Il Papa (ex) donatore e un convegno in Vaticano rispondono implicitamente a Lucetta Scaraffia

L’altro ieri in prima pagina sull’Osservatore Romano, Lucetta Scaraffia chiedeva che fosse riaperto il dibattito attorno alla definizione di morte cerebrale, che è la condizione in cui un trapianto può avvenire: a suo dire, la validità della morte cerebrale sarebbe da mettere in discussione e, di conseguenza, pure la legittimità del trapianto degli organi.
La notizia ha provocato sdegnate reazioni da parte della comunità scientifica. Come pure in Vaticano (vedi smentite di Lombardi e Lozano Barragan), dove forse si ricordavano la ponderosa letteratura papale in merito: il cardinale Ratzinger lo disse pubblicamente il 3 febbraio 1999: «È lecito aderire, spontaneamente e in piena coscienza, alla cultura dei trapianti e della donazione degli organi». E lui stesso, quando era cardinale (ora che è divenuto Pontefice l’iscrizione non può più comportargli eventuali espianti), aderì a questa cultura con tanto di iscrizione all’associazione dei donatori: «Io - disse - sono iscritto da anni all’associazione dei donatori e porto sempre con me questo documento dove è scritto che sono disponibile a offrire i miei organi a chi ne avesse bisogno: è un atto d’amore».
Oltre all’iscrizione di Ratzinger all’associazione dei donatori, c’è un’altra notizia che alla luce della prima pagina di ieri dell’Osservatore resta significativa perché sembra andare in senso opposto: nel mese di novembre avrà luogo, proprio in Vaticano, un convengo organizzato dalla pontificia accademia per la vita, dalla federazione internazionale delle associazioni dei medici cattolici e dal centro italiano dei trapianti, tutto dedicato al trapianto d’organi. E in quell’occasione sarà anche Benedetto XVI a parlare esponendo il proprio punto di vista.
Ma notizia la fanno pure i precedenti papali: Pio XII che già nel 1956 si espresse a favore degli xenotrapianti. Giovanni Paolo II che, nel corso del Giubileo del 2000, incontrò la Società dei trapianti e disse: «I trapianti sono una grande conquista della scienza a servizio dell’uomo e non sono pochi coloro che ai nostri giorni sopravvivono grazie al trapianto di un organo». Concetto, peraltro, confermato dalla Evangelium vitae laddove si legge che, «tra i gesti che concorrono ad alimentare un’autentica cultura della vita, merita un particolare apprezzamento la donazione di organi».

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9 commenti al post: “Il Papa (ex) donatore e un convegno in Vaticano rispondono implicitamente a Lucetta Scaraffia”

  1. Angelo Bottone ha scritto:

    E se, alla luce dei progressi della scienza, avesse ragione la Scaraffia?
    Anche il magistero sui trapianti può essere corretto e modificato, no?


  2. Tito ha scritto:

    Ma dove sono i progressi della scienza cui si appellano gli integralisti più papisti del Papa?


  3. Remo Di Medio ha scritto:

    Secondo me un conto è essere favorevoli o meno ai trapianti, un altro è quello di accertare il momento in cui il corpo umano cessa di vivere per essersi verificato quel doloroso evento della morte.
    Cerchiamo di non confondere le cose.
    Lucetta Scaraffia ha sollevato la questione sul momento esatto e sulle cause della morte dell’uomo, che per effetto di nuove conoscenze scientifiche può essere diverso da quanto ritenuto attualmente.
    Per quanto riguarda gli espianti di organi, non nascondiamoci dietro un dito: possiamo mettere la mano sul fuoco che non si siano mai verificati, quantomeno, giudizi affrettati in danno dell’uomo che muore?
    Io sono contrario a qualsiasi espianto dei miei organi: desidero essere deposto nel sepolcro integro, come è avvenuto per Nostro Signore.


  4. Tito ha scritto:


  5. Gian Paolo Pezzi ha scritto:

    Commento a: Secondo me un conto è essere favorevoli o meno ai trapianti, un altro è quello di accertare il momento in cui il corpo umano cessa di vivere per essersi verificato quel doloroso evento della morte.
    Hai ragione, l’impostazione tua è corretta, ma non le conclusioni. Fin da giovani ho fatto il testamento per la donazione degli organi proprio per seguire l’esempio di Gesù che diede tutto se stesso. Se poi la chiesa seguendo un parere al momento considerato entra in errore facendo coì il bene della gente, non mi scandalizza. E’ pare della sua realtà storica di vivere dentro il mondo per fermentarlo. Però la scienza e quindi la Chiesa non devono intetsardirsi su posizioni scientifiche quando sappiamo che esse, in buona parte, sono ipotesi di lavoro. Non sono poi da scartare i dubbi che ospedali e banche di organi non siano del tutto trasparenti in questo campo: film e romanzi americani scabrosi denunciano il al costume in questo delicato settore della medicina.


  6. Gian Paolo Pezzi ha scritto:

    Mi scuso gli errori di scrittura ho schiacciato il submit inavvertitamente mentre stavo rileggendo.


  7. Remo Di Medio ha scritto:

    @ Gian Paolo Pezzi.

    Io non sono contrario che tu e altri come te siate favorevoli al trapianto dei vostri organi.
    Rispetta, però, anche tu le mie posizioni: io sono contrario per il motivo che ho già esposto e forse anche per l’educazione ricevuta e per il contesto sociale nel quale sono vissuto, al trapianto degli organi, dei miei organi e di quelli dei miei congiunti.
    Perché scrivi che le mie conclusioni in tal senso sono sbagliate?
    E’ vero che Gesù ha dato tutto se stesso, ma nel Vangelo di Giovanni c’è anche scritto: “Non gli sarà spezzato alcun osso”, affinché si adempisse la Scrittura e perché si compisse la volontà di Dio che ordinò cha all’agnello pasquale, simboleggiante Gesù, vittima pura e immacolata immolata per la nostra salvezza, non fosse rotto alcun osso.
    Gesù, infatti, fu deposto integro nel sepolcro.


  8. raffaele savigni ha scritto:

    Nessuno è obbligato a donare i suoi organi. Ma farlo non è contrario allo spirito cristiano.


  9. Remo Di Medio ha scritto:

    Nessuno è obbligato a donare i propri organi, ma negli anni scorsi quelli favorevoli ai trapianti hanno cercato a più riprese e anche subdolamente, con il silenzio-assenso (quando in diritto il silenzio è solo silenzio, di voler obbligare gli altri all’espianto degli organi.


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