Gli insulti sul blog e un chiarimento su don Gallo
nov 18, 2008 PALAZZOAPOSTOLICO.IT
Mi trovo sempre a Cipro.
Questo pomeriggio ripartirtò per Roma.
Ieri ho intervistato l’arcivescovo dei latini di Baghdad Sleiman. Ma oggi, al posto della sua intervista, preferisco pubblicare questo breve avviso. Riguarda questo blog. Sono contento che qui si esprimano voci differenti. Credo però che queste voci meritino tutte rispetto. Insomma, occorre lasciare a casa gli insulti altrimenti qui non si può scrivere. Molti post purtroppo escono senza la mia moderazione perché il sistema dopo un po’ che uno scrive e viene pubblicato lo riconosce come affidabile e pubblica i suoi post in automatico. Io, quindi, non posso moderare tutto.
Quindi chiedo davvero rispetto per tutti. Si può dire ciò che si pensa senza insultarsi, no? Anzi, se non ci si insulta può anche darsi che chi la pensa diversamente comprenda meglio il punto di vista dell’altro.
A riguardo del mio post su Don Gallo voglio ribadire quanto segue: non ce l’ho con le trans (ho imparato che si dice così). Ce l’ho nel merito con Don Gallo perché a mio avviso è assurdo che un prete proponga un calendario simile. Un prete dovrebbe dare altri esempi. Altrimenti vale tutto. Altrimenti si dà l’idea che per la Chiesa tutto sia lecito. Invece non è così. Esistono dei valori che la Chiesa non può ledere per il bene delle persone. Ma questo è un discorso troppo lungo e non voglio farlo ora.
Quello che voglio dire è che non giudico le trans, come qualcuno mi ha detto. Non apporovo che ci si prostituisca come fanno alcune di loro a Genova, ma questo è un altro discorso. Col mio post volevo semplicemente giudicare il comportamento di Don Gallo. Lo ritengo deprecabile. Un prete deve voler bene a tutti. E deve voler bene alle trans che vivono nel suo quartiere tanto quanto vuole bene alla vecchietta che va tutti i giorni in chiesa. Ma ciò non significa che per volere loro bene debba pubblicizzare un loro calendario. Questo è un modo di voler bene sbagliato, secondo me. Soprattutto per un prete.
Spero i commenti cerchino di tornare al merito delle questioni abbandonando gli insulti.
Grazie a tutti, Paolo.




















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novembre 18th, 2008 at 4:02 pm
Preti cosiddetti di “frontiera” alla don Gallo ce ne sono sempre stati nella storia della Chiesa e ce ne saranno ancora anche in futuro.
Mi pare che nel loro ministero vogliano in qualche modo interpretare l’infinita misericordia di Gesù che non ha condannato l’adultera, anzi l’ha perdonata, aggiungendo anche: “Va e d’ora in poi non peccare più”. Il problema è la seconda parte dell’agire di Gesù, cioè far seguire all’accoglienza misericordiosa di chicchessia, un persorso di vera conversione, per la quale non è sufficiente una generosa azione sociale di riscatto dalla emarginazione, ma bisogna ricorrere assolutamente alla potenza della GRAZIA di cui i preti sono ministri, e che non coincide con il vigore morale delle loro passioni socio-culturali.
Ecco perchè allora ci si accontenta della provocazione, come nel caso del calendario di don Gallo, che spesso lascia il tempo che trova.
Caro Rodari, smettiamola di stracciarci farisaicamente le vesti, ricordando ai preti quello che devono o non devono fare, ma da cristiani seri, quali cerchiamo di essere,
“COSTRINGIAMOLI” a fare i preti, perché si accorgano di quale VERO POTERE Cristo li ha investiti per salvare gli uomini e le donne (tutti!!! indipendentemente da qualsiasi catalogazione sociale) del loro tempo.
novembre 18th, 2008 at 6:29 pm
condivido in tutto quello che ha scritto Rodari..era la stessa cosa che volevo far capire con i miei interventi,grazie x quello che scrive!