Eluana deve morire. È in coma «irreversibile». Ma va?
13 novembre 2008 -
Secondo i giudici di Milano Eluana Englaro può morire perché è in coma «irreversibile». Davvero? Su quali basi scientifiche si può dire che lo stato in cui si trova Eluana è «irreversibile»? Dovrebbero spiegarcelo questi giudici.
La verità è un’altra: Eluana mangia e beve. Dorme. Si sveglia. Prova emozioni come tutti. Insomma vive. Eppure, secondo i giudici, il suo stato comatoso rimane «irreversibile» e per questo deve morire. Ripeto: deve morire. O meglio, deve essere uccisa.
Il diritto italiano non prevede nulla di tutto ciò, ma per loro Eluana deve morire comunque. Punto. Complimenti.
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Bravo Paolo, ottima sintesi!
Sì, deve morire di fame e di sete. Allontandoci da Cristo, siamo tornati (da tempo, ormai) ai sacrifici umani.
Anche perchè abbiamo paura del futuro e non sappiamo cosa sia il dolore.
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia-3/ultimo-inferno/ultimo-inferno.html
Caro Paolo
dal punto di vista procedurale la decisioni di ieri della Cassazione è ineccepibile e se, vogliamo, “scontata”. Come era scontata del resto la pronuncia della Corte Costituzionale sul “pazzo” conflitto di attribuzioni sollevato dal parlamento. Allora non era ammissibile il ricorso, oggi effettivamente c’era un problema di legittimazione attiva della procura di Milano a proporre il ricorso.
Qualunque operatore del diritto te lo avrebbe spiegato e sicuramente è stato ben spiegato a chi di dovere dai loro consulenti giuridici. L’apertura del card. Bagnasco sul testamento biologico è il frutto di questi saggi consigli!
D’altra parte il codice ha le sue regole che vanno sempre rispettate e che oggi hanno portato a decisioni sostanzialmente ingiuste: certamente il principio di diritto pronunciato nella precedente sentenza dalla Cassazione è discutibile. Non vorrei stare nei panni di ha avuto la responsabilità di ricostruire la volontà di Eluana dopo tanti anni e di decidere dell’irreversabilità del coma.
Tuttavia mi continuo chiedere fino a dove la povera Eluana possa essere strumentalizzata in questa battaglia di principio. Ci vuole pudore.
e del dolore del padre di Eluana come mai nessuno parla?
E, ancora: di tutti coloro che si sono spesi (a favore o contro) le decisioni riguardanti la ragazza, chi conosce veramente Eluana, chi è andato a trovarla in ospedale, chi ha parlato con il padre?
O questa povera ragazza è solo il pretesto per le proprie battaglie?
A volte a me sembra che, fatte le debite proporzioni, siamo di fronte a quei censori che dicono che certi film non devono andare in tv (alle 2 di notte!) perchè turbano i bambini e non hanno il coraggio di dire che sono loro (adulti?) ad essere turbati.
Summum ius summa iniuria dicevano i fondatori del diritto, i romani, che avevano già detto tutto.
caro francesco, si sta parlando della vita sacra di Eluana, non della vita di suo padre.
sono sicura che il padre stia soffrendo, cosi come tutte le persone che si prendono cura di Eluana ( religiose tralaltro non d’accordo con la decisione del padre), ma credo che questo passi in secondo piano.
Grazie Paolo per il tuo intervento
La verità è che Eluana “NON E’ IN COMA” ma in uno “STATO VEGETATIVO PERSISTENTE”, che è ben diverso. Ve lo dice uno che frequenta tutti i giorni la rianimazione.
L’altra verità è che ha ragione chi dice (non avrei mai voluto riconoscerlo) che la Magistratura è politicizzata e ideologizzata. Una volta incontrai un magistrato di Cassazione che mi parlava di Vassalle come del suo maestro. Oggi però, mi diceva, il vento è cambiato, in riferimento al governo di centro destra, e cambiano anche le frequantazioni politiche e culturali.
Invece per il dolore e il dramma umano di chi vive queste situazioni c’è solo la Misericordia divina e di chi la sa intepretare nel suo cuore e nella sua vita …
Questo caso è molto, molto grave.
