Ventiquattro ore dopo le parole del Papa i cattolici del Pd si prendono il merito del «clima nuovo»

Ventiquattro ore dopo l’endorsement del Pontefice a favore del governo, il presidente della Cei Angelo Bagnasco, chiudendo ieri mattina con una conferenza stampa l’assemblea generale dei vescovi italiani, ha ricalibrato un po’ il tiro spiegando che, in ogni caso, la Chiesa italiana si riserva di giudicare l’operato del governo valutando le risposte che saprà dare alle esigenze del paese. Un tiro ricalibrato anche rispetto a D’Alema che aveva accusato la Chiesa di cadere sovente nella tentazione del potere: alla Chiesa, ha detto il presidente della Cei, interessa esclusivamente una laicità «che dice di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio». Poi si giudicherà ogni operato in base «ai frutti e i buoni frutti possono venire da qualunque parte».

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Al cardinal Martini non lo spaventano le “donne prete”. All’ex Sant’Uffizio invece sì

Come ha riportato su Repubblica lunedì 21 maggio Marco Politi, è uscito in Germania quello che viene definito il “testamento spirituale” del cardinale Martini: da una “confessione” tenuta dall’ex arcivescovo di Milano con un suo confratello austriaco sono nati i “Colloqui notturni a Gerusalemme”.
Qui dentro, secondo quanto scrive Politi, Martini sostiene che la Chiesa dovrebbe discutere ancora della possibilità di supplire alla carenza di preti nel mondo con l’ordinazione dei viri probati (uomini sposati di provata fede) e, inoltre, sostiene che di per sé un’altra possibilità, quella del sacerdozio femminile, non lo spaventa.

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Il Papa parla ai vescovi: Silvio benedetto due volte

In un solo giorno Silvio Berlusconi incassa un doppio riconoscimento papale. Il primo viene dal discorso che Benedetto XVI ha tenuto ieri mattina in Vaticano davanti ai vescovi italiani riuniti in assemblea generale: c’è «un clima nuovo, più fiducioso e costruttivo» tra le forze politiche italiane, ha detto Benedetto XVI. Il secondo è arrivato sempre ieri dalla sala stampa vaticana che ha confermato che il prossimo 6 giugno il premier è atteso dal Pontefice in Vaticano per un’udienza ufficiale.

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Cambia il Custode del Sacrario Apostolico

Monsignor Guido Marini da qualche mese ha preso il posto di monsignor Piero Marini alla guida dell’ufficio delle cerimonie papali. Con monsignor Guido le cerimonie hanno recuperato alcuni elementi importanti per la liturgia della Chiesa che erano andati dispersi. Come ho scritto più volte su questo blog, tra questi elementi occorre ricordare il riposizionamento della croce nel mezzo dell’altare in modo da aiutare i fedeli a tornare a un orientamento comune che vada oltre il sacerdote e giunga a Cristo. Orientamento che è come un retaggio dell’antico “orientamento a Oriente”.
Oggi monsignor Guido continua questo lavoro assieme ai suoi collaboratori. Tra questi c’è il Custode del Sacrario Apostolico, figura che giuridicamente dipende dal superiore dei Padri Agostiniani. A breve l’attuale Custode dovrebbe cambiare. In Vaticano ci si augura che la nomina avvenga di comune accordo con l’attuale cerimoniere papale, così da poter continuare l’importante opera di “regolarizzazione” delle cerimonie liturgiche.


Ahmadinejad vuole vedere il Papa: problemi logistici e lista di attesa

Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è in lista d’attesa. Mohammad Javad Faridzadeh, infatti, ambasciatore del suo paese presso la Santa Sede, ha inviato la richiesta alla segreteria di Stato vaticana perché venisse concessa un’udienza papale ad Ahmadinejad nei giorni della sua venuta a Roma in occasione del Summit Fao della prossima settimana (dal 3 al 5 giugno). Ma la segreteria di Stato ancora non ha risposto. E il motivo è principalmente uno. C’è, in sostanza, un problema di logistica.

