Cambia il Custode del Sacrario Apostolico
29 maggio 2008 -
Monsignor Guido Marini da qualche mese ha preso il posto di monsignor Piero Marini alla guida dell’ufficio delle cerimonie papali. Con monsignor Guido le cerimonie hanno recuperato alcuni elementi importanti per la liturgia della Chiesa che erano andati dispersi. Come ho scritto più volte su questo blog, tra questi elementi occorre ricordare il riposizionamento della croce nel mezzo dell’altare in modo da aiutare i fedeli a tornare a un orientamento comune che vada oltre il sacerdote e giunga a Cristo. Orientamento che è come un retaggio dell’antico “orientamento a Oriente”.
Oggi monsignor Guido continua questo lavoro assieme ai suoi collaboratori. Tra questi c’è il Custode del Sacrario Apostolico, figura che giuridicamente dipende dal superiore dei Padri Agostiniani. A breve l’attuale Custode dovrebbe cambiare. In Vaticano ci si augura che la nomina avvenga di comune accordo con l’attuale cerimoniere papale, così da poter continuare l’importante opera di “regolarizzazione” delle cerimonie liturgiche.
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Cual es la función del Custode del Sacrario Apostolico? Que importancia tiene?
Il Custode del Sacrario apostolico, è colui che di occupa delle reliquie e degli oggetti preziosi della Sagrestia del Papa.
una volta era Vescovo e aveva una funzione molto più ampia..
fu Giovanni Paolo II, con un suo chirografo, a ridurne i compiti e a renderlo dipendente dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontifice!
Grazie!
Comunque avvenga la nomina, è abbastanza chiaro che, da un punto di vista funzionale, il Custode dipende dal Maestro. La persona intelligente che deciderà di accettare, pertanto, sa già come dovrà comportarsi.
E’ vero che dipende dal Maestro, ma se la nomina riguardasse (come si vocifera) qualcuno legato alla trascorsa gestione e quindi di vedute opposte all’attuale Maestro, è chiaro che il rischio di un conflitto sia inevitabile. Credo opportuno che, la nomina del nuovo Custode, sia coerente con i nuovi orientamenti e non con i vecchi… Anche per rispetto al nuovo Maestro e di riflesso al Santo Padre.
Chi è di vedute opposte al Maestro attuale è opposto anche al Santo Padre. Se papa Benedetto avesse voluto continuare con la creatività liturgica (che, secondo il card. Noé, era per Paolo VI “il fumo di Satana”) avrebbe confermato il Maestro delle cerimonie (pardon, delle celebrazioni liturgiche) precedente.
bravo Federico!
scusate, qualcuno conosce paola guidi del settore laboratorio restauro?
Ma funziona questo sito? Mi ero gia’ appellato a voi chiedendovi se conoscete Paola Guidi, dipendente del laboratorio di restauro del Vaticano?
Mi sembra che l’Ufficio Celebrazioni del Sommo Pontefice non abbia portato alcuna miglioria rispetto ai tempi dell’Arcivescovo Mons. Piero Marini. C’è solamente un vago tentativo di restaurare cose vecchie: vecchie reminiscenze ‘tridentine’ o pretridentine, ma nulla di più. In San Pietro e con le Messe del Papa sempre un canto ‘monodico’ (come se non vi fosse altro) della Messa De Angelis e di lì non ci sposta. C’è stata sicuramente una retrocessione nelle celebrazioni. Il ritorno dei Cardinali Diaconi attorno al Papa, mantre prima erano tutti concelebranti. Il tema poi del Crocefisso che ritorna sull’altare: beh fa un poco sorridere. Ma non avete visto quante Croci ci sono già intorno all’Altare maggiore. C’era proprio bisogno di metterne ancora un’altra. Poi il ritorno di tutti quei pizzi nei rocchetti dei cerimonieri: uno diverso dall’altro. Ma non era bello vedere tutti vestiti uguali con il gigliuccio molto più prezioso di certi pizzoni che girano sul’altare papale !!! Essendoci oramai in generale un decadimento comune in ogni settore, politica, scuola, sanità, è giusto vedere questo sconquasso negativo anche nella liturgia pontificia !!!!