Ballottaggio a Roma: I cattolici seguono la Cei. Ferrara vota Rutelli

Una quantità di voti considerevole che, messi assieme, raggiunge le centinaia di migliaia. Sono i cittadini di Roma e Provincia appartenenti ai diversi movimenti ecclesiali e alle associazioni cattoliche attive sul territorio. Cittadini impegnati in tutti i campi del sociale. Presenti nelle parrocchie della città e che, grazie al loro essere vicini ai problemi della gente, sono in grado di influenzare parecchie preferenze anche tra rispettivi conoscenti e amici in vista dei ballottaggi tra Rutelli e Alemanno e tra Zingaretti e Antoniozzi. In generale però, più o meno tutte le leadership di questo associazionismo (con poche eccezioni) si mostrano allineate alle indicazioni provenienti dalla conferenza episcopale italiana e cioè alla necessità di non schierarsi con nessuno, ma di lasciare ai propri aderenti piena libertà di coscienza.
Francesco Rutelli è stato lungimirante in tempi non sospetti. In piena campagna elettorale ha convocato, nella centralissima chiesa romana di Santa Maria in Campitelli, alcune di queste associazioni. Ha spiegato il proprio programma. Ha voluto ascoltare le diverse esigenze. A tutti ha mostrato la volontà di fare proprie le urgenze che gli venivano sottoposte. C’erano le Acli, Sant’Egidio e altre associazioni. C’erano pure alcuni istituti religiosi, tra questi i salesiani. Dice in proposito al Riformista Gianluigi de Palo, presidente della Acli per la Provincia di Roma: «La convocazione di Rutelli ci ha fatto piacere. Perché siamo noi, non tanto i vari politici, ad avere il vero polso del territorio. A Roma e Provincia abbiamo 37 mila tesserati. Ogni anno circa 120 mila persone ci chiedono aiuto e consulenza per il raggiungimento della pensione, per gli assegni di maternità, per le esigenze di tutti i giorni alle quali le istituzioni faticano a dare risposte. Quindi giudico l’iniziativa di Rutelli importante e spero che diventi una prassi di tutta la politica. Anzi, la mia proposta va ancora più in là: vorrei che i presidenti di tutti i movimenti e le associazioni cattoliche divenissero consiglieri aggiunti dei vari governi locali pur senza essere eletti». Quanto al voto per i ballottaggi, De Palo conferma la linea di sempre: «Piena libertà ai nostri aderenti di votare chi desiderano. La nostra linea, infatti, la definirei così: autonomamente – e cioè singolarmente, ndr – schierati».
Come le Acli, anche l’Opus Dei detta la linea della «piena libertà di voto secondo coscienza a tutti». Anche perché l’Opera svolge con i suoi aderenti un’azione prettamente spirituale. E mai ha voluto dare indicazioni di voto precise per alcuno. Dell’Opera fanno parte cittadini battezzati di ogni estrazione e professione, ognuno con le sue idee e amicizie politiche.
Che Sant’Egidio abbia goduto in questi anni di un’amicizia particolare con la giunta Veltroni è fuori di dubbio. Parecchia consonanza con l’ormai ex sindaco di Roma, l’Onu di Trastevere l’ha avuta anche grazie all’impegno puntuale e ramificato sul territorio nel campo sociale. Anche con Rutelli la medesima amicizia ha garanzie di continuità ma pure Sant’Egidio, a livello ufficiale, non prende posizione con nessuno.
Una posizione più netta per Rutelli la prende invece Giuliano Ferrara. La lista per la vita e contro l’aborto «non esiste più – spiega Ferrara – ma ho votato e voterò Rutelli che dai tempi della battaglia sulla legge 40 è un oppositore dell’anarchia etica e ha governato bene Roma nel corso dei suoi due mandati».
Che alle politiche, invece, i voti di Cl siano andati principalmente al Pdl non è cosa sconosciuta. Più che Cl, però, fu la Compagnia delle Opere a chiedere di votare secondo certi princìpi. La Cdo non chiese ufficialmente un voto per il Pdl, ma che i ciellini votarono da quella parte è fuori discussione. «La stessa cosa – dice al Riformista Giampaolo Gualaccini, membro esecutivo della Cdo nazionale – vale per Roma. Alemanno è un amico da sempre. È per noi un riferimento naturale. Ma voglio sottolineare che Cl, come movimento ecclesiale, non si schiera».
Più o meno la medesima posizione del presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, Carlo Costalli, il quale ritiene, a titolo personale, che «un cambio a Roma sarebbe provvidenziale. La gestione Veltroni, infatti, è stata molta apparenza e poca sostanza. Roma ha diritto a una svolta. Alemanno è un cattolico moderato che merita attenzione».
Due dei movimenti ecclesiali che a Roma hanno la quantità di “seguaci” quantitativamente più significativa sono il Rinnovamento nello Spirito del presidente Salvatore Martinez e i neocatecumenali (che tecnicamente non sono un movimento ma un “cammino”) di Kiko Arguelo e Carmen Hernandez. I leader di entrambi le aggregazioni non intendono dire nulla in merito al ballottaggio e non lo faranno nemmeno con i rispettivi aderenti, almeno in forma ufficiale.


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