle decisioni più dirompenti del suo pontificato. Una volontà di screditare il Papa e, quindi, di bloccare il già difficile processo di riavvicinamento dei lefebvriani alla Chiesa.
Nei giorni scorsi, il giornale tedesco Der Spiegel si è spinto sino a ipotizzare che i responsabili delle comunità ebraiche più importanti del mondo, tra queste «il Consiglio Centrale degli ebrei in Germania», fossero «stati informati» in precedenza delle dichiarazioni negazioniste del vescovo ma non abbiano voluto manifestare la propria contrarietà per intervenire contro il Papa soltanto successivamente, a cose fatte. Il dossier vaticano non ritiene fondati gli argomenti di Der Spiegel e non li cita, ma mette in luce aspetti controversi di una vicenda che oggi, una settimana e mezzo dopo la firma della revoca della scomunica, è ancora di là dall’essere risolta.
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Unire il mondo cattolico non significa non essere dalla parte degli ebrei
intervista a don Salvatore Vitiello di Cristiana Vivenzio
28 Gennaio 2009
Non accenna a chiudersi la polemica scatenata dalla revoca della scomunica a quattro vescovi lefebvriani annunciata da Benedetto XVI. Nonostante ieri il superiore dei lefebvriani, Bernard Fellay, abbia invocato il “perdono” al Papa e “a tutti gli uomini di buona volontà”, imponendo allo stesso tempo al contestato vescovo negazionista, Richard Wiliamson, un rigoroso silenzio su “questioni politiche e storiche”. E’ notizia delle ultime ore, infatti, che il rabbinato d’Israele abbia rotto indefinitamente i rapporti ufficiali con il Vaticano, Vaticano cui chiedeva un gesto di netta presa di distanza dalle dichiarazioni del “vescovo negazionista”. Il Papa ha risposto, dichiarando la sua “incondizionata solidarietà ai fratelli ebrei”. La situazione è politicamente scottante, ma dal punto di vista della teologia perfettamente lineare. Così almeno la giudica don Salvatore Vitiello, docente di Teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, al quale abbiamo chiesto di lasciar da parte le polemiche politiche, per addentrarci di più sulle questioni dottrinali.
=Cominciamo da lontano. Cosa è e cosa implica la revoca della scomunica?
La scomunica è la più grave pena che possa essere comminata dalla disciplina ecclesiastica e consiste nella dichiarazione che un determinato fedele, per gli atti compiuti o per la dottrina a cui esplicitamente aderisce, non è più “in piena comunione” con la Chiesa cattolica. In base al Canone n. 1382 del Codice di Diritto Canonico, incorre in tale sanzione il Vescovo che consacra altri Vescovi senza il mandato pontificio, e la pena riguarda sia il Vescovo consacrante, sia coloro i quali si sono lasciati consacrare in tale situazione. Questo è esattamente il caso delle consacrazioni episcopali avvenute il 30 giugno 1988 ad opera di S.E. Mons. Marcel Lefebvre.
=E perché ha riguardato solo i vescovi e non i sacerdoti e i fedeli che seguono la Fraternità Pio X?
La scomunica è sempre personale, non si comminano “scomuniche di massa”, pertanto riguarda solo i menzionati presuli, e non il resto dei sacerdoti e fedeli laici della fraternità. È necessario ricordare ancora che i quattro vescovi, che non sono più scomunicati, rimangono tuttavia “sospesi a Divinis”, cioè i loro atti sacramentali, pur validi, rimangono illeciti finché non ci sarà la piena riconciliazione con la Chiesa Cattolica.
=Ora, allora, iniziamo a entrare nello specifico della revoca.
L’atto di revoca della scomunica è un passo importante nel cammino verso la piena comunione, non solo di fede, che sostanzialmente non è mai venuta meno, ma soprattutto giuridica. Basti pensare che, ormai oltre quaranta anni fa, furono revocate le scomuniche nei confronti dei fratelli ortodossi, ma la comunione, a tutt’oggi, non è ancora piena.
=Con la revoca si è parlato di una mano tesa del Papa, ma da parte dei tradizionalisti ci devono essere ulteriori passi, quali?
Certamente la piena sottomissione al Sommo Pontefice, come del resto hanno già espresso, che include anche gli aspetti giurisdizionali: il Papa gode, infatti, di una potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa, potestà che può sempre esercitare liberamente (cf. Can. 331 C.I.C.), e quindi dovrà esercitarla anche sulla Fraternità san Pio X.
Inoltre, ed è forse l’aspetto più sensibile a livello mediatico, la Fraternità dovrà accogliere i Testi ufficiali (che sono quelli in lingua latina) del Concilio ecumenico Vaticano II, interpretati alla luce di tutta la Tradizione bimillenaria della Chiesa cattolica, e non certamente secondo lo “spirito” di qualche teologo e, meno ancora, della cultura dominante.
=Le polemiche – dure – da parte del mondo ebraico in particolare per le inaccettabili tesi negazioniste di uno dei vescovi “riabilitati” erano in qualche modo prevedibili. Perché Benedetto XVI ha corso un rischio così alto, soprattutto se si pensa che, in fondo, il numero degli scismatici lefebvriani è molto ridotto, in rapporto al popolo cristiano?
Le scelte ecclesiali di un Pontefice non possono obbedire a criteri di carattere numerico o politico, questi sono criteri mondani dai quali è necessario, con radicalità ed urgenza, liberarsi nel guardare al Corpo di Cristo che è la Chiesa. Togliere la scomunica, inoltre, non significa affatto “canonizzare” una persona o il suo pensiero. Le tesi negazioniste sono e rimangono assolutamente incondivisibili, ma si stratta di mere opinioni personali, suscettibili, è da sperare, di profonda revisione, che non possono essere valutate come determinanti la concessione o meno della remissione della scomunica.
