Il Papa parla ai vescovi: Silvio benedetto due volte

In un solo giorno Silvio Berlusconi incassa un doppio riconoscimento papale. Il primo viene dal discorso che Benedetto XVI ha tenuto ieri mattina in Vaticano davanti ai vescovi italiani riuniti in assemblea generale: c’è «un clima nuovo, più fiducioso e costruttivo» tra le forze politiche italiane, ha detto Benedetto XVI. Il secondo è arrivato sempre ieri dalla sala stampa vaticana che ha confermato che il prossimo 6 giugno il premier è atteso dal Pontefice in Vaticano per un’udienza ufficiale.
Un doppio riconoscimento, quello di ieri, che manifesta un sentimento diffuso oltre il Tevere, quello della benevolenza nei confronti dell’attuale governo a motivo soprattutto della caduta delle barricate tra gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra e dunque, almeno a parole, della possibilità di trovare convergenze utili al paese e alle sue emergenze. Una benevolenza aiutata anche dall’influenza che nell’appartamento papale ha il neo gentiluomo della Casa Pontificia, Gianni Letta. Non a caso, ieri, in attesa dell’incontro del Papa con Berlusconi in programma la prossima settimana – il secondo dopo quello del 19 novembre 2005 – è stato proprio il sottosegretario alla presidenza del Consiglio a ricevere insieme al cardinale Camillo Ruini un omaggio da parte dell’università cattolica, a Roma, in qualità di “amico” dell’ateneo. Un omaggio ricevuto assieme, dunque, a testimonianza di un’amicizia consolidata. E a proposito delle parole del Papa, Letta ha detto ieri che il discorso pronunciato dal Pontefice è «all’inizio dell’attività di governo il miglior viatico, per chi ha responsabilità, per riprendere il cammino in un momento tormentato e incerto nella vita politica nazionale».
Lunedì scorso era stato il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, a pronunciare in apertura dei lavori dell’assemblea generale un discorso particolarmente apprezzato a Palazzo Chigi. Bagnasco, infatti, aveva spiegato di attendersi «un periodo di operosa stabilità, al quale costruttivamente partecipino tutte le forze politiche». Insieme, aveva esortato ad agire tempestivamente sulle emergenze del paese (rifiuti, salari, politiche familiari) e – pur denunciando i “ghetti” in cui possono finire gli immigrati – aveva confermato che nella popolazione c’è un’esigenza di sicurezza che non può essere disattesa.
E ieri, a sigillo del clima positivo che si respira tra le due sponde del Tevere, ecco le parole del Pontefice che aprono con positività alla nuova stagione politica, stagione di collaborazione bipartisan il cui protagonista è oggi Berlusconi. L’Italia, ha detto papa Benedetto, «ha bisogno di uscire da un periodo difficile nel quale è sembrato affievolirsi il dinamismo economico e sociale, è diminuita la fiducia nel futuro ed è cresciuto invece il senso di insicurezza per le condizioni di povertà di tante famiglie, con la conseguente tendenza di ciascuno a rinchiudersi nel proprio particolare».
Il Pontefice non ha mancato di ricordare le priorità della Chiesa sul campo legislativo (in particolare, la richiesta di una «politica coerente e organica» a favore della famiglia fondata sul matrimonio, e il «grande e urgente bisogno» di una politica favorevole alla vita e contraria ad aborto e eutanasia) e ha quindi confermato le parole di Bagnasco sulla «sana laicità», sottolineando che il cristianesimo può offrire un «contributo fondamentale al chiarimento e alla soluzione dei problemi sociali e morali» di Italia ed Europa.
Quanto all’immigrazione Benedetto XVI, sfumando in qualche modo le critiche di organizzazioni come la Caritas italiana al pacchetto sicurezza del ministro dell’Interno Maroni, ha soprattutto chiesto «il rispetto delle leggi». Mentre sul fronte dell’«emergenza educativa» – fronte che aveva occupato gran parte della prolusione di Bagnasco di lunedì scorso – ha ricordato come «in uno Stato democratico, che si onora di promuovere la libera iniziativa in ogni campo, non sembra giustificarsi l’esclusione di un adeguato sostegno all’impegno delle istituzioni ecclesiastiche nel campo scolastico».
Sembrano essere lontanissimo lo scontro frontale tra Santa Sede e governo Prodi quando in ballo c’erano delicati nodi che prendevano il nome dei Dico e delle questioni bioetiche. Scontro che aveva avuto il suo culmine in occasione della mancata visita di Benedetto XVI alla Sapienza nei giorni della caduta dell’esecutivo Prodi. Oggi, invece, anche le perplessità emerse in avvio di legislatura da parte cattolica in merito all’assenza di uno specifico ministero per la Famiglia, sulla scelta di Daniele Capezzone come portavoce di Forza Italia o, ancora, sull’approccio muscolare all’immigrazione, sembrano archiviate, almeno da parte del Papa.



