Revisioni: «Gramsci trovò la fede». La versione di due suore

Monsignor Luigi De Magistris, già pro-penitenziere maggiore del Vaticano (dicastero preposto alle indulgenze, ai perdoni e a controversie interne) ha parlato basandosi sulle rivelazioni di una religiosa svizzera, suor Gertrude, e di una religiosa sarda, suor Pinna. Entrambe prestavano servizio nella clinica «Quisisana» di Roma al tempo in cui Antonio Gramsci era ricoverato. È in base, infatti, a quanto le due hanno rivelato tempo addietro al fratello di suor Pinna, monsignor Giovanni Maria, ex segretario del tribunale della segnatura apostolica, che De Magistris ha potuto affermare ieri mattina nel corso di una conferenza stampa di presentazione del primo catalogo internazionale dei Santini che Antonio Gramsci, ideologo del Partito Comunista italiano, si convertì in punto di morte. Proprio così. Gramsci venne seppellito nel cimitero acattolico di Roma. Eppure, poco prima di morire, volle ricevere i sacramenti: confessione ed eucaristia insieme.
La rivelazione di De Magistris, in sostanza, conferma direttamente e autorevolmente quanto già era stato ipotizzato, seppur più velatamente, da Emilio Cavaterra in un editoriale apparso dieci anni fa sul Giornale diretto da Mario Cervi. Una rivelazione che conferma anche le ipotesi avanzate anni addietro da una serie di indicazioni contenute nel libro di un insegnante sassarese, Luigi Nieddu, pubblicato in Sardegna ma scarsamente conosciuto, sull’«altro Gramsci».
Le rivelazioni delle due suore riguardano il periodo di permanenza dell’esponente comunista nella clinica «Quisisana» di Roma. Gramsci venne ricoverato 24 agosto del 1935. Suor Gertrude rivelò che l’anno in cui Gramsci morì, il 1937, nella camera numero 26 della clinica c’era una piccola immagine di santa Teresa del Bambino Gesù «verso la quale Gramsci sembrava nutrire una simpatia umana», tant’è che «non volle che fosse tolta e nemmeno spostata e l’affermò quasi per giustificare quello che poteva sembrare, dato il tipo, soltanto un momento di debolezza».
Ma il Gramsci malato fece di più. Secondo quanto disse suor Pinna qualche anno fa a un gruppo di sacerdoti in occasione della celebrazione di una Messa in suffragio del fratello nella chiesa di San Lorenzo in Damaso a Roma (tra questi, c’erano De Magistris e monsignor Sebastiano Masala, allora giudice della Sacra Rota), fu sempre nel ’37 che le religiose della clinica riproposero una pia tradizione per i malati: quella di portare, durante le festività natalizie, di stanza in stanza, «offrendola al bacio di quelli che vi si trovavano», una statua di Gesù Bambino. Tutti i ricoverati ricevettero quella singolare visita a eccezione di Gramsci il quale, saputa la cosa, ne chiese spiegazione alle suore. Queste si scusarono, dicendo di aver voluto evitargli qualsiasi fastidio. Al che, continuò suor Pinna, «il signor Gramsci disse di voler vedere quella statuetta e quando l’ebbe di fronte la baciò con evidenti segni di commozione».
Sulla conversione di Gramsci già c’è chi, tempo addietro, si è espresso in modo critico. C’è, ad esempio, Fabio Giovannini che su La Rinascita della Sinistra dello scorso ottobre ha citato una lettera del 12 maggio 1937 di Tatiana Schucht, cognata di Gramsci e assiduamente presente al suo capezzale, a Piero Sraffa. Qui la Schucht offre un’altra versione della morte di Gramsci: la sera del 25 aprile 1937 questi venne colto da emorragia cerebrale mentre si trova al gabinetto. Chiese aiuto. Venne soccorso, ma perse la sensibilità e la mobilità del lato sinistro del corpo. Per due giorni lottò con la morte. E a Tatiana toccò protestare perché «preti e suore lo lasciassero tranquillo».
Per Beppe Vacca, invece, filosofo, ex parlamentare comunista e presidente della Fondazione Istituto Gramsci, non solo le lettere di Tatiana a Sraffa non parlano della conversione, ma non ne parla nemmeno una del fratello Carlo a Togliatti: qui si legge della volontà di Gramsci di essere cremato. Cosa che inizialmente trovò qualche ostacolo perché, si dice, non era credente.