=Ma allora perché Papa Benedetto ha voluto compiere un gesto così politicamente spinoso proprio in un momento tanto delicato dei rapporti tra il Vaticano e il mondo ebraico?
In verità, la scelta di Sua Santità Benedetto XVI è in piena continuità con i passi esplicitamente voluti ed attuati dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, di felice memoria, il quale volle l’istituzione della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, ad hoc per i fedeli della Fraternità san Pio X e per tutti coloro che si riconoscevano nella celebrazione del rito cosiddetto di San Pio V. E’ quindi una scelta in piena continuità effettiva ed affettiva, con il precedente pontificato.
=”Un frutto del Concilio Vaticano II”: così sull’Osservatore Romano è stato definita la revoca della scomunica, mentre la parte “progressista” della Chiesa dice il contrario, parlando di un tradimento del Concilio. Dove sta la verità? Ci può spiegare bene cosa c’è in gioco in questa mano tesa ai tradizionalisti proprio rispetto alla visione di Benedetto XVI del Concilio Vaticano II?
Innanzitutto le categorie di “progressisti” e “tradizionalisti” sono ancora categorie politiche e storiche che mal si adattano alla Chiesa cattolica. Nella Chiesa siamo tutti tradizionalisti, nel senso che amiamo e viviamo nell’ininterrotta tradizione ecclesiale che ci fa essere Corpo unico da duemila anni e, nel contempo, siamo tutti “progressisti”, perché protesi verso il futuro, che è Cristo, e verso l’avvento definitivo del Suo Regno, già presente nel mondo attraverso la Chiesa cattolica.
Non di meno stupisce che proprio da coloro che, appellandosi al Concilio Vaticano II, desiderano l’eliminazione di ogni condanna e di ogni scomunica nella Chiesa, in nome di un certo irenismo, si abbia un atteggiamento tanto ostile nei confronti della Fraternità San Pio X.
Un vero cattolico, qualunque sia la sua sensibilità teologica e liturgica, non può che gioire del fatto che tanti fratelli, soprattutto se vescovi o sacerdoti, desiderino ritornare nel seno fecondo della Santa Madre Chiesa. Il resto è vana polemica e, mi si permetta, ideologia che mostra il proprio volto intollerante.
Riguardo al Concilio Vaticano II, il Santo Padre ha espresso la propria valutazione nello storico discorso (che tutti dovremmo studiare bene) del 22 dicembre 2005, rivolto alla Curia Romana. La questione non è, ovviamente, sui Testi del Concilio, in se stessi, ma sull’ermeneutica, cioè sulla loro corretta interpretazione. Il Papa ha individuato due ermeneutiche: quella della discontinuità e della rottura e quella della continuità e della riforma. Per intenderci la prima afferma che il Vaticano II sarebbe stato “un nuovo inizio della Chiesa”, mentre la seconda attesta la riforma della Chiesa in continuità con la Tradizione precedente. Il Santo Padre ha affermato esplicitamente che la prima interpretazione, talvolta apparentemente maggioritaria, soprattutto ad opera dei media, è errata ed ha portato confusione nella Chiesa e nei fedeli, mentre la seconda è quella corretta e, lentamente, sta portando frutti.
=E in questo senso, si può dire che già col Motu proprio che ha liberalizzato il rito tridentino il Papa ha voluto salvaguardare la Tradizione, la liturgia e la libertà nella Chiesa?
Certamente, e forse di più. Il Motu Proprio ci dice che non esistono due riti differenti, ma un unico rito latino, in due forme, una ordinaria e l’altra straordinaria, le quali, nel tempo, dovranno fecondarsi reciprocamente. Ogni autentico liberale, non può che gioire del fatto che ci sia una “possibilità in più” nella liturgia della Chiesa. Del resto, i cari fratelli orientali, con cui spesso il dialogo è tanto intenso e fecondo, hanno almeno tre differenti forme di celebrare, per esempio, l’unico rito bizantino. La Chiesa non deve mai dividersi, per mere questioni rituali, a meno che esse non implichino una differente soggiacente concezione teologica sostanziale. Cosa che assolutamente non accade, né potrebbe accadere, per l’utilizzo di un Rito, detto di san Pio V, ma in realtà di Gregorio Magno, che ha prodotto enormi frutti nella vita e nella santità della Chiesa.
I lefebvriani non ritengono affatto che il Concilio Vaticano II attesti “la riforma della Chiesa in continuità con la Tradizione precedente”. Pensano invece che sia un atto contrario alla Tradizione e come tale lo rifiutano e respingono i suoi contenuti. Il problema è tutto qui.
Forse bisogna cercare i “nemici” di papa Benedetto , dentro le mura leonine. In quegli ambienti dove le riforme “interne” del Papa non sono accettate.
Di tali soggetti si servono poi tutta una serie di personaggi esterni , ma sempre di ambienti clericali che rilasciano a ben determinati giornali interviste da far venire il voltastomaco.
E’ inutile portare il can per l’ aia. Il Papa è stato poco prudente ed accordo. I vescovi tedeschi, svizzeri, francesi, lussemburghesi e belgi hanno criticato la decisione. Addirittura il cardinal Kasper e l’ arcivescovo di Vienna si sono detti perplessi su tutta la faccenda. La chiesa tredesca è in sobbuglio. Stanno raccogliendo firme di protesta. Alcune teologi, considerata la posizione ultraconservatrice di Ratzinger, per evitare ulteriori divisoni e ferite ne hanno chiesto le dimisioni.
e quindi? una volta trovato chi ha fatto la spia e chi ha tramato dietro le quinte, cosa cambia davvero?
