Le paure di Westminster per il Vote for the next cardinal
24 gennaio 2008 -
Damian Thompson, editor in chief, ossia una sorta di direttore capo del principale settimanale cattolico inglese The Catholic Herald e, insieme, leader writer – una specie di opinionista – sul Daily Telegraph, ha deciso di scatenarsi nelle ultime settimane.
Dalle colonne del suo seguitissimo blog Holy Smoke, lui, omosessuale dichiarato ma nel contempo fedelissimo alla linea più conservatrice del cattolicesimo d’oltre Manica, ha lanciato la sua campagna contro colui che ritiene essere uno dei maggiori rappresentanti oggi di una Chiesa cattolica di stampo un po’ troppo progressista: il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, arcivescovo di Westminster e presidente della conferenza episcopale d’Inghilterra.
Su Holy Smoke Damian Thompson, oltre a criticare apertis verbis tutti quei vescovi inglesi da lui ritenuti «troppo di sinistra», oltre a elencare tutti coloro che, a suo avviso, mostrano palesi ritrosie nell’applicare il Motu Proprio di Benedetto XVI sul rito tridentino rivisto nel 1962 da Giovanni XXIII, ha anche deciso di partecipare direttamente al dibattito inerente la scelta del nuovo arcivescovo di Westimster, scelta che – si dice – la Santa Sede potrebbe prendere di qui a breve essendo Murphy-O’Connor entrato il 24 agosto scorso nell’età cosiddetta “pensionabile”: 75 anni.
Damian Thompson ha lanciato sul suo blog il toto successione con due post dai titoli inequivocabili. Il primo: Who should succeed cardinal Cormac? Il secondo: un maggiormente esplicito Vote for the next cardinal. In pochi giorni, centinaia di blogger inglesi, hanno segnalato via mail a Thompson la propria preferenza arrivando addirittura a indicare, tra i tanti, il nome di un australiano: il cardinale arcivescovo di Sydney George Pell.
La curia di Westminster, ovviamente, non l’ha presa bene e ha reso noto a Thompson il proprio diniego. Lui non si è scomposto e, anzi, ha rincarato la dose criticando apertamente l’invito che Murphy-O’Connor ha rivolto poco tempo fa all’ex cerimoniere papale Piero Marini di presentare a Londra la sua ultima fatica: A challenging Refor (Una riforma che pone sfide). Un libro che Thompson giudica semplicemente come «anti-Benedetto» in quanto sostiene la mancata piena applicazione in Vaticano della riforma liturgica inaugurata negli anni del post Concilio.
Su Holy Smoke Thompson difende la necessità di avere una Chiesa cattolica più vicina al Papa e lo fa spiegando come, a fronte di una certa disobbedienza a Roma propria delle gerarchie cattoliche inglesi, vi sia invece un sincero interesse per il pontificato di Benedetto XVI nella Chiesa anglicana. Thompson cita tre fatti. Il primo: in Vaticano continuano ad arrivare sempre più richieste di fedeli anglicani che chiedono di essere ammessi all’interno della Chiesa cattolica. Secondo: il prossimo settembre otto vescovi anglicani hanno promosso un pellegrinaggio a Lourdes e dietro si sono tirati ben 500 fedeli protestanti. Terzo: pare che, per la prima volta, un pastore cattolico possa addirittura essere invitato a sedere nella Camera dei Lords, là dove gli unici rappresentanti ecclesiastici provengono ovviamente dalle fila dell’anglicanesimo.
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