Obama chiama il Papa. Ma le staminali non c’entrano (ancora)

L’altro ieri era stato il direttore dell’Economist John Micklethwait a dire, intervenendo a un convegno organizzato alla London School of Economics and Political Science, che se lavorasse nello staff di Barack Obama suggerirebbe al presidente eletto degli Stati Uniti di avere ben presenti nella propria azione politica le posizioni della Chiesa cattolica e magari, vista l’aria che tirava dopo le dichiarazioni del cardinale Javier Lozano Barragan sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali, e viste anche le parole preoccupate pronunciate sull’aborto a Baltimora dai vescovi statunitensi riuniti in plenaria, di chiamare Benedetto XVI.
Un suggerimento che mentre Micklethwait parlava già era stato recepito dallo staff di Obama, almeno stando a quanto hanno riferito ieri fonti dell’entourage del neo presidente poi confermate dal direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi. Obama, infatti, proprio martedì sera, qualche ora dopo le polemiche scoppiate a seguito delle dichiarazioni di Barragan, ha avuto una conversazione telefonica col Pontefice. Pare una telefonata breve, e nella quale, stando a quanto ha detto in merito padre Lombardi, i due «non hanno fatto alcun accenno alla polemica sulle cellule staminali». Obama avrebbe voluto semplicemente ringraziare Benedetto XVI per il telegramma di auguri inviatogli immediatamente dopo l’elezione. Una versione confermata anche dallo stesso entourage di Obama secondo cui la telefonata al Papa non è stata altro che routine. In questi giorni, infatti, il presidente eletto sta chiamando diversi leader: sempre martedì avrebbe sentito il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, il primo ministro indiano Manmohan Singh, il re di Giordania Abdallah II e il presidente del Kenya Mwai Kibaki.
Ma c’è di più. Secondo fonti vaticane pare che martedì sera Obama non solo non abbia accennato col Pontefice delle polemiche sulle staminali, ma addirittura pare abbia alzato la cornetta totalmente ignaro delle stesse polemiche. Una notizia credibile se si tiene conto che, in fondo, Barragan ha espresso opinioni generali sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali e che le sue parole non sono state una dichiarazione ufficiale della Santa Sede.
Resta comunque il fatto che, ventiquattro ore dopo la telefonata (e cioè ieri), la notizia sia stata data in pasto ai media statunitensi direttamente dagli uomini di Obama. A significare che, in qualche modo, c’è chi nell’entourage del presidente sente il consenso della Santa Sede non come una cosa secondaria. Soprattutto dopo che, a pochi giorni dall’elezione, sono stati diversi esponenti dell’episcopato statunitense a mostrare preoccupazione per le promesse avanzate da Obama durante la campagna elettorale intorno al Freedom of Choice Act, la legge sull’aborto, e allo sblocco della ricerca sulle cellule staminali embrionali.
George W. Bush ha lavorato parecchio, soprattutto dopo l’ultimo attacco in Iraq, per mantenere buone relazioni con la Santa Sede. E ci è riuscito. Molto hanno giovato le sue posizioni intorno alla vita in linea col pensiero di Benedetto XVI. Con Obama potrebbe verificarsi il contrario. Sulla politica estera ci potrebbero essere (ma la cosa è tutta da verificare) maggiori sintonie con la Santa Sede, mentre le maggiori divergenze dovrebbero uscire a riguardo delle politiche intorno alla vita. Su queste Obama durante la campagna elettorale è stato chiaro e le sue posizioni sono note oltre il Tevere come divergenti con l’insegnamento della Chiesa.

Tratto da:

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  1. Anonym ha scritto il 13 novembre 2008 alle 1:54 pm:

    Pragmatico, Micklethwait. Intanto, però, in Italia…

    §

    da Italians (Corriere, Severgnini) , di oggi:

    ” Obama e i timori del Vaticano

    Caro Beppe,
    di recente mi è capitato fra le mani un numero di Famiglia cristiana. Lo sfoglio distrattamente e l’occhio mi cade sulla domanda di un lettore, che cattura la mia attenzione. Come mai – chiede – la Chiesa interviene sempre e soltanto per parlare di aborto ed embrioni, con tutte le ingiustizie e le tragedie che capitano nel mondo? La risposta un po’ mi rassicura: in realtà la Santa Sede si pronuncia quotidianamente su tutti i grandi temi sociali ed economici dei nostri tempi, ma i mezzi di informazione selezionano ad arte cosa riportare e cosa no.
    Oggi però apro un grande quotidiano italiano e leggo un articolo che titola: «Barack, i timori del Vaticano». Da cattolica praticate, il contenuto mi lascia di stucco. A quanto pare, da un lato la Chiesa cattolica appoggia un presidente uscente che:
    - si è impelagato in due guerre senza riuscire a gestirle, con i risultati che conosciamo in termini di morte, miseria e aggravamento del conflitto
    - approva la tortura e la pena di morte
    - è stato incapace di indirizzare i mercati e l’economia, provocando la perdita dei risparmi e dei posti di lavoro che sta impoverendo tante famiglie in tutto il mondo
    - ma (vuoi mettere?) è contrario all’aborto e alla sperimentazione sugli embrioni.
    D’altro canto, la stessa Chiesa osteggia un candidato che:
    - è dotato di innegabili doti di leadership e ha portato una ventata di speranza in tutto il mondo
    - si propone maggiore dialogo in politica estera
    - ha in programma azioni di ridistribuzione della ricchezza, per garantire dignità a tutti e aiutare le famiglie a uscire dalla crisi
    - però (orrore!) osa essere possibilista sui temi di bioetica.
    A quanto pare, il vescovo di Kansas City ha addirittura avvertito gli elettori di Obama del rischio che corrono per la loro salvezza eterna. Mi rassicura sapere che il 54% degli elettori cattolici ha votato Obama.