Non sarebbe stato meglio fare una bella conferenza stampa di presentazione, come si fa anche quando devono comunicare qualcosa su Topolino?
Avrebbero messo a tacere ancor prima che si siluppassero le voci contrarie, negando il negazionismo (visto che là dentro son tutti così bene informati…ma solo post factum) e affermando al volontà di far tornare in comunione i lefebvriani seri.
E invece no… Tutto di fretta!
e solo perchè certe eminenze devono andare in pensione e vogliono lasciare un segno del loro passaggio in vaticano…
Mah
PS: cfr il testo rilanciato dall’anonimo perplesso del post precedente…
RINGRAZIO PAOLO PE RIL BELL’ARTICOLO RIPORTATO.
MA VOLGIO NOTARE CHE I DETRATTORI DELLA CHIESA E DEL PAPA RIESCONO NEL LORO INTENTO,INSINUARE DISPREZZO E SOSPETTO SUL PAPA PER DIVEDERE TRA LORO I CATTOLICI.
DIVIDENDO TRA LORO I CATTOLICI RIUSCIRANNO MEGLIO NEL LORO INTENTO:INSTAURARE IL PENSIERO E LO STILE RELATIVISTA………
DON MARCO NON RIESCO A CAPIRE COSA MI VUOI FARE NOTARE FORSE NON HO LETTO E NON TROVO IL PRECEDENTE
Anche se non traboccano, le mura leonine, sono ben fornite di massoni. Ormai chi si stupisce più?
Ricordatevi che dovete morire!!!!
MORIRETE TUTTI MA CHI SEI?
COSì A FREDDO MI SEMBRI UNA CORNACCHIA………
grande rodari!
grazie per l’articolo.
PAOLO RODARI
GRAZIE PER I TUOI ARTICOLI E LA TUA SERIETà
DIMOSTRI SPESSORE.
CIAO
Certo è che in tutta questa storia la Curia Romana non fà una bella figura dimostrando di essere quantomeno inefficiente nei controlli sulle persone su cui si prendono certe decisioni.
Ma ci voleva tanto a mettere il nome incriminato su Google e vederselo saltar fuori con tutto il contorno di idiozie che aveva detto? Insomma , era già successo per il “mancato” primate di Polonia (ex collaborazionista) e ancora ci cascano?
E il Papa a dover mettere pezze…
“Mo’ me lo scrivo…”
per rossoporpora: hai ragione.
Dan siamo stanchi dei teologi tedeschi e belgi e olandesi . Ricordate le pene date al povero Paolo VI?
Io sto con Pietro, fino alla fine dei miei giorni. Dove c’è Pietro c’è la Chiesa.
Più certi preti “progressisti” e massoni e talune file di ebrei ortodossi sfidano Pietro, più lo voglio bene
Difendere Pietro , è difendere l’integrità del deposito tramandato dagli Apostoli e dai padri della Chiesa.
Ciao paolo!
Lo sò che non c’entra niente col caso Williamson quello che ti chiedo ma con il vaticano sì.
Mi trovo in difficolta perchè non riesco a rispondere a un amico sulla questione dell’otto per mille alla chiesa. Chiedo delucidazioni anche perchè non è la prima volta che sento certe cose. Scrive:
“Quello che non riesci a capire è che la ‘casta’ clericale ci costa 4 miliardi di euro all’anno e cioè esattamente quanto ci costa anche la ‘casta’ politica e ci costeranno in futuro il ponte sullo stretto e il Mose di Venezia (in totale quindi 16 miliardi): da notare che per queste due ultime voci l’utilità pubblica è più comprensibile e forse si potrà risparmiare qualcosa da devolvere in tangenti. Inoltre l’importo è complessivo e non ‘all’anno’, e quindi eterno, come per le prime due. (Pensa quanti ponti e magari case e ospedali con quei soldi!)
L’80 % di questi 4 miliardi e cioè 3,2 m. annui – cifra da stanziamento per i programmi spaziali americani – rimane netto, pulito ed esentasse sul conto dell’erario vaticano che poi distribuisce ai suoi dipendenti quello che gli pare: ma dato che i preti sono oggi 39.000 (vent’anni fa erano 60.000, differenza che lascia bene sperare nell’estinzione della razza se non verranno dichiarati specie protetta), in linea teorica ad ognuno di essi va la bella prebenda di 6.837 euro mensili, sempre netti ed esentasse.
Se poi la CEI decide invece di affamare con la sua nota carità cristiana la bassa forza, affari suoi, tanto nessun sindacato la contesta.
Lascia fare al cardinale Ruini che è uno che se ne intende (magari lo mettessero a capo di tutte le economie mondiali, risolverebbe subito con un miracolo dei suoi la crisi finanziaria che ci affligge così come ha fatto per la sua azienda!).”Il 60% dei contribuenti lascia infatti in bianco la voce ‘otto per mille’ credendo ingenuamente che vada di conseguenza allo Stato: lo credevo anch’io, manco per niente invece!
Questa ‘mostruosità giuridica’, come fu definita fin dall’84 sul ‘Sole 24 Ore’ dallo storico Piero Bellini, è un meccanismo perverso così ben congegnato che nessuno se ne accorge e così il papa si becca praticamente tutto lasciando alle altre chiese minori solo le briciole e lo Stato a becco completamente asciutto: quando un dio, come nel caso del cavallo di Troia, mette le fette di salame sugli occhi della gente e le tangenti nelle tasche dei consulenti non c’è niente da fare.”
Convinto che sono speculazioni atte a screditare la chiesa, chiedo se perfavore fai un pò di chiarezza. A risentirci, grazie per la tua disponibilità.
