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	<title>Commenti a: Joseph, Marcello e Camillo rileggono Pera</title>
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	<description>Diario Vaticano di Paolo Rodari - Vatican Blog</description>
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		<title>Di: Grozio</title>
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		<dc:creator>Grozio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 11:23:20 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Luigi, certamente: Cammino, Milano 1997 34ª ed., n. 335.</description>
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		<title>Di: Luigi</title>
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		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 11:11:03 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;un’ora di studio equivale ad un’ora di preghiera&quot;

questa non la sapevo Grozio: molto interessante, hai per caso il riferimento preciso?

grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;un’ora di studio equivale ad un’ora di preghiera&#8221;</p>
<p>questa non la sapevo Grozio: molto interessante, hai per caso il riferimento preciso?</p>
<p>grazie</p>
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		<title>Di: Grozio</title>
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		<dc:creator>Grozio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 15:43:10 +0000</pubDate>
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		<description>Troppo gentile, caro Luigi. Il fatto è che sempre più spesso ho l&#039;impressione che molti cattolici si preoccupino maggiormente di dialogare per dimostrare quella tolleranza di cui tanto vanno orgogliosi, e dimentichino con grande facilità la responsabilità di insegnare e fare apostolato. Oltre che di pregare e di studiare, ça va sans dire. A questo proposito, mi piace ricordare come Sant&#039;Escriva de Balaguer usasse dire che per l&#039;apostolo moderno, un&#039;ora di studio equivale ad un&#039;ora di preghiera.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Troppo gentile, caro Luigi. Il fatto è che sempre più spesso ho l&#8217;impressione che molti cattolici si preoccupino maggiormente di dialogare per dimostrare quella tolleranza di cui tanto vanno orgogliosi, e dimentichino con grande facilità la responsabilità di insegnare e fare apostolato. Oltre che di pregare e di studiare, ça va sans dire. A questo proposito, mi piace ricordare come Sant&#8217;Escriva de Balaguer usasse dire che per l&#8217;apostolo moderno, un&#8217;ora di studio equivale ad un&#8217;ora di preghiera.</p>
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		<title>Di: Luigi</title>
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		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 16:52:34 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Siamo cristiani, abbiamo una responsabilità.&quot;