    Maria Paola Cerutti , mariapaolacerutti@hotmail.com

    http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-11-13/03.spm


  2. Saverio ha scritto il 13 novembre 2008 alle 2:07 pm:

    Ad Anonym:
    La Chiesa ha tuonato più volte contro la guerra, te lo sei forse dimenticato?
    Caro Anonym, ti ho già scritto, se non sbaglio, di non guardare troppa televisione nelle ore notturne, perchè ti fa cascare il pisellino e ti fa perdere la memoria. Siamo seri, per piacere.


  3. Anonym ha scritto il 13 novembre 2008 alle 3:52 pm:

    Guardi, gentilissimo ed educatissimo Saverio, che io mica ho riportato la lettera sopra (inviata oggi ad Italians di Severgnini da una lettrice)in chiave anti-vaticana, semmai il contrario. Se c’è uno convinto che i Democratici americani siano, a livello almeno di establishment -non parlo della base sinistrorsa- non meno ‘guerrafondai’ (almeno in potenza) rispetto ai Repubblicani, sono proprio io. Aggiungo anche che mai mi dimenticherei dei continui interventi del Pontefice e dei più diversi esponenti della gerarchia cattolica, a favore della pace e contro ogni guerra ingiusta.

    (Su pisellini & memoria, preferisco sorvolare, Lei si è già commentato da solo.)


  4. francesco ha scritto il 13 novembre 2008 alle 4:21 pm:

    La politica estera vaticana è mutata dai tempi di Giovanni Paolo II. Durante il precedente papato USA e Vaticano non avevano le stesse vedute su diverse cose, tra le quali l’intervento militare (in specie la prima guerra del Golfo, Bush padre).
    Poi si è cominciato a parlare di “guerra giusta”, a fare delle distinzioni, anche a livello teologico per sostanziare un cambiamento nella diplomazia.
    Probabilmente molto hanno contribuito gli scandali sessuali nella Chiesa cattolica americana, che hanno comportato la necessità di un riavvicinamento tra Chiesa e popolazione USA.
    E’ un fatto che Bush (padre sopratutto) e Wojtyla, e Wojtyla e gli USA non avevano rapporti cordiali perchè Giovanni Paolo II non aveva timore di dire quello che pensava, sia che fosse in Sicilia davanti ai mafiosi sia che andasse a Cuba sia che fosse negli USA.
    La Chiesa fa sempre il suo mestiere, naturalmente, sono gli uomini a non ascoltare o a sentire solo quello che vogliono.
    Non si può dirsi cattolici solo quando fa comodo (vita, aborto, staminali) e non esserlo quando si toccano altri temi (globalizzazione, dignità dell’uomo, sfruttamento dei lavoratori, etica del lavoro, mercato impazzito, idolatria del denaro e del successo, pena di morte).
    Invece accade proprio questo. Forti del Sacramento della Confessione si pecca e si promette (spesso sapendo di non mantenere) di non farlo più.
    Ma non si cambia vita.
    La Chiesa non dà nè deve dare ricette di politica o di economia, ma detta la via che un cattolico deve (o dovrebbe) seguire. Questa via è impervia, difficile e faticosa, ma non per questo si deve rinunciare a percorrerla. Di sicuro non è la via di Mammona. E non è nemmeno quella dell’insulto, ma del dialogo fraterno. Giovanni Paolo II ce lo ha insegnato, Benedetto XVI ce lo ricorda. Pace e bene.


  5. Hatch ha scritto il 13 novembre 2008 alle 7:04 pm:

    Come on Anonym, how can you feel offended??

    Grow up man…

    That was a memorable and very pertinent quotation from the movie “The Gonnies”, have you ever heard about that?

    How old are you? 17?

