Dopo la croce nel mezzo, ecco l’eucaristia in ginocchio
16 giugno 2008 -
Era successo in San Giovanni in Laterano il 22 maggio scorso, durante la messa del Corpus Domini. Ed è successo sabato pomeriggio a Santa Maria di Leuca e ieri a Brindisi: tutti i fedeli che hanno ricevuto l’eucaristia dal Papa, l’hanno ricevuta in ginocchio e in bocca, così come si usava fare prima della riforma liturgica postconciliare.
È vero: è un ritorno all’antico. Un ritorno che, tuttavia, non è fine a se stesso. Semplicemente vuole testimoniare la particolare venerazione che occorre dare all’eucaristia. Venerazione da preservare in tutto il mondo, anche laddove (è la maggioranza dei casi) l’eucaristia viene ricevuta in piedi e sulla mano.
Come la croce posta nel mezzo dell’altare, anche l’eucaristia in ginocchio e in bocca è un segno tramite il quale il Papa (grazie al lavoro del nuovo maestro delle cerimonie pontificie) vuole richiamare tutta la Chiesa alla necessità di vivere la liturgia con il massimo rispetto, la massima devozione e attenzione.
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I cattolici dentro il Pd sembrano arrivati ad una crisi irreversibile. La questione è stata resa bollente da un intervento di Famiglia Cristiana, secondo cui il Pd avrebbe tradito le aspettative dei cattolici e dall’iniziativa di Rutelli di opporsi ad una confluenza del Pd nel gruppo socialista al parlamento europeo, subito sostenuta dagli ex popolari. A ben vedere, però, ambedue i fatti scatenanti non sono espressivi della radice del problema ed hanno esacerbato per i media un problema che ha cause ben più profonde.
Famiglia Cristiana rimprovera al Pd di non aver soddisfatto le attese dei cattolici. Questo però presuppone che i cattolici in quanto tali abbiano delle attese politiche. Ma non è proprio questo che di solito viene negato dalla linea che fa capo anche a Famiglia Cristiana? I cattolici che esprimono delle richieste non venivano accusati di gentilonismo, ossia di avanzare, come ai tempi del Patto Gentiloni, delle richieste di parte piuttosto che elaborare una politica vera e propria? Di non aver accettato la laicità della politica e di vantare ancora la difesa di privilegi confessionali? Non è stata proprio Famiglia Cristiana a sostenere, in passato, una linea di mimetismo e meticciato, ossia che i cattolici scendessero nell’arena politica non più con delle attese unitarie ma armati solo della loro coscienza?
Quanto a Rutelli, che ora non vuole confluire nel socialismo europeo, non si era presentato alle comunali di Roma come leader di tutte le sinistre, ben oltre i socialismi? Perché a Roma sì e Strasburgo no?
Non può essere solo questo a mandare in tilt i cattolici nel Pd. Questi sono i fuochi di superficie, ma sotto ci sono delle difficoltà molto più radicate. Qualcosa sta cambiando nel panorama della presenza dei cattolici in politica, almeno finché dura l’attuale linea Ratzinger-Ruini-Bagnasco. Dopo si vedrà.
I cattolici nel Pd sono letteralmente schiacciati tra una gerarchia ecclesiastica, che indica i temi forti di una presenza di un cattolicesimo unito pubblicamente anche se non politicamente, e una base popolare cattolica stanca di compromessi e di capziosi distinguo. La Chiesa si è posta sulla linea della presenza: principi irrinunciabili, obbligo dell’obiezione di coscienza quando in ballo ci siano valori legati alla legge naturale, coerenza dei cattolici in politica e correzione di rotta circa un eccesso di autonomia attribuita alla coscienza morale personale, rivendicazione di un ruolo pubblico della fede, che deve vedersi anche in simboli ed opere oltre che in gesti, centralità del problema di “Dio nel mondo” e lotta alla emarginazione e privatizzazione della fede, rifiuto di pensare il cattolicesimo come ‘setta’.
