L’Osservatore sbatte in prima pagina Galileo. E il Vaticano non ha i soldi per fargli una statua

La pace definitiva (nonostante le ferite restino) tra la Chiesa cattolica e Galielo Galilei avverrà nel corso del 2009, l’anno nel quale l’Onu ha deciso di celebrare il quattrocentesimo anniversario delle prime osservazioni astronomiche che Galileo realizzò nel 1609 puntando il suo cannocchiale verso il cielo. Certo, c’erano stati in passato una serie di mea culpa di Wojtyla in merito. Ma è anche vero che alla Chiesa, nel tempo del pontificato di Joseph Ratzinger, più che i mea culpa interessa una corretta revisione del tempo che fu. E, nel merito del caso Galileo, una pacificazione che riconsoca gli errori della Chiesa senza però accollarsi colpe che non ci sono.
Nel 2009, dunque, questa operazione pace/verità sarà sancita a suon di incontri, approfondimenti e, pure, come ha detto due giorni fa monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, da una ripubblicazione degli atti del processo allo scienziato pisano, con quella sentenza di condanna che, secondo quanto ha detto il presule confermando che non ci può essere riappacificazione senza verità, mai fu firmata dal Pontefice anche a motivo del fatto che i cardinali non raggiunsero un accordo in merito. Una pace che, per dovere di cronaca, nonostante le anticipazioni di diversi organi di stampa nei mesi scorsi, non vedrà il posizionamento di una statua dello scienziato in Vaticano: dicono oltre il Tevere che il progetto che doveva vedere Finmeccanica donare la statua alla Santa Sede sia tramontato per problemi economici. La Santa Sede, in sostanza, avrebbe dovuto accollarsi gran parte della spesa ma la spesa, purtroppo, sarebbe stata troppo onerosa.
Oggi, significativamente, è l’Osservatore Romano a pubblicare in prima pagina un articolo di padre Josè Gabriel Funes, direttore della Specola Vaticana, con un titolo che soltanto qualche anno addietro sarebbe stato impossibile: «Grazie, Galileo». Grazie per l’impegno a favore del copernicanesimo e della Chiesa stessa (nonostante il drammatico scontro di alcuni uomini di Chiesa con lo scienziato abbia lasciato delle ferite ancora oggi aperte). E grazie perché, se è vero che senza la Chiesa cattolica non ci sarebbe stato Galileo, è altrettanto vero – sono parole di padre Funes – «che forse non ci sarebbe stata una Specola Vaticana senza Galileo».
Ieri, in questa lunga strada verso la pace/verità, è stato il giorno del cardinale Tarcisio Bertone. In un importante convegno promosso dal “ministero” vaticano della cultura diretto da Ravasi e da Finmeccanica, il segretario di Stato vaticano è andato in qualche modo oltre i precedenti <+corsivo>mea culpa<+tondo> wojtyliani. E anche qui, per dare il tono della cosa, occorre rifarsi al titolo che dà l’Osservatore quest’oggi all’intervento del porporato pubblicato (in parte) a pagine cinque: “Due ali per volare verso la verità”. Che sta a significare: scienza e fede non sono nemiche, come le sofferenze patite da Galileo potrebbero far desumere, ma sono due ali che assieme possono portare l’uomo ad avvicinarsi alla verità delle cose. Lo stesso Galileo – ha detto Bertone – era un uomo che ha vissuto tenendo assieme le due cose: «Uomo di scienza, ha pure coltivato con amore la sua fede e le sue profonde convinzioni religiose». E gli errore commessi nei suoi confronti, furono dovuti principalmente «alla mentalità dell’epoca».

Tratto da:

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  1. Pico della Mirandola ha scritto il 27 novembre 2008 alle 2:25 pm:

    Quanto a Galileo non sono un esperto ma ho avuto l’occasione di leggere un libricino distribuito da “il timone” , sull’argomento.autore: il bravissimo Rino Cammilleri.
    Hai ragione Paolo quando dici che per quanto certi mea culpa della chiesa siano opportuni, altrettanto doverose son certe chiarificazioni sulla vera vicenda che ha visto il Galilei protagonista.
    Infatti , fa presente Cammilleri , Galilei è stato trattato con i guanti dalla Chiesa: mai vi è stato un imprigionamento dello stesso e in piu Galilei godeva di ottimi rapporti con il clero, in particolare con un importante cardinale di cui non ricordo il nome. Da sapere è che sarebbe lo stesso Galilei ad aversi tirato, come dire, la cosiddetta zappa sui piedi. Dalle sue scoperte circa “il firmamento” pretese una discussione con la chiesa circa le scritture e una “piu corretta” interpretazione delle stesse. Discussione che andava al di la delle sue competenze di scienziato.
    Ad ogni modo, in qualunque modo si faccia luce sulla “vicenda Galileo” , trovo sia importante che si riconosca un giusto rapporto tra Chiesa e scienza,o , ancor meglio, tra fede e scienza. Bisogna affermare (e spiegare come e perche) c’è assoluta compatibilità tra queste.


