Ieri Andrea Tornelli ha reso note sul suo blog le cinque condizioni poste a monsignor Fellay in vista del rientro nella piena comunione con Roma. «Al contrario delle iniziali indiscrezioni – scrive Andrea -, non si parla di accettazione del Concilio o della nuova messa: sono condizioni generali previe. Di fatto la Santa Sede, mostrando una grande generosità, chiede di non attaccare la persona del Papa».
Siccome molti lettori di PalazzoApostolico mi hanno chiesto un’opinione intorno all’eventuale rientro dei lefebvriani, scrivo qui il mio pensiero:
Prima considerazione: Non so se i lefebvriani accetteranno le condizioni della Santa Sede. So che un’occasione simile probabilmente non capiterà loro mai più. E so che, se non accettassero, potrebbero perdere diversi fedeli i quali li seguono, principalmente, perché vogliono partecipare alla messa con l’antico rito. Ma questa messa, oggi, è possibile trovarla anche altrove, grazie al motu proprio Summorum Pontificum.
Seconda considerazione: Una piccolissima indicazione intorno al fatto che, probabilmente, i lefebvriani accetteranno le condizioni poste dalla Santa Sede (o che comunque ci stanno seriamente pensando) mi è arrivata da una telefonata che ho fatto ieri a Econe, sede della Fraternità San Pio X. Come altre volte in passato, ho chiesto di parlare con monsignor Fellay, superiore della Fraternità. Di solito, soprattutto quando voleva ribadire che non c’era nessuna novità intorno al loro rientro nella Chiesa, mi rispondeva subito. Ieri, invece, mi ha fatto sapere che non aveva nulla da dire. Forse perché sta seriamente pensando di accettare le condizioni vaticane ma non vuole dirlo?