Io proporrei di staccare la spina al padre di Eluana
Non voglio fare commenti sul padre di Eluana, né tanto meno giudicarlo. Voglio invece esprimere una grande preoccupazione. vivo con grande tristezza questa deriva eugenetica della quale siamo spettatori. Si distingue tra vite che meritano e vite che non meritano di essere vissute. Una tale maniera di porsi, della medicina e dell’opinione pubblica ,mi fa rabbrividire. PErche la vita dell’uomo va salvaguardata senza se e senza ma. Non è necessario essere cattolici per definire come fine delle nostre azioni il bene dell’uomo. La medicina , come l’economia, la politica e le scienze tutte devono avere L’uomo come fine e non come mezzo. Dove stiamo andando a finire?
Caro Pico, la tua considerazione è del tutto condivisibile.
Il problema è che l’uomo non sa qul’è il fine della sua vita e non lo ricerca , non se lo domanda.Nn trovi?
caro saverio, comprendo la tua ira…ma non esagerare!
Saverio, adesso però non diciamo scempiaggini su un uomo che ha sofferto molto.
La pietà per Eluana non può cancellare la pietà per la sua famiglia.
Pur non condividendo i toni più accesi dell’una e dell’altra parte, ieri sono rimasto un tantino -come dire?- schifato dal linguaggio usato ad hoc dai mainstream media su questa vicenda: “autorizzato la sospensione…” (molto eufemistico) ; La Corte “ha dato l’OK” (manco fosse l”uomo Del Monte’…) ; “la lunga battaglia di Eluana” (..o di suo padre??)..etc etc..
[Ciò non contraddice dopotutto il modo in cui l'altro giorno è stata trattata la notizia della ragazza tredicenne inglese che 'ha vinto' la causa contro l'ospedale che l'aveva in cura, per rifiutare il trapianto di cuore: sentire definirla dallo speaker di turno "ragazzina coraggio" mi è parso proprio delirante.. ]
Anonimo: ma certo era una provocazione la mia. il punto è che a fronte di una scempiaggine giurisprudenziale, detta provocazione sia doverosa se non altro sul piano dialettico. Condivido profondamente quanto detto da Mons. Fisichella nell’intervista al Dott. Rodari.
Concordo, comunque: quella sentenza è una scervellatezza giurisprudenziale.
Vero: l’intervento di Mons Fisichella è davvero interessante. Mi sento di aggiungere un paio di considerazioni. Si è detto che il coma di Eluana è irreversibile, al qual punto v’è da chiedersi come tale stato di irreversibilità possa definirsi tale. La prudenza è d’obbligo parlando di riversibilità-irreversibilità. Faccio una provocazione: se a livello statistico vengono risportati dei casi,seppur pochi,di risveglio da coma vegetativo non sarebbe piu prudente evitare di bollare certi casi clinici come “senza speranza” ? Ma un pensiero mi sta ancora piu a cuore. Si sta giocando con le parole per giustificare degli omicidi. Si dice coma irreversibile per giustificare l’eutanasia , si parla di annullamento di non-so-cosa per giustificare l’aborto.ma non si dice che di eutanasia ed aborto si tratta.mi spiego: se si dimostrasse che il coma di Eluana è reversibile, il signor Englaro cambierebbe idea? Temo di no…
» 2008-11-14 13:29 Ansa
La stampa britannica, decisione epocale
LONDRA – La stampa britannica dà ampio risalto alla vicenda di Eluana Englaro, sottolineando che la decisione della Cassazione è “epocale”. “Massima corte italiana apre la via alla morte di Eluana” titola il Times, ricordando che la decisione è stata accompagnata “dalle proteste del Vaticano”. “Chiesa infuriata per la decisione di consentire a una donna in coma di morire” scrive invece l’Independent.
Il Telegraph, titolando “L’Italia dice sì allo spegnimento della macchina che mantiene in vita”, aggiunge che si tratta di una “decisione epocale in un paese cattolico”. Infine, lo Scotsman sottolinea che “Un padre vince la battaglia legale per spegnere la macchina che tiene in vita la figlia”.
