Intervista ad Arthur Brooks, presidente del feudo dei neoconservatori americani: «La destra risorgerà proprio grazie a Obama»

«Ronald Reagan? Of course. Se dovessi dire a quale presidente degli Stati Uniti vorrei si rifacesse il leader della destra americana del futuro, colui cioè che sarà chiamato tra qualche anno a competere con Barack Obama per il posto alla Casa Bianca, indicherei senz’altro lui. Ma non lo farei per dire che serve Reagan. Quanto per ricordare che oggi serve un leader che sappia rispondere alle sfide che l’America sente come impellenti nello stesso modo con il quale lui sapeva rispondere alle sfide del suo tempo. Serve un eroe, insomma, come era Reagan. Oggi, però, capace di comprendere le due sfide del nostro tempo: la povertà e il materialismo. Dovrà saper trascendere la logica del mero perseguimento della crescita economica attraverso l’uso del potere militare. E usare di entrambi – crescita economica e potere militare – per il loro fine ultimo che si può riassumere in due parole: felicità e libertà. Dovrà credere in questi due diritti affinché gli Stati Uniti tornino a essere una benedizione per il mondo intero. Gli Usa non sono un paese perfetto ma, pur con tutte le sue imperfezioni, può tornare a lavorare per il bene del mondo intero».
Arthur Brooks è in Italia per incontrare i suoi amici del centro studi Tocqueville-Acton di cui è membro del comitato scientifico. Docente di economia alla Syracuse University, cattolico, è succeduto da qualche mese a Christopher DeMuth alla presidenza dell’American Enterprise Institute, ovvero il centro studi celebre per essere il feudo dei neoconservatori americani. Col Riformista parla della sua idea di destra americana, di quel che resta di essa dopo Obama e di quel che ne sarà di qui a domani. Ne parla ricordando che il futuro della destra dipende da quanto sarà in grado di perseguire quei diritti fondamentali della Dichiarazione americana d’Indipendenza dei quali, negli ultimi anni, pare essersi persa la memoria: felicità e libertà, appunto».
La vittoria di Obama, per Brooks, è salutare. «La destra con George W. Bush – spiega – ha semplicemente cercato di aumentare il proprio consenso elettorale mettendo in campo una politica economica di sinistra e demagogica. E l’intellighentia conservatrice era ben consapevole di questo errore. Sapeva che proprio a motivo di questo errore era arrivato il momento di un cambiamento che le permettesse di andare all’opposizione e, da qui, recuperare se stessa tornando a svolgere una critica verso chi ha il potere che rimettesse al centro i princìpi. In questo senso la vittoria di Obama può fare bene. Farà tornare la destra americana ai princìpi: il liberalismo classico, la libera impresa, il capitalismo democratico, etc».
Parli dei conservatori americani e, da quanto dice Brooks, capisci che adesso per loro è il tempo della ricostruzione: «I princìpi dei conservatori – dice – sono quelli a cui si rifà l’America intera. E ora che Obama ha il potere serve semplicemente lo mantenga il più a lungo possibile in modo che noi conservatori abbiamo il tempo di riorganizzarci, di riscoprire le nostre radici e comunicare poi ciò che siamo a tutta la nazione. Grazie al successo di Obama la destra può riscoprire se stessa».
Si è parlato molto del voto cattolico. Più del 50 per cento di questo elettorato pare abbia scelto Obama: «È vero – dice Brooks -, ma occorre ricordare che negli Usa in molti si definiscono cattolici senza esserlo. I cattolici veri, ovvero i praticanti e i credenti, sono pochissimi. Questi cattolici hanno votato McCain, seppure non vi si riconoscessero totalmente».
Alcuni cardinali si sono espressi criticamente su Obama: «L’hanno fatto per la questione dell’aborto – conclude Brooks -. Ma gli Usa non se ne sono accorti. Le stilettate che, a elezioni concluse, il cardinale James Francis Stafford ha riservato a Obama, non sono arrivate da noi. Queste cose negli Usa non arrivano. La gente sa bene chi è Obama. Sa che il clero degli Usa è liberal e sta con lui. Sa che molti laici cattolici stavano con McCain. Sa anche che i giovani preti, a differenza della maggioranza del clero, sono figli del pontificato wojtyliano e, dunque, non sono inquinati dall’ideologia del ’68: il futuro del cattolicesimo americano è nelle mani di questi ultimi».