Si tratta di contenuti ma anche di forma. Queste scelte la Chiesa le ha fatte in prima persona. E’ stato Ratzinger a dare il là, seguito da Ruini che da un pezzo ci stava lavorando, ed ora continuato da Bagnasco. La gerarchia ha preso l’iniziativa nonostante gli ex democristiani e trovando spesso interlocutori affidabili nel mondo liberale e laico e il sostegno convinto del popolo cattolico, quello che il cardinale Biffi chiama “i semplici”. I cattolici nel Pd sono rimasti spiazzati da questo nuovo asse tra i vertici e la base della Chiesa e hanno pagato la loro tradizionale mentalità elitaria da borghesia illuminata del cattolicesimo e la loro vocazione modernista ad essere sempre più in là di dove la gerarchia dice di dover stare.
Il motivo addotto era ed è quello del dialogo col mondo, la realtà è quella di uno scivolamento secolarista verso sempre maggiori concessioni allo spirito del mondo, su cui appunto la Chiesa sta ponendo dei punti fermi.
L’idea della gerarchia è che la Chiesa non fa politica, ma che cristianesimo deve farsi anche cultura e penetrare nelle istituzioni, confutando sul piano storico, oltre che teorico, tesi della propria irrilevanza.
L’idea dei cattolici nel Pd è invece che ogni tentativo di far passare istanze di fede dentro le istituzioni è fondamentalismo. Si tratta di due posizione opposte e man mano che procede la linea ufficiale e Ratzinger e Ruini vanno per la loro strada, seguiti dal popolo cattolico delle parrocchie e dei santuari mariani, i cattolici nel Pd moriranno sempre più di asfissia, abbandonati anche dai vecchi amici di sempre. Famiglia Cristiana voleva criticare i vertici del Pd o richiamare i cattolici presenti nel Pd alla oggettiva difficoltà di quella presenza? Voleva dire a Veltroni di tenerseli buoni o a Marini e Fioroni di uscire dal partito?
Il fatto è che non si tratta di trovare un nuovo posizionamento politico, né a Roma né a Strasburgo. Il problema non sarebbe risolto da nuove collocazioni perché è politico e, prima ancora, teologico.
Una Chiesa che ricorda insistentemente che conta non solo dialogare ma evangelizzare, che non è importante andare avanti ma sapere dove si va, che senza Dio i bilanci non tornano in nessun campo, non può che tagliare l’erba sotto i piedi ai cattolici che, come quelli presenti nel Pd, sono disposti a trovare il punto di compromesso su tutte le questioni, per non parere papisti intransigenti.
As a Catholic priest ordained 15 years ago and now doing further studies in Rome I would like to:
1. Affirm my wholehearted support for the ancient practice of celibacy for the presbyterate in the life of the Church
2. Affirm my wholehearted support for the maintenance of clerical celibacy as a necessary sign to the world of the priority of the Kingdom of God and the call of Jesus, of love for Him and for His Church over other earthly ties
3. Affirm my support for celibacy not just as a discipline but as a practice grounded in the example of the Lord Himself, as a way of life that expresses the heart of the priesthood as a complete self-giving for the Church, as Christ gave Himself totally for His one bride – and so affirm that there are good doctrinal and theological reasons for this practice
4. Affirm my wholehearted assent for the Church’s definitive teaching concerning the reservation of the sacrament of Holy Orders to men alone
5. Affirm my wholehearted assent to all of the Church’s teachings, not as “Vatican policies”, but as the teachings of Jesus Christ who gave His teaching authority to the Church’s Magisterium
6. Affirm my prayers for those who have left the priesthood to get married, but my disagreement that they should be allowed back to active priestly ministry still married – such a move would be discouraging to those who have tried to maintain the promises they made at ordination and is a sign of a lack of respect to them
7. Deprecate this petition as an attempt to further the culture of dissent in the Church, a dissent whose real nature is a refusal to believe and so is opposed to the full act of faith, and so will do no good but will serve to encourage division in the Body of Christ
8. Acknowledge that there is indeed a crisis in the life of the Catholic Church, but this has been caused by dissent from the teachings of the Church, a lack of thorough Catholic catechesis, a lack of holiness and prayer in the life of the Church, an unwillingness to evangelise culture with the fullness of the Catholic Faith and a growing antagonistic secularism in the world which dissent actually promotes.