Caro Anonym, hanno ragione in Inghilterra: la cosa è epocale e qui la maggior parte della gente se ne fotte! Che schifo
Dopo qualche decennio ripercorriamo, senza accorgerci, senza darci troppi pensieri, le stesse idee che tutti i giorni aborriamo perché naziste. C’è un sottofondo nazistoide nella nostra società. Chi lo vede? Chi lo percepisce?. Questa sentenza (ma meglio sarebbe dire questo vuoto legislativo; meglio ancora, questo vuoto etico smisurato quanto il menefreghismo che lo nutre) apre all’eutanasia, occorre averne consapevolezza. Fa crollare un muro, demolisce un principio. Qualcuno la riempirà dei mille casi della vita. C’è sempre una maggioranza che denigra una minoranza, che dice che è malata, incurabile. Teniamocelo, papa Ratzinger. Ben stretto. Vincenzo
Vincenzo, ti stringerei la mano se potessi, ma avrei paura di bruciartela.
In proposito, non so se ti ricordi quando hanno dato contro al ministro Giovanardi che aveva dato del Nazista al governo olandese al momento dell’approvazione della legge sull’eutanasia…mai verità era stata più legittimamente espressa!
Hai detto la cosa giusta Vincenzo, teniamoci stretto questo Papa, che duri il più a lungo possibile…
Sostenne, tempo fa, la deriva nazistoide della nostra società anche Susan Sharandon. Grande attrice americana. Ma quando i progressisti (quelli veri) esprimono giudizi politicamente incorretti, allora non vengono considerati. Il problema, mi pare, è dominare il nostro sapere,le tecnologie, e metterle al servizio della nostra natura umana. Natura umana! Ogni giorno siamo tentati dall’albero del bene e del male. Ogni giorno. Una sfida quotidianaa. E’ difficile, tremendamente difficile. Forse ci potrebbe aiutare il capire la sofferenza, la nostra e quelle degli altri
Hey Vincenzo, I like your thoughts, pal. Susan was basically isolated after having expressed these opinions. You remember that moving movie played with Nick Nolte? Pretty good, based on a true story.
Lorenzo’s oil? Great movie, i dare say.
ma quale eugenetica?
qui si tratta di far valere la volontà di una persona (Eluana Englaro) contro quella di Eugenia Roccella, Papa Ratzinger, Paolo Rodari, mons. Fisichella, mons Bagansco e tutti quelli che vogliono costringere Eluana a restare in quelle condizioni sine die.
Lei non voleva, punto!
è così difficile accettare la volontà altrui?
Propongo un altro modo di analizzare il caso Englaro. Credo che la medicina di fronte ad un malato grave si trovi di fronte a seguenti possibilità:
1) continuare le cure nella speranza di una prossima guarigione
2) continuare cure che costituiscono accanimento terapeutico
3) interruzione delle cure mediche che cosituisce atto eutanistico
4) interruzione delle cure come ammisione dei limiti,finiti, della scienza
Ora facciamo chiarezza. La Chiesa è CONTRO la scelta 2 3 e 4. Quindi al tempo stesso contro l’eutanasia e l’accanimento terapeutico. E qui viene il difficile, perche il concetto di accanimento terapeutico è complesso e soprattutto vago.
Parlare di macchine attaccate ad un corpo non risolve la questione, perche da sempre la medicina si serve di strumenti meccanici per curare le malattie piu diverse, senza che per questo si debba gridare ogni due per tre all’accanimento.
Personalmente non trovo affatto che il caso di ELuana sia A.T. ma vorrei che si arrivasse ad un opinione piu largamente codivisa sul problema. Perche con il “secondo me” non si va lontano. E nel dubbio la medicina non dovrebbe fare azzardi ma frenare il suo istinto sperimentale di fronte alla vita umana.
Perdonate, ho fatto un errore. La Chiesa è PRO alla scelta 4, cioè alla “interruzione delle cure come ammisione dei limiti,finiti, della scienza”.Perche contro l’accanimento terapeutico naturalmente.
Il dramma di Eluana è un dramma che riguarda esclusivamente la propria famiglia, nessuno dovrebbe mettere bocca in questa tragedia intima dalle proporzioni inimmaginabili. La chiesa dovrebbe capire che c’è un tempo per parlare e un tempo per tacere.
