Cei: Bagnasco si sta orientando verso un vice del Sud
Set 24, 2008 il Riformista
Scegliere il proprio numero due, il consigliere fidato col quale portare avanti scopi e indirizzi di un progetto comune, non è facile per nessuno. Tanto meno lo è per il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, impegnato già da ieri assieme a coloro che formano l’ufficio di presidenza della Cei (i vescovi Giuseppe Chiaretti, Agostino Superbo, Luciano Monari e Giuseppe Betori), e assieme a tutto il consiglio permanente riunito a Roma, a trovare il nome giusto da proporre al giudizio di Benedetto XVI (la decisione ultima spetta al Papa) per sostituire appunto Betori, divenuto da poche settimane arcivescovo di Firenze al posto del cardinale Ennio Antonelli. Nella giornata di ieri i vescovi hanno vagliato vari nomi e, nelle prossime ore, una scelta definitiva dovrebbe essere comunicata.
Bagnasco, in queste settimane, si è dovuto confrontare con le diverse anime dell’episcopato, ascoltare i pareri di tutti, farsi un’idea propria e portarla avanti. E sembra che, dopo l’ipotesi suggestiva di scegliere un vescovo toscano anche a mo’ di risarcimento dovuto al clero della regione che al posto di Betori avrebbe voluto a Firenze un presule già residente sul proprio territorio, il presidente della Cei si sia indirizzato su un presule del Sud e precisamente sul vescovo di Noto, Mariano Crociata. Certo, l’ipotesi di portare alla segreteria generale il vescovo di Pistoia Mansueto Bianchi, uomo fedele al Papa e di sana dottrina, rimane ancora in piedi, seppure il nome di Crociata sembri godere oggi di qualche chance in più.
Crociata non è un uomo dell’apparato centrale della Cei come alcuni, per motivi di praticità, avrebbero desiderato fosse il nuovo segretario generale, ma il suo profilo è in grado di soddisfare diversi esponenti dell’episcopato italiano e, tra questi, l’ex presidente Camillo Ruini il quale, come è giusto che sia, viene parecchio tenuto in considerazione da Bagnasco in questa delicata scelta.
Ad analizzare il profilo di Crociata risalta il fatto che sia stato scelto per guidare la diocesi di Noto soltanto pochi mesi fa, il 16 luglio del 2007. Solitamente, a meno di gravi motivi, si lascia passare almeno un biennio prima di ipotizzare un nuovo incarico. Ma in questo caso Bagnasco potrebbe ritenere opportuno fare uno strappo alla regola.
Senz’altro, a giocare in favore di Crociata, ci sono la sua formazione e una particolare amicizia. Quanto alla formazione c’è chi non manca di ricordare come l’attuale vescovo di Noto provenga dall’Almo Collegio Capranica, lo stesso collegio frequentato da giovane seminarista da Ruini. La sua, dunque, è una formazione similare a quella dell’ex presidente della Cei.
Quanto, invece, alla particolare amicizia, c’è chi ricorda l’affetto che il prematuramente defunto arcivescovo di Monreale Cataldo Naro (è mancato all’improvviso nel 2006 a soli 55 anni) aveva per lui. Si sa che Cataldo Naro era, nei progetti di Ruini quando questi era ancora a capo dei vescovi italiani, l’uomo giusto per sostituire Betori nel ruolo di segretario generale.Tutto ciò, forse, potrebbe giocare in queste ore a favore di Crociata.
Di per sé, restano ancora in piedi anche le altre ipotesi che nelle scorse settimane sono state vagliate. Nomi che senz’altro, ancora oggi, verranno discussi dalla presidenza della Cei. Si tratta del vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero, del vescovo di Albano Marcello Semeraro e del vescovo di Macerata Claudio Giuliodori.
L’episcopato italiano segue con particolare attenzione l’evolversi della situazione. Non sfugge a nessuno, infatti, l’importanza che, per forza di cose, assumerà all’interno della Cei il nuovo segretario generale. Quando il 7 marzo 2007, infatti, Benedetto XVI scelse Angelo Bagnasco quale nuovo presidente della Cei, volle che contestualmente continuasse a guidare la prestigiosa arcidiocesi di Genova. Un incarico, quest’ultimo, che costringe Bagnasco a passare parecchio tempo lontano da Roma, in Liguria, e che, inevitabilmente, concede al suo numero due in Cei maggiore responsabilità e libertà di manovra. E la cosa, con la parziale uscita di scena di Ruini, non è secondaria, soprattutto per il delicato ruolo che la leadership della Cei gioca nei rapporti con la politica del paese.
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Settembre 25th, 2008 at 7:37 pm
Mi chiedo perché qui non appaia la notizia della nomina di Mariano Crociata, da ore diffusa da tutti i media laici.
Settembre 25th, 2008 at 8:08 pm
Per Tito: perché come puoi leggere nel pezzo qui sopra uscito ben prima dell’annuncio di oggi, su questo blog era già stato tutto ampiamente previsto. E poi perché tendenzialmente pubblico un solo pezzo al giorno e PalazzoApostolico non è un’agenzia di stampa. Ciao. P.
Settembre 26th, 2008 at 9:24 pm
Paolo,
c’avevi “preso”: complimenti !
Domanda “secca”: definiresti il Cardinale Crociata un “ruiniano” ?
Ciao a tutti i “PalazziApostolici” !
Roberto
Settembre 29th, 2008 at 7:39 pm
Per Roberto: Dipoende cosa s’intende per ruiniano…