Delle Foglie stila il vademecum cattolico

A Mimmo Delle Foglie se gli si dice che lo Stato è laico, quasi si offende. Già, perché lui, cattolico praticante, «lo sa bene che lo Stato è laico», ma insieme, sa bene quale sia il ruolo dei cattolici all’interno di questo Stato: «Noi - dice al Riformista -, lavoriamo a viso aperto nello spazio pubblico, contribuiamo a costruire le leggi e se ci sono leggi che non ci piacciono le rispettiamo ma anche le ostacoliamo. Nel senso che manifestiamo tutto il nostro dissenso. È questa la nostra azione di sempre, l’azione propria dei laici cattolici, non quindi, innanzitutto, della Chiesa». Già, perché la Chiesa, intesa come Cei e Vaticano, come gerarchie e vescovi, «è ai laici - spiega Delle Foglie - che ha dato il “mandato” di contribuire a costruire la società difendendo i principi cosiddetti etici, vita e famiglia soprattutto. E dove vita e famiglia sono attaccati, noi interveniamo per dire la nostra. È questa per noi la traccia segnata dai cardinali Ruini e Bagnasco e da Benedetto XVI, in scia al pontificato di Giovanni Paolo II. È anche quanto si apprestano a fare quest’oggi i cattolici del Partito democratico che si riuniranno al circolo Aldo Moro. Loro stanno dando l’esempio. Al di là delle differenze esistenti - ci sono cattolici democratici, adulti, popolari alla Fioroni e teodem - hanno deciso di lavorare assieme trovando una consonanza sui valori, in antitesi ovviamente a chi, nel Pd (vedi Veronesi e Radicali) questi stessi valori non può che combatterli».
Mimmo Delle Foglie, pugliese, 55 anni, recente organizzatore del Family Day, ex vicedirettore di Avvenire e, oggi, portavoce di Scienza & Vita ed editorialista per il giornale dei vescovi, L’Adige e La Gazzetta del Mezzogiorno, veste i panni dell’analista politico che cerca di ricostruire freddamente lo stato dell’arte della presenza cattolica nell’attuale situazione politica. Lo fa dalla sponda del Tevere dove lavora: il palazzo detto dei “cento preti”, un tempo ricovero per i sacerdoti della diocesi romana, oggi sede di due organizzazioni cruciali per il mondo delle associazioni cattoliche: il settore “vita” coordinato da Scienza & Vita, quello “società” da Retinopera. E presto qui si trasferirà anche il forum delle associazioni familiari, la lobby della “famiglia”.
L’associazionismo cattolico è una realtà variegata che guarda ai politici “dispersi” a sinistra come a destra, passando per il centro. «È vero - dice Delle Foglie -. Ormai i cattolici, sia liberali che popolari, hanno digerito il bipolarismo degli ultimi quindici anni. E oggi, è il caso di notarlo, si apprestano a fare i conti con un quadro nuovo. E cioè con il passaggio in atto dalla seconda alla terza Repubblica. Il quadro politico, infatti, è mutato in questo modo: c’è una «sinistra-vera», una «sinistra-centro», un «piccolo-ma-tenace-centro-cattolico», una «destra-centro» e una «destra-vera». È una ristrutturazione che ha come protagonisti indiscussi Walter Veltroni e Silvio Berlusconi ma nella quale determinante sarà il voto cattolico. Già, perché anche quarantamila voti in più basteranno per far vincere le elezioni alla destra o alla sinistra. Veltroni e Berlusconi l’hanno capito bene, tanto che si sono dati da fare per riaffermare che “i cattolici stanno con noi”. «Ma la verità è che i cattolici stanno dove meglio si sentono rappresentati e discriminanti saranno, ovviamente, le questioni etiche. Queste, per tanti di noi, saranno le tematiche cruciali, le principali per indirizzare il nostro voto».
Le questioni etiche sono dunque uno snodo fondamentale per il mondo dell’associazionismo cattolico. E, a conti fatti, è forse la sinistra a interpretare peggio questa priorità. Una volta la Chiesa si incontrava sul piano solidaristico con la sinistra mentre oggi - dice Delle Foglie - «la sinistra non capisce che sono i poveri, gli ultimi in stato di abbandono, che si lasciano soli al loro destino, quelli chiamati a pagare il prezzo più alto se non si cerca di fermare l’avanzata delle cosiddette tecnoscienze. Già, perché la vita di tutti, a cominciare dai più indifesi - penso agli anziani negli ospizi - sarà sempre di più in mano a terzi che in nome del progresso ne potranno fare l’uso che vorranno. Ecco allora per chi voteranno i cattolici: voteranno per chi a destra come a sinistra, come nel centro, difende la vita (dal concepimento alla morte naturale) e la famiglia». «Paolo VI - conclude Delle Foglie - disse che la politica è la più alta forma di carità. Nulla di più vero ancora oggi. I cattolici sono al servizio della politica e in essa intendono difendere ciò che ritengono sia bene per tutti».

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