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  1. Gianfranco bertani ha scritto il 30 maggio 2008 alle 10:29 am:

    dire che c’è un “clima nuovo, più fiducioso e costruttivo» tra le forze politiche italiane è riconoscimento più al Partito Democratico che a Berlusconi. Basterebbe guardare cosa avviene in parlamento dove sono quasi sempre i deputati di destra (non solo quando sono all’opposizione) a interrompere chi parla e la seduta stessa. ma tutta la cronaca degli ultimi 14 anni evidenzia chi ha fatto il muro contro muro.


  2. Paolo Rodari ha scritto il 30 maggio 2008 alle 11:49 am:

    Per Gianfranco: sottolinei un aspetto giusto che in effetti occorre rilevare. Il nuovo clima è anche merito del Pd, sono d’accordo. va però parimenti detto che parole così positive (vedio accenni aull’immigrazione etc) non ricordo negli ultimi anni di averle mai sentite da parte del Papa.


  3. diego ruggiero ha scritto il 30 maggio 2008 alle 12:18 pm:

    SONO PREOCCUPATO.
    Oggi non è a rischio il diritto della Chiesa di parlare nello spazio pubblico, ma la vocazione dei laici cristiani di pensare in questa Chiesa.
    Il laicato cattolico impegnato in politica oggi è ridotto all’afasia da questi continui e specifici interventi della gerarchia.

    Chissà se alla lunga è questa la strategia vincente per far crescere un laicato maturo e responsabile!?

    La strada della “religione civile” che oggi pare guidare gli interventi della gerarchia in ambito pubblico, ha chiaramente dei rischi che è bene tenere in conto.


  4. Paolo Rodari ha scritto il 30 maggio 2008 alle 12:31 pm:

    Per Diego: occoree però anche rilevare che la Chiesa (intesa come gerarchia) dà degli indirizzi, non fa ingerenza. Ovvero: dice ciò che pensa ma non costringe nessuno a nulla. Anzi, i suoi interventi dedicati ai temi dell’attualità (per altro brevi, come testimonia la prolusione di Bagnasco per tre quarti dedicata ad altro) dovrebbero essere uno sporne sopratutto per i cattolici a dire con maggiore forza ciò che pensano e a lavorare perché ciò che pensano diventi un contributo al dibattito pubblico. I richi, ovviamente ci sono, ma se la Chiesa non dicesse più nulla che Chiesa sarebbe?


  5. Iginio ha scritto il 30 maggio 2008 alle 4:13 pm:

    soliti equivoci.
    1. Dire che il clima costruttivo e’ merito del PD, fa ridere, e’ come dire che la salute dell’ostaggio e’ merito dei rapinatori. Tutti ricordiamo il clima di linciaggio continuo cui era sottoposto Berlusconi durante il suo ultimo governo. Chi divide e’ la sinistra, che adesso e’ scesa a piu’ miti consigli dopo la batosta elettorale (che temo peraltro non abbia ancora compreso).
    2. indubbiamente parlare di benedizioni laudatorie a Berlusconi e’ enfatico ed eccessivo; semplicemente il Papa e Bagnasco parlano del suo governo con civilta’ e serieta’, e non col solito armamentario di luoghi comuni.
    3. e perche’ il laicato cattolico dovrebbe essere sempre autonomo dalla gerarchia? Vecchio errore della sinistra DC, evidentemente trasmigrato nel PD.
    4. se il laicato cattolico pare a certi signori condannato all’afasia, e’ perche’: a) e’ ridotto ai minimi termini, data la secolarizzazione imperante; b) i suoi autonominatisi portavoce (Prodi, Bindi e compagnia bella) hanno fatto la figura che sappiamo.
    Il rimedio a tutto questo non si chiama PD, si chiama Nuova Evangelizazione e soprattutto autentica fede.


