Williamson chiede scusa e cita Giona

Mentre ancora stride, e fa parlare parecchio oltre il Tevere, un certo silenzio attorno al caso Richrad Williamson dei primi collaboratori di papa Ratzinger nei rapporti con il mondo ebraico (non hanno parlato pubblicamente né il presidente della pontificia commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo, il cardinale Walter Kasper, né il presidente del pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, il cardinale Jean-Louis Tauran) è di ieri un’autorevole puntualizzazione del direttore della Sala Stampa vaticana padre Federico Lombardi. Ai microfoni della Radio Vaticana Lombardi ha affermato che «chi nega la Shoah non sa nulla né del mistero di Dio, né della croce di Cristo». Per il portavoce papale, l’accostamento tra la Shoah e il mistero di Dio e della Croce rende «tanto più grave» la negazione quando «viene dalla bocca di un sacerdote o di un vescovo, cioè di un ministro cristiano, sia unito o no con la Chiesa cattolica». Lombardi ha anche ricordato «la profonda meditazione» fatta dal Papa nel discorso nel campo di concentramento di Auschwitz. Il Papa, ha detto, non ha solo condannato ogni forma di oblio e di negazione della tragedia dello sterminio di sei milioni di ebrei, ma ha richiamato i drammatici interrogativi che questi eventi pongono alla coscienza di ogni uomo e di ogni credente». Tutto questo, «Benedetto XVI lo ha riconosciuto lucidamente nel discorso di Auschwitz, facendo sue le domande radicali dei salmisti a un Dio che appare silente e assente».
Notizie interessanti sono arrivate ieri anche dal mondo lefebvriano. Da una parte ci sono state le scuse al Papa – a onor del vero un po’ tardive – del vescovo Richard Williamson. In un post pubblicato sul proprio blog, il presule ha manifestato al presidente di Ecclesia Dei, il cardinale Dario Castrillon Hoyos, il suo «rammarico» per le polemiche sollevate dalle «frasi imprudenti» che aveva rilasciato a una tv svedese, lo scorso novembre, quando aveva messo in dubbio l’Olocauso e negato l’esistenza delle camere a gas nei campi di concentramento: «In mezzo a questa tremenda bufera causata dai miei commmenti imprudenti alla tv svedese – ha detto Williamson -, le chiedo di accettare con il dovuto rispetto la mia sincera manifestazione di rammarico per gli inutili problemi e angustie che ho causato a lei e al Santo Padre». Williamson ha voluto anche citare un passo preso dal profeta Giona: «Prendetemi e gettatemi nel mare, così il mare si calmerà per voi: perché so che è a causa mia che questa grande tempesta ci ha colpito».
Dall’altra c’è una notizia proveniente dall’interno della Fraternità San Pio X. Una notizia che evidenzia una volta di più quanto sia arduo gestire le varie sensibilità presenti nella stessa confraternita lefebvriana. Per evitare nuove polemiche e soprattutto nuove affermazioni equivoche da parte dei lefebvriani sulla Shoah, padre Davide Pagliarani, responsabile per l’Italia della Fraternità, d’intento col superiore generale Bernard Fellay, ha deciso di annullare il consueto raduno nazionale che si sarebbe dovuto tenere oggi a Rimini. La Fraternità – ha detto Pagliarani – illustrerà la propria posizione con una nota ufficiale nei prossimi giorni e per il momento «mantiene il silenzio stampa».

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