A Vallini, il nuovo vicario di Roma, non piace la politica
27 giugno 2008 -
Oggi il cardinale Agostino Vallini è stato nominato vescovo vicario del Papa per la città di Roma al posto del cardinale Camillo Ruini. Trovi qui il pezzo uscito questa mattina sul Riformista. Buona lettura.
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[ Circa il suo successore alla Signatura :
"...In both La Crosse and St. Louis, Burke has established oratories for those who attend the Tridentine Rite. He has invited traditionalist Institute of Christ the King Sovereign Priest into his dioceses and has ordained priests for the group. His ordination of two traditionalist priests on June 15, 2007, was the first time in 40 years that the Tridentine rite of ordination had been used in the cathedral. In July 2006, Pope Benedict XVI appointed Burke to be a member of the Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura, the highest court in the Catholic Church..."
http://stlouiscatholic.blogspot.com/2008/06/goodbye-st-louis-holy-father-tabs_27.html ]
“don” Agostino è stato per tre anni il mio rettore in Seminario (poi venne fatto vescovo ausiliare di Napoli) e mio professore (e che professore!!!) di diritto canonico; un uomo severo ed ascetico, che ho apprezzato sempre (e voluto bene) perché, prima di chiedere qualcosa, era il primo a metterla in pratica.
Ha sempre chiesto rigore ai seminaristi e – come vescovo – ai preti; non potrà che far bene come Vicario e la sua umanità e discrezione non potranno che giovare al popolo di Dio. Ai sacerdoti romani posso solo dire di aspettarsi un uomo attento, austero ed esigente, un uomo dell’essenziale, della sostanza e non della forma, e questo non è un male in una città come Roma.
Che Dio lo accompagni sempre!!!!
Mi è sembrata giusta la scelta di una persona più svincolata dalla politica di quanto non fosse Ruini. Se poi possiede, come sembra, notevoli doti culturali e virtù ascetiche non posso che rallegrarmi.
Savigni, come al solito ripete le solite cavolate su Ruini, senza aver capito nulla e senza aver imparato nulla da quello che Ruini ha detto, anche nella sua ultima omelia. Mi rifiuto, come cattolico e come studioso, di sentirmi rappresentato da un ignorante presuntuoso simile. Vattene in sezione, agitprop da quattro soldi, e fai carriera nel partito, non nel mondo della cultura che non ti si addice per niente, a meno di non intendere per cultura quel cesso che è l’università italiana.
Rodari, possibile che lei debba sempre inerpretare quasi tutto in modo politicamente corretto? La cerimonia con l’Opus Dei coincide col 26 giugno, memoria liturgica di san Josemaria Escrivà. Vederci altro mi sembra pura fumisteria, scusi…
mi correggo: dottor Rodari, non è vero, come ho scritto prima, che lei interpreti quasi tutto in modo politicamente corretto. Le chiedo scusa per l’inesattezza. Però è indubbio che talvolta anche lei sembri cedere al vizio dei giornalisti italiani di interpretare tutto in chiave di “dietrologia” pseudopolitica, e mi pare che anche stavolta ci sia cascato.
Per Igino: mi sembra evidente che se cerimonie di questo tipo avvengono sempre di venerdì, un anticipo a giovedì è dovuto a motivo di appuntamenti per venerdì improrogabili. come in efetti è avenuto
Non ho mai fatto parte di alcun partito. Rivendico invece (anche se sono consapevole dei miei limiti) il mio ruolo di persona di cultura, e non riconosco ad un cafone come Iginio il diritto di insultarmi. Definire “cesso” l’università italiana mi sembra poi una generalizzazione assurda, che offende in modo gratuito migliaia di docenti che si impegnano (diversamente da Iginio) a fare ricerca seria e ad insegnare agli studenti la passione per la verità.Tutti i docenti dovrebbero sentirsi offesi da questa frase gravemente offensiva di Iginio.
Gentile Savigni,
sono docente anch’io – ahimè – dell’Alma Mater.
E mi sento offeso non tanto dalle parole di Iginio, quanto dagli svarioni (anche storici) che lei regolarmente ci rifila su innumerevoli blog.
E non oso pensare cosa lei insegna nelle aule universitarie…
A Luigi: quali sarebbero questi “svarioni”? Sinceramente credo di non averne mai rifilati, anche se posso essere stato impreciso su qualche dettaglio secondario.