Nicola, permettimi di intervenire con la dovuta cautela. Spiega al tuo amico che senza l’8/1000 da lui tanto disdegnato nonavrebbe potuto esercitare delle libertà d evidenza disarmante, lungo la sua inerte esistenza. Vale a dire: costituzione di ospedali, scuo,e private, istituti di formazione professionale, qualunque iniziativa culturale, missioni, aiuti a popoli che muoiono di fame, diffusione del vangelo, istruzione di ogni tipo.
Il problema sai qual’è’? Il tuo amico sa benissimo queste cose, prevede certamente la tua risposta e ha già pronta la contro risposta. Contro la cieca ignoranza e l’ostinato astio verso la Chiesa non c’è soluzione terrena, ci sono solo miracoli.
E’ inutile fare dietrologie massoni, gay spie ecc. ; mi sa che in vaticano ci son dei cardinali pasticcioni e il papa si fida di loro. Bella figura card. Castrillon. Voleva andare in pensione fregiandosi del titolo di difensor fidei. Poveretto ha combinato un gran pasticcio. Che sia ridotto allo staao laicale
Guarda Saverio che è una minima parte che va alle opere di carità!
Dan, sai quanto costa mantenere la Chiesa, Costa, e costa molto. Stai sereno, dunque che se non altro con il versamento dell’8/1000 hai la certezza che l’istituzione viene gestita, viene amministrata, e viene conservata (vedi diocesi, parrocchie, etc). La smettano dunque i radical-chic e gli anticlericali della peggior specie a rompere le scatole ad una istituzione che opera universalmente.
[...] katolska bloggen rorate-caeli.blogspot.com om artiklar i tidningarna Il Giornale och Il Riformista . Enligt dessa finns en hemlig rapport i Vatikanen om en konspiration som pågått under flera [...]
Non ho ben capito.
Questo dossier Williamson conterrebbe la scoperta che qualcuno ha voluto strumentalizzare le parole del vescovo lefebvriano per screditare il Papa e la sua decisione?
Bè, spero che in Vaticano abbiano dossier un pò più interessanti.
Mi pare che Kasper abbia ragione, e con lui Schonborn.
Trattasi di una cosa nata male e gestita peggio.
Ora girano voci che comunque si debba procedere a passi forzati verso la piena riconcilizione con la San Pio X.
Spero che i fatti accaduti suggeriscano un pò di prudenza, e l’assunzione di informazioni complete e verosimili.
Non cerchiamo gli applausi del mondo, ma è anche pesante – pure per i cristiani comuni – passare le settimane a doversi giustificare, a spiegare, a distinguere, a sottilizzare tra recova della scomunica e piena comunione…
Insomma, amici della Curia, fateci attenzione!
posso dire due cosine ??
bene notizie da bologna,nell’anno 2007 l’archidiocesi ha speso solo per l’aquisto di farmaci antiretrovirali( atti a bloccare per anni il virus hiv cioè dell’ aids,che se presi per tutta la gravidanza e l’allattamento in madri siero positive impediscono completamente l’infezione al nascituro e al lattante)247.000 euro,per il 2008 ne spende 350.000;sta cosa la fanno nella parrocchia di usokami diocesi di iringa in tanzania,era una missione adesso è parrocchia,ci sono 2 preti bolognesi 2 suore bolognesi e un sacco di suore tanzanesi,in italia le suore tanzanesi studiano da medico e altre prof.simili e teologia(a bologna)poi tornano là,là c’è un dispensario per donne e per bambini,serve alla prevenzione e cura dell’aids malaria e tubercolosi,poi un centro di educazione alimentare e agraria per combattere la malnutrizione e tutto a spese della diocesi di bologna,le cifre date sopra si riferiscono solo all’aquisto dei farmaci retrovirali,le altre spese le sostengono alri organi in diocesi,e la diocesi stessa,questo per dire solo di una goccia,di diocesi in italia quante ce ne sono? ogniuna di loro ha un progetto di questi…..chi vuol capire capisce e non c’è miglior sordo di uno che non vuol sentire.
amen
saverio mi stai simpatico.
dan mo per l’amor di dio se lo riduci allo stato laicale sua eminenza muore….basterebbe esiliarlo, che ne sò in un carmelo in canada,o in una parrocchia in islanda a dir messa agli ex luterani …….
che dici io lo proporrei a Kasper …..
avrei un altra cosetta da dire :
analoga cosa descritta sopra la docesi di bologna la fà in india……..
CIAO VERISSIMO
QUANTO LEGGO
IO PARTECIPO AL GRUPPO MISSIONARIO DELLA MIA PARROCCHIA CONFERMO.
A PROPOSITO DI SOLDI DELLA CHIESA ITALIANA, UNO O DUE ANNI Fà REPPUBBLICA HA FATTO UN INCHIESTA LUNGA SETTIMANE DA PARTE DI UN SUO GIORNALISTA,NON MI RICORDO COME SI CHIAMA,MA CHI SE NE FREGA,
L’INCHIESTA ERA SORDIDA E SI CAPIVA CHE ERA PRETESTUOSA MA MONTATA AD ARTE,AVVENIRE CERCAVA DI RISPONDERE,MA AD AVVENIRE SONO UN Pò TONTI E POCO EFFICACI,DALL’INCHIESTA, NON CONTENTI, NE è NATO UN LIBRO SI INTITOLA “LA QUESTUA” SONO GLI ARTICOLI RILEGATI.
IL LIBRO è STATO PRESENTATO E RIPRESENTATO E TENUTO IN VETRINA DA FELTRINELLI PER SETTIMANE,POI AVVENIRE HA STAMPATO A SUA VOLTA UN LIBRO DI RISPOSTA.MA è STATO BOICOTTATO.
SENTO ODORE DI GRAND’ORIENTE,ALLA FRANCESE.
