Ventiquattro ore dopo le parole del Papa i cattolici del Pd si prendono il merito del «clima nuovo»

Ventiquattro ore dopo l’endorsement del Pontefice a favore del governo, il presidente della Cei Angelo Bagnasco, chiudendo ieri mattina con una conferenza stampa l’assemblea generale dei vescovi italiani, ha ricalibrato un po’ il tiro spiegando che, in ogni caso, la Chiesa italiana si riserva di giudicare l’operato del governo valutando le risposte che saprà dare alle esigenze del paese. Un tiro ricalibrato anche rispetto a D’Alema che aveva accusato la Chiesa di cadere sovente nella tentazione del potere: alla Chiesa, ha detto il presidente della Cei, interessa esclusivamente una laicità «che dice di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio». Poi si giudicherà ogni operato in base «ai frutti e i buoni frutti possono venire da qualunque parte».
E se è vero che i frutti possono venire da qualunque parte, allora è corretto interpretare le parole del Papa dell’altro ieri anche come un «apprezzamento dell’operato dei cattolici del Pd». Lo dice al Riformista Pierluigi Castagnetti: «Il Papa ha espresso apprezzamento per il nuovo clima e anche noi – spiega – abbiamo tutti i titoli per vantarne il merito. Noi per primi abbiamo sterzato quando ancora si era in campagna elettorale. Il nostro, infatti, è stato un atteggiamento unilaterale che ha poi indotto i vincitori ad assecondarci. Se oggi abbiamo un clima bipartisan grande merito è da ascrivere all’opposizione. Vorrei ricordare quale opposizione, invece, avevamo pochi mesi fa: c’era chi in Parlamento mangiava mortadella e brindava con lo spumante alla caduta di Prodi. C’era un capo dell’opposizione che fino all’ultimo non ha voluto riconoscere la vittoria elettorale di chi guidava il paese».
Per Castagnetti, comunque, «un certo apprezzamento delle gerarchie per il centrodestra c’è. E questo – dice – è motivato dal fatto che il centrodestra non si è mai contrapposto ideologicamente ai princìpi della Chiesa. Credo, comunque, che anche nel centrosinistra oggi si possa guardare a un modello di laicità vicino a quello auspicato più volte da Benedetto XVI. Al modello francese nel quale la laicità è assunta come ideologia dello Stato, occorre contrapporre il modello anglosassone dello Stato che non esclude i princìpi religiosi. Del resto, è quanto ha affermato anche Scoppola nell’ultimo suo libro».
Paola Binetti spiega il suo punto di vista mostrandosi sulla stessa lunghezza d’onda di Castagnetti. Anzi, quanto al nuovo clima politico enfatizzato da Ratzinger, spiega senza mezzi termini che «è tutto merito nostro». «Vorrei ricordare – dice – che chi ha parlato per primo della necessità di un nuovo clima politico è stato Francesco Rutelli con il Manifesto dei coraggiosi. Quel Manifesto fu il primo forte segno di discontinuità offerto alla politica e venne dal centro sinistra. Veltroni, poi, ha ripreso questo segnale facendolo proprio nel corso di tutta la campagna elettorale. Così, ad esempio, leggo la sua decisione di chiamare Berlusconi sempre con l’appellativo di “principale esponente dello schieramento a noi avverso”. Non era buonismo e nemmeno ironia. Era la volontà di porre in essere un nuovo clima. È grazie a questo nuovo modo di confrontarsi che Berlusconi ha cambiato atteggiamento. Debbo infine dire che gran parte del merito del raggiungimento nel centro sinistra di questo nuovo clima lo si deve anche a noi teodem: sappiamo che al Papa piace che non si litighi e che si lavori a vantaggio delle varie emergenze presenti nel paese».
Franco Monaco con la nuova legislatura non siede in Parlamento. Ma lui, che ancora si definisce «ulivista», ha molto da dire in merito: «Mi pare che interpretare le parole del Papa in chiave filo governativa – dice – sia un andare oltre il segno». Infatti, «sarebbe meglio stare alla lettera di quelle parole che esprimono più limitatamente apprezzamento per un clima e una contesa politica meno conflittuali. Se lette così le parole del Papa non sorprendono. Sono anzi in continuità con la linea seguita dalla Cei che ha fatto fatica a sincronizzarsi appieno col bipolarismo e, dunque, anche con quel tanto di asprezza nella competizione che esso porta con sé. Vi riscontro, dunque, tracce di un certo irenismo nell’approccio alla politica della Cei, che tuttavia si può spiegare anche alla luce della preoccupazione propria dei pastori per le divisioni che la competizione bipolare e il bipolarismo politico tra i cattolici generano dentro le comunità cristiane».