Quando ad un cavallo si rompe una zampa abbiamo pietà di lui e lo togliamo dalla sofferenza di una vita senza senso…quanto più dovremo avere compassione di Eluana, di chi la ama e ne sofre ogni giorno il martirio.
Gesù durante la sua vita spesso è andato oltre “la lettera” della legge in nome della carità e ci avrebbe detto…
“guai a voi ipocriti che imponete agli uomini pesi insostenibili mentre voi non li sfiorate neppure con un dito”.
Il dramma di Eluana è un dramma che riguarda esclusivamente la propria famiglia, nessuno dovrebbe mettere bocca in questa tragedia intima dalle proporzioni inimmaginabili. La chiesa dovrebbe capire che c’è un tempo per parlare e un tempo per tacere.
Quando ad un cavallo si rompe una zampa abbiamo pietà di lui e lo togliamo dalla sofferenza di una vita senza senso…quanto più dovremo avere compassione di Eluana, di chi la ama e ne sofre ogni giorno il martirio.
Gesù durante la sua vita spesso è andato oltre “la lettera” della legge in nome della carità e ci avrebbe detto…
“guai a voi ipocriti che imponete agli uomini pesi insostenibili mentre voi non li sfiorate neppure con un dito”.
http://davidilgrido.blogspot.com
Aelred, how do you know NOW Eluana wants to die?Come on, reply ! a person change his mind whenever he lives a certain situation. I will reply for you : she’s loved by people who visit her and give her their attention and time. She’s not suffering. She’s just like a baby, in a unconscious state of mind.she doesn’t want to leave her life.
Think about it.
L.L.
david,
grazie a Dio, noi siamo qualcosa di più di un cavallo.
Cara Giovanna d’Arco…
troppo facile la tua battuta.
C’ero arrivato anch’io!
david il tuo intervento non è superficiale, lo trovo invece vero. vero nella misura in cui fa male vedere come l’opinione pubblica aggredisce,oserei dire,il caso della povera Eluana.Se ho capito il tuo intervento credo che io e te avremmo piacere a saperla in questo momento in paradiso piuttosto al centro di un dibattico religioso politico.lo stesso dicasi per la famiglia Englaro. Ho un solo dubbio DAvid ed è questo : non credi che le decisioni su Eluana riguardino anche te e me, in qualità di suoi fratelli? certo, ci riguarda meno rispetto alla famiglia carnale ma immagina se si arrivasse, in tutta serenita di dialogo e tutto , ad affermare che quello di Eluana non è accanimento terapeutico. Tu david, in tutta onesta, ti prenderesti la responsabilità di lasciare andare Eluana. e come, poi? una punturina? oppure la macabra interruzione di cibo e acqua? buona giornata
caro Gianni io credo che noi non possiamo entrare nel cuore dei genitori di Eluana e provare gli stessi sentimenti che provano loro…solo loro possono maturare una decisione frutto dell’amore. Il caso è troppo intimo, muove una serie di problematiche per noi inimmaginabili, non possiamo giudicare, qualunque cosa decidano non possiamo giudicare. Affondare il coltello che separa il bene dal male in questo caso è impossibile, anche per la chiesa.
caro david, psiegami questo concetto che hai espresso “coltello che separa il bene dal male in questo caso è impossibile, anche per la chiesa”.mi sembra un’affermazione discutibile.è certo materia difficile il discernimento del bene e del male ,soprattutto quando il contesto è quello medico che per definizione è imperfetto pero la tua affermazione è molto forte.
ma mi interessa un altro aspetto.dici che per il caso Eluana è meglio tacere. perche son fatti della famiglia Englaro.anche qui mi sembra che vai troppo lontano con le conclusioni.ti chiedo infatti?faresti lo stesso ragionamento nel caso di possibile aborto? diresti forse: e una fatto proprio alla madre, non possiamo giudicare? se la tua risposta è si, devo dissentire da te. credo infatti che siamo talvolta chiamati a consigliare le scelte altrui, anche con fermezza se il caso lo richiede.mi piacerebbe avere una tua opinione al riguardo.
caro Gianni l’aborto è un discorso completamente diverso poiché indiscutibilmente ci troviamo di fronte alla “vita” e sarebbe un omicidio.
