Intervista a Francesco Cossiga: «Sul testamento biologico oggi la Chiesa perderebbe»
22 novembre 2008 -
«Il ministro dell’economia Giulio Tremonti, dicendo di avere come propria “ideologia” la triade “Dio, patria e famiglia”, non ha fatto altro che offrire un messaggio immediatamente comprensibile a tutti: ci sono valori a cui occorre aggrapparsi soprattutto di questi tempi».
Presidente Cossiga, ma non sono gli stessi valori fatti propri dal fascismo?
«Sono i valori propri dei cattolici intransigenti francesi di fine Ottocento, coloro ai quali Leone XIII chiese di aderire alla Repubblica. Sono valori nei quali tutti vi si possono riconoscere. La Chiesa lo sa e per questo insiste».
Valori cattolici?
«Valori, come dice Ratzinger, “non negoziabili”: anche la patria, infatti, è qui intesa come un insieme di valori formanti una certa identità, non tanto come il territorio in cui si vive. Valori che anche un laico come Tremonti può apprezzare e fare propri. E, infatti, il ministro dell’economia ci ha “lavorato sopra”, si è andato a trovare un testo del cardinale Joseph Ratzinger del 1985 e, come ha spiegato nella prolusione all’università cattolica di Milano dell’altro ieri, l’ha fatto proprio».
Perché tra i valori non negoziabili non si cita praticamente mai la pace nel mondo, l’accoglienza degli immigrati, la carità, ma principalmente questioni etiche?
«C’è una gerarchia di valori che occorre comprendere bene. La linea l’ha offerta il cardinale Ratzinger nel 2004, nel memorandum per la conferenza episcopale degli Stati Uniti occasionato dalla candidatura alle elezioni di politici cattolici che fanno campagna sistematica per l’aborto. Ratzinger, chiedendo di rifiutare la comunione ai politici pro aborto, diede in sostanza una gerarchia di valori. Sulle questioni attinenti la vita non si transige. Il resto viene dopo».
È per questo motivo che la conferenza episcopale statunitense si è dimostrata preoccupata per l’elezione di Barack Obama?
«Sì. Ma non c’è solo la conferenza episcopale statunitense. Ci sono anche i vescovi americani in curia romana. Tra questi vorrei ricordare il cardinale James Francis Stafford. Questi, in qualità di presidente del tribunale della penitenzieria apostolica (in sostanza il foro interno della curia romana) ha sferrato un attacco durissimo contro Obama: “È aggressivo, distruttivo, apocalittico”, ha detto. E ancora: “La Chiesa statunitense si appresta a vivere un periodo di agonia degno di quello passato da Gesù Cristo nell’orto del Getsemani”. Per ricordare un’uscita del Vaticano simile occorre andare indietro negli anni fino ad arrivare all’enciclica di Pio XI “Mit Brennender Sorge”, con cui il Pontefice prendeva le distanze dal regime nazista. Ma, pare, che la maggioranza del popolo abbia comunque scelto Obama: evidentemente non tutti ritengono doveroso obbedire ai propri pastori».
Anche in Italia la Chiesa sui valori non transige. Come dovrebbe muoversi oggi che si profila una legge sul testamento biologico? I cattolici secondo lei sono così intransigenti in merito?
«Ho una mia idea. Una cosa è assodata: i cattolici che io definisco “infanti”, ovvero il contrario di “adulti” che sovente sui valori sembrano favorevoli a una mediazione con le istanze del mondo, nella maggioranza come nell’opposizione sono pochissimi. Sono irrilevanti. E per questo la Chiesa credo non debba mettere in campo una battaglia politica per portare questa legge verso le proprie convinzioni. Perché una battaglia oggi la Chiesa la perderebbe. In Parlamento i cattolici sono una minoranza e se si andasse a un referendum non credo che la gente comprenderebbe fino in fondo le ragioni della Chiesa. Per questo ritengo che la conferenza episcopale italiana debba fare una sola cosa: uscire con una nota in cui ricorda il valore inestimabile della vita e il suo no a qualsiasi forma di eutanasia. E niente più. Altro non deve fare perché sennò fa la fine del divorzio e dell’aborto. Allora l’unica sconfitta fu la Chiesa. Oggi occorre cercare il male minore e non andare allo scontro».
Secondo lei alcuni deputati cattolici potrebbero discostarsi dalle linee della Chiesa sul testamento biologico?
