Ermanno Olmi e il suo falso cristianesimo
20 giugno 2008 -
Oggi la prima pagina di cultura del Corriere della Sera ha aperto con un articolo di Ermanno Olmi intitolato “Amo Gesù, più di Dio perché mi ha insegnato a essere un uomo libero”.
Una disamina nella quale il regista spiega che ama Cristo e quelle «poche cose» che egli ha lascito al mondo: ama il prossimo tuo come te stesso.
Ebbene. Secondo Olmi essere cristiani significa semplicemente amare gli altri come fratelli, sull’esempio di Cristo e poi sull’esempio di chi ha fatto come lui. Tra questi Olmi ricorda i modelli Tolstoj e Gandhi.
Mentre, sempre secondo il regista, la Chiesa spesso tradisce questo insegnamento, imponendo dogmi, regole e precetti. È un tradimento del Vangelo, dice. Tanto che, conclude Olmi, «non c’è bisogno di andare in croce. Basta imparare a rinascere, a recuperare l’innocenza che ci consente di cogliere i segni in tutte le creature. A vedere la realtà che c’è in tutte le cose, a sentirla, a provarne profondamente il sentimento».
Ecco, a mio avviso, niente è più lontano dal cristianesimo di questo cristianesimo di Olmi. È vero che il comandamento supremo è quello di amare il prossimo tuo come te stesso, ci mancherebbe. Ma le regole, i dogmi, i princìpi della Chiesa sono fondamentali perché senza la Chiesa, l’istituzione Chiesa, le sue regole, l’uomo segue soltanto se stesso, il proprio sentimento appunto. E si smarrisce. La Chiesa è garanzia di salvezza. La Chiesa permette all’uomo di essere come Cristo, di amare tutti come Cristo, proprio perché chiede obbedienza, sequela. I protestanti seguono soltanto il proprio sentimento. I cattolici seguono Cristo che si rende presente nella Chiesa, che è la Chiesa. Il cristianesimo di Olmi ha bisogno di Cristo come esempio, ma non come persona. Olmi dice di voler seguire Cristo, ma in verità ne segue soltanto l’esempio. E questo non basta. Perché l’esempio può essere interpretabile a proprio piacimento. Mentre Cristo nella Chiesa, persona e persone, sono un qualcosa di oggettivo, l’esatto contrario di un effimero esempio.
Trovi qui l’articolo integrale di Olmi sul Corriere.
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Sono d’accordo con le considerazioni di Paolo, ma aggiungerei un paio di postille.
La prima è che molto difficilmente esiste un’autenticità e continuità dell’amore per il prossimo se non si alimenta con un amore per Dio, fatto di dialogo, preghiera, presenza, invocazione, riferimento. La dimensione verticale della fede è la premessa e l’accompagnamento della charitas verso i fratelli.
Trovo anche io che senza la Chiesa questo riferimento a Cristo o a Dio si trasforma facilmente in arbitrio.
E però ritengo che lo sforzo della Chiesa debba essere quello di suscitare domande e risposte, e quindi una fede persuasa più che obbedita.
E che possa e debba concepirsi come il lascito di Cristo per renderLo presente a tutti gli uomini, più che come semplice Suo corpo, con tutte le sicumere conseguenti, implicate dalla nostra fragilità e supponenza umana.
E che il magistero, l’insegnamento, il munus educativo della Chiesa si esprimano soprattutto dentro il fondamentale senso del cristianesimo e della sequela come avventura
di Bellezza e di Misericordia, e di premura e compassione per tutta la realtà, anche quella peccatrice e decaduta.
