Quel vescovo che all’assemblea generale della Cei “de temp da perder ghe ne ha minga”
26 maggio 2008 -
Si è aperta questo pomeriggio in Vaticano (aula del Sinodo) la 58ª assemblea generale dei vescovi italiani. Un incontro che permette ai vescovi italiani di parlare assieme delle tematiche più importanti per la Chiesa.
Questo pomeriggio, mentre guardavo dall’atrio dell’aula l’arrivare di frotte di vescovi sorridenti e contenti, mi si è avvicinato un vescovo di origini milanesi che sottovoce mi ha sussurrato: «Mi viene in mente il cardinale Biffi (milanese ed ex arcivescovo di Bologna, ndr) che quando veniva qui diceva sempre: “Mi, de temp da perder ghe n’ho minga”».
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La WeCa ci scrive in merito a quanto scritto su questo blog su Maranatha.it. E noi volentieri pubblichiamo
23 maggio 2008 -
Gentile Paolo Rodari Read the rest of this entry »
Ti scrivo da WeCa, l’Associazione dei Webmaster Cattolici Italiani in merito al tuo pezzo dedicato ad alcune dichiarazioni comparse sul web in merito alla premiazione sul tuo sito.
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Da sinistra: a Miriam Mafai non dispiace il nuovo Berlusconi
23 maggio 2008 -
Parlare con gli intellettuali di sinistra e farli parlare, in queste ore, dell’inizio di legislatura Berlusconi è un’operazione che può riservare parecchie sorprese. Proprio così. Il Cavaliere, colui che per molti anni altri non è stato, almeno per una parte del paese, che la personificazione del male, comincia a piacere. Del resto, dopo quasi due anni di un governo di centrosinistra non proprio esemplare, guardare con simpatia a Berlusconi e alla sua quarta esperienza di governo è un’operazione che può riuscire non così difficile anche alla cosiddetta intellighenzia di sinistra.
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Napoli: Indultati, disoccupati e anche spazzini. Tutti dietro ai cortei anti-monnezza
22 maggio 2008 -
Metti che per la prima volta nella storia della Repubblica italiana un consiglio dei ministri del paese ha avuto luogo a Napoli. Metti che la città vessa da mesi in una situazione di degrado insostenibile che la rimozione volante delle ultime ore della monnezza dalle vie del centro non è riuscita a risolvere in modo integrale. Metti che nonostante tutto lo schifo, la puzza, i topi e i roghi, chi governa la città, e cioè il sindaco, ha pensato di convocare, dodici ore prima l’arrivo dei ministri, un consiglio comunale la cui una preoccupazione era quella di resistere, resistere e ancora resistere alla possibile sfiducia. Metti che sei mesi fa la situazione della città era esattamente la stessa di oggi e che nulla è cambiato nell’arco di così tanti giorni lavorativi disponibili. Metti tutto questo assieme e mettici pure che Napoli, da tempi immemori, non sa offrire le possibilità lavorative di Milano, Torino, e altre città del Nord. Metti insieme il tutto e, senza fatica, potrai comprendere perché, ieri mattina e ieri pomeriggio, nelle strade adiacenti la prefettura di piazza del Plebiscito dove il premier si è riunito con i suoi, i napoletani che manifestavano lo facevano in nome di tutte le emergenze sociali possibili. Mica soltanto quelle dei rifiuti, dunque.
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Napoli: Chi blocca le discariche va in carcere. Berlusconi dà i trenta giorni alla Jervolino
22 maggio 2008 -
Appena entrato ieri pomeriggio nella sala del Palazzo Reale per incontrare i giornalisti, Silvio Berlusconi ha guardato l’orologio e ha detto: «Abbiamo impiegato bene il nostro tempo». E in effetti, ad ascoltare le misure per Napoli inserite nel decreto legge approvato ieri nel Consiglio dei ministri, si è ben compreso come le cinque ore e mezza passate nella prefettura di piazza del Plebiscito non siano state inconcludenti.
