L’ARTICOLO DELLA SETTIMANA. L’ostia sulla mano o sulla lingua?

Ecco, come ogni domenica, l’articolo della settimana, uscito sul Riformista lo scorso martedì. Buona lettura.

In piedi o in ginocchio? Sulla mano o sulla lingua? Il dilemma - per nulla effimero - riguarda la modalità con la quale ricevere l’eucaristia. Dilemma sostanziale per la vita di fede. Perché, se è sempre valido l’antico adagio lex orandi lex credendi (dimmi come preghi e ti dirò cosa credi, potremmo liberamente tradurre), allora è evidente che le regole intorno alla liturgia, alla modalità con la quale si prega e ci si accosta al sacramento, non sono un optional da attendere o disattendere a piacimento, quanto elemento fondamentale e determinante per la stessa fede.

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Alemmano va dal Papa con la visita al Campidoglio in tasca (e le solite ridicole critiche)

Questa mattina Alemanno è stato dal Papa in udienza privata. In tasca aveva un bel regalo: l’altro ieri, infatti, in consiglio Comunale, ha intascato - con 46 voti a favore e due contrari - il sostegno alla mozione presentata dal capogruppo del Pdl, Dario Rossin, che lo impegna a invitare il Papa in Aula per una seduta straordinaria dedicata al tema del valore universale della città di Roma.

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A Vallini, il nuovo vicario di Roma, non piace la politica

Oggi il cardinale Agostino Vallini è stato nominato vescovo vicario del Papa per la città di Roma al posto del cardinale Camillo Ruini. Trovi qui il pezzo uscito questa mattina sul Riformista. Buona lettura.


Il duro “no” dei lefebvriani a Roma

Il lefebvriani hanno respinto - e con toni piuttosto duri - la proposta del Vaticano di rientrare in seno a Santa Romana Chiesa. «L’unica cosa che ci dicono è “chiudete la bocca”, ma noi non intendiamo chiuderla», ha dichiarato il vescovo Bernard Fellay, erede di monsignor Marcel Lefebvre alla guida della Fraternità San Pio X.

Per Fellay le condizioni poste dalla Santa Sede sono inaccettabili. «Roma ci dice: “Va bene, siamo pronti a togliere la scomunica, ma non potete andare avanti così”», ha spiegato nel corso di un seminario della San Pio X a Winona, in Minnesota. «Dunque non abbiamo scelta - ha aggiunto -, porteremo avanti ciò che abbiamo fatto».

Il sermone è stato pronunciato domenica, ma la registrazione è stata messa oggi sul sito della radio americana Voice of Catholic.


Il Papa non veste Prada. PalazzoApostolico già lo sapeva

Quanto all’annuncio fatto ieri dall’Osservatore Romano e inerente il look di Benedetto XVI - «Il Papa non veste Praga», ha spiegato il giornale Vaticano -, mi preme segnalare che questa cosa, su PalazzoApostolico, era già stata detta.

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Quando monsignor Fellay (superiore della Fraternità San Pio X) non risponde al telefono

Ieri Andrea Tornelli ha reso note sul suo blog le cinque condizioni poste a monsignor Fellay in vista del rientro nella piena comunione con Roma. «Al contrario delle iniziali indiscrezioni - scrive Andrea -, non si parla di accettazione del Concilio o della nuova messa: sono condizioni generali previe. Di fatto la Santa Sede, mostrando una grande generosità, chiede di non attaccare la persona del Papa».

Siccome molti lettori di PalazzoApostolico mi hanno chiesto un’opinione intorno all’eventuale rientro dei lefebvriani, scrivo qui il mio pensiero:

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Cossiga sul caso Orlandi e sulle presunte implicazioni di Marcinkus: «Paul Casimir Marcinkus è stato uno dei prelati vaticani più umili»

Oggi sul Riformista ho scritto del caso Emanuela Orlandi (la quindicenne figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia scomparsa in circostanze misteriose il 22 giugno 1983 e mai più ritrovata), caso ritornato alle cronache dopo le ultime dichiarazione rese da Sabrina Minardi, la donna che per anni fu l’amante del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis, detto Renatino.

Secondo quanto ha detto agli inquirenti la Minardi, Emanuela Orlandi sarebbe stata prelevata da De Pedis su ordine di Marcinkus, e quindi sarebbe stata uccisa e gettata in una betoniera a Torvaianica.

In proposito ecco cosa mi ha detto, all’interno del mio ampio pezzo odierno, il presidente emerito Francesco Cossiga.

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L’ARTICOLO DELLA SETTIMANA. Dal Messico a Los Angeles: parte il nuovo cinema vaticano

Anche questa domenica, come la scorsa, ecco in regalo uno degli articoli che ho scritto durante la settimana sul Riformista. E’ uscito lo scorso mercoledì. Buona lettura, Paolo.

C’è un cinema che in Vaticano non piace. È quello che, come ha detto a Tv Sorrisi e Canzoni il responsabile dei media del vicariato di Roma, don Marco Fibbi, propone contenuti «che vanno a ledere il sentimento religioso»: vedi l’ultimo lavoro di Ron Howard tratto dal romanzo di Dan Brown Angeli e demoni, lavoro in fase di realizzazione in questi giorni a Roma e al quale il vicariato non ha concesso il permesso di girare alcune scene all’interno di due chiese della capitale, Santa Maria del Popolo e Santa Maria della Vittoria.

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Il «piccolo testamento di Ruini», l’arrivo del successore (“predetto” dal Riformista), e quelle nomine “sabbatiche”

L’addio di Ruini alla diocesi di Roma è arrivato questo pomeriggio nella basilica lateranense. Festeggiando i 25 anni di episcopato, Ruini ha detto: «È terminato il mio servizio di cardinal vicario», «un dono grandissimo» fattogli da Giovanni Paolo II e confermatogli poi da Benedetto XVI. «Terminato il mio servizio di cardinale vicario confido di gustarlo e di assaporarlo ancora meglio, ritornandovi negli anni che mi rimangono con la memoria e con la preghiera», ha aggiunto.

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