Yours in the Faith
Fr David B Barrett
Casa Santa Maria
Via dell’Umilta 30
00187 Rome
Italy
Suggerirei di mettere la fonte degli articoli che postate nei commenti, smettendo di firmarsi come l’autore nel post.
Molte volte non si capisce nulla…
Concordo con quanto appena da GODzilla, inoltre i commenti dovrebbero riguardare quanto è scritto nel post. Cosa c’entra il PD con la comunione in ginocchio?
Una domanda a Paolo e frequentatori:
il passaggio di Fisichella all’Accademia x la vita, un avanzamento o uno stop?
Un avanzamento ma senza berretta cardinalizia. Quindi…
Anche da segretario dell’ex Sant’Ufficio non ci sarebbe stata berretta.
E’ quel “arcivescovato” che mi sa un po’ di leccalecca, compensatorio di qualcosa che non è venuto … Grazie!
For 40 years, English Catholic worship has been controlled by a bossy alliance of bishops and politically correct activists known as the “Sandalistas”.
Now, a Colombian-born cardinal close to the Pope effectively announced that their time has come to an end.
Cardinal Dario Castrillon Hoyos – speaking as an emissary of Pope Benedict – revealed that every parish in England and Wales will be required to offer worshippers the ancient Latin Mass detested by the Sandalistas.
This is great news not just for the Latin Mass Society, but also for growing number of young Catholics who hate going to church because services have been hijacked by Sandalistas.
They are tired of seeing smug lay ministers of Holy Communion parading around the altar as if they were priests, of endless bidding prayers about climate change, and above all by the fake folk music imposed on them by bad amateur composers.
Cardinal Castrillon, president of the pontifical commission Ecclesia Dei, can expect to become a hate figure for Sandalistas. This will not worry him. Before he moved to the Vatican, he took on none other than Pablo Escobar, the notorious drug smuggler. Disguised as a milkman, he negotiated a truce with him – and also heard his confession on the spot.
A man who has faced up to Colombia’s most feared drugs baron will not be intimidated by a few geriatric Catholic trendies.
Story from Telegraph News:
http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/2129052/Victory-against-the-sandalistas-of-the-Catholic-church.html
temo che siamo allo sbando, cominciata la caccia alle streghe Bagnasco e l’altro suo compare segretario di stato mettono in opera qualcosa di veramente diabolico. Il concilio lo stanno distruggendo pezzo per pezzo. Non credo sia farina di Benedetto XVI, almeno spero di no. Vediamo cosa ci propone il padreterno nei tempi a venire
Caro don Marco,
sono contento della tua constatazione che finalmente si sta ritornando ad una sana normalità. Siamo stanchi di andare a Messa e subire una liturgia post/post conciliare che ha eliminato il sacro e ha fatto della Messa un avvenimento sociale: hanno eliminato il Sacrificio della Croce e l’hanno sostituito con il protagonismo di sacerdoti e ministri laici. Dobbiamo ricordarci che la nostra Chiesa è Cattolica, Romana e Apostolica e NON
protestante.
concordo Giuseppe!
Per me la “sana normalità” è la liturgia secondo il Concilio.Ma non credo proprio che Bagnasco e Bertone vogliano distruggere il concilio…
Bene la Croce al centro, rigorosamente sull’latare, per mettere in sordina “il protagonismo”eccessivo di certi sacerdoti e le “liberarizzazioni” di tanti altri.
Ben l’inginocchiatoio. Ma quanti vescovi seguiranno Benedetto?
Le nomine degli ultimi anni di GPII hanno visto pastori poco rappresentativi. Bla, Bla, Bla, ma lontani dal popolo di Dio.
Troppo politicizzati, troppo fili Bugninie allievi. Cosa ci aspettiamo?. Il Papa corre da solo, con l’aiuto dello Spirito Santo.