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	<title>Commenti a: Intervista a padre Sale: «Fini sconcertante, conosce poco la storia»</title>
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	<description>Diario Vaticano di Paolo Rodari - Vatican Blog</description>
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		<title>Di: Hugo Giovanni afelice Yassin</title>
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		<dc:creator>Hugo Giovanni afelice Yassin</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 07:52:21 +0000</pubDate>
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		<description>La storia e&#039; la maestra della vita ci narra che  il Beatissimo Padre, tramite la segreteria dello stato diede ordine ai vescovi cattolici in Europa che i religiosi e le religiose dovevano  con cautela dare la massima assistenza nei conventi, nei seminari, nei collegi i refugi per tutti ebrai.

Bisogna ragionare e prendere i panni della Curia Romana in quel momento di terrori  e genocid di innocenti popoli che avevano la Spada di Democle sule loro teste.

Se il Vaticano  avesse agito chiaramente, avrebbe rischiato di essere violato la famigerata legge fascista per la discriminazione razziale.

Sia Pio XI che il Suo Successore  Pio XII che era il Suo segretario Generale della Santa Sede, emerito Nunzio Apostolici in Germania,fecero sotterfugio  con tutta la forza di agire con cautela  perche&#039; se il governo fascista  avesse saputo  the azioni  di aiuto ed emergenza  per salvare i  salvabili  ci sarebbero coinvolti moltissimi religiosi di ambo generi.

Pio XII accetto&#039; il piano  Britannico di uccidere  Hitler.  In fatti  la S.S. invio&#039; la notizia del complotto all&#039; allora arcivescovo di Cracovia, il predecessore  del Papa Giovanni Paulo II,

La notizia venne notificata del Nunzio Apostolico in Polonia. Purtroppo, l&#039;alto prelato  brucio&#039; il dispacio diplomatico per non fare male ai suoi preti e suore che sempre avevano dato la salveza dei popoli che furono capreti espiatori .

Un&#039;altra testimonianza tangible che la storia raconta e&#039; alcuni preti e suore  sono stati fucilati sia in Italia, in Francia, in Olando, in Polonia.

Reverendo Padre Massilliano Maria Colpo, OfM Conv. fu arrestato per vaer aiutato ebrei. Durante il suo arresto , un prigioniere ebreo evase. Tutti i prigionieri furono radunati ed il capo della  squadra calceralia dise loro se non ci fosse stato un volontario  tra lorto di poter andare alla fucilazione al posto dell&#039; evaso, lui avrebbe preso tra loro 12 prigionieri. Il frate francescano minore  disse che lui sarebbe nadato alla fucilazione  al posto di altri 12 uomini. Lo spietato capo tedesco oso&#039; di chiedere  al martire frate perche&#039; aveva  lui scelto di essere fucilato, il martire rispose che lui era celibe e prete e gli altri erano padri e mariti .

Altresi&#039; questa narazione e&#039; anedottica .  Prima di condannare  i due Somi Pontefici Romani, direi di scartabellare  le pagine delle storie che dicono i fatti verificati sotto il sole.

Moltisimi popoli  che non avevano leto e riletto attentamente  la storia, hanno confusione mentale degli  eventi accaduti nel mondo.

Il Papa che gli ebrei condanano ingiustamente era Papa  Benedetto XV,(1854-1922), predecesore di Pio XI  Il Padre del zionismo internazionale scrisse un libro intitolato : Lo Stato Israele, nel 1896 . Teodor Herzl. He was an Austriac giornalista ed avvocato . Era il corrispondente  di un quotidiano di Vienna. Fu il testimonio ocullare del processo di un capitano France-ebreo che era sotto processo per spionaggio. Una lettera  scritta olograficamente fu trovato in un cestino al commando generale  della forza tedesca  in Germania  che porto&#039; la&#039; notizie segrete militari.

Il giornalista si arabbio&#039; e returno&#039; in Vienna. Imediatamente, inizio&#039; di trattare con il governo russo affinche&#039; concedesse la Siberia come la terra degli ebrei. La Rusia rigetto&#039; il suo diabolico piano. Tento&#039; di chiedere il governo Britanico di aver Cipro , or Ugando, entrambe sotto il regime coloniale britannico.  Il governo di Londra rifiuto&#039;.