A me pare che qui possa essere una traccia della “differenza” rispetto alle logiche mondane, pur nella consapevolezza che viviamo ancora in questo mondo e non già nella nuova Gerusalemme.
non penso che il cristianesimo di Olmi non sia cristianesimo, anzi… semmai è l’altra faccia della medaglia di un cristianesimo di sola adesione (esteriore o intellettuale) alla Chiesa gerarchica…
ciò che manca alla visione di Olmi è la profonda unità che c’è tra il Cristo che egli ritrova e descrive e quello creduto nei dogmi della Chiesa… ma questa unità manca anche a te, caro Paolo, quando non riconosci nelle espressioni di Olmi un aspetto vero ed essenziale (oggi forse più che mai) dell’esperienza cristiana…
non c’è iato tra il Cristo storico e quello della fede, non c’è separazione tra Chiesa dei dogmi e Chiesa della carità, non c’è distanza e opposizione tra “vetus” e “novus ordo”, non sono contrapposte la croce al centro dell’altare e quella posta di lato… sono anime diverse di uno stesso organismo che non è uniforme, ma in cui ogni membro ha una sua specificità e originalità…
che ne pensi?
addendum
prendo ad esempio la questione della verginità della Madonna che Olmi cita come esempio… è chiaro che messa nei termini suoi (di separazione) risulta superfluo credervi o meno… ma se si coglie un principio teologico fondamentale (quello dell’analogia fidei) per cui tutte le verità di fede sono unite indissolubilmente l’una all’altra la questione si ribalta e diventa: che cosa mi dice la verginità della Madonna sul mistero della persona di Gesù? cosa mi rivela questo mistero di fede definito sulla verità storica del Signore?
questa unità tra Gesù di Nazareth e il Cristo insegnato dalla Chiesa è il punto nodale… ma l’uno non può esistere senza l’altro…
fine dell’addendum
Trovo un po’ ingeneroso il giudizio di Paolo Rodari. Certo, il Gesù di Olmi non è quello cattolico. Olmi ammette di non essere un “uomo di fede”, ma una persona in ricerca: come Tolstoj (che ruppe con la Chiesa ortodossa), Fabrizio De André, Pasolini e tanti altri che sono stati attratti dalla figura di Gesù senza sentirsi legati ad una Chiesa.Cerchiamo comunque di vedere l’aspetto positivo e non solo il limite. L’importante è che Olmi (il cui film “L’abero degli zoccoli” era profondamente cristiano nell’ispirazione) abbia un atteggiamento di ricerca incessante. Mario Pomilio, grande scrittore cristiano, diceva ne “IL quinto evangelio” che le domande sono persino più importanti delle risposte. Mi dispiace che Olmi non si senta cattolico; ma mi sempra autentico, e credo che abbia dato un contributo importante all’emergere di domande “religiose” nella cultura contemporanea, direi forse più di Zeffirelli (che in fondo non mi sembra più cattolico di Olmi…).
Per frfrancesco: penso che non ci possa essere Cristo senza Chiesa. Tutto qui. Non sto mettendo in contrapposizione nulla. La seqela a Cristo come la dice Olmi non regge. Ma sinceramente non ci vedo la contrapposizione di due Chiese, due fazioni.
Per Raffaele: mi sembra giusto valorizzare la ricerca di ogni uomo. ma mi sembra anche giusto dire a che punto si trovi questa ricerca. Non lo faccio da nessun pulpito. Non mi sento meglio di Olmi né di nessun altro. Dico solo quello che penso. E giudico le parole di Olmi, non certo la sua persona.
Quello che Olmi dice oggi lo aveva già detto lo scorso anno in “Centochiodi”. Quella frase con cui iniziava il film: TUTTI LIBRI LETTI NON VALGONO UNA TAZZA DI CAFFE CON UN AMICO, e quel finale di attesa del professorino, chiamato GESùCRISTO tutto attaccato, che hanno visto in giro ma non è tornato dai sui amici, dice appunto come egli intenda il dogma cristiano della risurrezione e tutti gli altri che da esso discendono. Insomma non sono nuove in Olmi e nel suo pensiero queste riserve su Dio e la Chiesa. Un uomo che stimo e che rispetto, pur non condividendolo. Comunque mette l’accento su due problemi veri per noi:
la distanza di Dio dall’uomo di oggi
e l’irrilevanza della nostra testimnianza cristiana, a cui più nessuno crede.
Due temi, tra l’altro, molto cari a Benedtto XVI.