  6. diego ruggiero ha scritto il 30 maggio 2008 alle 6:15 pm:

    PER IGINIO:
    il problema è che tanti come lei, stretti dalla PAURA della secolarizzazione imperante, si mettono a distribure certificati di “cristianità autentica”.
    Non lo fa neanche il papa e i vescovi, perchè lo fa lei?!

    Se lei parte dal presupposto che compito del laico (anche in politica) è quello di trattare le cose temporali ordinandole verso Dio e quello della gerarchia è di illuminare le coscienze, non negherà la comunione tra laicato e gerarchia, bensì semplicemente distinguerà i ruoli nel popolo di Dio: così le risulterà più facile non equivocare i ragionamenti altrui visto che io non ho detto che il laicato deve essere SEMPRE AUTONOMO dala gerarchia.

    AGGIUNGO PER RISPONDERE A PAOLO: Se ad ogni piè sospinto si interviene su questa o quella legge, indicando strade e direzioni (cito: la 194 va aggiornata, la 40 è un buon punto di equilibrio, il quoziente familiare è un ottimo sistema, ecc…)si fa politica, ubbidendo alle leggi della politica. Se lo si fa anche con passaggi fugaci si fa ancor più politica, anzi si risponde ad uno dei canoni della comunicazione politica contemporanea: essere brevi, semplici ed efficaci nelle dichiarazioni.

    Il rischio c’è eccome! E’ quello di avere un laicato che non pensa più! Un laicato poco AUTOREVOLE SULLA SCENA PUBBLICA (lasciando stare il PD…mi spiegate che autorevolezza hanno oggi Pezzotta, Casini, Formigoni, Pisanu nel rappresentere il pensiero del cattolicesimo politico italiano?).

    C’è un politico cattolico AUTOREVOLE in Italia oggi?

    Faccio questa domanda perchè credo che in politica debba essere autorevole la parola dei politici…


  7. Iginio ha scritto il 30 maggio 2008 alle 10:42 pm:

    non e’ colpa mia se la societa’ e’ secolarizzata (con le tristi conseguenze del caso: si vada a leggere il libro di Matthew Fforde “Desocializzazione. la crisi della postmodernita’”) e non e’ colpa mia se i laici cattolici organizzati hanno idee troppo spesso lontane dalla dottrina (e non si tratta qui di essere “clericali”, ma di essere cristiani). I cattolici non hanno bisogno di etichette, si e’ ripetuto per decenni, e proprio ora che uno schieramento politico laicizzato e’ giunto al governo con un programma che non e’ insensibile alle istanze cattoliche, anche se non e’ “cattolico”, e’ ridicolo che i primi a lagnarsene siano proprio gli ex “cattolici adulti” che si vantavano di non avere etichette. Sa molto di coda di paglia.
    Detto questo, le suggerisco una reazione meno isterica: quello che ha “paura” e’ lei, e si vede. Lasci perdere il Potere e si abbandoni a Cristo, piuttosto: vedra’ che non avra’ piu’ paura.


  8. Sandro Magister ha scritto il 30 maggio 2008 alle 10:44 pm:

    Il giorno delle elezioni, la maggior parte degli elettori cattolici ha dato il suo voto al PDL, con uno spostamento a destra molto più marcato che in passato. E nel nuovo governo i cattolici abbondano, a dispetto delle apparenze. Sono cattolici anonimi, senza le bandiere delle associazioni confessionali, ma la sostanza è che sui temi dirimenti, famiglia, aborto, eutanasia, i propositi del nuovo governo non allarmano ma tranquillizzano la Chiesa. Berlusconi ha definitivamente laicizzato la politica italiana, mentre sul versante progressista, senza più Romano Prodi, ai cattolici doc e agli ex democristiani non resta che fare gli indipendenti di sinistra. È questa la diagnosi di una fonte non sospetta: il quindicinale bolognese “Il Regno”, vicinissimo a Prodi e più ancora ad Arturo Parisi, ex ministro della difesa ma anche, da professore di sociologia, acuto analista del cattolicesimo politico italiano.


  9. Paolo Rodari ha scritto il 30 maggio 2008 alle 11:45 pm:

    Per Sandro: questa del Regno mi era sfuggita. Parisi si conferma persona acuta. Al Riformista è uno dei pochi ministri dell’ex governo di cui si parla bene.