  2. Giovanna d'Arco ha scritto il 27 novembre 2008 alle 6:47 pm:

    Il cardinale era Bellarmino.
    Concordo con Pico. Una cosa essenziale da fare prima di dare qualunque tipo di giudizio -è la gente è prontissima a farlo pretendendo di sapere le cose quando in realtà non le sa- è informarsi e studiare sul vero andamento delle cose. Galileo era un ottimo scienziato e un ottimo cristiano, e anzichè essere preso come esempio per denunciare il cosiddetto oscurantismo della Chiesa che limita e blocca il progresso scientifico, dovrebbe essere considerato la dimostrazione vivente della possibile e allo stesso tempo necessaria conciliabilità di scienza e fede, le quali devono rispettare l’una i limiti dell’altra in totale armonia e umiltà. Galileo aveva cercato di andare oltre i propri limiti, cadendo in quella debolezza umana che i greci chiamavano ubris, la presunzione. E’ stato rimproverato dalla Chiesa, ma ciò non gli ha di certo impedito di diventare uno dei più brillanti ed esemplari scienziati della modernità.
    Ben venga una statua dunque.
    Caro Pico, mi fa piacere sentir citare Rino Cammilleri, il quale meriterebbe più notorietà di quanta in realtà gli viene data, forse anche a causa della confusione con Andrea Camilleri, con una sola m, più famoso, ma non certo più apprezzabile e rilevante.


  3. raffaele savigni ha scritto il 27 novembre 2008 alle 10:53 pm:

    Concordo col card. Bertone. Questo dovrebbe far meditare qualche cattolico reazionario, come il professor Gianfranco Morra, che in un suo libro del 1978 (La Chiesa cattolica ed il nichilismo contemporaneo, ed. Rusconi) accusò Galileo di aver favorito il nichilismo.
    In ogni caso, dopo aver analizzato la storia in tutti i suoi aspetti, è giusto che la Chiesa (o, meglio, quella parte di essa che non seppe riconoscere i segni dei tempi) sappia fare anche autocritica.Contrariamente a quanto sostiene Rino Cammilleri, esponente di Alleanmza Cattolica e quindi ultraconservatore )è arrivato al punto di fare l’apologia dell’Inquisizione…).


  4. raffaele savigni ha scritto il 27 novembre 2008 alle 10:54 pm:

    Non Galileo, ma certi teologi ed esegeti del suo tempo furono presuntuosi, in quanto pretendevano di usare (indebitamente) il testo biblico come un’autorità in campo scientifico.


  5. Sun Tzi ha scritto il 28 novembre 2008 alle 5:46 am:

    Concordo con Pico e Giovanna.

    Caro Savigni, mi pare che Cammilleri abbia piuttosto pensato – da serio ed impegnato studioso qual`e` – di abbattere i tanti luoghi comuni sull`Inquisizione.

    Un` altra doverosa considerazione.

    Se c`e` un illustre cattolico capace di valutare a 360 gradi la storia della Chiesa con serieta`, senso critico ma anche ironia, questi e` proprio Rino Cammilleri.

    Basterebbe che leggessi i suoi articoli su “Il Timone” o ti iscrivessi alla sua Newsletter “Antidoti” per rendertene conto.


  6. Lorenzo ha scritto il 28 novembre 2008 alle 11:14 am:

    Il Prof. Savigni, non essendo in grado di confutare quanto sostenuto da Cammilleri nel suo testo su Galileo (forse perché non l’ha letto, forse perché non ha argomenti), lo attacca personalmente con una frase sintatticamente poco comprensibile e logicamente poco motivata: “esponente di Alleanza Cattolica e quindi ultraconservatore” “è arrivato al punto di fare l’apologia dell’Inquisizione”.

    No professore, così non si dovrebbe proprio fare. Spieghi piuttosto perché la posizione di Cammilleri su Galileo (o eventualmente sull’Inquisizione) non è condivisibile, altrimenti sembra che Lei sollevi polvere per nascondere la Sua mancanza di argomenti.