Gli rimasero due tentativi  di aver dal regno italiano l&#039;appoggio politico di ottenere la Palestina , abitata a quel momento in maggioranza  palestinesi, ma c&#039;eranoin minoranza di ebrei. L&#039;altro fiasco che fece fu di  contratare con SS  Papa Benedetto XV che si destinasse la Palestina, la terra di ebrei. Il Sommo Pontefice Romano gli spiego&#039; che il suo piano era un&#039;utopia irrealizzabile per le conseguenze deleterie del futuro in M.O. Era l&#039;anno 1902. il Padre di Israele mori&#039; nel 1905 . 

Alla fine del 2nda guerra mondiale, la Palestina faceva parte del&#039;impero Osmano. La Turchia fu sconfitta ed il governo di Londro invase.

Sir James Belfour, allora ministro degli esteri del governo Conservativo, nonche&#039; emerito Primo Minister diede la Palestina  come la terra dello Stato Ebreo, con la sua famigerata dichiarazine datata il novembre 02ndo , 1917, (Commemorazione dei Defunti).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La storia e&#8217; la maestra della vita ci narra che  il Beatissimo Padre, tramite la segreteria dello stato diede ordine ai vescovi cattolici in Europa che i religiosi e le religiose dovevano  con cautela dare la massima assistenza nei conventi, nei seminari, nei collegi i refugi per tutti ebrai.</p>
<p>Bisogna ragionare e prendere i panni della Curia Romana in quel momento di terrori  e genocid di innocenti popoli che avevano la Spada di Democle sule loro teste.</p>
<p>Se il Vaticano  avesse agito chiaramente, avrebbe rischiato di essere violato la famigerata legge fascista per la discriminazione razziale.</p>
<p>Sia Pio XI che il Suo Successore  Pio XII che era il Suo segretario Generale della Santa Sede, emerito Nunzio Apostolici in Germania,fecero sotterfugio  con tutta la forza di agire con cautela  perche&#8217; se il governo fascista  avesse saputo  the azioni  di aiuto ed emergenza  per salvare i  salvabili  ci sarebbero coinvolti moltissimi religiosi di ambo generi.</p>
<p>Pio XII accetto&#8217; il piano  Britannico di uccidere  Hitler.  In fatti  la S.S. invio&#8217; la notizia del complotto all&#8217; allora arcivescovo di Cracovia, il predecessore  del Papa Giovanni Paulo II,</p>
<p>La notizia venne notificata del Nunzio Apostolico in Polonia. Purtroppo, l&#8217;alto prelato  brucio&#8217; il dispacio diplomatico per non fare male ai suoi preti e suore che sempre avevano dato la salveza dei popoli che furono capreti espiatori .</p>
<p>Un&#8217;altra testimonianza tangible che la storia raconta e&#8217; alcuni preti e suore  sono stati fucilati sia in Italia, in Francia, in Olando, in Polonia.</p>
<p>Reverendo Padre Massilliano Maria Colpo, OfM Conv. fu arrestato per vaer aiutato ebrei. Durante il suo arresto , un prigioniere ebreo evase. Tutti i prigionieri furono radunati ed il capo della  squadra calceralia dise loro se non ci fosse stato un volontario  tra lorto di poter andare alla fucilazione al posto dell&#8217; evaso, lui avrebbe preso tra loro 12 prigionieri. Il frate francescano minore  disse che lui sarebbe nadato alla fucilazione  al posto di altri 12 uomini. Lo spietato capo tedesco oso&#8217; di chiedere  al martire frate perche&#8217; aveva  lui scelto di essere fucilato, il martire rispose che lui era celibe e prete e gli altri erano padri e mariti .</p>
<p>Altresi&#8217; questa narazione e&#8217; anedottica .  Prima di condannare  i due Somi Pontefici Romani, direi di scartabellare  le pagine delle storie che dicono i fatti verificati sotto il sole.</p>
<p>Moltisimi popoli  che non avevano leto e riletto attentamente  la storia, hanno confusione mentale degli  eventi accaduti nel mondo.</p>
<p>Il Papa che gli ebrei condanano ingiustamente era Papa  Benedetto XV,(1854-1922), predecesore di Pio XI  Il Padre del zionismo internazionale scrisse un libro intitolato : Lo Stato Israele, nel 1896 . Teodor Herzl. He was an Austriac giornalista ed avvocato . Era il corrispondente  di un quotidiano di Vienna. Fu il testimonio ocullare del processo di un capitano France-ebreo che era sotto processo per spionaggio. Una lettera  scritta olograficamente fu trovato in un cestino al commando generale  della forza tedesca  in Germania  che porto&#8217; la&#8217; notizie segrete militari.</p>