Sono cattolico il mio 8/1000, da quando è papa Benedetto XVI, lo verso alla chiesa valdese così come tanti miei amici
sì lo fanno in tanti come te,le persone poco libere e prigioniere di pregiiudizi,condizionate dai media fanno così.
vorra dire che di mio verserò delle cifre alla CEI e all’ OBOLO DI S.PIETRO
pensando a pietro valdo magari
e con affetto verso Benedetto XVI.
Ciao Stefano.
bene stefano ben detto
farò così anch’io un bel versamento in posta pro cei
sono talmente scandalosi e stupidi gli attacchi alla chiesa di questi giorni che veramente ti vien voglia di dargli dei soldi in +
ma che bello un cattolico che dà assieme agli amici i soldini ai valdesi è commovente.
un cattolico maturo
adulto
libero
è la carità vivificante dello spirito conciliare
non c’è che dire complimenti a Flores d’arcais a Augias a Scalfari:obiettivo raggiunto.
carissimo Marco davvero commovente la tua incondizionbilità,la tua libertà ora è veramente grande
uno spirito libero si libra su di noi.
. In un’intervista alla radio pubblica Südwestrundfunk il cardinale e vescovo di Magonza, Karl Lehmann, ex presidente della Conferenza episcopale tedesca, aveva affermato che la questione potrebbe essere risolta solo con scuse «ad alto livello». Lehmann aveva definito «una catastrofe per i sopravvissuti dell’Olocausto» la decisione di Benedetto XVI di riammettere Williamson nel seno della Chiesa e aggiunto che il Papa deve chiarire che la negazione dell’Olocausto non è una trasgressione perdonabile. Lehmann aveva anche chiesto le dimissioni del responsabile della commissione «Ecclesia Dei», il cardinale Castrillon Hoyos, il quale in un’intervista aveva affermato di non essere stato a conoscenza delle affermazioni negazioniste di Williamson.
per nicola: sono ore un po’ frenetiche per me, appena ho 1 minuto ti rispondo, p.
Premesso che:
1) in politica, sono (moderatamente) di sinistra;
2) condanno con orrore l’olocausto, e sono alienissimo da ogni forma d’antisemitismo;
3) sono cattolico, quindi accetto l’ultimo concilio (come gli altri), e non sono affatto né lefevriano né tradizionalista (almeno nel senso giornalistico della parola);
premesso tutto questo: le polemiche di questi giorni sono chiaramente pretestuose.
Insomma: il papa rimette la scomunica dell’88. Fa bene? fa male? Secondo me fa benissimo, ma accetto tutte le opinioni. Però, di questo si tratta: di mons. Lefebvre, delle ordinazioni illecite del 1988, di gravi questioni teologiche e canoniche.
Di questo, dunque, si dovrebbe parlare.
E invece, guarda caso, si finisce, non si sa come, col parlar d’una cosa che c’entra come i cavoli a merenda!
Le dichiarazioni di mons. Williamson sono detestabili, e anche stupide. Ma, in sostanza, NON C’ENTRANO NULLA.
Il Santo Padre pronunzia parole ferme e chiare contro l’antisemitismo e l’olocausto – e non è certo la prima volta! –; mannò, non basta.
Si vuole, è chiaro, intimidire il papa colla canèa mediatica (anche in buona fede, per carità). Ma Giuseppe Ratzinger non è uomo da farsi intimidire.
Vorrei dire ai fratelli, agli amici ebrei: non permettete che la memoria dell’orrore senza nome dello sterminio del vostro popolo sia strumentalizzata, o diventi la tessera del conformismo intimidatorio del politicamente corretto.
Che dietro questa storia ci sia una regìa, ne sono convinto. L’articolo è illuminante.
“Oremus pro pontifice nostro Benedicto!”
[...] konservativa katolska bloggen rorate-caeli.blogspot.com om artiklar i tidningarna Il Giornale och Il Riformista . Enligt dessa finns en hemlig rapport i Vatikanen om en konspiration som pågått under flera [...]
ciao anonimo perplesso,
credo che il cardianle castrillon hoyos debba veramente dimettersi,dopo naturalemnte aver stigmatizzato di nuovo i negazionisti,credo ci debba essere un nuovo referente per ecclesia dei,il quale dovrà far capire che inegazionisti per rientrare nella chiesa devono pentirsi,scusarsi e essere diversi altrimenti non entrano,sò che questa non è una questione dottrinale, è stato talmente grave il danno mediatico del papa e dei cattolici in genere che occorre veramente ora essere severi.
in quanto al cardinale di Magonza: la chiesa tedesca è sotto attacco da parte di tutti,nessuno escuso,una migliore gestione della cosa avrebbe evitato questa catastrofe.
ci vorranno anni per riprendersi.
rimane palese che vi sia a più livelli ed ad alto livello un disegno per screditare papa e vaticano,c’entrano i massoni francesi,le lobby gay,i militanti del relativismo e forse anche ambienti ebraici,c’entra molto anche il ruolo diplomatico e della chiesa nei confronti del conflitto palestinese e le scelte vaticane nei confronti dei recenti fatti palestinesi,inoltre nell’enciclica sociale che sta per uscire ci sarà un atto di accusa contro la globalizzazione senza briglie e l’economia senza regole morali che sono alla base del disastro economico in corso,un papa screditato a molti tromboni del mondo economico farà comodo.
inoltre quest’anno sono in programma molti meating su Darwin e la chiesa è coinvolta nel criticare l’evoluzionismo puramente scientifico,proponendo invece un discorso più ampio ragionato( vedi il libro cardinale schonborn:CASO O DISEGNO?EVOLUZIONE E CREAZIONE SECONDO UNA FEDE RAGIONATA. di recente stampa in italia)
gente questa è una guerra .