  7. Pico della Mirandola ha scritto il 28 novembre 2008 alle 11:19 am:

    Caro Savigni, la mia esperienza di studio della storia mi ha insegnato una certa prudenza quando si tratta di discutere della stessa. La ragione è molto semplice,ed anzi le ragioni sono molteplici. Te ne dico quattro : la storia è scritta dai vincitori, chi parla di storia spesso l’ha studiata meno e meno bene di altri,c’è chi tratta di storia per tirare acqua al suo mulino, la storia è difficile tanto da conoscere quanto da spiegare.
    Con questo non voglio dire che allora non esiste verità storica e ognuno puo dire la sua. Dico che di fronte alla difficoltà di capire la vicenda Galileo , prendo un po le distanze , lascio che la Chiesa faccia i suoi conti. E non mi scandalizzerei affatto se questa facesse un mea culpa in proposito a questo o quell’episodio del passato.
    Prendo meno le distanze invece dalle problematiche PRESENTI che riguardano il rapporto tra la chiesa e il mondo della scienza. sono “spettatore” delle problematiche di bioetica e di ricerca scientifica in senso lato, e mi sento in dovere di preoccuparmene e di augurarmi un sereno e costruttivo confronto chiesa/scienza.


  8. Saverio ha scritto il 28 novembre 2008 alle 11:36 am:

    Caro Savigni, non voglio credere che la sua intelligenza la porti a concludere che la vicinanza di Cammilleri ad Alleanza Cattolica possa essere motivo di scarsa “reliability” storico-critica dello stesso Cammilleri. Non voglio credere che un cattolico possa parlare in questo modo di Alleanza Cattolica, che ha contribuito fortemente a preservare il magistero della Chiesa (attaccarla, significa sostanzialmente attaccare il Magistero della Chiesa e la Tradizione), oltre e che a fornire una formazione in questo senso salda e contemporanea. Lanciare i sassi nello stagno si può fare, ma successivamente bisogna essere in grado di rispondere al custode dello stagno e spiegare perchè lo si è lanciato. Sono certo che la Suia intelligenza e la sua profondità di analisi possono andare oltre un’affermazione da Bar dello Sport, od anzi, da Bar dello Stagno.


  9. Anonimo ha scritto il 28 novembre 2008 alle 12:08 pm:

    “Attaccare Alleanza Cattolica significa attaccare il Magistero della Chiesa e la Tradizione.”

    Abbiamo sentito anche questa, è da hit parade.

    [ok, scusate per la scarsa costruttività del commento...]


  10. Saverio ha scritto il 28 novembre 2008 alle 12:25 pm:

    Anonimo, mi mancavi molto effettivamente. Sentiamo un pò la tua versione su Alleanza Cattolica. Premetto che non ne faccio parte – dunque parlo con grande oggettività anche cognizione di causa. Dimostrami che ho detto una fesseria, Anonimo.


  11. raffaele savigni ha scritto il 28 novembre 2008 alle 4:46 pm:

    Alleanza cattolica è un movimento cattolico fra tanti, e non può quindi pretendere di rappresentare il magistero come tale. Né più né meno dell’Azione cattolica, dei focolarini, degli scout, di CL, dei dossettiani, ecc. La Chiesa è più grande di tutti i movimenti.
    Noto comunque negli esponenti di Alleanza cattolica una scarsa ricezione del Vaticano II (un concilio ecumenico!) e del magistero degli ultimi pontefici, nonché qualche simpatia per i lefebriani (che sono scismatici).O sbaglio? Se è vero, non mi sembra che accolga tutto il magistero…


  12. raffaele savigni ha scritto il 28 novembre 2008 alle 4:51 pm:

    L’interpretazione della vicenda di Galileo fornita da Cammilleri è tendenziosa ed apologetica, non fondata sull’analisi rigorosa delle fonti storiche. Galileo fu costretto ad abiurare. Questa non è violenza? La distinzione tra Bibbia e scienza proposta da Galileo è ora accolta dal magistero (suggerisco la lettura degli articoli apparsi sull’”Osservatore romano” in questi giorni, in particolare ieri): la Bibbia va interpretata “secondo i generi letterari” (Dei verbum), ossia come un testo religioso e non come un testo scientifico. Con buona pace di Cammilleri, i tempi della “caccia al modernista” sono finiti.