  10. Roberto ha scritto il 30 maggio 2008 alle 11:53 pm:

    Caro Paolo,
    anch’io credo che la riflessione positiva svota dal Pontefice sul “nuovo clima” politico italiano fosse, come dire ?, “bi-partisan” e non necesariamente elogiativa dell’attuale Governo (il clima si costruisce in due: giusto ?).
    Ma non è questo il punto che ti volevo sottoporre: piuttosto, non ti pare d’aver colto, nell’Assemblea Generale della CEI, una – per quanto lieve, forse pure “fisiologca” – diversità d’accenti (e, perchè no ?, pure di sensibilità) tra gli interventi del Cardinale Bagnasco e le parole del Papa ?
    Ciao !

    Roberto


  11. Paolo Rodari ha scritto il 30 maggio 2008 alle 11:59 pm:

    Per Roberto: Senz’altro sì. Ma più nella forma che nei contenuti. Il Papa mi è sembrato leggermente più diretto nell’apprrezamento del nuovo clima politico, mentre Bagnasco meno “spudorato”.


  12. Psico ha scritto il 31 maggio 2008 alle 9:58 am:

    Perché non sottolineare che il Papa, parlando ai vescovi italiani, ha detto anche chiaramente che il clima positivo legato al varo del nuovo governo ‘ha bisogno di consolidarsi e potrebbe presto svanire, se non trovasse riscontro in qualche risultato concreto’? Bisogna farlo per completezza d’informazione. Se no, corriamo il rischio di scegliere solo la parte dei suoi discorsi che meglio si attaglia a certe scelte politiche.

    E poi, ‘le questioni dirimenti’ in parlamento, non sono solo quelle della tutela della vita e del matrimonio. Ma anche immigrazione, sicurezza, povertà, salvaguardia del creato. Siamo sicuri che i propositi del nuovo governo su questi temi tranquillizzino la Chiesa? A sentir parlare Bagnasco ieri e a leggere l’ultimo documento del dicastero vaticano sui migranti, pare proprio di no.


  13. Gianfranco bertani ha scritto il 31 maggio 2008 alle 12:02 pm:

    caro Rodari, lo vedo bene che il papa e diversi vescovi elogiano Berlusconi: io volevo solo ricordare la verità effettuale. e cioè che Berlusconi definiva Prodi un “cumunista” (voleva dire “comunista”) mentre Prodi non si è mai sognato di definirlo “fascista”.
    quanto al ruolo dei laici è bene ricordare la domanda retorica della presidente dell’Azione Cattolica Paola Bignardi: “Esiste ancora il laicato?”
    Basti questo esempio: Alcuni professori universitari e associazioni hanno proposto una raccolta di firme detta “Fisco giusto”. essa chiede(Avvenire del 22/2) di dare 2000 euro in più ai poveri con due figli e 5.000 ai ricchi.
    Ancora nella riunione di Marzo il Comunicato finale dellla CEI invitava a firmare per tale petizione. la mia contestazione non è rivolta al merito della petizione (assurda) ma al metodo: perché i vescovi devono intervenire sul meccanismo fiscale di detrazione per i figli a carico? devono limitarsi a dire “più aiuti a chi ha dei figli”: il meccanismo fiscale lo lascino ai laici.


  14. Iginio ha scritto il 31 maggio 2008 alle 7:21 pm:

    caro Rodari, mi permetta di esprimere una dose di sconcerto nel constatare come i suoi interlocutori non si degnino di prendere in considerazione le obiezioni, a maggior ragione quando arrivano da “illustri sconosciuti” come il sottoscritto. Altro che democratici, qui siamo nell’autoreferenzialita’ pura (per non dire spocchia).


  15. Raffaele Savigni ha scritto il 31 maggio 2008 alle 11:14 pm:

    Non sono per nulla d0′accordo con la lettura di Magister (smaccatamente filogovernativa). Non mi pare che le posizioni della Lega sugli immigrati siano molto “cristiane”. Ritengo poi che vada rivalutato il ruolo dei laici cattolici impegnati in politica: un ruolo non di semplici “escecutori” di direttive vescovili, ma di “mediazione” tra i principi, che la Chiesa gerarchica ha il diritto-dovere di ribadire, e le concrete situazioni storiche. Negli ultimi anni ce ne siamo un po’ dimenticati.