papa ratzinger è anche il papa della “ragione”.
come io sostengo è un papa scomodo e “pericoloso”.
pericoloso perchè ci dice la verità,come nel caso dell’emergenza educativa in atto tra i giovani.
coloro che da anni sono i responsabili della perdita dei valori di base nella società ora hanno tutto l’interesse a far a pezzi l’immagine del papa.
amen
Marco, non avevo dubbi che avessi versato l’8/1000 ai valdesi. Mi avrebbe stupito il contrario, semmai.
bravo didimo ti stimo molto in quello che hai appena scritto
per quanto riguarda il tema soldi della chiesa cattolica consultare il sito di avvenire: AVVENIRE.IT
a destra trovate il libro scritto da umberto folena si può scaricare,si intitola “la vera questua”
pro bona pacis
[...] kurz davo). Diese Unstimmigkeiten und Fragwürdigkeiten und andere führten zu folgenden Berichten: Paolo Rodari IlGiornale.it Und für die des Italienischen nicht oder nur sehr rudimentär mächtigen (wie mich), [...]
Veramente ridicole, fra l’altro, le accuse al papa di non esser capace di comunicare, intendi coi giornalisti.
Prendiamo il discorso di Ratisbona. Il papa non è capito, gli si fa dire più o meno L’OPPOSTO di quel che voleva dire. Colle conseguenze, gravissime, che sappiamo.
Di chi è la colpa? Per chiunque ragioni con semplicità, a fil di logica, la risposta è chiara: di giornalisti (non dico “dei”, ma “di” giornalisti; tanti, però) che non sanno fare il loro mestiere.
Invece no. La colpa è del papa, che poveromo è troppo intellettuale, non ha capito che deve dir quattro frasette brevi nello stile delle tivvù e dei settimanali. Ma come si permette? Gesti che buchino il video, motti pubblicitari, belle foto a colori! Il resto – analisi appena un po’ articolate, teologia, storia, latino… – non va, la gente s’annoia, dopo mezzo minuto è già passata all’altro canale… Lo vuol capire, Santità?
Chi non s’adegua a quest’incubo di società di massa (ch’è il contrario della democrazia, la sua negazione), chi pensa, e pretende perdipiù che anche gli altri facciano la stessa fatica, è sanzionato, nel modo che vediamo, dai suoi (della società di massa) sacerdoti: le televisioni, la rete, i giornali, senza differenza tra (cosiddetta) destra e (cosiddetta) sinistra.
Che amarezza, che disgusto!
La modernità sarebbe codesta? No, questo è conformismo, piattume, elettroencefalogramma piatto.
Scusate lo sfogo. “Chi è questo?” direte voi, “chi si crede d’essere?” No, mi metto anch’io, pienamente, all’interno di questo quadro squallido.
Ma bisogna pur reagire, far qualcosa.
“Attende, Domine, et miserere!”
E viva il papa!
Il commento di molto buon senso d’un rabbino americano: http://newsweek.washingtonpost.com/onfaith/irwin_kula/2009/02/jewish_reaction_to_pope_dispro.html.
didimo molti la pensano come te.
ma ci potrebbe essere anche un altra interpretazione.
dici che i giornalisti non sanno fare il loro mestiere ok alcuni sì,alcuni sono solo conformisti,servi fedeli dei loro editori,oppure “si sbagliano apposta” quello che dicono e fanno ha un preciso disegno politico.
o no ?
Bravo Didimo, hai tutta la mia condivisione. Propongo di andare in stazione, con te e massimo, a pigliare a schiaffi questi irriverenti, faziosi e intolleranti. Ripetiamo un scena del tipo “Amici Miei”…
sì mi piacerebbe ma non ho mai dato uno schiaffo a nessuno in vita a nessuno.
in compenso io non spendo neanche un euro neanche una volta all’anno per quelli di cui parliamo sopra,basta andare in biblioteca o al bar trovi le loro cose.
ho imparato molto da loro per anni ho comprato i loro giornali gli sono grato per avermi insegnato tanto,sopratutto: “sub dulci melle venena latent”( sotto il dolce miele si nasconde il veleno)
non leggo da pò il finanziatore dei fratelli valdesi
chi lo ha fatto scappare ?
esprimo “toto corde” il mio filiale sostegno al Papa….ianua inferi non prevalebunt….benissimo l’atto di clemenza nei confronti della fraternita’San Pio X……chi ama la Chiesa deve sapere cosa dice …ma cio’ vale per tutti …..luigi culmone naselli (dalla Sicilia sempre con il Papa)
Sì, Massimo, hai ragione. Oltre alla poca professionalità (ma si potrebbero usare parole più forti), c’è anche probabilmente, in più d’uno, mala fede (vedi appunto l’ipotesi, per me probabilissima, della regìa occulta dietro il caso Williamson).
didimo la regia occulta c’è e non scrivo qui per rispetto a paolo rodari da chi è orchestata (in italia e perchè)leggi bene quello che dice camilleri,e rodari tra le righe c’è quasi tutto.
ovvio la curia è stata maldestra.
ma rifletti bene a chi B.XVI dà fastidio,rifletti sulle sue disertazioni,come quella a monaco il 19 gennaio 2004 alla katholische akademie in bayern, dove il card.ratzinger colloquiò con il filosofo jurgen Habermans,il titolo della conversazione fu: “i fondamenti morali prepolitici dello stato liberale”.