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  1. Iginio ha scritto il 31 maggio 2008 alle 7:29 pm:

    Ripeto, con qualche precisazione, quanto ho gia’ scritto ma non e’ stato degnato di considerazione:

    1. Dire che il clima costruttivo e’ merito del PD, fa ridere, e’ come dire che la salute dell’ostaggio e’ merito dei rapinatori. Tutti ricordiamo il clima di linciaggio continuo cui era sottoposto Berlusconi durante il suo ultimo governo. Chi divide e’ la sinistra (nostalgia della lotta di classe piu’ gnosticismo di chi si crede puro e perfetto), che e’ scesa a piu’ miti consigli in previsione e a maggior ragione dopo la batosta elettorale (le cui ragioni temo peraltro non abbia ancora compreso).
    2.Indubbiamente parlare di benedizioni laudatorie a Berlusconi e’ enfatico ed eccessivo; semplicemente il Papa e Bagnasco parlano del suo governo con civilta’ e serieta’, e non col solito armamentario di luoghi comuni e di insulti.
    3. E perche’ il laicato cattolico dovrebbe essere sempre autonomo dalla gerarchia? Vecchio errore della sinistra DC, evidentemente trasmigrato nel PD.
    4. Se il laicato cattolico pare a certi signori condannato all’afasia, e’ perche’: a) e’ ridotto ai minimi termini, data la secolarizzazione imperante; b) i suoi autonominatisi portavoce (Prodi, Bindi, Castagnetti e compagnia bella) hanno fatto la figura che sappiamo.
    Il rimedio a tutto questo non si chiama PD, si chiama Nuova Evangelizazione e soprattutto autentica fede.

    Aggiungo che parlare di “vittoria elettorale” per quanto riguarda le elezioni del 2006 fa parimenti ridere, ma temo che aspettarsi un’analisi critica da Castagnetti (personaggio di cui non sentivamo certo la mancanza) sia come aspettare le calende greche. Castagnetti pensi piuttosto al ferreo dominio dell’apparato ex PCI nella sua terra di origine, con la complicita’ degli ex dc di sinistra e di un clero pavido e compiacente, a partire purtroppo dalla Curia di Reggio Emilia: una delle spiegazioni che danno i preti reggiani e’ che “altrimenti non ci danno i soldi per gli asili”… Con tanti saluti alla coerenza di tutti e due.


  2. Raffaele Savigni ha scritto il 31 maggio 2008 alle 11:17 pm:

    Concordo con le affermazioni di Castagnetti: il primo ad interrompere il circuito perverso insulti-reazioni-nuovi insulti è stato Veltroni, non certo Berlusconi (che ora non potrà continuare ad agitare il pericolo “comunista”).


  3. Roberto ha scritto il 2 giugno 2008 alle 1:57 pm:

    Caro Paolo,

    ancora a proposito dell’Assemblea Generale della CEI, io credo che il PD sbaglierebbe se limitasse i propri commenti solo all’accollo di tutti o parte dei meriti del “nuovo clima politico” elogiato dal Pontefice; piuttosto, negli interventi del Cardinale Bagnasco vi sono un paio di punti – importanti – che richiedono l’approfondimento da parte dei cattolici del PD e sui quali posssono essere trovati spazi di confronto e di sintonia con il PD: innanzitutto, la politica dell’immigrazione, tema centrale del dibattito politico, che l’attuale Governo riduce ad un problema di ordine pubblico, e, poi, la “questione salariale”, completamente ignorata dall’agenda di Governo, e su cui, invece, la relazione d’apertura del Cardinale Bagnasco ha parlato “forte e chiaro” descrivendola (giustamente) come la vera “emergenza sociale”.
    Mi pare, quindi, che dalle risultanze dell’Assemblea Generale della CEI si possa trarre materia di lavoro politico per i cattolici del centrosinistra.
    Ciao !