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Reportage: Quali rifiuti, il consiglio comunale di Napoli discute di loculi e assunzioni. E in aula si fuma sotto gli occhi dei vigili, aspettando san Gennaro di Arcore
21 maggio 2008 -
Mentre la città di Napoli era ieri in subbuglio per i continui roghi attizzati ai cumuli di spazzatura lasciati a marcire un po’ ovunque (per la gioia soprattutto dei topi), mentre tutti i cittadini aspettavano che passassero il più in fretta possibile le ultime ventiquattro ore che separavano il premier Silvio Berlusconi dalla sua calata in Campania – San Gennaro di Arcore lo chiamano in città -, l’incredibile è andato in scena nella vecchia Sala dei Baroni al Maschio Angioino. Qui, a tenere banco, è stata una donna, il Sindaco Rosa Russo Jervolino, impegnata a dispetto di tutto e di tutti a fare una sola cosa: resistere.
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Analisi. Parlano Villari, Macry, Lamberti e Ragone: “Napoli è una città senza più governance”
21 maggio 2008 -
Fu il presidente del Consiglio dei ministri del Regno d’Italia dal 23 giugno 1919 al 15 giugno 1920, Francesco Saverio Nitti, a dire che «Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno». Mentre era il poeta Salvatore Di Giacomo ad avere «una fissazione», quella che «Napoli è città disgraziata in mano di gente senza ingegno e senza cuore e senza iniziative». Parole pesanti, oggi ancora attuali, e con le quali domani dovrà in qualche modo fare i conti anche Silvio Berlusconi.
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Napoli ferita a morte: pulizie di primavera in onore di Berlusconi. Gli autobus deviano a seconda dei roghi
20 maggio 2008 -
Napoli «ti ferisce a morte o ti addormenta» scrisse Raffaele La Capria nel romanzo che nel 1961 gli valse il premio Strega: Ferito a morte. E oggi, 47 anni dopo, poco è cambiato. Napoli, a viverci dentro, ancora ferisce a morte, ma il suo pungiglione quest’oggi ha sembianze diverse da quelle descritte dal celebre scrittore partenopeo. La ferita è di altro tipo. È quella tenuta aperta dal puzzo maleodorante delle tonnellate di rifiuti ancora non raccattati dalle strade e, insieme, delle centinaia di roghi e più che nelle giornate di ieri e dell’altro ieri ancora nascevano come funghi un po’ ovunque.
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Verso Napoli e la munnezza
19 maggio 2008 -
Questa mattina doveva essere come tante altre. Invece alle nove mi ha chiamato il direttore e mi ha chiesto di partirte per Napoli per seguire fino a mercoledì la vicenda munnezza, il consiglio dei ministri del Berlusca, le manifestazioni di protesta e affini. Read the rest of this entry »
Per me, vaticanista doc, è uno spasso spaziare su temi dei quali so poco o nulla. Ma in fondo andare in un posto e descrivere ciò che si vede altro non è che l’essenza di questo lavoro, ciò che il lavoro giornalistico dovrebbe davvero essere. E quindi va bene così.
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Pasticciaccio ecclesiale: Maranatha.it è il miglior sito web cattolico. Anzi no.
18 maggio 2008 -
Questa è la storia di un grande sito web che un giorno aveva vinto un premio e che poi, per motivi difficili da comprendere, non l’ha più vinto. Read the rest of this entry »
Il sito si chiama maranatha.it e il premio che aveva vinto era quello del Miglior Sito Web Cattolico nella categoria Enti, Associazioni, Aggregazioni, un premio conferito dall’Associazione Webmaster Cattolici Italiani, un’associazione riconosciuta nel “Direttorio delle Comunicazioni Sociali” come importante realtà nella missione della Chiesa (i soci fondatori sono Fondazione Comunicazione e Cultura – Università Cattolica del Sacro cuore – Diocesi di Roma – Diocesi di Perugia – Unitelm Spa – www.siticattolici.it – www.giovani.org – www.davide.it – www.glauco.it).
Ma andiamo con ordine.
E diciamo perché maranatha.it è un grande sito.
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