Quer pasticciaccio del “loft” scomunicato

Se anche Famiglia Cristiana arriva a criticare pesantemente la scelta di Veltroni di inserire nelle proprie liste i radicali Marco Pannella ed Emma Bonino, significa che il malcontento dei cattolici, soprattutto dei cattolici del Pd, è alle stelle. Già, perché Famiglia Cristiana non è l’Osservatore Romano, quotidiano fedele al Papa e ai suoi principi non negoziabili. E non è neppure Avvenire, quotidiano di riferimento della Cei, il quale, quanto a principi non negoziabili, è fedele al Pontefice tanto e come l’Osservatore.
Famiglia Cristiana è un’altra cosa. È rivista cattolica editata dai Paolini e più volte accusata di essere vicina, troppo vicina, alla sinistra italiana. Glielo disse pure Berlusconi, nella campagna elettorale del 2006, che erano troppo «comunisti». Glielo disse e il cavaliere arrivò a negare loro, per questo motivo, una bella intervista.
Berlusconi a parte, vicinanza o meno alla sinistra, resta il dato che sovente Famiglia Cristiana è stata giudicata da più parti un po’ troppo liberal. Come quando, anni fa, decise di uscire con una pubblicità con tanto di donna nuda a far bella mostra di sé. Come quando, nel 2006, ricevette parecchie critiche perché, rispondendo a un lettore che segnalava come, a causa della legge che favorisce l’aborto, in Italia muoiono ogni anno 130 mila bambini, spiegava che «non è la legge che uccide, ma sono le persone che optano per l’interruzione della gravidanza». Come a dire: la 194, in fondo, non è così male. E ancora, come quando un anno fa dedicò una copertina a Simone Cristiccchi, vincitore di Sanremo con una canzone sui manicomi e che secondo, alcune interpretazioni, chiudeva con un presunto incitamento al suicidio.
Eppure, questa volta, le cose vanno diversamente. Questa volta, anche l’indole liberal della rivista ha dovuto lasciare il posto all’indignazione per un’onta giudicata troppo grande. Si tratta, appunto, dell’annessione dei radicali all’interno del Pd, annessione che anche ai paolini pare davvero troppo. È uno scandalo, insomma, a cui i cattolici di sinistra debbono ribellarsi.
La critica è in uscita sul numero di Famiglia Cristiana in edicola domani. Si tratta di una critica inequivocabile e che testimonia come i cattolici del Pd, la candidatura dei radicali nel partito di cui fanno parte, l’hanno tutt’altro che digerita.
Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana è il titolo dell’editoriale. Un titolo a cui seguono parole durissime: non soltanto, infatti, per Famiglia Cristiana la scelta di Veltroni di imbarcare nelle liste i radicali è fuori luogo, ma fuori luogo è pure «la scelta di candidare a Milano il professor Umberto Veronesi, autore di una sorta di manifesto per la “libera scelta di morire”, cioè l’eutanasia, anche se lui ha detto che si occuperà solo di migliorare la sanità in Italia». E via di questo passo, con affermazioni del tipo: «I radicali hanno una concezione “confessionale” della loro identità». E poi, il diniego verso le politiche che questi porteranno avanti: aborto, eutanasia, depenalizzazione della droga, fino all’abolizione del Concordato e dell’8 per mille, il tutto sopra «un’ideologia libertaria, in salsa pannelliana, alternativa alla storia e ai principi etici, economici e sociali di questo paese». Politiche che Famiglia Cristiana desume dall’ascolto di Radio Radicale, «dove quasi ogni giorno sono costantemente attaccati e messi alla berlina Papa, Chiesa e i valori cattolici».
Secondo Famiglia Cristiana «avrebbe ragione Beppe Fioroni, che invita a non preoccuparsi della pattuglia di radicali nelle liste del Pd, se si potesse esercitare il voto di preferenza. Ma siccome le liste sono bloccate un candidato o un altro fa la differenza, perché comporta da parte del partito l’assunzione di un progetto ideologico. Per questo occorre più chiarezza per rendere lineare il rapporto tra chi vota e chi chiede di essere votato. Nel Pd i cattolici non hanno intenzione di dar vita a una corrente confessionale. Chiedono però chiarezza sull’antropologia e i valori di riferimento».
Insomma, un bel guazzabuglio a cui non soltanto Famiglia Cristiana, ma pure la Chiesa italiana guarda con preoccupazione. Perché se l’idea del presenzialismo dei cattolici sia a destra che a sinistra è la linea ritenuta migliore, è pur vero che il diavolo e l’acqua santa è separati che dovrebbero stare e non, di certo, nello stesso partito.

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