<p>Il giornalista si arabbio&#8217; e returno&#8217; in Vienna. Imediatamente, inizio&#8217; di trattare con il governo russo affinche&#8217; concedesse la Siberia come la terra degli ebrei. La Rusia rigetto&#8217; il suo diabolico piano. Tento&#8217; di chiedere il governo Britanico di aver Cipro , or Ugando, entrambe sotto il regime coloniale britannico.  Il governo di Londra rifiuto&#8217;.</p>
<p>Gli rimasero due tentativi  di aver dal regno italiano l&#8217;appoggio politico di ottenere la Palestina , abitata a quel momento in maggioranza  palestinesi, ma c&#8217;eranoin minoranza di ebrei. L&#8217;altro fiasco che fece fu di  contratare con SS  Papa Benedetto XV che si destinasse la Palestina, la terra di ebrei. Il Sommo Pontefice Romano gli spiego&#8217; che il suo piano era un&#8217;utopia irrealizzabile per le conseguenze deleterie del futuro in M.O. Era l&#8217;anno 1902. il Padre di Israele mori&#8217; nel 1905 . </p>
<p>Alla fine del 2nda guerra mondiale, la Palestina faceva parte del&#8217;impero Osmano. La Turchia fu sconfitta ed il governo di Londro invase.</p>
<p>Sir James Belfour, allora ministro degli esteri del governo Conservativo, nonche&#8217; emerito Primo Minister diede la Palestina  come la terra dello Stato Ebreo, con la sua famigerata dichiarazine datata il novembre 02ndo , 1917, (Commemorazione dei Defunti).</p>
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		<title>Di: giuliano santus</title>
		<link>http://www.paolorodari.com/2008/12/17/intervista-a-padre-sale-%c2%abfini-sconcertante-conosce-poco-la-storia%c2%bb/comment-page-1/#comment-2021</link>
		<dc:creator>giuliano santus</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 12:26:43 +0000</pubDate>
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		<description>Fini e Veltroni che si alleano contro la verità.
Mi rammentano Molotov e Ribentrop.
Allora fu tragedia.Oggi farsa, caricatura.
Quando i vescovi olandesi parlarono ,ci furono 20 mila persone -ebrei e cattolici- rastrellati.Se il Papa avesse parlato apertamente,in Italia ci sarebbe stata una tragedia ben più grave e non avremmo avuto i tanti ospitati e salvati nei monasteri , nei conventi e nelle chiese parrocchiali.
Prima ebrei,militari,uomini della resistenza ,antifascisti veri. Poi altri militari -tedeschi e italiani - e loro famiglie . Sempre perseguitati.Perchè questa è la Chiesa.
La resistenza non la si fa solo con le armi o con i proclami pubblici reboanti.
Spesso l&#039;opera tacita , il passa parola riservato , il discorso morale ottengono risultati ben più importanti.
Sarebbe molto meglio per tutti se ciascuno ,prima di parlare , studiasse con l&#039;umiltà di chi fa ricerca per trovare la verità e non le conferme ai propri comodi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fini e Veltroni che si alleano contro la verità.<br />
Mi rammentano Molotov e Ribentrop.<br />
Allora fu tragedia.Oggi farsa, caricatura.<br />
Quando i vescovi olandesi parlarono ,ci furono 20 mila persone -ebrei e cattolici- rastrellati.Se il Papa avesse parlato apertamente,in Italia ci sarebbe stata una tragedia ben più grave e non avremmo avuto i tanti ospitati e salvati nei monasteri , nei conventi e nelle chiese parrocchiali.<br />
Prima ebrei,militari,uomini della resistenza ,antifascisti veri. Poi altri militari -tedeschi e italiani &#8211; e loro famiglie . Sempre perseguitati.Perchè questa è la Chiesa.<br />
La resistenza non la si fa solo con le armi o con i proclami pubblici reboanti.<br />
Spesso l&#8217;opera tacita , il passa parola riservato , il discorso morale ottengono risultati ben più importanti.<br />
Sarebbe molto meglio per tutti se ciascuno ,prima di parlare , studiasse con l&#8217;umiltà di chi fa ricerca per trovare la verità e non le conferme ai propri comodi.</p>
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	<item>
		<title>Di: edoneb</title>
		<link>http://www.paolorodari.com/2008/12/17/intervista-a-padre-sale-%c2%abfini-sconcertante-conosce-poco-la-storia%c2%bb/comment-page-1/#comment-2006</link>
		<dc:creator>edoneb</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 19:49:58 +0000</pubDate>
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		<description>Non conosco le intenzioni di Fini, ma quel che ha detto risponde a verità. 

