Quando monsignor Fellay (superiore della Fraternità San Pio X) non risponde al telefono
giu 25, 2008 Pensieri sparsi
Ieri Andrea Tornelli ha reso note sul suo blog le cinque condizioni poste a monsignor Fellay in vista del rientro nella piena comunione con Roma. «Al contrario delle iniziali indiscrezioni - scrive Andrea -, non si parla di accettazione del Concilio o della nuova messa: sono condizioni generali previe. Di fatto la Santa Sede, mostrando una grande generosità, chiede di non attaccare la persona del Papa».
Siccome molti lettori di PalazzoApostolico mi hanno chiesto un’opinione intorno all’eventuale rientro dei lefebvriani, scrivo qui il mio pensiero:
Prima considerazione: Non so se i lefebvriani accetteranno le condizioni della Santa Sede. So che un’occasione simile probabilmente non capiterà loro mai più. E so che, se non accettassero, potrebbero perdere diversi fedeli i quali li seguono, principalmente, perché vogliono partecipare alla messa con l’antico rito. Ma questa messa, oggi, è possibile trovarla anche altrove, grazie al motu proprio Summorum Pontificum.
Seconda considerazione: Una piccolissima indicazione intorno al fatto che, probabilmente, i lefebvriani accetteranno le condizioni poste dalla Santa Sede (o che comunque ci stanno seriamente pensando) mi è arrivata da una telefonata che ho fatto ieri a Econe, sede della Fraternità San Pio X. Come altre volte in passato, ho chiesto di parlare con monsignor Fellay, superiore della Fraternità. Di solito, soprattutto quando voleva ribadire che non c’era nessuna novità intorno al loro rientro nella Chiesa, mi rispondeva subito. Ieri, invece, mi ha fatto sapere che non aveva nulla da dire. Forse perché sta seriamente pensando di accettare le condizioni vaticane ma non vuole dirlo?
Tags: Marcel Lefebvre




















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giugno 25th, 2008 at 2:03 pm
Grazie por esta “luz de esperanza”, Paolo!
Rezamos para que acepten las condiciones del Santo Padre!
giugno 25th, 2008 at 9:57 pm
allora cominciamo col togliere l’appellativo “monsignore” dal nome di questo pseudovescovo Fellay, dato che la sua ordinazione non e’ valida.
giugno 25th, 2008 at 10:13 pm
per Iginio: la validità dell’ordinazione di S.E. mons. Fellay è riconosciuta da Roma. Benchè ordinato illecitamente dal punto di vista giuridico, egli è tuttavia vero vescovo, che ordina veri preti i quali amministrano veri sacramenti (cioè il pane e il vino consacrati da loro diventano vero Corpo e Sangue di Cristo - un caso a parte è costituito dalla confessione e dal matrimonio, per la cui validità è richiesta anche la giurisdizione, che essi ovviamente non hanno).
Prova di tutto ciò è il fatto che la riammissione della comunità di Campos nel gennaio 2002 non ha comportato alcuna “riordinazione” del loro vescovo Licinio Rangel e dei loro preti, ma soltanto una regolarizzazione “giuridica” e la “sanatio in radice” di confessioni e matrimoni.
Detto questo, preghiamo affinchè tale riconciliazione avvenga e la FSSPX possa mettere i suoi talenti al servizio di Pietro, invece di “disperderli” in questa sorta di limbo in cui si trova da 20 anni…
giugno 26th, 2008 at 6:18 am
Egregio Signor Igino, ma se perfino il Vaticano stesso riconosce il titolo di Monsignore a Mons. Fellay, come da comunicato del 29 agosto 2005(http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/16913.php?index=16913&po_date=29.08.2005&lang=ge
), quale è il Suo problema? Vuole essere più papista del Papa?
giugno 26th, 2008 at 7:44 pm
Le ordinazioni effettuate da mons. Lefebvre (che era stato validamente ordinato) sono illecite ma canonicamente valide (così come quelle dei vescovi ortodossi). Se mons. Fellay riconscerà il Vaticano II e la riforma liturgica potrà essere un vescovo cattolico a tutti gli effetti. Ma dovrebbe fare un atto di umiltà di cui non lo credo capace.Spero di sbagliarmi.
giugno 26th, 2008 at 9:38 pm
dedicato a Canelli e Savigni:
http://www.corrispondenzaromana.it/articoli/Cultura/Spagna:-migliaia-i-repubblicani-salvati-dalla-Chiesa-nella-guerra-civile/170/1.html
con l’auspicio, anzi l’ordine, di finirla di confindere la ricerca storica con la propaganda politica. E studiare studiare studiare.
giugno 26th, 2008 at 9:44 pm
“RECENSIONI LIBRARIE: la fine del neotomismo
In lingua tedesca, per i tipi della Nova&Vetera, nella nuova collana intitolata Quaestiones thomisticae, Eduard Habsburg-Lothringen ha recentemente pubblicato uno studio già scritto nel 1999 come dissertazione accademica di teologia sulla “fine del neotomismo”.
