L’agenda di Bagnasco e il balletto delle nomine

Le emergenze che investono oggi il paese sono sotto gli occhi di tutti e il governo, in scia alle promesse assunte in campagna elettorale, deve fare una sola cosa: rispondervi in fretta. Questo il leitmotiv dell’intervento tenuto ieri da Angelo Bagnasco (presidente della conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova) in apertura dell’assemblea generale dei vescovi italiani.
Dodici pagine dense in cui il successore di Ruini alla Cei ha voluto indicare, tra le tante emergenze, quella che a suo giudizio è la più grave: l’emergenza educativa che investe i giovani, bersagli di una «cultura nichilista» che li porta a comportamenti contraddittori, come il bullismo, segno tragico di «un vuoto dell’anima» e, insieme, di «un’implicita richiesta di aiuto».

Read the rest of this entry »

Quel vescovo che all’assemblea generale della Cei “de temp da perder ghe ne ha minga”

Si è aperta questo pomeriggio in Vaticano (aula del Sinodo) la 58ª assemblea generale dei vescovi italiani. Un incontro che permette ai vescovi italiani di parlare assieme delle tematiche più importanti per la Chiesa.
Questo pomeriggio, mentre guardavo dall’atrio dell’aula l’arrivare di frotte di vescovi sorridenti e contenti, mi si è avvicinato un vescovo di origini milanesi che sottovoce mi ha sussurrato: «Mi viene in mente il cardinale Biffi (milanese ed ex arcivescovo di Bologna, ndr) che quando veniva qui diceva sempre: “Mi, de temp da perder ghe n’ho minga”».


La WeCa ci scrive in merito a quanto scritto su questo blog su Maranatha.it. E noi volentieri pubblichiamo

Gentile Paolo Rodari
Ti scrivo da WeCa, l’Associazione dei Webmaster Cattolici Italiani in merito al tuo pezzo dedicato ad alcune dichiarazioni comparse sul web in merito alla premiazione sul tuo sito.

Read the rest of this entry »

Da sinistra: a Miriam Mafai non dispiace il nuovo Berlusconi

Parlare con gli intellettuali di sinistra e farli parlare, in queste ore, dell’inizio di legislatura Berlusconi è un’operazione che può riservare parecchie sorprese. Proprio così. Il Cavaliere, colui che per molti anni altri non è stato, almeno per una parte del paese, che la personificazione del male, comincia a piacere. Del resto, dopo quasi due anni di un governo di centrosinistra non proprio esemplare, guardare con simpatia a Berlusconi e alla sua quarta esperienza di governo è un’operazione che può riuscire non così difficile anche alla cosiddetta intellighenzia di sinistra.

Read the rest of this entry »

Napoli: Indultati, disoccupati e anche spazzini. Tutti dietro ai cortei anti-monnezza

Metti che per la prima volta nella storia della Repubblica italiana un consiglio dei ministri del paese ha avuto luogo a Napoli. Metti che la città vessa da mesi in una situazione di degrado insostenibile che la rimozione volante delle ultime ore della monnezza dalle vie del centro non è riuscita a risolvere in modo integrale. Metti che nonostante tutto lo schifo, la puzza, i topi e i roghi, chi governa la città, e cioè il sindaco, ha pensato di convocare, dodici ore prima l’arrivo dei ministri, un consiglio comunale la cui una preoccupazione era quella di resistere, resistere e ancora resistere alla possibile sfiducia. Metti che sei mesi fa la situazione della città era esattamente la stessa di oggi e che nulla è cambiato nell’arco di così tanti giorni lavorativi disponibili. Metti tutto questo assieme e mettici pure che Napoli, da tempi immemori, non sa offrire le possibilità lavorative di Milano, Torino, e altre città del Nord. Metti insieme il tutto e, senza fatica, potrai comprendere perché, ieri mattina e ieri pomeriggio, nelle strade adiacenti la prefettura di piazza del Plebiscito dove il premier si è riunito con i suoi, i napoletani che manifestavano lo facevano in nome di tutte le emergenze sociali possibili. Mica soltanto quelle dei rifiuti, dunque.

Read the rest of this entry »

Napoli: Chi blocca le discariche va in carcere. Berlusconi dà i trenta giorni alla Jervolino

Appena entrato ieri pomeriggio nella sala del Palazzo Reale per incontrare i giornalisti, Silvio Berlusconi ha guardato l’orologio e ha detto: «Abbiamo impiegato bene il nostro tempo». E in effetti, ad ascoltare le misure per Napoli inserite nel decreto legge approvato ieri nel Consiglio dei ministri, si è ben compreso come le cinque ore e mezza passate nella prefettura di piazza del Plebiscito non siano state inconcludenti.

Read the rest of this entry »

Reportage: Quali rifiuti, il consiglio comunale di Napoli discute di loculi e assunzioni. E in aula si fuma sotto gli occhi dei vigili, aspettando san Gennaro di Arcore

Mentre la città di Napoli era ieri in subbuglio per i continui roghi attizzati ai cumuli di spazzatura lasciati a marcire un po’ ovunque (per la gioia soprattutto dei topi), mentre tutti i cittadini aspettavano che passassero il più in fretta possibile le ultime ventiquattro ore che separavano il premier Silvio Berlusconi dalla sua calata in Campania – San Gennaro di Arcore lo chiamano in città -, l’incredibile è andato in scena nella vecchia Sala dei Baroni al Maschio Angioino. Qui, a tenere banco, è stata una donna, il Sindaco Rosa Russo Jervolino, impegnata a dispetto di tutto e di tutti a fare una sola cosa: resistere.

Read the rest of this entry »

Analisi. Parlano Villari, Macry, Lamberti e Ragone: “Napoli è una città senza più governance”

Fu il presidente del Consiglio dei ministri del Regno d’Italia dal 23 giugno 1919 al 15 giugno 1920, Francesco Saverio Nitti, a dire che «Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno». Mentre era il poeta Salvatore Di Giacomo ad avere «una fissazione», quella che «Napoli è città disgraziata in mano di gente senza ingegno e senza cuore e senza iniziative». Parole pesanti, oggi ancora attuali, e con le quali domani dovrà in qualche modo fare i conti anche Silvio Berlusconi.

Read the rest of this entry »

Napoli ferita a morte: pulizie di primavera in onore di Berlusconi. Gli autobus deviano a seconda dei roghi

Napoli «ti ferisce a morte o ti addormenta» scrisse Raffaele La Capria nel romanzo che nel 1961 gli valse il premio Strega: Ferito a morte. E oggi, 47 anni dopo, poco è cambiato. Napoli, a viverci dentro, ancora ferisce a morte, ma il suo pungiglione quest’oggi ha sembianze diverse da quelle descritte dal celebre scrittore partenopeo. La ferita è di altro tipo. È quella tenuta aperta dal puzzo maleodorante delle tonnellate di rifiuti ancora non raccattati dalle strade e, insieme, delle centinaia di roghi e più che nelle giornate di ieri e dell’altro ieri ancora nascevano come funghi un po’ ovunque.

Read the rest of this entry »