Il cardinale Sepe e quei raid “vittime” della camorra e di un’ideologia estremista

La notizia dell’incendio appiccato ieri in uno dei campi rom ormai vuoti del quartiere di Ponticelli, a Napoli, non è passata inosservata in Vaticano dove i vescovi italiani sono riuniti da tre giorni in assemblea generale. Anzi. Ieri, è stato l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, a tornare sull’argomento condannano con forza i raid nei quali, ha detto, c’è la mano della camorra e di un’ideologia estremista. Proprio così. «A Ponticelli - ha detto il porporato - ci sono state strumentalizzazioni ideologiche, c’è anche chi ha pescato nel torbido al di là dei rom sfruttando il disagio sociale; poi c’è la coincidenza con l’azione camorristica nella zona».
Parole durissime che evidenziano come le idee della Chiesa in merito ai raid a Napoli siano tutt’altro che vaghe. «Non si possono non condannare queste azioni», ha detto Sepe. E ancora: «Tutto ciò che è violenza, è sempre deprecabile da qualsiasi parte essa venga. Noi vescovi - ha aggiunto - dobbiamo impegnarci nella formazione delle coscienze». In Campania, ha osservato il porporato, «l’unica presenza da anni in questi campi è quella della Chiesa presente in loco, attraverso i parroci e la Comunità di Sant’Egidio che ha cercato di offrire istruzione ai bambini rom». Ed è «spaventoso» che a Ponticelli i bambini delle scuole abbiano ritenuto giusti gli incendi dei campi rom: «Una certa demagogia e un certo estremismo ideologico - ha continuato il porporato - riescono a colpire anche nella mente dei bambini». «È necessario rispettare l’identità di ognuno, ma quando questa identità diventa chiusa, esclude l’altro, cadiamo nel “ghettismo”», ha spiegato Sepe riprendendo il concetto espresso nella prolusione di lunedì dal presidente della Cei Angelo Bagnasco.
Sepe ha parlato ieri a margine della presentazione del libro “L’Italia e il caso zingari”, scritto dal presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo. E a proposito della difficile situazione dei rom in Italia, ha detto la sua anche Andrea Riccardi, presidente di Sant’Egidio, una delle voci più critiche nella Chiesa nei confronti dell’introduzione nel pacchetto sicurezza del governo Berlusconi del reato di immigrazione clandestina. Ecco la sua ricetta: Occorre «rispettare i rom, oggetto in questi giorni di minacce e raid, ricordando le persecuzioni di cui furono fatti oggetto nel periodo nazifascista gli ebrei».
Secondo i dati riportati dalla Comunità di Sant’Egido i rom presenti oggi in Italia sono 120-140 mila, pari allo 0,23 per cento della popolazione. Nella maggior parte cattolici, spesso ormai sedentarizzati, i nomadi italiani, ha spiegato Sant’Egidio, vengono da diversi paesi e appartengono a diverse etnie. «In realtà - si legge in una nota - ciò che li accomuna sono le origini, la lingua e il disprezzo che tutti colpisce».
E sui rom e in tema di diritti umani, ieri è stata anche Amnesty International a bocciare l’Italia. Il Rapporto 2008 sulla situazione nel mondo, infatti, dedica quattro delle 590 pagine al nostro paese. Il 2 novembre 2007, si legge nel Rapporto, è entrato in vigore un decreto legge urgente che consente l’espulsione di cittadini dell’Ue sulla base di un pericolo di sicurezza pubblica. Durante tutto l’anno, si legge nel rapporto, le autorità italiane hanno intrapreso sgomberi su larga scala di comunità rom, in violazione degli standard internazionali sui diritti umani.


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2 commenti al post: “Il cardinale Sepe e quei raid “vittime” della camorra e di un’ideologia estremista”

  1. Leopoldo ha scritto:

    continua l’imperversare del politicamente corretto. Se gli zingari danno tanto fastidio, e’ perche’ il loro comportamento e’ al di fuori di ogni legge. Se la zingara avesse evitato di cercare di rubare la bambina, forse avrebbe dato un pretesto in meno ai raid, per quanto deprecabili essi siano. Quanto alla Comunita’ di S. Egidio, la loro politica verso gli zingari a Roma qualche anno fa era: siccome siamo amici di tizio e di caia, allora ci hanno restitutito il portafogli dopo avercelo rubato. Cosi’ raccontava una persona della Comunita’, facendosene vanto. Ogni commento e’ superfluo, per chi ha a cuore veramente la “legalita’”.


  2. raffaele savigni ha scritto:

    Mi sembra giusto condannare i reati, ma dobbiamo essere almemno altrettanto decisi nel condannare le “imprese” razziste di chi incendia i campi ROM (abitati da bambini innocenti, non dimentichiamolo). Sono dei farabutti che stanno bene in galera, anche se qualche leghista o neofascista li difende.


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