Per ricostruire il ruolo svolto dal Vaticano nella genesi della legislazione razzista italiana, ad esempio, ci si può modestamente limitare a quanto è noto da lungo tempo, ossia a quanto pubblicato già nel 1961 da Renzo De Felice in appendice alla sua Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, (Einaudi), a pp. 561-566. Infatti da quei documenti traspare che le “leggi razziali”, firmate da Mussolini e da Vittorio Emanuele III il 10 novembre 1938, furono elaborate con la consulenza se non con la collaborazione di eminenti personalità del Vaticano.

Già un mese prima della loro promulgazione, quando la sostanza dei provvedimenti contro gli ebrei già era stata anticipata nella “Dichiarazione sulla razza” del 6 ottobre, Galeazzo Ciano annotava in una lettera (telespresso n. 00542/c del 12 ottobre 1938) inviata a Mussolini e al Governo: “Come ho già avuto l’onore di riferire, le recenti deliberazioni del Gran Consiglio in tema di difesa della razza non hanno trovato in complesso in Vaticano sfavorevoli accoglienze”. Citando poi il futuro Papa Paolo VI, Ciano specifica: “Da Monsignor Montini, sostituto per gli Affari Ordinari alla Segreteria di Stato, ho avuto conferma di tali impressioni e più particolarmente che le maggiori per non dire uniche preoccupazioni della Santa Sede si riferiscono al caso di matrimoni con ebrei convertiti”.

Come scrisse nella lettera indirizzata a Mussolini (il 9 novembre) il gesuita Padre Pietro Tacchi Venturi, capo della delegazione pontificia che trattò la materia con il Governo, i negoziatori vaticani non intendevano mettere in questione “il principio voluto dal legislatore, cioè che si tolgano i matrimoni misti” (unioni del resto da sempre avversate dalla Chiesa stessa) ma esigevano che si facessero delle eccezioni per gli ebrei convertiti e battezzati nella fede cattolica. Queste eccezioni, proseguiva Padre Venturi, non avrebbero riguardato neppure 100 matrimoni in un anno “una vera goccia d’acqua in mezzo al mare!”.

La restrizione del suo potere decisionale su quali matrimoni andavano permessi e quali negati è stata fortemente risentita in Vaticano come un “Vulnus” al Concordato lateranense del 1929. L’offesa era ritenuta molto grave, tanto da scatenare una reazione molto energica materializzatasi con uno scambio epistolare ad altissimo livello tra Pio XI, Vittorio Emanuele III e Mussolini.