  13. Joy Saza ha scritto il 28 novembre 2008 alle 5:13 pm:

    Dear Raffaele, I think that “scout” is not a cultural, religiuos moviment. So, I would be really careful to speak about scout and Alleanza Cattolica together…


  14. Saverio ha scritto il 28 novembre 2008 alle 5:49 pm:

    Per Galileo, così come per Keplero, Newton, Cartesio, la creazione era un libro da studiare e su cui fare esperimenti… La stessa Summa di S. Tommaso è un manuale di logica mirante alla comprensione del Creato e del ruolo dell’uomo. Cammilleri dice sostanzialemente questo. Le altre religioni non solo non presuppongono una creazione, ma neppure la capacità razionale di affrontare il mistero, non è per caso che la scienza vera nasce solo in Europa! Molte civiltà si cimentarono nell’astrologia, ma solo in Europa questa diventa astronomia. Il cristianesimo non solo mise le basi per sviluppare le scienze ma anche per concepire la natura umana indispensabile perché le scienze fossero compatibili con le virtù cristiane da esercitare.
    Dal punto di vista umano il cristianesimo infatti enfatizza l’individualismo, difende, e ottiene, la libertà contro la schiavitù, i diritti umani, il merito nell’esercizio delle virtù, la responsabilità personale, l’unità di vita ecc., costruendo quelle virtù umane tipiche dell’uomo che perfezionerà il progresso.


  15. Saverio ha scritto il 28 novembre 2008 alle 5:55 pm:

    Caro Savigni, permettimi di dissentire. Credo che il buon Cammilleri tenda a chiarire un tema che poco chiaro strograficamente. Infatti gli astronomi gesuiti della specola Vaticana confermarono le scoperte di Galileo e le difesero proprio contro quegli scienziati laici che invidiavano il favore di cui il buon Galileo godeva presso la Corte pontificia. Galileo li scherniva amabilmente, e faceva bene!
    Gli tesero una trappola, facendo circolare certe sue lettere in cui diceva che la Chiesa avrebbe dovuto modificare il corrispondente passo delle Scritture (quello in cui Giosuè ferma il sole). Il cardinale Bellarmino (che peraltro è Santo) fu costretto a dire a Galileo di occuparsi di scienza e non di teologia, cosicchè Galileo accettò e per vent’anni non se ne parlò più. Continuò a insegnare la teoria copernicana e nessuno lo molestò. Poi si convinse che le maree erano dovute al movimento della terra (invece sono dovute all’attrazione lunare, come cercò di spiegargli Keplero) e pubblicò un’opera in cui faceva fare al Papa la figura dello sciocco. Solo che quel Papa era Urbano VIII, uno con le palle.Quest’ultimo convocato a Roma Galileo,ed il processo decretò, a stretta maggioranza, che i passi riguardanti la teoria copernicana data come provata nelle sue opere dovevano essere corretti. Lui venne condannato a recitare per tre anni i Salmi penitenziali un volta alla settimana.
    Tutto qua. La rotazione della terra venne provata solo due secoli dopo.


  16. Saverio ha scritto il 28 novembre 2008 alle 6:07 pm:

    Fammi aggiungere, caro Savigni, con il massimo rispetto, che Alleanza Cattolica vive integralemente il Vaticano II, e da sempre prende le distanze dgli scismatici di Mons Lefebvre. Evidentemente non sei informato in maniera completa e attendibile, oppure le tue fonti sono di scarsa affidabilità. Permettimi di aggiungere una cosa: è davvero molto curioso, nel processo di dialogo in corso, come una certa frangia particolarmente aperta (nessun riferimento, solo un ragionamento scritto) sia più propensa a dare ascolto ed a includere un prete che ha avuto un figlio con una donna, si è fatto pubblicità in televisione e con la carta stampata (la scorsa estate, se non sbaglio), ha preso per i fondelli il Magistero ed il Papa, e si considerano dei settari fuori dalla Chiesa i lefebvriani. Mah…


  17. Saverio ha scritto il 28 novembre 2008 alle 6:27 pm:

    Ad Anonimo: caro, per quanto tu possa essere felice per aver trovato la sorpresa nell’ovetto Kinder, questo non ti legittima a schernire un movimento cattolico serio senza argomentare. Gradirei pertanto un tuo commento dopo aver deglutito tutta la saccarina.


  18. Anonimo ha scritto il 1 dicembre 2008 alle 9:30 am:

    Dico solo che bisognerebbe avere un po’ di senso delle proporzioni.

    Se io dico “Viva il Papa” e poi qualcuno, per motivi suoi, mi prende per i fondelli, non è che per questo fatto ha preso per i fondelli il Papa, la Chiesa e Nostro Signore Gesù Cristo. Ha solo preso per i fondelli me.