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  1. Anonimo ha scritto il 4 dicembre 2008 alle 9:47 am:

    «La destra con George W. Bush ha semplicemente cercato di aumentare il proprio consenso elettorale mettendo in campo una politica economica di sinistra e demagogica».

    Diminuire le tasse ai soli ricchi è una politica di sinistra e demagogica? Andiamo bene.

    «la vittoria di Obama … farà tornare la destra americana ai princìpi: il liberalismo classico, la libera impresa, il capitalismo democratico, etc.»

    Francamente me lo auguro. Il che, però, significherebbe proprio, tra l’alto, spazzare via i neo-con/teo-con e la loro ideologia funesta.

    «E ora che Obama ha il potere serve semplicemente lo mantenga il più a lungo possibile in modo che noi conservatori abbiamo il tempo di riorganizzarci, di riscoprire le nostre radici e comunicare poi ciò che siamo a tutta la nazione.»

    La prima parte dell’auspicio mi sembra molto condivisibile :D

    (Si è parlato molto del voto cattolico. Più del 50 per cento di questo elettorato pare abbia scelto Obama) «È vero, ma occorre ricordare che negli Usa in molti si definiscono cattolici senza esserlo. I cattolici veri, ovvero i praticanti e i credenti, sono pochissimi. Questi cattolici hanno votato McCain» (mentre invece «il clero degli Usa è liberal e sta con [Obama]», a parte «i giovani preti», che «a differenza della maggioranza del clero, sono figli del pontificato wojtyliano e, dunque, non sono inquinati dall’ideologia del ’68».

    Ma questo autorevole cialtrone chi si crede di essere per stabilire chi è un “vero cattolico” e chi no? Si vede che studia da Papa. Bene, che torni a studiare.


  2. Saverio ha scritto il 4 dicembre 2008 alle 12:27 pm:

    Caro Anonimo, sei davvero un grande. Non ti si può lasciare solo un istante e ti sbizzarisci in commenti di una logicità e di una intensità emotiva davvero disarmanti. Te l’ho detto tante volte di non guardare i film degli anni 70′ sovvenzionati dallo stato sovietico, di non leggere Fabio Volo, di non guardare troppa televisione altrimenti ti casca l’apparato riproduttivo.
    Se entro nel merito di quello che hai scritto mi scompicio dal ridere dalla prima all’ultima parola. Spero davvero che fossi affetto da pornocrazia qualbndo lo hai scritto, e che ti possa rinsavire velocemente.


  3. Sun Tzi ha scritto il 4 dicembre 2008 alle 1:38 pm:

    Secondo Socrate, l’ignoranza è la prima causa del male morale, del vizio e dell’immoralità.

    Caro Anonimo, quanto sei ignorante…


  4. Paolo Rodari ha scritto il 4 dicembre 2008 alle 1:54 pm:

    Oggi il Foglio ha intervistato Brooks (24 ore dopo di me). È a pagina 3. L’intervista è anch’essa molto bella. Paolo


  5. Saverio ha scritto il 4 dicembre 2008 alle 2:11 pm:

    Grazie molte per la segnalazione Dott. Rodari. Anonimo, tu che fai, passi in edicola a comprare l’Eco di Cuba oppure il Chavez Daily News?


