Svolta di Ratzinger: psicologi nei seminari

Tredici anni non sono pochi per l’uscita di un documento vaticano. E non lo sono nemmeno per il documento uscito ieri, anche perché l’argomento di cui parla non è dei più facili. S’intitola “Orientamenti per l’utilizzo delle competenze psicologiche nell’ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio” ed è stato curato dal ministero della Santa Sede che si occupa dell’educazione cattolica, con delega, appunto, ai seminari. In sostanza, un pamphlet di sole 18 pagine che spiega come, in quali casi e perché, sia opportuno l’uso di psicologi (anche tramite test) per valutare eventuali patologie e «ferite» psichiche dei candidati al sacerdozio.
Perché una così lunga gestazione? La colpa – per molti il merito – pare sia di Ratzinger: fu lui, da cardinale, a rispedire indietro più volte il documento al quale il Vaticano iniziò a lavorare nel 1995. È stato lui a controllarne i contenuti una volta divenuto Pontefice. Il motivo? Il testo era troppo sbilanciato sulla scienza. Ovvero sugli psicologi. Si insisteva troppo sulla psicologia come scienza utile a discernere la giustezza delle vocazioni e troppo poco, invece, sul piano spirituale ovvero sul fatto che ogni vocazione è per la Chiesa, in ultima analisi, una grazia. E, dunque, su come l’ultima decisione in merito alle vocazioni sacerdotali spetti a coloro che guidano i vari seminari e non agli psicologi e alla psicologia.
Ma gli psicologi, si sa, aiutano. E sono importanti soprattutto di questi tempi, come i ripetuti casi di pedofilia scoppiati nelle diocesi del Nord America dimostrano. E Benedetto XVI ne è consapevole tanto che finalmente, dopo 13 anni, ha permesso l’uscita di questo importante documento. Non un testo destinato soltanto ai casi di omosessualità nei seminari (di questi già aveva parlato un testo del 2005 uscito dalla congregazione per la dottrina della fede), quanto una riflessione sull’aiuto che la psicologia può dare a quei seminaristi che non manifestino una piena e cosciente maturità sessuale. Per costoro, qualora il sostegno dello psicologo o la psicoterapia non causasse miglioramenti, il cammino verso il sacerdozio può essere legittimamente interrotto. Per il bene degli stessi seminaristi ma pure per il bene della Chiesa.
Il documento non manca di elencare le immaturità che si possono manifestare nei candidati al sacerdozio: forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate. In questo senso, hanno spiegato ieri il cardinale Zenon Grocholewski e monsignor Jean-Louis Bruguès, rispettivamente prefetto e segretario dell’educazione cattolica (l’uscita del documento si deve anche all’arrivo in congregazione di quest’ultimo), coloro che manifestano «tendenze omosessuali fortemente radicate» o un’identità sessuale «incerta» non possono entrare in seminario e diventare preti.

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  1. Bartolo ha scritto il 31 ottobre 2008 alle 8:50 pm:

    Psicologi nei seminari …iuxta modum!!!
    Non ho letto il documento per intero, ma soffermandomi sulle dichiarazioni del Cardinale mi pare di capire che il contributo della psicologia non sia poi così sovrano. Tutt’altro! O no?


  2. Paolo Rodari ha scritto il 31 ottobre 2008 alle 9:03 pm:

    Per Bartolo: esatto. Gli psicologi servono ma l’ultima parola non spetta loro: La vocazione è un mistero che non può mai essere del tutto comprso nemmeno dalla scienza. Nel muio pezzo questo ho voluto dire. E credo che davvero Ratzinger a questo (in questi lunghi 13 anni) sia voluto arrivare. La questione dei preti omosessuali (alla quale tutti i giornali hanno dato grande risalto) era del tutto secondaria. Il documento dice ben altro.


  3. cecilia ha scritto il 1 novembre 2008 alle 5:51 pm:

    Caro Paolo,
    devo essere sincera ma ieri quando ho letto la notizia mi sono infastidita molto e anche un po’ arrabbiata con il Vaticano. Non sopporto pensar male di qualcuno ben che meno della Chiesa sopratuto se sono i giornali la fonte del mio astio. Conoscendo come i media riportano le notizie sulla Chiesa dunque non mi sono soffermata alla lettura di un semplice articolo, ho cercato in altri canali informazioni e pareri che mi aiutassero a capire le ragioni per cui la Chiesa avesse deciso di “chiudere le porte dei seminari agli omosessuali”. Il Corriere della Sera insisteva sin nel titolo sul fatto che non basta la castità per i seminaristi omosessuali citando il documento del Vaticano”non basta accertarsi delle capacità di astenersi dall’esercizio della genitalità, ma è necessario anche valutare l’orientamento sessuale”.
    Io mi rendo conto che la Chiesa ha subito un duro colpo con le vicende dei sacerdoti macchiatisi di pedofilia, e sono contenta che con questo Papa si sia adottata una linea molto dura, ma così, ovvero affidando questo importante ed equilibrato documento alle grinfie dei media alla loro ignoranza, alla loro cattiva fede, non si corre il rischio di prestare il fianco a facili critiche come per esempio quella di F. Grillini? Persone come lui che poco conoscono la Chiesa, e poco si fidano del discernimento che essa impiega nella scelta dei suoi pastori (da loro punto di vista a ragione)necessitano di un informazione più chiara,aprofondita, illuminata. Mi chiedo è il Vaticano che non riesce a comunicare e a prevedere le possibili distorsioni dei media
    o, non c’è niente da fare, sono i media che non riescono a uscire dalla logica bieca del fare scandalo o notizia a tutti i costi? C’è una soluzione a riguardo?

    Dunque per questo vorrei ringraziarti. Perchè penso che il tuo lavoro di riequilibrio, di approfondimento e ricerca sia d’aiuto a molti, almeno a coloro che non si accontentano di quella comodità intellettuale che viene dall’informazione superficiale.
    con stima
    Cecilia


  4. Paolo Rodari ha scritto il 1 novembre 2008 alle 6:04 pm:

    Per Cecilia: credo che le colpe siano molto dei media. ma non di tutti. Secondo me molto dipende da come le agenzie di stampa riportano le notizie. Spesso, per essere concisi, riducono all’osso partri di dichiarazioni che poi rimbalzano fino ad “obbligare” i giornalisti dei giornali a scrivere pezzi che seguono le linee indicate dalle agenzie di stampa.
    Però ti dò un suggerimento. Se compri i giornali non fermarti mai ai titolo: questi spesso ripropongono i titolo delle agenzie di stampae quasi mai sono scritti da chi scrive il pezzo. E infatti, se poi si vanno a leggere gli articlo, spesso dicono altro rispetto al titolo.
    Comunque, per stare la caso dell’articolo qui sopra: un errore l’hanno commesso le agenzie di stampa che hanno enfatizzato una frase detta ion comferneza stampa dal cardinale dando poco peso al documento. ma un errore altrettanto uguale l’ha commesso Grillini: prima di dire la sua doveva leggere il documento e dire che comunque la questione dei preti gay c’entrava poco.


  5. Luigi ha scritto il 12 novembre 2008 alle 4:08 pm:

    Forse qualcuno insiste troppo con i Preti gay: che ci sia qualcosa che bolle in pentola … forse qualche esperienza personale ??? Qualche simpatia da giovinetti non esplicata ???
    Vale sempre la massima evangelica che dice: “medice cura te ipsum !!!”