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Il cardinale Sepe e quei raid “vittime” della camorra e di un’ideologia estremista

La notizia dell’incendio appiccato ieri in uno dei campi rom ormai vuoti del quartiere di Ponticelli, a Napoli, non è passata inosservata in Vaticano dove i vescovi italiani sono riuniti da tre giorni in assemblea generale. Anzi. Ieri, è stato l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, a tornare sull’argomento condannano con forza i raid nei quali, ha detto, c’è la mano della camorra e di un’ideologia estremista. Proprio così. «A Ponticelli - ha detto il porporato - ci sono state strumentalizzazioni ideologiche, c’è anche chi ha pescato nel torbido al di là dei rom sfruttando il disagio sociale; poi c’è la coincidenza con l’azione camorristica nella zona».

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Gli Statuti dei neocatecumenali: era ora!

La notizia che sarebbero approvati gli Statuti del Cammino Neocatecumenale è una bella notizia. Pare che una questione che abbia fatto un po’ penare la congregazione per il Culto Divino sia stata quella della modalità con la quale il Cammino celebra l’eucaristia. In particolare, i nuovi Statuti dovrebbero prevedere che la comunione venga ricevuta in piedi dai fedeli e non più da seduti. A conti fatti debbo dire che era ora che questi Statuti venissero approvati. Sinceramente mi è sembrato che le lungaccini siano state sproporzionate. È vero: con la liturgia non si scherza e dunque nelle diverse celebrazioni occorre obbedire alle regole che la Chiesa impone. Ma è anche vero che il Cammino si è sempre mosso in seno alla Chiesa e che l’esperienza di fede che si fa lì dentro è una vera esperienza di fede, mica altro.


L’urlo di Chiaiano: dimettetevi

Cari PalazziApostolici, ancora oggi ho dovuto lavorare su Napoli. Ho fatto due pezzi sul Riformista, ma ve ne propino soltanto uno, quello dedicato ai “protestanti” delle cave di tufo di Chiaiano. Per loro, le indagini della magistratura che hanno “colpito” il prefetto della città Alessandro Pansa e la vice di Bertolaso, Marta Di Gennaro, sono state un colpo troppo grosso. Ecco il racconto di quello che hanno in mente per le prossime ore. Buona lettura. Paolo

Per le coronarie dei rappresentanti dei Comitati per la difesa delle Cave di Marano e Chiaiano, come pure per i cittadini della zona, vedere che tra le 25 persone implicate nell’inchiesta aperta dalla procura partenopea su irregolarità nella gestione del Commissariato per l’emergenza rifiuti c’erano anche i nomi del prefetto Alessandro Pansa e di Marta Di Gennaro - e cioè dell’ex vice del sottosegretario Bertolaso nonché responsabile del settore Sanità della Protezione civile - è stato davvero troppo.

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Ancora sul premio concesso e poi ritirato a Maranatha.it

Voglio tornare per l’ultima volta sulla questione del premio concesso e poi ritirato a Maranatha.it
Ho voluto lasciare passare un po’ di giorni prima di tornare a dire la mia. Ecco il mio pensiero: la pubblicazione della lettera della WeCa era doverosa e sono contento di averla pubblicata. Come doveroso era riportare quanto accaduto in merito al premio concesso a Maranatha e poi ritirato. Era doveroso perché i punti ancora non chiari restano tanti. Tra questi ne cito uno che ha spiegato bene in un commento anche Gianluca. L’annuncio a Maranatha del premio vinto è arrivato in data 3 maggio. Mentre la lettera della WeCa che spiegava l’errore è arrivata a Maranatha soltanto l’11 maggio, otto giorni dopo. Possibile che per otto giorni non ci sia accorti dell’errore? Secondo me no, non è possibile. Evidentemente la decisione di ritirare il premio è arrivata in un secondo momento.
Infine voglio ancora una volta esprimere la mia gratitudine ai fratelli Gandolfo che curano Maranatha.it. Il loro sito è prezioso per tutta la Chiesa. Paolo