L’ecologismo di Ratzinger è un inno all’Humanae vitae (e contro i “gender”)

Dicono i bene informati che il viaggio in Brasile di un anno e mezzo fa (maggio 2007) abbia segnato nel profondo Benedetto XVI. È qui che il Papa ha compreso con evidenza quanto oggi alla Chiesa spetti lottare per difendere l’uomo inteso come creatura nello stesso modo con cui lo difese l’indimenticata Humanae vitae di Paolo VI. I problemi profondi del Brasile e del Sud America, infatti, non risiedono innanzitutto nel pur deplorevole attacco all’ambiente (nello specifico alla foresta Amazzonica) ma, lì come in altre parti del mondo, nel fatto che vada sempre più smarrendosi la fede nella creazione nella quale risiede il fondamento della responsabilità dell’uomo verso lo stesso ambiente (Humanae vitae, docet).
Non è un caso che ieri mattina Benedetto XVI, affrontando il nodo principale del suo parlare – ovvero il richiamo al rispetto dell’ordine naturale della creazione che, se disatteso, porta all’autodistruzione -, abbia ricordato le foreste tropicali: queste – ha detto – «meritano, sì, la nostra protezione, ma non la merita meno l’uomo come creatura, nella quale è iscritto un messaggio che non significa contraddizione della nostra libertà, ma la sua condizione».
Il Papa ha riassunto bene quanto voleva dire con questo termine: «Ecologia dell’uomo». Rispettare l’uomo significa rispettarne la natura, ovvero l’essere creato come uomo e donna. Non rispettare questo ordine (vi sono svariati modi per farlo) porta all’autodistruzione. Vivere, insomma, emancipandosi da questo ordine è sbagliato. È qui che Benedetto XVI ha fatto l’esempio dei “gender”: «Ciò che viene espresso con questo termine – ha detto – si risolve in definitiva nella autoemancipazione dell’uomo dal creato e dal Creatore». In questo modo l’uomo «vuole farsi da solo» ma altro non fa che vivere «contro la verità», «contro lo Spirito creatore».
C’è molto Pio XII in questo discorso papale. Il Pontefice che, forse più di altri, ha parlato con costante frequenza del «sano ecologismo» al quale l’uomo dovrebbe rifarsi. C’è, ovviamente, l’Humanae vitae nella quale Giovanni Battista Montini voleva difendere l’amore contro la sessualità come consumo, la natura dell’uomo contro la sua manipolazione. E ci sono gli appunti che il Papa ha scritto di ritorno dal viaggio in Brasile: un bagno di folla, entusiasmo alle stelle, ma anche la sempre più diffusa incapacità dell’uomo a riconoscersi come «disegnato da Dio».

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