    Roberto


  4. Paolo Rodari ha scritto il 2 giugno 2008 alle 3:17 pm:

    Per Roberto: soprattutto sul reato di immigrazione clandestina i cattolici del Pd potrebbero trovare diverse sponde in vaticano… vedi oggi monsignor Marchetto alla Radio Vaticana…


  5. raffaele savigni ha scritto il 3 giugno 2008 alle 6:57 pm:

    A Iginio: io vedo in altri prelati (evito di fare i nomi…) un atteggiamento ben più “pavido e compiacente” nei confronti del centro-destra.Per fortuna qualcuno, come mons. Marchetto, dice chiaramente che un atteggiamento xenofobo contro gli immigrati non è cristiano: per essere cristiani non basta riempirsi la bocca di parole come “radici cristiane” e poi smentirle nelle scelte concrete, fatte guatrdando al portafoglio ed ai voti deei “padani” ben più che ai valori.


  6. Paolo Rodari ha scritto il 3 giugno 2008 alle 7:28 pm:

    Per Raffaele: io vedo altro. Al di là della moralità dei vari esponenti del centro destra, vedo prelati che si sentono più rassicurati dall’attuale clima politico e dalla compagine che è al governo, di quanto non lo fossero con la precedente legislatura dove al governo c’erano partitini e politici che, in ultima analisi, li spaventavano.


  7. iginio ha scritto il 3 giugno 2008 alle 9:47 pm:

    Non varrebbe la pena di replicare, ma dire che Veltroni e’ cosi’ buono da non insultare Berlusconi fa semplicemente ridere. Definire Veltroni come postcomunista e’ un dato di fatto, dunque non vedo dove sia l’insulto. Gli insulti sono stati rovesciati addosso a Berlusconi per anni, e non solo insulti (film con gente che uccideva Berlusconi e cosi’ via, venduti nelle librerie), ma quello che e’ piu’ grave e’ l’insultare chi non si riconosce nel centrosinistra, come fa l’ineffabile savigni definendo pavidi e peggio quei prelati che secondo lui sarebbero simpatizzanti del centrosinistra (allude a Ruini ma come al solito non ha capito niente) ed evitando di riconoscere i limiti suoi personali e della parte politica per cui si vanta di simpatizzare. Veltroni fa il buonista semplicemente perche’ sa che non ha alternative, dato il disastro cui il governo Prodi ha portato il Paese. Dire che, al punto in cui siamo, Berlusconi e’ pericoloso (o che Alemanno vuole far rinascere il fascismo) fa ridere, prima ancora che arrabbiare, e puo’ far presa solo sui faziosi a oltranza e sugli stranieri, che, ignari della nostra realta’, credono a queste favolette propinate dalla sinistra italiana del tutto priva di senso dello Stato e della dignita’ nazionale.


  8. iginio ha scritto il 3 giugno 2008 alle 9:49 pm:

    per quanto riguarda l’immigrazione clandestina: possiamo discutete sulla necessita’ di renderla reato, ma non sul fatto che lo Stato debba eliminarla. Il senso dello Stato, che deve occuparsi del bene comune della societa’ civile, dov’e’ finito? Non era monopolio della sinistra? O adesso devono essere i monsignori a dettare il codice? :-) Chi e’ che strilava contro il clericalismo?


  9. Raffaele Savigni ha scritto il 4 giugno 2008 alle 10:57 pm:

    Non capisco perchè io non posso usare gli stessi aggettivi (“pavido e compiacente”) che ha usato Iginio nei confronti del clero di Reggio Emilia… Io auspico una Chiesa libera da condizionamenti nei confronti di chiunque (di destra o di sinistra non importa). Per intenderci, non mi piacciono neppure i preti no global.