splendido Grozio!</description>
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<p>splendido Grozio!</p>
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		<title>Di: raffaele savigni</title>
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		<dc:creator>raffaele savigni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 22:06:28 +0000</pubDate>
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		<description>Pera continua a non convincermi e a non piacermi. Non capisco che cosa il papa e Ruini ci trovino di così interessante... Oltretutto Pera contraddice affermazioni importanti del magistero concilioare e pontificio (anche dello stesso Benedetto XVI...).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pera continua a non convincermi e a non piacermi. Non capisco che cosa il papa e Ruini ci trovino di così interessante&#8230; Oltretutto Pera contraddice affermazioni importanti del magistero concilioare e pontificio (anche dello stesso Benedetto XVI&#8230;).</p>
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		<title>Di: Grozio</title>
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		<dc:creator>Grozio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 15:57:31 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Gigi - credo che la divisione &quot;manichea&quot; proposta da Ruini corrisponda a pura verità, nel momento in cui, a fronte degli &quot;eroici&quot; laici con una sensibilità ed intelligenza sopraffina che hanno inteso il valore antropologico delle radici cristiane (vedi Ferrara, Galli della Loggia, Pera, per arrivare a Ruini che laico non è ma ragiona da laico), abbiamo ei laici/laicisti confortati da una parte di cattolici, che in nome di un dialogo che corrisponde sempre e comunque a &quot;cedimento&quot;, portano avanti un processo di riduzione del cristianesimo a mera etica comportamentale, da vivere privatamente. Quest&#039;ultima, sempre tesa al compromesso, all&#039;accordo, ad una forma di malleabilità che le permetta di adattarsi ai tempi e raccogliere consensi ovunque. Quest&#039;ultimo elemento in particolare sarebbe splendido se l&#039;apostolato venisse condotto insegnando, divulgando e fornendo esempi. Tuttavia nessuna delle tre cose viene in realtà fatta, ed anzi l&#039;aspetto dottrinale autentico è un annacquamento puro. La conseguenza è molto semplice: questo dialogo incessante, insistito, urlato, porta solo ad una relativizzazione dei valori portanti della nostra fede, e ne usciamo a pezzi noi per primi. Questa &quot;strategia&quot;, caro Gigi, è risultata fallimentare sul piano storico. Vedi la commistione con gli ideali comunisti, vedi la laicizzazione anticlericale che pervade la società, vedi l&#039;incapacità di inserire le radici cristiane nel preambolo della Costituzione Europea in sede di costituente, vedi tanti altri esempi che hanno luogo nella nostra società tutti i giorni. L&#039;approccio di chi invece &quot;cerca di mantenere e rimotivare questa presenza”, ha un&#039;altra essenza, più efficace e più autenticamente cristiana. Mira al bene dell&#039;uomo, mira alla distinzione tra fini e mezzi, punta ad un confronto sul terreno culturale ma non certo su quello dottinale e dogmatico. Siamo cristiani, abbiamo una repsonsabilità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gigi &#8211; credo che la divisione &#8220;manichea&#8221; proposta da Ruini corrisponda a pura verità, nel momento in cui, a fronte degli &#8220;eroici&#8221; laici con una sensibilità ed intelligenza sopraffina che hanno inteso il valore antropologico delle radici cristiane (vedi Ferrara, Galli della Loggia, Pera, per arrivare a Ruini che laico non è ma ragiona da laico), abbiamo ei laici/laicisti confortati da una parte di cattolici, che in nome di un dialogo che corrisponde sempre e comunque a &#8220;cedimento&#8221;, portano avanti un processo di riduzione del cristianesimo a mera etica comportamentale, da vivere privatamente. Quest&#8217;ultima, sempre tesa al compromesso, all&#8217;accordo, ad una forma di malleabilità che le permetta di adattarsi ai tempi e raccogliere consensi ovunque. Quest&#8217;ultimo elemento in particolare sarebbe splendido se l&#8217;apostolato venisse condotto insegnando, divulgando e fornendo esempi. Tuttavia nessuna delle tre cose viene in realtà fatta, ed anzi l&#8217;aspetto dottrinale autentico è un annacquamento puro. La conseguenza è molto semplice: questo dialogo incessante, insistito, urlato, porta solo ad una relativizzazione dei valori portanti della nostra fede, e ne usciamo a pezzi noi per primi. Questa &#8220;strategia&#8221;, caro Gigi, è risultata fallimentare sul piano storico. Vedi la commistione con gli ideali comunisti, vedi la laicizzazione anticlericale che pervade la società, vedi l&#8217;incapacità di inserire le radici cristiane nel preambolo della Costituzione Europea in sede di costituente, vedi tanti altri esempi che hanno luogo nella nostra società tutti i giorni. L&#8217;approccio di chi invece &#8220;cerca di mantenere e rimotivare questa presenza”, ha un&#8217;altra essenza, più efficace e più autenticamente cristiana. Mira al bene dell&#8217;uomo, mira alla distinzione tra fini e mezzi, punta ad un confronto sul terreno culturale ma non certo su quello dottinale e dogmatico. Siamo cristiani, abbiamo una repsonsabilità.</p>
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		<title>Di: Francesco73</title>
		<link>http://www.paolorodari.com/2008/12/05/joseph-marcello-e-camillo-rileggono-pera/comment-page-1/#comment-1873</link>
		<dc:creator>Francesco73</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 15:55:01 +0000</pubDate>
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		<description>La lettera del Papa l&#039;ho vista e lo stile, sinceramente, non mi è parso completamente suo.
Forse dipenderà dalla traduzione.

Quanto al mondo teocon, io mi ritrovo nelle preoccupazioni di fondo, ma non nell&#039;etichetta, che trovo del tutto non-italiana.