Vista l’incapacità dei negoziatori vaticani di ottenere quanto desiderato, il 4 novembre, Papa Pio XI, al secolo Achille Ratti, prese carta e penna per scrivere al Duce. Dal tono della lettera nonché dall’appellativo “diletto figlio” e dal pronome “tu” si deduce che i rapporti tra i due uomini erano improntati ad affettuosa confidenza. Il Pontefice esordiva chiedendo a Mussolini di “adoperarTi efficacemente a sollevare l’animo Nostro gravato da penosissima cura” poiché “L’art. 7 del disegno di legge, che lunedì prossimo dovrà essere presentato all’approvazione del Consiglio dei Ministri, viene evidentemente a ledere quel solenne patto [il Concordato tra Stato e Chiesa NdA].” Per rimediare sarebbe bastato sostituire il “testo del predetto articolo pronto per l’approvazione”, con quello già sottoposto al governo in precedenza ma che, recriminava il Papa, “purtroppo non siamo stati consolati di veder accettato”. Ad ogni buon conto Pio XI si premurò di accludere alla lettera l’articolo compilato secondo le pretese vaticane.

Lo stesso allegato il Papa lo unì anche alla lettera che scrisse il giorno dopo a Re Vittorio Emanuele III. Da questa seconda missiva si apprende in modo più specifico che il Governo non aveva adottato integralmente il testo dell’Art. 7 che gli era stato trasmesso dai negoziatori capitanati da Padre Tacchi Venturi. Più precisamente, l’articolo era stato accettato sino alle parole “per legittimazione di prole” ma era stata soppressa la frase “o anche nel caso in cui ambedue i contraenti, sebbene di ‘razza diversa’ professano la religione cattolica”.

Tre giorni più tardi, il 7 novembre Mussolini scrisse al Re per autorizzarlo a rispondere al Papa e per esprimere il suo disappunto che, pur avendo egli “accettato due delle richieste pontificie,” il Vaticano “tiri alquanto la corda quando si tratta dell’Italia e molli completamente in altri casi.” Secondo lui accettando anche la terza richiesta sarebbe stata la legge a essere “vulnerata”.

La lettera, inviata lo stesso giorno da Vittorio Emanuele III a Pio XI, conteneva il messaggio suggerito da Mussolini: “Della lettera di Vostra Santità sarà tenuto il massimo conto ai fini di una soluzione conciliativa dei due punti di vista”.

Da questa corrispondenza si apprende che il Vaticano, di fronte al contenuto delle “leggi razziali italiane,” non si è dissociato né si è tenuto prudentemente distante per non esserne coinvolto e macchiato. Al contrario, ed al più alto livello, ossia nella persona stessa del Pontefice in carica, ha collaborato alla loro stesura addirittura proponendo emendamenti e formulando le frasi degli articoli (vedi l’Art. 7 ripetutamente citato da Pio XI nelle sue lettere). In questo modo ha dato implicitamente la sua approvazione al contenuto delle leggi ad eccezione del punto controverso sui matrimoni degli ebrei convertiti.

