Il Paraguay elegge Lugo, il Papa pronto a dimetterlo
Apr 22, 2008 il Riformista
L’ufficializzazione dell’elezione alla presidenza del Paraguay del “vescovo rosso” Fernando Lugo, leader della coalizione di sinistra “Alianza Patriotica por el cambio” è arrivata domenica in serata.
Un’elezione che porta il Paraguay ad allinearsi con tutti i paesi dell’America Latina: questi, infatti, eccezion fatta per la Colombia di Uribe, sono governati da leader di sinistra radicale (Venezuela, Bolivia, Ecuador, Argentina) o di centro-sinistra (Cile, Brasile, Uruguay, Perù).
Fernando Lugo, vescovo di San Pedro, 57 anni, sospeso a divinis dal Vaticano nel febbraio dello scorso anno a motivo del suo attivismo in politica, esponente della Teologia della Liberazione dell’ex sacerdote brasiliano Leonardo Boff, si insedierà ufficialmente il prossimo 15 agosto - al suo fianco, come first lady, ha dichiarato di volere la sorella Mercedes -, quando riceverà il bastone del comando dall’attuale presidente, Nicanor Duarte Frutos. Fino a quella data, ipoteticamente (ma la cosa pare oggi improbabile) Lugo potrà ancora fare marcia indietro ed evitare, in questo modo, ciò che a conti fatti sembra l’unica opzione possibile nella mani del Vaticano e del Papa: dimetterlo definitivamente dallo stato clericale (una volta si chiamava riduzione allo stato laicale). La sospensione a divinis, infatti, è semplicemente una “pena medicinale” che ad oggi permette a Lugo di conservare lo stato clericale acquisito con l’ordinazione sacerdotale. Ma se Lugo persisterà nel voler fare politica attiva, al Papa non resterà che la mossa delle dimissioni definitive a motivo del fatto che a un vescovo non è permesso in alcun modo di fare politica: un pastore della Chiesa deve essere super partes, al di sopra delle fazioni, qualsiasi esse siano.
Ieri, anche la conferenza episcopale del Paraguay, ha deciso di non pronunciarsi sulla sua elezione, dichiarando di voler restare in attesa della posizione del Vaticano. Il presidente della conferenza, Ignacio Gogorza, ha spiegato di non aver telefonato a Lugo per congratularsi «perchè queste questioni sono di competenza del nunzio». I vescovi del Paraguay, ha aggiunto, affronteranno il tema della nuova presidenza nella prossima riunione del Consiglio permanente. Il nunzio vaticano, Orlando Antonini, si è sempre detto contrario all’idea di Lugo di scendere in campo politico e quando l’ex vescovo è stato sospeso a divinis, i vescovi del Paraguay avevano espresso «adesione e appoggio» alla decisione vaticana.
Santa Sede a parte, resta il dato che Lugo ha vinto largamente, ottenendo il 40,8% dei voti, davanti ad una donna, Blanca Ovelar, candidata del partito al potere, staccata di dieci punti (30,8%) e all’ex generale golpista (di destra) Lino Oviedo (22%), un uomo che si dice legato alla Cia e alla destra neo-con americana. Nelle strade di Asuncion la festa per la caduta dei Colorado, è durata per tutta la notte. «Il risultato di questa notte - ha detto Lugo ieri - dimostra che anche i piccoli possono vincere».




















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