Per quanto concerne Ruini, io - che sono un suo perenne seguace - lo apprezzo di più quando è veramente sè stesso, e cioè più nobilmente democristiano e meno schiettamente periano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La lettera del Papa l&#8217;ho vista e lo stile, sinceramente, non mi è parso completamente suo.<br />
Forse dipenderà dalla traduzione.</p>
<p>Quanto al mondo teocon, io mi ritrovo nelle preoccupazioni di fondo, ma non nell&#8217;etichetta, che trovo del tutto non-italiana.</p>
<p>Per quanto concerne Ruini, io &#8211; che sono un suo perenne seguace &#8211; lo apprezzo di più quando è veramente sè stesso, e cioè più nobilmente democristiano e meno schiettamente periano.</p>
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		<title>Di: Paolo Rodari</title>
		<link>http://www.paolorodari.com/2008/12/05/joseph-marcello-e-camillo-rileggono-pera/comment-page-1/#comment-1872</link>
		<dc:creator>Paolo Rodari</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 13:55:49 +0000</pubDate>
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		<description>Per Gigi: non condivido il tuo commento, ma mi piace il tuo argomentare. Continua a crivere, dunque.
Quanto ai lettori del centro detsra del Rifomista direi una cosa: secondo me alcuni sonio di centro destra ma molti altri sono di centro sinistra, però intelligenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Gigi: non condivido il tuo commento, ma mi piace il tuo argomentare. Continua a crivere, dunque.<br />
Quanto ai lettori del centro detsra del Rifomista direi una cosa: secondo me alcuni sonio di centro destra ma molti altri sono di centro sinistra, però intelligenti.</p>
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		<title>Di: Gigi</title>
		<link>http://www.paolorodari.com/2008/12/05/joseph-marcello-e-camillo-rileggono-pera/comment-page-1/#comment-1871</link>
		<dc:creator>Gigi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 13:10:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.paolorodari.com/?p=538#comment-1871</guid>
		<description>Anch&#039;io son piacevolmente sospreso dal gran numero di lettori del Riformista che si collocano nel centrodestra. Ora invece sono curioso di vedere quanti lettori commenteranno l&#039;enfasi data alla presentazione del libro di Pera, tanto da dedicare un&#039;intera pagina al commento del card. Ruini. Per parte mia non reputo né l&#039;uno né l&#039;altro giganti del pensiero: ottime persone, per carità (Ruini senz&#039;altro), ma certo non li schiererei tra le eccellenze. Soprattutto quando Ruini ripropone la divisione, manichea e non fondata, tra &quot;chi vorrebbe espungere il cristianesimo dalla nostra cultura pubblica&quot; e &quot;chi cerca di mantenere e rimotivare questa presenza&quot;: una sua personalissima ossessione che gli permette di ergersi a eroe della seconda schiera. Quanto al Papa, è senz&#039;altro un ottimo teologo: ma perché introdurre - con una prosa che è delizioso esempio di come un tedesco pensa che sia l&#039;italiano forbito - uno scritto come quello di Pera? L&#039;umiltà è certo una virtù da praticare, ma ci sono altri modi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io son piacevolmente sospreso dal gran numero di lettori del Riformista che si collocano nel centrodestra. Ora invece sono curioso di vedere quanti lettori commenteranno l&#8217;enfasi data alla presentazione del libro di Pera, tanto da dedicare un&#8217;intera pagina al commento del card. Ruini. Per parte mia non reputo né l&#8217;uno né l&#8217;altro giganti del pensiero: ottime persone, per carità (Ruini senz&#8217;altro), ma certo non li schiererei tra le eccellenze. Soprattutto quando Ruini ripropone la divisione, manichea e non fondata, tra &#8220;chi vorrebbe espungere il cristianesimo dalla nostra cultura pubblica&#8221; e &#8220;chi cerca di mantenere e rimotivare questa presenza&#8221;: una sua personalissima ossessione che gli permette di ergersi a eroe della seconda schiera. Quanto al Papa, è senz&#8217;altro un ottimo teologo: ma perché introdurre &#8211; con una prosa che è delizioso esempio di come un tedesco pensa che sia l&#8217;italiano forbito &#8211; uno scritto come quello di Pera? L&#8217;umiltà è certo una virtù da praticare, ma ci sono altri modi.</p>
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