Questa ultima, d’altronde, è stata la sola obiezione nota della Santa Sede in margine a tutta la vicenda delle “leggi razziali”. Tanto le disposizioni che limitavano i diritti civili ed escludevano gli ebrei da tutte le scuole del regno, dai pubblici impieghi e dall’esercito, quanto le espulsioni di ebrei stranieri e la revoca della cittadinanza a quelli naturalizzati dopo il 1919 non furono mai deplorate dalla Chiesa, e neppure lo furono le limitazioni in campo economico imposte ai cittadini “non ariani” e il censimento degli ebrei del 22 agosto 1938. “Una vera goccia in mezzo al mare!”</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non conosco le intenzioni di Fini, ma quel che ha detto risponde a verità. </p>
<p>Per ricostruire il ruolo svolto dal Vaticano nella genesi della legislazione razzista italiana, ad esempio, ci si può modestamente limitare a quanto è noto da lungo tempo, ossia a quanto pubblicato già nel 1961 da Renzo De Felice in appendice alla sua Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo, (Einaudi), a pp. 561-566. Infatti da quei documenti traspare che le “leggi razziali”, firmate da Mussolini e da Vittorio Emanuele III il 10 novembre 1938, furono elaborate con la consulenza se non con la collaborazione di eminenti personalità del Vaticano.</p>
<p>Già un mese prima della loro promulgazione, quando la sostanza dei provvedimenti contro gli ebrei già era stata anticipata nella “Dichiarazione sulla razza” del 6 ottobre, Galeazzo Ciano annotava in una lettera (telespresso n. 00542/c del 12 ottobre 1938) inviata a Mussolini e al Governo: “Come ho già avuto l’onore di riferire, le recenti deliberazioni del Gran Consiglio in tema di difesa della razza non hanno trovato in complesso in Vaticano sfavorevoli accoglienze”. Citando poi il futuro Papa Paolo VI, Ciano specifica: “Da Monsignor Montini, sostituto per gli Affari Ordinari alla Segreteria di Stato, ho avuto conferma di tali impressioni e più particolarmente che le maggiori per non dire uniche preoccupazioni della Santa Sede si riferiscono al caso di matrimoni con ebrei convertiti”.</p>
<p>Come scrisse nella lettera indirizzata a Mussolini (il 9 novembre) il gesuita Padre Pietro Tacchi Venturi, capo della delegazione pontificia che trattò la materia con il Governo, i negoziatori vaticani non intendevano mettere in questione “il principio voluto dal legislatore, cioè che si tolgano i matrimoni misti” (unioni del resto da sempre avversate dalla Chiesa stessa) ma esigevano che si facessero delle eccezioni per gli ebrei convertiti e battezzati nella fede cattolica. Queste eccezioni, proseguiva Padre Venturi, non avrebbero riguardato neppure 100 matrimoni in un anno “una vera goccia d’acqua in mezzo al mare!”.</p>
<p>La restrizione del suo potere decisionale su quali matrimoni andavano permessi e quali negati è stata fortemente risentita in Vaticano come un “Vulnus” al Concordato lateranense del 1929. L’offesa era ritenuta molto grave, tanto da scatenare una reazione molto energica materializzatasi con uno scambio epistolare ad altissimo livello tra Pio XI, Vittorio Emanuele III e Mussolini.</p>
<p>Vista l’incapacità dei negoziatori vaticani di ottenere quanto desiderato, il 4 novembre, Papa Pio XI, al secolo Achille Ratti, prese carta e penna per scrivere al Duce. Dal tono della lettera nonché dall’appellativo “diletto figlio” e dal pronome “tu” si deduce che i rapporti tra i due uomini erano improntati ad affettuosa confidenza. Il Pontefice esordiva chiedendo a Mussolini di “adoperarTi efficacemente a sollevare l’animo Nostro gravato da penosissima cura” poiché “L’art. 7 del disegno di legge, che lunedì prossimo dovrà essere presentato all’approvazione del Consiglio dei Ministri, viene evidentemente a ledere quel solenne patto [il Concordato tra Stato e Chiesa NdA].” Per rimediare sarebbe bastato sostituire il “testo del predetto articolo pronto per l’approvazione”, con quello già sottoposto al governo in precedenza ma che, recriminava il Papa, “purtroppo non siamo stati consolati di veder accettato”. Ad ogni buon conto Pio XI si premurò di accludere alla lettera l’articolo compilato secondo le pretese vaticane.</p>
<p>Lo stesso allegato il Papa lo unì anche alla lettera che scrisse il giorno dopo a Re Vittorio Emanuele III. Da questa seconda missiva si apprende in modo più specifico che il Governo non aveva adottato integralmente il testo dell’Art. 7 che gli era stato trasmesso dai negoziatori capitanati da Padre Tacchi Venturi. Più precisamente, l’articolo era stato accettato sino alle parole “per legittimazione di prole” ma era stata soppressa la frase “o anche nel caso in cui ambedue i contraenti, sebbene di ‘razza diversa’ professano la religione cattolica”.</p>
<p>Tre giorni più tardi, il 7 novembre Mussolini scrisse al Re per autorizzarlo a rispondere al Papa e per esprimere il suo disappunto che, pur avendo egli “accettato due delle richieste pontificie,” il Vaticano “tiri alquanto la corda quando si tratta dell’Italia e molli completamente in altri casi.” Secondo lui accettando anche la terza richiesta sarebbe stata la legge a essere “vulnerata”.</p>
<p>La lettera, inviata lo stesso giorno da Vittorio Emanuele III a Pio XI, conteneva il messaggio suggerito da Mussolini: “Della lettera di Vostra Santità sarà tenuto il massimo conto ai fini di una soluzione conciliativa dei due punti di vista”.</p>
<p>Da questa corrispondenza si apprende che il Vaticano, di fronte al contenuto delle “leggi razziali italiane,” non si è dissociato né si è tenuto prudentemente distante per non esserne coinvolto e macchiato. Al contrario, ed al più alto livello, ossia nella persona stessa del Pontefice in carica, ha collaborato alla loro stesura addirittura proponendo emendamenti e formulando le frasi degli articoli (vedi l’Art. 7 ripetutamente citato da Pio XI nelle sue lettere). In questo modo ha dato implicitamente la sua approvazione al contenuto delle leggi ad eccezione del punto controverso sui matrimoni degli ebrei convertiti.</p>
<p>Questa ultima, d’altronde, è stata la sola obiezione nota della Santa Sede in margine a tutta la vicenda delle “leggi razziali”. Tanto le disposizioni che limitavano i diritti civili ed escludevano gli ebrei da tutte le scuole del regno, dai pubblici impieghi e dall’esercito, quanto le espulsioni di ebrei stranieri e la revoca della cittadinanza a quelli naturalizzati dopo il 1919 non furono mai deplorate dalla Chiesa, e neppure lo furono le limitazioni in campo economico imposte ai cittadini “non ariani” e il censimento degli ebrei del 22 agosto 1938. “Una vera goccia in mezzo al mare!”</p>
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		<title>Di: Saverio</title>
		<link>http://www.paolorodari.com/2008/12/17/intervista-a-padre-sale-%c2%abfini-sconcertante-conosce-poco-la-storia%c2%bb/comment-page-1/#comment-2002</link>
		<dc:creator>Saverio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 17:35:44 +0000</pubDate>
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		<description>Bravo Bento! Sono d&#039;accordo con te, pienamente. Giulio Presidente!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Bento! Sono d&#8217;accordo con te, pienamente. Giulio Presidente!</p>
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		<title>Di: Bento</title>
		<link>http://www.paolorodari.com/2008/12/17/intervista-a-padre-sale-%c2%abfini-sconcertante-conosce-poco-la-storia%c2%bb/comment-page-1/#comment-1994</link>
		<dc:creator>Bento</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 15:03:46 +0000</pubDate>
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		<description>Ormai di Fini non mi stupisco più. Fortunatamente essendo presidente della Camera è abbastanza tagliato fuori da una successione a Berlusconi. Ruolo che credo e spero vada a Giulio Tremonti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai di Fini non mi stupisco più. Fortunatamente essendo presidente della Camera è abbastanza tagliato fuori da una successione a Berlusconi. Ruolo che credo e spero vada a Giulio Tremonti.</p>
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		<title>Di: Paolo Rodari</title>
		<link>http://www.paolorodari.com/2008/12/17/intervista-a-padre-sale-%c2%abfini-sconcertante-conosce-poco-la-storia%c2%bb/comment-page-1/#comment-1962</link>
		<dc:creator>Paolo Rodari</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 17:10:26 +0000</pubDate>
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		<description>e aprì pure alle coppie di fatto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e aprì pure alle coppie di fatto&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Sebastiano Sanna</title>
		<link>http://www.paolorodari.com/2008/12/17/intervista-a-padre-sale-%c2%abfini-sconcertante-conosce-poco-la-storia%c2%bb/comment-page-1/#comment-1961</link>
		<dc:creator>Sebastiano Sanna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 17:07:31 +0000</pubDate>