Se fosse solo Olmi a pensarla così. Tanti cattolici adulti “progressisti che aamano dire che il CVII ha rotto con il passato, si trovano quasi sulle posizioni di Olmi. perchè dunque guardare la pagliuzza nell’occhio del fratello, quando i cattolici abbiamo una trave in un occhio?
Cristo senza la Croce? È una bugia dell’anticristo….
Ermanno Olmi e il suo falso cristianesimo Oggi la prima pagina di cultura del Corriere della Sera ha aperto con un articolo di Ermanno Olmi intitolato: Una disamina nella quale il regista spiega che ama Cristo e quelle "poche cose" che e…
a quelli come Olmi ha gia’ risposto da tempo non solo il card. Biffi, ma anche un personaggio vissuto qualche tempo fa di nome Giorgio La Pira, noto sporco reazionario… chissa’ se questo nome dice qualcosa, al di la’ sei soliti luoghi comuni alla savigni…
tra l’altro, Cristo ci e’ giunto proprio grazie alla Chiesa… o forse Olmi e quelli come lui hanno avuto rivelazioni private?:-)
forse in nuce concordo con Iginio nel senso che in un affermazione come quella di Olmi c’è un indiretto disprezzo di 2000 anni di storia di fede. E di chi l’ha vissuta.
se è vero che non c’è Cristo senza Chiesa è vero – se non di più – il contrario: non c’è Chiesa senza Cristo
le distanza che Olmi coglie tra la sua esperienza di Cristo e quella che intravede nella Chiesa (che immagino sia quella gerarchica, istituzionale e non l’intero corpo ecclesiale) non è soltanto compito suo colmarlo… non sono d’accordo che i protestanti seguono il sentimento semmai è il contrario! la “forma cattolica” della cristianità è legata all’affectus, al “sentire cum Ecclesia”… mentre l’esperienza protestante è piuttosto intellettuale, poco sentimentale, appunto!
da buon contadino Olmi esprime lo scetticismo per una fede ridotta a solo dogma a sola obbedienza al Papa… la fede è non solo questo… Olmi è – come anche il suo cinema – arcaico, parla di qualcosa che molti rimpiangono (la Chiesa prima del Concilio) ma non sempre a ragione…
poi siamo d’accordo che la sua visione – com’è espressa ma occorrerebbe vedere i suoi film per capire che c’è molto altro nella sua vita di fede – appare riduttiva e parziale… ma non penso che intenda esprimere la necessità di una fede più ampia (catholica, diremmo con le parole della tradizione) di quella che intravede nella sua esperienza di vita
CRISTIANESIMO “FAI DA TE”……
Incredibile articolo, visionabile a questo indirizzo, a cura di Ermanno Olmi e pubblicato sul Corriere della Sera e che, non essendo pubblicato sul sito, ho scoperto grazie al blog di Paolo Rodari. Il titolo è inequivocabile: "Amo Ges…
CRISTIANESIMO “FAI DA TE”……
Incredibile articolo, visionabile a questo indirizzo, a cura di Ermanno Olmi e pubblicato sul Corriere della Sera e che, non essendo pubblicato sul sito, ho scoperto grazie al blog di Paolo Rodari. Il titolo è inequivocabile: “Amo Gesù, più di Dio…
Grazie, Paolo Rodari, hai centrato il problema! Tutti questi Artisti che pontificano, senza tener conto dell’obbedire non a uomini ma a Cristo, centro del Cosmo e della Storia, ci hanno rotto i cosiddetti “maroni! Credono che lor soli possono “capire” il Mistero; ma anche i poeti, se non sono educati, prendono delle madornali cantonate! Esempio ne è Olmi Ermanno; mitico regista del “L’albero degli zoccoli”. Non vorrei che diventasse “L’albero delle zoccole”; che è come prostituirsi alla mentalità corrente!
Avete ragione! Basta con questi sporchi comunisti amici di Bin Laden! W il caudillo Franco! W Borghezio! Sta gente, albanese, comunista, nigeriana, pisana, non è che è fuori dalla grazia di Dio perchè nata dove non sono arrivati i nostri benemeriti missionari! Al contrario è così perchè Nostro Signore non sa cosa farsene di costoro, mentre con me da bimbo ci parlava