Tratto da:

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  1. Saverio ha scritto il 27 novembre 2008 alle 12:45 pm:

    Caro Paolo, è davvero molto interessante. Certo non sorprende che a seguito di queste rivelazioni, certi comunisti doc (evidentemente non ancora estinti, del resto non c’è da stupirsi che questo germe infame sia ancora in vita, ahinoi) abbiano tentato di smentirle. Che bello schiaffo morale per una ideologia folle che ha definito la religione come l’oppio dei popoli.


  2. Joy Saza ha scritto il 28 novembre 2008 alle 5:23 pm:

    I agree with Saverio, and I just want to add that this discovery will offer a great example that in a certain point of your life you really look for finding a sense on your life and a Sopanatural vision of it


  3. GoDzilla ha scritto il 1 dicembre 2008 alle 9:21 pm:

    Però sarebbe bello che chi è così bravo a postare i suoi commenti in lingue diverse dall’italiano si offrisse per tradurre un articolo a settimana ….sarebbe bello poterti leggere anche in inglese caro Rodari!


  4. Mimmo ha scritto il 12 dicembre 2008 alle 4:55 pm:

    Saverio ha scritto a proposito dei comunisti “germe infame”.
    Cosa ci sia di cristiano in questa terminologia lo sa solo lui.
    Visto che Lei è così allergico al comunismo significa che non ha mai letto i Vangeli; li legga vi troverà, infatti, molte idee comuniste.
    La storia si fa con i documenti, per le favole basta aprire la bocca.
    Se poi, effettivamente, Gramsci ha baciato una figurina buon per lui si troverà in Paradiso, lontano dalle gerarchie ecclesiastiche e dai cattolici come Lei.

    Mimmo


  5. Saverio ha scritto il 12 dicembre 2008 alle 8:09 pm:

    Caro Mimmo, si vede che non è molto preparato in materia. Le rinfrescherò un poco la memoria.
    “Germe infame” è infatti la terminologia più adeguata per definire una ideologia che è profindamente antitetica al cristianesimo (è infatti atea, si rilegga Marx, please), profondamente antitetica al concetto di libertà, profondamente antitetica al concetto di proprietà, profondamente antitetica al concetto di dignità umana. I risultati storici parlano da soli e non devo elencarli qui, non vorrei turbare la sua quiete dimensionale effettivamente poco attigua al reale.
    Il comunismo ha mortificato l’uomo nell’esercizio delle sue libertà primarie, lo ha ridotto ad un mero esecutore di attività al servizio dello stato. Il concetto di solidarietà espresso nei Vangeli e quello vantato da alcuni comunisti con la bandiera della pace in mano non c’entrano assolutamente nulla. Grazie a Dio. CHi è comunista per definizione non è cattolico, su questo la sfido a dimostrarmi il contrario se ci riesce. Ma non intervenga senza cognizione di causa, altreimenti si meriterà una tenera lezioncina di cui questo intervento è solo l’antipasto.


  6. Sun Tzi ha scritto il 16 dicembre 2008 alle 6:52 am:

    Splendida risposta caro Saverio.

    Sottoscrivo chiaramente quanto da te riportato.

    “La storia si fa con i documenti, per le favole basta aprire la bocca.”

    Sono d`accordo, caro Mimmo. Perche` non apri la bocca e ti mangi un BabyRuth? Rinfocillati di zuccheri e rileggiti il Vangelo e Marx…


  7. Luis ha scritto il 16 dicembre 2008 alle 10:57 am:

    Yes guys – I totaly agree with Saverio and Sun-Tzi. I believe Mimmo must be a bit short-sighted, or he must have lived in the desert for ages. Baby-ruth is great, men, but I was said you cannot find it in Italy…isn’t it??


  8. Hatch ha scritto il 16 dicembre 2008 alle 11:13 am:

    that`s right, man.

    I strongly suggest Mimmo to buy a family package on Ebay :)