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		<description>Ricordo che Gianfranco Fini votò tre sì e un no ai referendum sulla fecondazione assistita, a costo di aprire nel suo partito una guerra intestina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo che Gianfranco Fini votò tre sì e un no ai referendum sulla fecondazione assistita, a costo di aprire nel suo partito una guerra intestina</p>
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	<item>
		<title>Di: gianni</title>
		<link>http://www.paolorodari.com/2008/12/17/intervista-a-padre-sale-%c2%abfini-sconcertante-conosce-poco-la-storia%c2%bb/comment-page-1/#comment-1959</link>
		<dc:creator>gianni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 14:20:25 +0000</pubDate>
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		<description>temo che fini stia giocando al colpo al cerchio colpo alla botte. fa il furbetto , il super partes . una volta definisce il fascismo male assoluto, per ben mostrarsi al pubblico come uomo nuovo, distante da un parentesi storica poco apprezzata dai piu. ora sembra voler mostrare una certa distanza dalla chiesa. vedo un obiettivo comune nelle due azioni, quello di mostrarsi al di sopra delle parti , scevro da chiusure mentali e clichés vari. povero illuso. fini non mi è mai piaciuto e se sto tipetto rappresentata il post-berlusconi, che Dio ci aiuti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>temo che fini stia giocando al colpo al cerchio colpo alla botte. fa il furbetto , il super partes . una volta definisce il fascismo male assoluto, per ben mostrarsi al pubblico come uomo nuovo, distante da un parentesi storica poco apprezzata dai piu. ora sembra voler mostrare una certa distanza dalla chiesa. vedo un obiettivo comune nelle due azioni, quello di mostrarsi al di sopra delle parti , scevro da chiusure mentali e clichés vari. povero illuso. fini non mi è mai piaciuto e se sto tipetto rappresentata il post-berlusconi, che Dio ci aiuti.</p>
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	<item>
		<title>Di: Saverio</title>
		<link>http://www.paolorodari.com/2008/12/17/intervista-a-padre-sale-%c2%abfini-sconcertante-conosce-poco-la-storia%c2%bb/comment-page-1/#comment-1957</link>
		<dc:creator>Saverio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 12:26:55 +0000</pubDate>
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		<description>Non mi stupisco più di nulla. Fini ha iniziato a tradire la nostra cultura accettando di omettere il richiamo alle radici cristiane nel preambolo della Costituzione Europea. Ora dimostra anche di non conoscere la storia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi stupisco più di nulla. Fini ha iniziato a tradire la nostra cultura accettando di omettere il richiamo alle radici cristiane nel preambolo della Costituzione Europea. Ora dimostra anche di non conoscere la storia.</p>
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		<title>Di: matteo</title>
		<link>http://www.paolorodari.com/2008/12/17/intervista-a-padre-sale-%c2%abfini-sconcertante-conosce-poco-la-storia%c2%bb/comment-page-1/#comment-1956</link>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 12:08:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolorodari.com/?p=545#comment-1956</guid>
		<description>I fatti stanno a zero.
Fondamentalmente dall&#039;uscita dei vari regi decreti razzisti, la voce pubblica della Gerarchia Cattolica per indirizzare le coscienze dei cattolici, è venuta clamorosamente a mancare, quindi i cattolici sono andati in ordine sparso, ciascuno con il proprio senso buono o di buon antisemita come accadeva allora.
I discorsi privati del Papa con suore o seminaristi che siano, non sono realtà pubbliche al popolo cattolico.
Ergo, dalla Gerarchia non vi fu reazione alle leggi raziali che rimasero in vigore per quasi una decina di anni.
matteo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I fatti stanno a zero.<br />
Fondamentalmente dall&#8217;uscita dei vari regi decreti razzisti, la voce pubblica della Gerarchia Cattolica per indirizzare le coscienze dei cattolici, è venuta clamorosamente a mancare, quindi i cattolici sono andati in ordine sparso, ciascuno con il proprio senso buono o di buon antisemita come accadeva allora.<br />
I discorsi privati del Papa con suore o seminaristi che siano, non sono realtà pubbliche al popolo cattolico.<br />
Ergo, dalla Gerarchia non vi fu reazione alle leggi raziali che rimasero in vigore per quasi una decina di anni.<br />
matteo</p>
]]></content:encoded>
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