  16. diego ruggiero ha scritto il 2 giugno 2008 alle 1:24 am:

    PER IGINIO:
    lei afferma:”non e’ colpa mia se i laici cattolici organizzati hanno idee troppo spesso lontane dalla dottrina”.

    A cosa si riferisce quando parla di “dottrina” e quali sarebbero le idee “tropppo lontane dalla dottrina”?

    PER MAGISTER:
    credo che non sia un bene per la Chiesa e per l’Italia la marginalizzazione del cattolicesimo organizzato. Viene a mancare così quella sensibilità che ha fatto da cemento alla nascita della democrazia in Italia. Viene a d imporsi la lettura del cristianesimo come religione civile che ha in se i suoi rischi perchè, mettevano bene in luce i vescovi italiani al termine dell’ultimo Consiglio episcopale permanente, ” toglie al cristianesimo la sua nota di eccedenza rispetto a ogni ideologia meramente umana”.


  17. Raffaele Savigni ha scritto il 4 giugno 2008 alle 11:04 pm:

    Concordo con Diego Ruggiero. Il partito “cristiano” non è un dogma, ma c’è una tradizione di pensiero cristiano-sociale e cattolico democratico che non va buttata, ma reinterpretata e attualizzata. Tutti ricordiamo cosa successe quando Pio XI lasciò che affondasse il partito popolare di Sturzo: il fascismo usò i cattolici per i propri fini, si fece bello col Concordato, ma poi sguinzagliò le squadracce fasciste contro l’Azione cattolica nel 1931. E per fortuna di De Gasperi c’era il Vaticano che lo assunse come bibliotecario… Non dimentichiamo l’apporto di quei cattolici (La Pira, Moro, Saraceno, Paronetto, Mortati…) che, col Codice di Camaldoli e poi nell’Assemblea Costituente, fecvero uin lavoro prezioso per la nostra democrazia.


  18. Raffaele Savigni ha scritto il 4 giugno 2008 alle 11:07 pm:

    Quanto a Magister, non è molto coerente: negli anni ’70 criticava da sinistra la Chiesa di Paolo VI (scrivendo libri per gli editori Riuniti, l’editore del PCI); ora sostiene la destra curiale e critica i cattolici democratici: il suo avversario di sempre (solo in questo è coerente).Io invece non mi sono piegato allora alle mode di sinistra; non mi piego ora di fronte ai nuovi “padroni del pensiero”.


  19. Luigi ha scritto il 5 giugno 2008 alle 9:43 am:

    Gentile Gianfranco Bertani,

    lei scrive:

    “Basti questo esempio: Alcuni professori universitari e associazioni hanno proposto una raccolta di firme detta “Fisco giusto”. essa chiede(Avvenire del 22/2) di dare 2000 euro in più ai poveri con due figli e 5.000 ai ricchi.”

    Potrebbe meglio documentare – se può – tale affermazione farneticante:
    – su Avvenire del 22/2 (presumo 2008) non c’è nulla al riguardo
    - sul sito ufficiale http://www.forumfamiglie.org non compare nulla di tutto ciò che lei sostiene (cfr. http://www.forumfamiglie.org/PETIZIONE/PETIZIONEFIRMA.html)

    Poi aggiunge:

    “perché i vescovi devono intervenire sul meccanismo fiscale di detrazione per i figli a carico? devono limitarsi a dire “più aiuti a chi ha dei figli”: il meccanismo fiscale lo lascino ai laici.”

    la CEI ritiene opportuno appoggiare una proposta fiscale avanzata da laici a favore delle famiglie (di TUTTE le famiglie, “per cui, a parità di reddito, chi ha figli da mantenere non deve pagare, in pratica, le stesse tasse di chi non ne ha”);

    effettivamente la CEI non si limita – come lei vorrebbe – a dire “più aiuti a chi ha dei figli” (che ricorda tanto vuoti ed inutili slogan elettorali) , ma ritiene degna di attenzione una proposta ben precisa, elaborata da laici, proprio come quelli che dice lei.

    Non vedo pertanto lo scandalo.

    Cordialmente

    Luigi


  20. diego ruggiero ha scritto il 5 giugno 2008 alle 4:16 pm:

    per Luigi:
    conocordo con l’affermazione di Bertani il quale per correttezza non ha parlato di scandalo bensì ha fatto un’avveduta considerazione.