  6. stefano ceccanti ha scritto il 4 dicembre 2008 alle 3:01 pm:

    Sul numero 20 de “Il Regno Attualità” appena uscito segnalo il lungo e documentato pezzo di Massimo Faggioli sul voto dei cristiani usa. sotto i 35 anni i cattolici hanno votato molto di più per Oabama..dubito che i sacerdoti più giovani facciano eccezione, ma qualora la facessero non sarebbero stati seguiti…


  7. stefano ceccanti ha scritto il 4 dicembre 2008 alle 3:01 pm:

    Sul numero 20 de “Il Regno Attualità” appena uscito segnalo il lungo e documentato pezzo di Massimo Faggioli sul voto dei ristiani usa. sotto i 35 anni i cattolici hanno votato molto di più per Oabama..dubito che i sacerdoti più giovani facciano eccezione, ma qualora la facessero non sarebbero stati seguiti…


  8. Luis ha scritto il 4 dicembre 2008 alle 8:16 pm:

    To Anonimo: hey man, Mr Brooks is everything but not a scoundrel, man. You should have more respect for a tough guy who has strained a lot in the public arena. You should play more football games for charity purposes, instead of judging so easily a deep thinker like Mr Brooks.


  9. Hatch ha scritto il 5 dicembre 2008 alle 5:15 am:

    I agree with Mr Brooks, we should think of former President Reagan as a model and a source of inspiration for the future of the right party here in US.

    I was born in Kansas and of course I voted for John McCain.
    The GOP must rise again from the current identity crisis and find its real roots.

    Poverty and materialism cannot be fought only by the economic policy of whatever kind. GOP must restore its social policy based on the fact that a person – no matters his human condition, religion, nationality ecc. – must be at the core of every political action.

    US will soon regain their freedom. Which freedom?

    As R.Reagan said once:
    “Freedom prospers when religion is vibrant and the rule of law under God is acknowledged”


  10. Anonimo ha scritto il 5 dicembre 2008 alle 10:21 am:

    Luis: Mr Brooks plays “in the public arena” and I play too. I don’t like his ideas and I speak lourd. And I don’t believe Mr Brooks needs your help.
    Thanks for your suggestions, but if I played football it would be a very uncharitable show for all spectators.

    Saverio: scompisciati pure, se ti fa piacere. Mi spiace anche per te, ma non ho mai letto Fabio Volo né visto i film di cui parli (però sono incuriosito: mi suggeriresti qualche titolo?). In compenso, nonostante le tue amorevoli preoccupazioni, il mio apparato riproduttivo è al suo posto e pare godere di perfetta salute, forse perché guardo pochissima TV e non mi preoccupo dei commenti dei fanatici.

    Hatch: President Reagan was more, more intelligent than who now made him as an icon, often deforming his real thoughts.


  11. Saverio ha scritto il 5 dicembre 2008 alle 7:06 pm:

    Anonimo, ogni volta che si vuole delegittimare qualcuno, si dice ai sostenitori di quest’ultimo che il suo pensiero era molto migliore, che non era stato compreso, etc..
    E’ esattamente quello che fai con Reagan…


  12. Sun Tzi ha scritto il 5 dicembre 2008 alle 7:28 pm:

    Hatch, il tuo intervento rappresenta una testimonianza molto forte e significativa.

    Il partito repubblicano sapra` senz`altro uscire da questa crisi identitaria, ne sono sicuro. La straordinaria capacita` di rialzarsi dopo una caduta e` nel loro DNA.

    Prendere come modello Reagan, rappresentera` gia` un ottimo punto di partenza.

    Caro Anonimo, la tua e` pura faziosita` gratuita…


  13. Luis ha scritto il 5 dicembre 2008 alle 9:30 pm:

    To Anonimo: hey man, don’t worry for spectators and for lack of good game. Important thing is to play hard for Israeli kids. Besides – Ronnie was better as president than as actor, but please man, don’t say to others his words were misleaded. Hey guys, we all miss Ronnie, and A Brooks just says GOP shall start from scratch. C’mon Arthur, c’mon Ronnie, c’mon Israel, c’mon Christians!


  14. raffaele savigni ha scritto il 7 dicembre 2008 alle 12:02 am:

    Questo Brooks non mi convince proprio. CVosì come Novak e dintorni.