Per il Papa il mondo è ferito. La colpa? Dell’ideologia secolarista
Lug 18, 2008 Pensieri sparsi
Il discorso di Benedetto XVI ieri a Sydney non è stato banale. Tutt’altro. Lungo e profondo.
Un discorso che ha voluto mostrare ai giovani il volto più crudo del mondo odierno. Dio, oggi, viene messo «in panchina».
In nome dell’ideologia secolarista, «la religione e la fede, per quanto accettabili sul piano individuale», sono escluse «dalla vita pubblica o utilizzate solo per perseguire limitati scopi pragmatici». Insomma, manca ogni riferimento al creatore.
È una visione della vita e della società che vuole presentarsi come «neutrale», «imparziale», «rispettosa di ciascuno» ma che, in realtà, s’impone «come ogni ideologia». E ancora: «Se Dio è irrilevante nella vita pubblica allora la società potrà essere plasmata secondo un’immagine priva di Dio, e il dibattito e la politica riguardanti il bene comune saranno condotti più alla luce delle conseguenze che dei princìpi radicati nella verità».




















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Luglio 19th, 2008 at 8:21 am
Buon giorno a tutti.
Grazie a Paolo per averci proposto questi importanti “passaggi” del discorso del Santo Padre a Sidney (che, detto per inciso, mi pare quasi una metafora della situazione politica italiana).
Ma vi sono altri punti delle affermazioni rese dal Pontefice nell’occasione che pure mi sono parse davvero toccanti (e che, per la verità, non mi sembra che siano stati colti con grande attenzione dai “media” italiani, con qualche eccezione): mi riferisco, per esempio, alla magnifica semplicità con cui il Papa ha confessato che “per me, questo volo è stato in qualche misura logorante” e allo stupore con cui ha descritto che “la vista del nostro pianeta dall’alto è stata davvero magnifica: il luccichio del Mediterraneo, la magnificenza del deserto nordafricano, la lussureggiante foresta dell’Asia, la vastità dell’Oceano Pacifico, l’orizzonte sul quale il sole sorge e cala, il maestoso splendore della bellezza naturale dell’Australia, di cui ho potuto godere nei trascorsi due giorni”; il Pontefice ha parlato di “senso di reverente timore” per indicare l’animo di chi ammira il Creato ed ho trovato che queste (come altre) parole rendono giustizia dei luoghi comuni che vorrebbero il nostro Papa freddo nelle sue espressioni, distante dai fedeli, poco “comunicativo” in queste occasioni.
Peccato, ripeto, che molta parte della stampa, informazione radio-televisiva, etc., si sia limitata a sintesi un pò banali dei suoi discorsi o, peggio, ad uso e consumo delle “polemichette” politiche di casa nostra (”Nuovo attacco del Papa all’aborto”, “Il Papa interviene in difesa della vita”: sì, certo, ma non solo questo, anzi, molto e molto altro ancora).
Buon sabato !
Roberto