Ratzinger da molti hanni,poi,ha dimostrato che lo scientismo non dà risposte certe,prive di speranza,e ha dimostrato che la fede può coincidere con la ragione e nè l’una nè l’altra posso negarsi a vicenda ma possono convivere e supportarsi.
questo fà vacillare il nikilismo e il positivismo.
inoltre con le sue tesi dimostra che il relativismo è più una confessione intollerante che altro,e che determina nella società anche una deriva materiale e un imbarbarimento dei rapporti umani.
massimo, ti rispondo io , è andato a pranzo con l’ex ministro ferrero, se magnavano una caponata con i soldi versati nel 2008.
Joseph non sapeva che Williamson fosse un negazionista? Tutto è possibile, ma è fortemente improbabile avendo migliaia di collaboratori! Come ha detto la Littizzetto: è probabile che Joseph non sia sempre informato su cosa i vescovi mangiano a colazione, ma non sapere del negazionasmo è assurdo. Voi credete davvero che non sapesse? Scusate, ma se ci credete siete abbastanza ingenui. Ci sarà qualche motivo subdolo che ha indotto Joseph verso la scelta di riammettere quei vescovi. Forse i lefebvriani stanno diventando molto, troppo potenti.
Ecco bravo, con la Littizzetto ti ci vedrei benissimo. Casualmente te l’ho citata sull’altro post, senza sapere ancora che l’avevi menzionata a tuo suffragio. Eccellente livello, Filippo: ti sotterri da solo.
Ma cosa dice? Ho citato la Littizzetto, che propone ogni volta un flusso interrotto di idiozie, proprio per sottolineare che la mia affermazione non richiede grandi riflessioni, ma anzi è una banalità! Perchè fate finta di non vedere le banalità?
La vita non mi sembra una banalità. Prego legga John Locke, che non è Odifreddi ma qualcosa di rilevante a detto. Ed era un razionale.
Non mi sto riferendo al caso Englaro, ma al caso Williamson.
Non mischi le due cose, è ovvio che la vita non è una banalità.
Io leggerò Locke. Lei legga Russell, o Dennett. Odifreddi glielo sconsiglio. Già non gradisce troppo la Littizzetto: lo stile ironico e brillante di Piergiorgio indispone chi come lei ha un’opinione contraria rendendo gli scritti meno persuasivi.
uno che cita la littizzetto bè che dire …………buona continuazione di giornata
Ma ha letto cosa ho scritto sopra?
Massimo, avevo detto che cito la Littizzetto che propone ogni volta un flusso continuo di stupidaggini e idiozie, proprio per sottolineare la banalità della mia affermazione. Come è possibile che Joseph non sapesse del negazionismo di Williamson?
E’ comprensibile che non sappia cosa mangia a colazione, non che non sappia del negazionismo. E poi lei mi accusa di citare la Littizzetto, che indubbiamente per quanto simpatica non è un’autorità in campo intellettuale. Lei però ieri aveva citato Luka…
Fra Luka e la Littizzetto, preferisco la Littizzetto che almeno qualche volta fa ridere.
non sono problemi degli agnostici razionalisti e delgi atei quello che sapeva e non sapeva il Pontefice si faccia le sue di razinalità
spari i suoi comizi massoni in qualche altro contone
vada a convertire i valdesi o i testimoni di geova o gli ebri
non tenti di convertire alla sua missione i cattolici ok ???
lei si è scoperto
Non voglio convertirla anche se non nego che mi farebbe piacere. Certo, la strada è molto lunga.
E io potrei dire che non sono problemi dei cattolici quali libri pubblicizza l’Uaar. Che cosa sta dicendo? Sia il sito dell’Uaar che questa sono forum di discussione dove è quasi inevitabile che ci siano scontri di opinione. Di cosa si stupisce?
filippo vuoi convertire me ?? sai ero luterano ,……..
ma basta insopportabile
sei urtante non convinci nessuno
buona giornata missionario !!! predica pure
ma con me non attacca
sai chi ha fede tu non lo puoi capire
Non voglio convertire neanche Lei perchè mi sembra che abbia espresso con sufficienti enfasi, veemenza e chiarezza che non è particolarmente interessato a quello che scrivo. Anche se avessi avuto l’intenzione di convertirla, avrei smesso dopo aver letto i primi suoi due post. E’ proprio quello che mi infastidisce nei testimoni di Geova: mi chiedo perchè siano così insistenti anche dopo che ho spiegato per una decina di volte di non essere interessato.
E difatti, non li capisco.
Filippo ci vada piano la notte con i porno sulla tv a pagamento, che poi di giorno si vedono gli effetti…
Dal sito di Repubblica (così nessuno può obbiettare sulla fonte…), riporto l’uscita di una notizia di poco fa. Williamson è fuori. Adesso cortemente la si smetta di rompere i coglioni al Nostro povero Papa.
Richard Williamson, il vescovo lefebvriano che ha negato l’Olocausto, è stato sostituito alla guida del seminario che dirige dal 2003 a La Reja, una cinquantina di chilometri dal centro di Buenos Aires.
A rendere noto l’allontanamento del vescovo negazionista è stato padre Christian Bouchacourt, responsabile per l’America Latina della Fratenità San Pio X, alla quale appartiene Williamson, che ormai da anni vive, tra un viaggio e l’altro, in Argentina, da sempre uno dei paesi del mondo dove i lefebvriani sono più presenti.
Un vescovo cattolico può parlare “con autorità ecclesiastica” solo su materie riguardanti “la fede e la morale”, ha detto in un comunicato reso noto dall’agenzia Don Bouchacourt, precisando che le “affermazioni” di Williamson “non riflettono in modo alcuno la posizione” della congregazione. Bouchacourt ha inoltre respinto “con tristezza” le accuse lanciate negli ultimi tempi contro la stessa congregazione “al fine di screditarla”.