    Mi meraviglia il fatto che le sue parole vengano equivocate…


  21. Raffaele Savigni ha scritto il 6 giugno 2008 alle 12:35 am:

    Mi sembra giusto aiutare le famiglie, ma anzitutto quelle a basso reddito, per non disperdere in mille rivoli i pochi soldi disponibili.


  22. Luigi ha scritto il 6 giugno 2008 alle 10:13 am:

    Gentile Diego Ruggiero,

    il Bertani “contesta” merito e metodo della raccolta firme per un “Fisco giusto”.

    Io ho usato la parola scandalo, assumendo che la sua “contestazione” derivasse dallo “scandalo” che la proposta aveva in lui suscitato.

    Ma non è questo il punto.

    Cordialmente

    Luigi

    Io ho richiesto al Bertani – molto più semplicemente – che alcune sue affermazioni venissero documentate, altrimenti appaiono pura e semplice propaganda “contro”.

    Se parto da premesse false, anche le conclusioni saranno false, e non possono essere, come lei sostiene “un’avveduta considerazione”.

    Approfitto poi per chiedere al gentile Savigni, che non ci lesina mai il suo parere,
    se ha firmato o meno la petizione, e nel caso non la condivida, come pensa di concretizzare l’aiuto alle famiglie. Meglio il bonus bebè?


  23. Luigi ha scritto il 6 giugno 2008 alle 10:15 am:

    scusate, ma il

    Cordialmente

    Luigi

    andava messo in fondo….


  24. Gianfranco bertani ha scritto il 6 giugno 2008 alle 7:45 pm:

    caro Luigi, la verità è libertà, la menzogna è ideologica.
    Avvenire del 22/2/2008 pubblica a pagina 4 dell’inserto èFamiglia i dati che le ho sommariamente citato.
    può visualizzarla all’indirizzo:

    http://www.forumfamiglie.org/allegati/rassegna_12394.pdf

    ora che lei ha visto come le premesse siano vere, condivide la mia opinione? o gli occhiali ideologici prevalgono sulla verità (con la “v” minuscola)?

    la soluzione? non il Bonus Bebè di berlusconiana memoria, ma, molto semplicemente, moltiplicare per 2 o 3 o 5 le attuali detrazioni.

    confermo di conestare sia il metodo (intrusione clericale) sia il merito (aiuti maggiori ai ricchi).

    infine la pseudo-richiesta “a parità di reddito, chi ha figli da mantenere non deve pagare, in pratica, le stesse tasse di chi non ne ha” è del tutto fuori luogo: già oggi chi ha figli paga meno. il problema vero è che paga poco meno (circa 1.000 € all’anno). ma risolvere i problemi attuali dando 2.000 euro ai poveri, 5.000 alla classe media e 9.000 a Totti non lo trovo giusto, da cattolico e da cittadino.


  25. Luigi ha scritto il 6 giugno 2008 alle 9:36 pm:

    Gentile Gianfranco Bertani,

    grazie per avere fornito dei dati su cui discutere (io non ero stato in grado di trovarli su Avvenire online).

    Concordo totalmente con lei che “la verità è libertà, la menzogna è ideologica”.

    E i numeri veri sono quelli che lei ha riportato.

    Ritengo comunque che il principio di fondo della proposta per un “Fisco giusto” sia totalmente condivisibile: lasciare più risorse alle famiglie con più figli.
    Poi i meccanismi li devono trovare i tecnici, l’importante – a mio avviso – è che passi il principio.

    E ribadisco che non mi scandalizza l’endorsement della CEI.

    Proprio in base alle tabelle da lei citate i redditi medio-bassi traggono benefici di una qualche entità, rispetto al sistema attuale. Potrebbe essere il primo passo.

    Non ho motivo per dubitare che il sistema da lei suggerito possa essere migliore (non sono assolutamente un esperto del settore), l’unico problema è che nessuno lo ha formalmente proposto e sostenuto. Perchè?

    E’ ovvio che il sistema perfetto non esiste, ma ragionando per assurdo, lei ritiene davvero che per non lasciare 9.000 euro a Totti sia giusto negarne 2.000 a chi ne avrebbe davvero bisogno?

    (nelle tabelle si ipotizzano sino a 50.000 euro/anno, presumo che Totti sia un po’ oltre quella cifra, per cui – in assenza di massimali – risparmierebbe assai di più ;-)

    Cordialmente

    Luigi