  19. Hatch ha scritto il 1 dicembre 2008 alle 10:33 am:

    Dear Anonimo,

    you certainly deserve the Nobel Prize for the valueless post ever!


  20. Sun Tzi ha scritto il 1 dicembre 2008 alle 10:57 am:

    Caro Savigni,

    da quello che si puo` evincere dai fatti successivi alla condanna da parte del Sant’Uffizio, non mi pare che Galilei abbia subito alcun tipo di “violenza”.

    Riporto quanto scritto da Jean Pierre Lonchamp ne “Il caso Galileo”:

    “[...] Ecco cosa davvero subì Galilei. Nel febbraio del 1632 lo Scienziato pisano pubblicò a Firenze il famoso “Dialogo sopra i massimi sistemi del mondo…” e nell’agosto dello stesso anno, a Roma, se ne proibì la diffusione. Il 16 giugno del 1633 il Sant’Uffizio condannò l’autore. Il 22 giugno dello stesso anno Galilei abiurò e fu condannato a recitare una volta alla settimana i sette salmi penitenziali e al carcere, ma questo fu subito commutato in domicilio coatto. Prima nel Giardino di Trinità dei Monti (alloggio con cinque camere, vista sui giardini vaticani e cameriere personale); poi nella splendida Villa dei Medici al Pincio; quindi a Siena presso l’amico e arcivescovo Ascanio Piccolomini, in seguito a Firenze nella sua casa di Costa San Giorgio e, infine, nella Villa di Arcetri, presso il Monastero delle Clarisse di San Matteo dove vivevano le sue due figlie suore. Di tortura neanche a parlarne.
    Lo stesso Galilei fu consapevole della mitezza della pena, tanto che ringraziò i giudici e confessò di aver fatto di tutto per indisporli.
    La stessa scelta dell’affezionatissima figlia Virginia di farsi suora (suor Celeste) dimostra la mitezza della pena. Lei che era così attaccata al padre, qualora Galilei fosse stato maltrattato dalla Chiesa, avrebbe avuto il desiderio di consacrarsi?
    Galilei, malgrado la condanna, poté continuare a pubblicare e a curare l’amicizia di vescovi e scienziati; e proprio dopo la condanna pubblicò l’opera più importante, “Discorsi e dimostrazioni sopra due nuove scienze”.
    Morì ad Arcetri l’8 gennaio del 1642, assistito da discepoli come Vincenzo Viviani ed Evangelista Torricelli; morì con i conforti religiosi e finanche con l’indulgenza plenaria e la benedizione del Papa.”

    Ma di quale “violenza” stiamo parlando??


  21. Anonimo ha scritto il 1 dicembre 2008 alle 11:37 am:

    Hatch,
    I can do still better. Stay tuned!


  22. Pico della Mirandola ha scritto il 1 dicembre 2008 alle 1:33 pm:

    Bravo Sun Tzu, intervento interassante il tuo.
    Il caso Galileo è frutto di molti e grandi malintesi , come anche altri casi nella storia. Volete un esempio (concernente Galileo) ?
    Checché ne dica Wikipedia, Galileo non è mai stato dichiarato eretico. Mai, ripeto. Sono pronto a citare la fonte che possiedo scritta in latino se lo desiderate…


  23. gianni ha scritto il 3 dicembre 2008 alle 12:57 pm:

    parlare di rapporti tra Chiesa e Galileo è troppo vago. si deve dire che son stati i Gesuiti a dar contro a Galileo non il Papa , ne tanto meno il cardinal Bellarmino di cui si è già fatta menzione. che Dio salvi i Gesuiti ma non si puo negare che con lo scienziato hanno sbagliato , l’hanno accusato con arroganzanza di contraddire le scritture. sono loro che quindi hanno alzato il polverone. il resto lo ha fatto l’orogoglio ferito di Galileo cui non è piaciuta la presa di posizione dei gesuiti e andato per la sua strada. Il papa e il cardinal bellarmino sapevano gia allora del valore non letterale dell’antico testamento, solo che una discussione su questo era fuori luogo al tempo. ricordiamoci che il tempo di galileo è quello della Riforma. mettere in discussione le scritture era allora imprudente. galileo di prudenza non voleva saperne e allora è stato zittito. il termine zittito non piacera a molti di voi ma la storia è questa. nessuna accusa di eresia, nessuna violenza.


  24. cwxwwwxdfvwwxwx ha scritto il 25 dicembre 2008 alle 5:35 pm:

    well, hi admin adn people nice forum indeed. how’s life? hope it’s introduce branch ;)