Dio ha dato dieci semplici comandamenti che con il passare del tempo l’uomo ha esteso con centinaia di indicazioni, normative, cavilli nell’intento di codificare l’etica morale fino ai più minuziosi risvolti…per questa strada ci siamo perduti.
La mia idea è questa…se il caso è chiaro decida la legge di Dio, se non è chiaro decida chi più la ama e ne sopporta le conseguenze.
Non possiamo scontrarci con le parole di Gesù che ho già sopra citato…
“guai a voi ipocriti che imponete agli uomini pesi insostenibili mentre voi non li sfiorate neppure con un dito”.
Non possiamo imporre alla famiglia di Eluana nessuna nostra decisione poiché non soffriamo la realtà di quella situazione.
Caro David – io non credo che la vita sia un tema sul quale si possa avere un’opinione prudenziale, come su guerra, economia, sociologia, ed ogni altro argomento. Non è, come dicono gli inglesi, “an ordinary matter of discussion”, bensì a primary issue. Pertanto, la vita di un feto di sei mesi non vale più della vita di Eluana, perchè di vita sempre stiamo parlando. Certo, quella del bambino ha potenzialmente un orizzonte più lungo, ma di vita si tratta, con sofferenze, dolori, handicaps, difficoltà, successi ed insuccessi. Interferire in tutto questo, decidendo arbitrariamente di porvi fine, nell’uno come nell’altro caso, ritengo costituisca la medesima fattispecie. Nella sostanza, checchè qualcuno possa non gradire l’espressione, un omicidio.
caro Saverio che dire… ci vorrebbe la sapienza di Salomone per risolvere questa questione.
Vorrei solo aggiungere che se il padre di Eluana vedesse nella figlia un barlume di vita non credo vorrebbe spegnerla.
Caro, ma se non fosse viva non si sarebbe creato questo dibattito, nè la sua sarebbe stata una vicenda così spinosa.
Se è già morta, stacchino i macchinari e buonanotte, come si fa in qualunque struttura ospedaliera e non quando il paziente esala l’ltimo respiro.
Il problema è che Eluana respira, si nutre, addirittura sorride.
Che Dio illumini suo padre, mi auguro.
Good reasoning, Saverio, pretty straightforward. I totally agree with you. To David: hey man, we must safeguard the mankind, no way to kill each other.
Guys, I’ll play a football match this evening, and money collected will be donated to children of Israel. I hope to score at least one goal for them. Have a nice evening men, have a nice weekend Mr Rodari.
Once again, I totally agree with you Saverio.
Life is sacred as it’s been pointed out so many times.
This is a premise we should all agree about.
If this premise does not stand, what should prevent two completely strangers to kill each other?
Hey Luis, that’s a wonderful initiative man. Have a nice evening too.
Hatch, hey Hatch, if you are around NY, why don’t you join us for the game? If you don’t come, we lose more than a game.C’mon Hatch.
Hard decision to make man,
I should firstly ask my friends from the French Resistance…:D
You know, they had a pretty tough time recently…
bravo saverio, hai colto il punto
Oltre alle questioni di carattere medico-legali, non dovremmo forse soffermarci anche su una riflessione del significato della vita da una prospettiva piu’ ampia e spirituale? Quando si parla di supplizio per Eluana, non dovremo forse anche riflettere al bisogno spirituale di questo essere di potersi finalmente liberare e continuare il suo percorso di sviluppo spirituale? Diversamente, come mai nessuno solleva la questione di come una persona al possibile o miracoloso risveglio da un coma durato quasi 20 anni, ammesso questo sia il caso di Eluana,si sentirebbe nei confronti dell’ambiente e di se stessa o a quale shock tale persona andrebbe incontro? E’ possibile, poi che al di la di un genuino interesse a livello medico-legale, ci siano invece accanto interessi pseudo religiosi o finanziari a mantenere questa ragazza-donna, in uno stato vegetativo?
Il padre di Eluana, non ha forse diritto dopo 17 anni di un minimo di rispetto da parte di tutti, istituzioni comprese, nell’accompagnare sua figlia nel suo percorso finale nel modo che un amore di padre ritiene piu’ giusto ed opportuno? Nel dubbio, lasciamo parlare al cuore del padre ed impariamo la saggezza del silenzio.