Il tema è dei più interessanti e lo stesso sottotitolo (Il ‘68, il Concilio e i Domenicani) a 40 anni esatti dall’ultima rivoluzione culturale d’Occidente ci dice molto circa la sua attualità e pertinenza, anche alla luce della nuova ricomprensione dell’evento-Concilio messa in atto dal pontificato di Benedetto XVI.
L’autore, studioso ancora giovane ma molto dotto, stabilisce un parallelo tra la scuola di pensiero neotomista, che individua la ben nota rinascita della filosofia scolastica avutasi nel XIX secolo anche grazie all’Enciclica Aeterni Patris di Leone XIII, e le celebri acquisizioni teoretiche contenute nel saggio di Thomas S. Kuhn circa La struttura delle rivoluzioni scientifiche (1970), conosciute come il Paradigma di Kuhn.
In effetti la fine del neotomismo somiglia molto al “cambio di paradigma” illustrato dello studioso inglese: una scuola di pensiero forte, radicata, autorevole e autorizzata, che ha i suoi prodromi già nei tomisti del ‘500 come il Gaetano e Giovanni di S. Tommaso, e che ha sempre avuto l’appoggio del Magistero della Chiesa, si è andata spegnendo in un tempo assai rapido e senza apparenti ragioni proporzionate.
Tanto più che l’ultimo Concilio Ecumenico per ben due volte e con termini impegnativi raccomandava i maestri cattolici di seguire il Gigante d’Aquino (Optatam totius, n. 16 e Gravissimum Educationis, n. 10), così come pure hanno continuato a fare i recenti Sommi Pontefici, basti pensare a Giovanni Paolo II nella Fides et Ratio (in part. i nn. 43-44).
Com’è avvenuta dunque questa triste fine? L’autore centra le sue analisi sugli effetti che ebbe il Concilio, nella sua ricezione comune e in particolare nell’ordine di s. Domenico, e il parallelo assalto alla Tradizione compiuto dagli intellettuali della rivoluzione studentesca: da questa miscela esplosiva scaturì in molti teologi e filosofi cattolici la ferma convinzione che si stesse verificando un vera “mutazione antropologica” destinata a ribaltare tutti i principi e i valori fino ad allora tenuti per certi e stabili.
Negli ambienti domenicani francesi e tedeschi, quelli cioè principalmente presi in considerazione dall’Autore, si insinuò in poco tempo una mentalità radicalmente nuova che non solo tendeva ad apportare cambiamenti e modifiche all’interno della vita religiosa, ma aspirava nettamente ad una soluzione di continuità con tutta la storia, le tradizioni e la forma del loro Ordine.
L’Autore nelle conclusioni dell’opera asserisce che, rispetto alla prima redazione del suo studio, la situazione del tomismo contemporaneo pare conoscere qua e là una nuova primavera di studi e di interesse, anche a livello accademico laico.
Un pregio particolare del testo è poi quello di contenere i risultati di interviste condotte dall’Autore nel 1993 a teologi ed autori sia interni al neotomismo che informati su di esso e la sua crisi: si scoprono così le opinioni autorevoli, tra le altre, di personalità come Christoph Schoenborn e Marie-Dominique Philippe, Jean-Hervé Nicolas e Eduard Schillebeeckx, Cornelio Fabro e Joseph Ratzinger.
[EDUARD HABSBURG-LOTHRINGEN, Das Ende des Neuthomismus. Die 68er, das Konzil und die Dominikaner, Nova&Vetera, Bonn, 2007]“
giugno 26th, 2008 at 10:59 pm
A Iginio: se la Chiesa spagnola ha cercato di fare il possibile (con scarso successo: i fucilati sono stati circa centomila, se non di più) per salvare le vite dei repubblicani (bastava essere operai o insegnanti, o persino poeti, come Garcia Lorca, per finire fuicilati),mi fa piacere. Ma cosa c’entra quel link con il tema di cui stiamo discutendo? Comunque io non accetto ordini da nessuno, tantomeno da lei.
giugno 28th, 2008 at 5:11 pm
Per caso mi sono imbattuto su questo strano sito dove ho trovato l’ultima intervista di Mgr. Fellay in risposta all’ultimatum della Santa Sede. L’intervista si puo ascoltare su +V+ Live Radio. Li dice tutto quello che vi chiedete in questo post.