«Sui Dico lo fecero. La conferenza episcopale italiana tramite Avvenire espresse il suo Non possumus. E diversi cattolici cosiddetti democratici, ricordo su tutti Dario Franceschini, contestarono la posizione della Chiesa. Oggi potrebbe ripresentarsi la stessa spaccatura. E dentro questa spaccatura potrebbero levarsi le voci di tanti vescovi anch’essi disobbedienti. Sarebbe un patatrac. Ripeto: i cattolici “infanti”, ovvero profondamente “antidemocratici”, sono una minoranza. Nel Pd sono soltanto Paola Binetti, Enzo Carra, Gigi Bobba e pochi altri: contano troppo poco. Altri cattolici, invece, come ad esempio due ex presidenti della Fuci, ovvero quell’organizzazione che dovrebbe portare avanti una collaborazione dei laici all’apostolato della Chiesa, sono su posizioni diverse. Stefano Ceccanti e Giorgio Tonini, in particolare, altro non sono che cattolici “adulti”: basti ricordare che erano contro il conflitto d’attribuzione sollevato da me e da Gaetano Quagliarello contro la Cassazione sul caso Eluana Englaro. E quindi contare sui di loro sul testamento biologico credo sia difficile. Insomma, al di là del mondo laico, è il mondo cosiddetto cattolico che potrebbe non seguire la Chiesa in caso di scontro politico sul testamento biologico».
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Il Senatore a vita Cossiga ha toccato un punto essenziale. Il problema interno alla Chiesa parrebbe essere un distacco della “periferia” dal magistero.Per questo in un eventuale referendum alcuni “cattolici” farebbero soccombere i Cattolici. Meno male che c’è Ratzinger.
trovo che un punto molto importante toccato da Cossiga sia il seguente : non bisogna cercare lo scontro. tanto per l’eutanasia quanto per il testamento biologico. la chiesa,intesa come assemblea di tutti i cattolici, deve fare uno sforzo notevole : da una parte affermare delle verità di primaria importanza che riguardano la vita, ma dall’altra evitare lo scontro e fare piuttosto informazione. la chiesa ha bisogno di una strategia pull. deve tirare i consensi verso di lei. perche di questo si tratta. la chiesa magistra deve insignare e guidare. e il maestro che cerca lo scontro non piace al tiepido alunno…e non è ascoltato…
Caro Gianni, mi trovi perfettamente d’accordo con te. Non vi deve assolutamente essere alcuno scontro, sarebbe lesivo. Mi auguro che non ti riferisci nello specifico ad alcun episodio. Non mi pare che Ratzinger abbia attuato una strategia muro contro muro, mi pare anzia che abbia aperto il vaso di Pandora. E’ il momento per i cattolici di prendere una posizione.
Hey Saverio, I agree with you man, we have to take a stand as catholics, as sons of God. We must. Last night I scored a goal for Israeli children in a charity soccer game. I guess Hatch will apreciate it. Hey man, I made a overhead kick! Let’s stand with our Pope, he is our guide, our great driver.
Hey Hatch, by the way: you should have played as goalkeeper, man. We missed you pal- we got a penalty kick at last minute…
You guess right man!
Bro, it’s great what you did for those kids. You’r reminding all of us that a good christian is also a man of action!
Pls count on me as your goalkeeper next time.
Btw, how is your stomach? I heard that you got hurted during the match…
Now it’s fine. I got puched during the game. Their forwar was a fool, indeed. Anyway then I scored a wonderful game. Even the other supporters stood up cheering, even a serious commander.Those kids are precious, man. Thank you for your support, hope to see you on the field next time. Take care man, take care Mr Rodari.
Davvero Stafford ha detto quelle cose sulla situazione americana?
Mamma mia!
Che si sia fatto prendere la mano?
Giusto attendere Obama alla prova, ma qui mi pare che siamo a un allarme catastrofistico esagerato.
Caro Francesco, forse Stafford ha esagerato. Ma è proprio il fatto che potrebbe aver esagerato c he deve farci riflettere. Unìesagerazione simile non può non basarsi su paure reali, probabilmente vivine a materializzarsi.
You’re right Mr Rodari. Stafford is a tough guy, but he knows what he is talking about. He has a reputation of a very realistic guy.Let’s stand by him guys!
Intanto direi che occorre mettere riparo alla situazione spagnola, in piena deriva.
In tal senso, mi chiedo se sia opportuno il trasferimento a Roma di Canizares.
Me lo chiedo così, disinvoltamente, come se potessi influire sulla cosa…
ah, la mitomania…