Che a La Reja (dove Williamson si era rinchiuso ormai da qualche settimana) le cose si stessero muovendo in questo senso, dopo le accese polemiche in seguito alla revoca della scomunica per gli ultra-tradizionalisti da parte di Benedetto XVI, si era capito chiaramente nel corso del fine settimana. Nella magnifica struttura che i lefebvriani hanno a Buenos Aires nelle ultime ore c’era infatti stato un via vai di sacerdoti. Sembrava essere vicino un annuncio, e infatti ambienti lefebvriani citati dal quotidiano La Nacion avevano riferito sulla possibilità di una rimozione, di fatto, di Williamson. Il giornale aveva riferito anche il nome del probabile successore, e cioè lo spagnolo Alfonso de Galarreta, uno dei quattro vescovi ordinati nel 1988 da Marcel Lefebvre.
Ormai da giorni, la Chiesa argentina aveva d’altra parte ripetutamente puntualizzato di “non avere alcun contatto o vincolo” con i lefebvriani residenti a Buenos Aires, come aveva per esempio precisato Jorge Oesterheld, portavoce della Conferenza episcopale del paese sudamericano. Williamson era tornato sotto i riflettori qualche giorno fa, dopo che il Papa gli aveva chiesto una ritrattazione.
In un’intervista inviata via fax a Der Spiegel, invece, si era mantenuto fermo sulle proprie posizioni, affermando anzi di essere pronto a ravvedersi “solo quando troverò prove” sull’Olocausto, “fatto per il quale – aveva precisato – ci vorrà tempo”. Insomma, aveva fatto capire, non ci sono le prove della Shoah. Ieri, Williamson aveva poi aggiornato il suo blog per far sapere che “non è morto, non sta morendo” e che, d’altro lato, non stava neppure “per andare in pensione”.
Mi scusi Saverio, chi è che offende chi?
Anche Joseph si è accorto della gaffes che ha fatto, buon per lui.
Filippo, sta facendo scompisciare dal ridere tutti. Oggi ha preso due cantonate, non le bastano??
Questo lo dice Lei. Non mi ha ancora detto quali.
saverio ciao
entro solo un momento poi scappo,sto cercando di capire e raccolgo notizie dalla russia,il patriarca Cirillo pare intenzionato a inocntrare presto il papa,ma non subito una piccola parte dei metropoliti non gradirebbe,il motivo dell’incontro tra le altre cose sarebbe un identità di vedute tra il patriarca e il papa sui temi del nikilismo del relativismo e dell’ecomia vorace priva di etica,nella biblioteca che frequento i preti ortodossi della mia diocesi fanno spesso richiesta del numero di “communio” dove c’è un lungo articolo di ratzinger del 1985″churc and economy in dialogue”-se sai qualcosa degli ortodossi dillo.ciao
inserisco un brano dell’emelia che il card.caffarra ha fatto il 3 feb.festa di san biagio in una delle parrocchie più grande della diocesi è andato giù duro,dimmi che ne pensi a me piace ricalca lo stile duro che ebbe il cardinale Von Galen in germania.
Cari fratelli e sorelle, viviamo molti secoli dopo il martirio di S. Biagio, ma i tempi nel quali viviamo confermano pienamente la parola evangelica e la profezia di Simeone: Gesù è luce che illumina le genti e nello stesso tempo segno di contraddizione. È difficile, e sarebbe troppo lungo evidenziare tutte le forme nelle quali è confermata la parola evangelica. Mi limito solamente a tre.
La prima è costituita dalle tenebre di una così iniqua distribuzione della ricchezza, da oscurare la luce della carità evangelica e dell’amore privilegiato di Cristo per i poveri. La grande povertà di intere popolazioni prive dei più elementari beni della sussistenza umana e distrutte dalle malattie ha il significato profondo di un’opposizione a Cristo da parte dei potenti, opposizione che esige e genera il martirio della carità.
La seconda è costituita dal tentativo di oscurare nella coscienza dell’uomo la luce delle due evidenze originarie: essere uomini è infinitamente più che essere animali; il matrimonio, base e sorgente di ogni socializzazione umana, è fra un uomo e una donna. Mai come in questa forma di contraddizione a Cristo si è vista all’opera quel potere della menzogna, che esige e genera il martirio della verità.
La terza è costituita da una concezione subdola della libertà pubblica secondo la quale a tutti è concesso di partecipare al dibattito pubblico, meno che ai cristiani come tali. Nel momento in cui entrano nella discussione pubblica, essi devono lasciare fuori le loro convinzioni cristiane. È la sfida più provocatoria che è lanciata alla luce del Vangelo: “senza Dio, senza Cristo si vive meglio!”, che esige e genera il martirio della pubblica testimonianza.
ELUANA è ANDATA IN PARADISO.
E ADESSO SI TACCIA.
RICORDERò LEI
QUANDO ANDRò A VOTARE.
PER SEMPRE.
per eluana
L’anima mia magnifica il Signore * [6]
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. [7]
un angeloOra lascia, o Signore, che il tuo servo*
vada in pace secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,*
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti*
e gloria del tuo popolo, Israele.
in cielo ci protegge.
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo*
vada in pace secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,*
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti*
e gloria del tuo popolo, Israele.
quando andrò a votare ricorderò tutti quelli coinvolti nella vicenda di eluana.
E lì saprò votare bene,ora ho capito,non ci saranno dubbi d’ora innanzi chi votare.
ADDIO ELUANA TI VOGLIO BENE.
PROTEGGIMI.
A te levo i miei occhi,
a te che abiti nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi
alla mano dei loro padroni;
come gli occhi della schiava,
alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio,
finché abbia pietà di noi.
Pietà di noi, Signore, pietà di noi,
già troppo ci hanno colmato di scherni,
noi siamo troppo sazi
degli scherni dei gaudenti,
del disprezzo dei superbi.