    Saverio is just trying to remind you to be more focused and concentrated…


  6. Anonym ha scritto il 13 novembre 2008 alle 7:42 pm:

    Probably I watched The Goonies so many times (I was 9yo, then)… But I didn’t remember that quote: I’m really sorry. Btw, I’m totally focused and concentrated (really on the spot!) ,when commenting, while Saverio’s remarks (inappropriate quote from the Eighties’ cult film included) was out of place, actually.

    It’s not me, who needs to grow up!


  7. Anonym ha scritto il 13 novembre 2008 alle 7:48 pm:

    [In my previous comment, the expression "on the spot" makes no sense.. I should have used, rather, "to the point". I apologize.]


  8. Ester ha scritto il 13 novembre 2008 alle 8:57 pm:

    «L’aborto è la causa di tutte le guerre e le ingiustizie. Se una madre arriva ad uccidere il proprio figlio, cosa impedisce a due estranei di spararsi a vicenda?» (Madre Teresa di Calcutta)

    Mi piacerebbe che codesta Maria Paola Cerutti, rispondesse alla Beata Teresa di Calcutta.

    Personalmente, tra una beata e una cattolica “adulta”, io scelgo la beata.

    Con le leggi che Obama vuol fare (il quale, durante la campagna elettorale, non ha mai rinnegato l’uso della forza o certe “forme” di interrogati), avrà sulla coscienza più morti di tre guerre irachene messe insieme.


  9. Saverio ha scritto il 13 novembre 2008 alle 9:43 pm:

    Brava Ester! Un eccellente riferimento, che ancora una volta smonta ogni tesi relativista, che crea solo confusione.


  10. Luis ha scritto il 13 novembre 2008 alle 10:45 pm:

    Hey Hatch – nice quote, man. Anonym, you are right, maybe Saverio overreacted – but the point was quite clear on my view. Life first, then the rest flows up. Have a nice evening guys, and you too Mr. Rodari.


  11. Roberto ha scritto il 14 novembre 2008 alle 12:26 am:

    Ma – perdonami, Paolo – non è che, da giorni e giorni a questa patrte, stiamo facendo il “processo alle intenzioni” di Barack Obama ?
    Per carità, l’elezione di un afro-americano a Presidente degli USA è la notizia del giorno e, forse, pure dell’anno, ed è, dunque, inevitabile che in questo periodo vita&pensieri&parole&opere di Obama vengano vivisezionati ed analizzati al microscopio: ma, a questo punto, non varrebbe la pena d’aspettare a vedere cosa combina ?
    Appunto: “wait and see”.

    Buona notte ai “PalazziApostolici” !

    Roberto


  12. Anonym ha scritto il 14 novembre 2008 alle 10:35 am:

    “the point was quite clear on my view”

    Luis, could you explain me what the clear point was?

    [It was of the trite (in such a context, not philosophically, I mean) kind “primum vivere, deinde philosophari”, perhaps?

    I really watch little tv (and mostly news, analyses and docufilms; movies in the theatres). Actually, I’m reasonably sure I fully live in the ‘reality’.

    ..I was just appalled by that sentence “Mi RASSICURA sapere che il 54% degli elettori cattolici ha votato Obama”, written by a “practicing” Italian catholic. So I reported that letter -originally to the renowned journalist Severgnini- , in that comment. Period. )


  13. Anonym ha scritto il 14 novembre 2008 alle 10:47 am:

    Comunque la si pensi, auguro buona giornata a tutti, vicini e/o lontani, Italian – and/or English- speaking…

    E grazie sempre a Paolo, ça va sans dire. :)


  14. Luis ha scritto il 14 novembre 2008 alle 2:05 pm:

    To Anonym: come on man, I was trying to build up a bridge between you and Saverio. I meant the point was clear enough since – as far as i understand – Saverio meant to consider life as a primary value, and any other issue such as war politics, public health and stuff is ancillary to that. Know what I mean? Anyway, I don’t dare to interpret Saverio’s belief. I just read it.


  15. Anonym ha scritto il 14 novembre 2008 alle 2:38 pm:

    All right, man. :)


  16. Elisabeth Bennet ha scritto il 15 novembre 2008 alle 12:10 am:

    I’ m so glad to hear such a politeness and cordiality among people!
    Luis, Saverio and Anonym, I think that you’re on the same boat, you just misunderstood eachother! Anonym you’re right, that letter is quite stupid, and that woman too…you’ve to separate catholics by name, as that woman, and Catholic of-fact. She’s just a little poor slut, c’mon, how can you read Famiglia Cristiana, a close relative of Il Manifesto! It’s bullshit man, to be catholic is another thing.
    God save us from ignorance!
    A great philosopher of this century, Jean Guitton, once said, Is a humanity’s duty to be intelligent.
    Maybe he was asking too much, ’cause if it was so, we’d have no problems, no wars, no fights among us…and no stupid women! When I read something like that, I’m so ashamed to belong to that kind!
    Bonne nuit a tout le monde.


  17. Giovanna d'Arco ha scritto il 15 novembre 2008 alle 4:21 pm: